martedì 18 giugno 2013

"DIVIETO DI SOSTA" SU RAI 2 CON LA PARTECIPAZIONE DI VALERIO VAGNOLI DEL GRUPPO DI FIRENZE

Il video, relativo alla puntata di venerdì 14 giugno, dura circa un'ora. Il programma tratta - e a volte sfiora appena - molti temi più o meno collegati alla scuola.

giovedì 13 giugno 2013

LA "MEDIA" NON HA BISOGNO DI RIVOLUZIONI MA DI REALTÀ. RISPOSTA ALLA PRESIDE FALCO

Davvero il lavoro degli insegnanti è "praticamente part-time, a carattere quasi stagionale"? Siamo certi che la scuola media sia l'anello debole del sistema? Su "ilsussidiario.net".    

mercoledì 12 giugno 2013

GLI ESAMI SI AVVICINANO, MA IL MINISTRO TACE SULLA RICHIESTA DELL’ANP DI GARANTIRNE LA CORRETTEZZA

Un mese fa Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, inviò una lettera al ministro Carrozza, chiedendo i seguenti provvedimenti per garantire la regolarità delle prove d’esame. 
 - Ricordare in modo circostanziato i doveri di sorveglianza che incombono ai commissari e i provvedimenti da prendere nel caso di studenti sorpresi a copiare.
- Rafforzare tali indicazioni con l’adozione di strumenti giuridicamente più vincolanti degli attuali (secondo alcune pronunce giudiziarie, la mancanza di una normativa primaria in merito renderebbe illegittima l’adozione di sanzioni).
- Valutare la possibilità di disporre l’utilizzo nelle sedi d’esame di apparecchiature elettroniche atte a rilevare la presenza di cellulari accesi, anche in stand-by. Tali apparecchiature, di basso costo, non emettono radio-frequenze (che potrebbero interferire con le comunicazioni), essendo soltanto rilevatori passivi delle frequenze emesse dai cellulari.
- Prendere tutte le iniziative consentite dalle norme per contrastare l’attività dei siti che offrono il loro aiuto a chi vuole copiare e che comunque pubblicano le soluzioni delle prove d’esame durante l’orario in cui si svolgono, valutando ad esempio la possibilità di stabilire uno  specifico divieto in tal senso e di rafforzare le possibilità di intervento della Polizia postale.
A tutt’oggi non ci consta che Maria Chiara Carrozza abbia avuto tempo di rispondere alla maggiore organizzazione professionale dei dirigenti scolastici. E sarebbe il terzo ministro che ignora le molteplici sollecitazioni giunte dalla scuola negli ultimi tre anni. Eppure non si tratta di richieste corporative, ma della credibilità dello Stato, del rispetto della legge e della formazione morale dei giovani.
Intanto anche Rosario Salamone, già preside e da sempre compagno di strada del Gruppo di Firenze, è intervenuto due volte per ricordare il problema delle copiature. Prima su Rai Scuola, ieri sull’edizione romana del “Corriere della Sera”, dove tiene una rubrica settimanale, con un articolo intitolato Etica, responsabilità e arte della destrezza. 

sabato 8 giugno 2013

LE FALSE PREMESSE DELLE RIFORME SCOLASTICHE

Su “il sussidiario.net” c’è oggi un articolo di Annamaria Falco, preside dell’istituto comprensivo “Martiri della libertà” di Sesto San Giovanni, a proposito della scuola media. Nel secondo capoverso ci si imbatte nelle seguenti strabilianti affermazioni:
"Dovrebbe essere rivisto in ambito contrattuale il profilo professionale dei docenti della scuola pubblica, che non può più delinearsi quale lavoro eminentemente femminile, praticamente part time, a carattere quasi stagionale".
Su premesse di questo genere non si può e anzi non si deve riformare nulla. Di più: non vale neppure la pena di leggere tutto l'articolo. (GR)
http://bit.ly/16Scdx0

martedì 4 giugno 2013

L'ECCEZIONE E LA REGOLA

Un collega stamattina mi ha telefonato per dirmi che doveva leggermi la lettera di una mamma. Di solito ci sentiamo per trovare reciproco conforto rispetto alle quotidiane, talvolta esose, circolari o per scambiarci pareri su uno dei tanti problemi che un preside si trova a gestire: dall'insegnante che esce di matto alla carcassa del piccione morto trovata in mezzo all'erba del giardino. Quindi ho pensato che si trattasse di una madre che si era lasciata andare alla  solita immotivata, vaga e penosa difesa del povero figlio, magari inventandosi chissà quali crimini da parte della scuola. E invece no. Il collega tutto d'un fiato mi ha letto una lettera che mi ha lasciato sbigottito e nello stesso tempo entusiasta. Da anni non mi capitava di leggere delle frasi così  dignitose e degne, appunto, di una  madre che sa essere tale fino in fondo. La donna chiedeva scusa a nome della figlia (che aveva usato più volte in classe il cellulare per fotografare delle compagne e aveva risposto con maleducazione a un educatore), definendo il suo comportamento scorretto "indecoroso e poco educato...”. E aggiungeva: “E questo mi dispiace moltissimo, perché ho creduto di educarla nel rispetto delle istituzioni e delle persone adulte... E per questo ho provveduto a parlare  severamente con lei..., confidando che le darete la possibilità di recuperare la Vostra stima". Al piacere è però immediatamente seguito lo sgomento, nel prendere atto che lettere del genere sono talmente rare da risultare eccezionali, quando invece dovrebbero rappresentare la norma. (VV) 

lunedì 27 maggio 2013

L’EDUCAZIONE MANCATA ALLE RADICI DELLA VIOLENZA OMICIDA

Un “no” ha scatenato il raptus omicida nella tragedia di Corigliano: una ragazza pugnalata e poi bruciata ancora viva dal ragazzo che aveva respinto. In molti casi di questo genere, scrive Alessandra Graziottin, è mancato l’allenamento a un graduale controllo degli impulsi, come confermano anche le indagini delle neuroscienze.
Ovviamente i guasti prodotti dal discredito della fermezza e dalla pedagogia del dialogo e della contrattazione permanente fra genitori e figli sono molto vari per tipologia e intensità; e per fortuna sono rari i casi di questa gravità. Ma è una fortuna relativa, se si pensa soltanto a quanto costa alla scuola, e in particolare agli insegnanti, l’arrivo di bambini non sufficientemente educati, cioè introdotti alla realtà del limite e della frustrazione. E a quanto costa in seguito, per molte vie, all’intera società. Leggi.

sabato 25 maggio 2013

SPIEGARE AI FIGLI CHE COPIARE È SBAGLIATO

Simona Ravizza, a pagina 41 del "Corriere della Sera" di oggi, partendo da un articolo del "Wall Street Journal sull'educazione a non copiare, tratta del problema anche in riferimento alla lettera dell'Anp al Ministro Carrozza sulla regolarità degli esami di Stato. Leggi.

martedì 21 maggio 2013

DUEMILASEICENTO STUDENTI SULLE NAVI DELLA LEGALITÀ: QUANTI DI LORO COPIERANNO ALL'ESAME?

Ripartono anche quest’anno le navi della legalità. Non è che non si  apprezzino le buone intenzioni, ma la vera educazione civica non passa né da queste megagite, né dai cortei di “Libera”, né dagli innumerevoli e multiformi progetti inseriti nei Pof. La psicologia dello sviluppo ci assicura che le regole – cioè il principio di realtà, cioè i limiti, cioè i diritti con i doveri – si imparano gradatamente e con l’allenamento costante fin dai primi mesi e che i discorsi contraddetti dai fatti, le trasgressioni senza conseguenze e la grammatica del vivere senza la pratica non servono a molto. Speriamo quindi che Maria Chiara Carrozza, che si imbarca anche lei con destinazione Palermo, prenda l’iniziativa più utile in questo momento per la formazione degli studenti: quella di rispondere positivamente alle proposte dell’Associazione Nazionale Presidi per garantire la correttezza degli esami, altrimenti destinati a trasformarsi, anche per i reduci dalla crociera legalitaria, in un istruttivo stage sull’imbroglio impunito. (GR)

mercoledì 15 maggio 2013

CORRETTEZZA DEGLI ESAMI: NON È SOLO QUESTIONE DI TECNOLOGIA

Della lettera dell’Anp al Ministro con cui Giorgio Rembado chiede in sostanza di fare tutto il possibile per evitare che gli esami di Stato siano una barzelletta, i giornali e i siti web mettono soprattutto in evidenza, specie nei titoli, la proposta di utilizzare i rilevatori di cellulari e quella di vietare ai siti la pubblicazione in tempo reale di traduzioni e soluzioni dei problemi. Continua a leggere.

martedì 14 maggio 2013

MERITO E LEGALITÀ NEGLI ESAMI, PRIMO ESAME PER IL NUOVO MINISTRO

Le tre testate del “Quotidiano Nazionale” pubblicano oggi un servizio sulle proposte dell’Anp e nostre al Ministro Carrozza per garantire finalmente – o almeno perseguire con convinzione – la piena regolarità degli esami di Stato.
Con quale autorità ed energia lo Stato si sia fatto sentire fino a oggi, la dice lunga la notizia di un gentlemen agreement vigente da due anni tra il sito Skuola.net, segnalato da “Tgcom24” e “Repubblica.it”, con il quale il sito (non tutti gli altri) si impegnava a pubblicare le soluzioni solo dopo il tempo minimo di consegna delle prove. In questo modo chi ha concluso la prova nei tempi minimi, può fruirne liberamente senza violare alcuna regola”. Quindi bastava pazientare un paio d’ore per il via libera all’imbroglio.  (GR)
Leggi anche:Il Sole24Ore”, Tgcom24”, “Repubblica.it”. “TMNewsriferisce sull'esperienza tedesca.

domenica 12 maggio 2013

UN PASSO AVANTI PER LA FORMAZIONE PROFESSIONALE IN TOSCANA

La Regione Toscana ha aperto agli Istituti alberghieri la possibilità di sperimentare in alcune prime classi, dal settembre 2013, il cosiddetto percorso professionale “complementare”. A differenza di quello “integrato” ... Continua a leggere.

venerdì 10 maggio 2013

LETTERA AL NUOVO MINISTRO CARROZZA: GARANTISCA LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI

Fin dalla nostra prima iniziativa per un corretto svolgimento degli esami di Stato – una  dichiarazione sottoscritta da diverse centinaia di dirigenti scolastici e docenti – l’Associazione Nazionale Presidi (Anp), la più rappresentativa della categoria, ha condiviso con grande convinzione la necessità sollevare il problema, cogliendone tutto lo spessore etico e educativo.
Dopo avere scritto in proposito al Presidente della Repubblica, oggi il Presidente dell'Anp Giorgio Rembado ha inviato una lettera al nuovo Ministro dell’Istruzione, chiedendole di assumere le iniziative più efficaci per contrastare la pratica del plagio. Sarebbe infatti ora – per dirla con il sociologo Marcello Dei – che la scuola smettesse di impartire “lezioni di imbroglio”. Leggi.

GIORGIO ISRAEL SFERZA L'INVALSI

Sul “ilsussidiario.net” Giorgio Israel ricapitola in modo incisivo le argomentazioni contro un uso estensivo dei test, al di là della verifica di conoscenze e capacità elementari. Intanto prosegue la battaglia dei Cobas che hanno indetto tre giorni di sciopero in coincidenza con le date di “somministrazione” dei questionari. Israel, però, non si oppone alla valutazione in quanto tale, mentre il rifiuto dei Cobas è integrale e anche ideologico, in quanto considerano le prove Invalsi espressione del sistema politico ed economico dominante, che vuole spingere la scuola a adeguarsi "alle esigenze del sistema produttivo". (GR) Leggi.

giovedì 2 maggio 2013

PRIMI PASSI PER MARIA CHIARA CARROZZA

Concediamo senz’altro che sia presto per trinciare valutazioni sul Ministro Carrozza, che in partenza si intende probabilmente più di università che di scuola, come il suo predecessore. Facciamole anzi i nostri auguri di buon lavoro, mentre aspettiamo la tradizionale audizione inaugurale nelle Commissioni parlamentari e le nomine dei sottosegretari (sperando che almeno uno conosca le aule scolastiche). Accogliamo con soddisfazione  il suo “sì, ma...” sull’informatica nella didattica. Dobbiamo però notare che il canovaccio del suo programma (speriamo modificabile e interpretabile) ricalca quello del Pd firmato da Francesca Puglisi, di cui ci siamo occupati criticamente in una precedente nota. Infatti nellintervista rilasciata a “Huffington post”, si legge tra l’altro che “il tempo scuola è il miglior antidoto alla dispersione scolastica”, cioè più si sta a scuola, meglio è, secondo un’equivalenza tutt’altro che evidente fra quantità e qualità; che il biennio iniziale delle superiori deve essere unitario, benché le esperienze di maggiore differenziazione fin da dopo le medie si raccomandino per il successo contro la dispersione; e infine che è necessaria la trasformazione dei docenti in “facilitatori dell’apprendimento”  in modo da “catturare le teste veloci degli adolescenti”. Staremo a vedere. Per il momento limitiamoci a sperare che il nuovo ministro dimostri spirito antidogmatico, concretezza e apertura alle voci dell’esperienza sul campo; che valorizzi il merito e la responsabilità come pilastri indispensabili a una scuola che funzioni; e che non si faccia ingabbiare – come si augura Giorgio Israel in ampio intervento su “ilsussidiario.net” – “dal prepotere di una burocrazia e di una dirigenza che ha sempre detto, neanche sottovoce, ‘i ministri passano e noi restiamo’ ”. (GR)

LEGALITÀ: DALLA PREDICA ALLA PRATICA

“Professione Docente”, il mensile della Gilda degli Insegnanti, pubblica un’intervista sull’educazione alla legalità a Pier Camillo Davigo, noto per aver fatto parte del pool di “Mani pulite”. Due i punti forti della sua posizione in merito:  un giudizio nettamente critico sui progetti in voga nelle scuole (“Penso che qualche ora di dibattito sui temi della legalità non possa che essere un piacevole diversivo rispetto alle lezioni”); e il legame fra le piccole infrazioni e quelle più grandi: cosa per niente scontata per la forma mentis di troppe persone, evidenziata di recente anche da una ricerca sugli studenti lombardi segnalata su questo blog il 22 marzo scorso (Legalitari a parole). Decisamente riduttiva, invece, la spiegazione che Davigo fornisce della forte tendenza a imbrogliare fra gli studenti italiani: il fatto che i docenti sono sia “allenatori” che “esaminatori” dei loro allievi. Ben più complesse, infatti,  sono le radici storiche, etiche e sociali del fenomeno. Leggi l'intervista.

domenica 28 aprile 2013

USA: FALSIFICATI I RISULTATI DEI TEST PER AVERE GLI AUMENTI

Su “Sette” Massimo Gaggi riferisce dagli Usa di casi in cui i docenti hanno falsificato – elevandoli – i punteggi dei test, per vedersi così garantiti gli aumenti di stipendio legati alle “performance” scolastiche dei loro allievi. E tutto fa pensare che, indagando ovunque, i casi si moltiplicherebbero. Inoltre il sistema stesso dei test, che avrebbe dovuto migliorare il sistema scolastico statale americano, non sembra dare i risultati desiderati. Il profitto degli studenti sta precipitando, soprattutto “per la difficoltà di gestire l’istruzione in una società multietnica”; e, aggiungerei, perché una scuola statale sempre più dequalificata è ormai prevalentemente destinata quasi esclusivamente ai più svantaggiati. Quella privata è assai costosa, lo sappiamo, e garantisce di solito ben altri risultati. Tra l'altro vale la pena di ricordare che un fattore di miglioramento per i più svantaggiati è costituito dalla convivenza con compagni motivati e convinti dell'importanza della cultura. In ogni caso non sembra proprio che la qualità della scuola migliori con gli incentivi e con l'uso generalizzato dei test nella didattica. Sarebbe opportuno che il nuovo ministro. dell'istruzione Carrozza riflettesse su quanto sta avvenendo nella scuola americana e informasse in proposito i funzionari ministeriali ai quali piace tanto quel modello.  Leggi l'articolo. (VV)

mercoledì 17 aprile 2013

NELLA PROTESTA CONTRO I TEST INVALSI IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI

 “Tenete a casa i vostri figli nei giorni in cui verranno fatti i test Invalsi” è il suggerimento che arriva dalla Rete delle scuole fiorentine,  come riferisce un  articolo  della Nazione di sabato 13 aprile. “L’alternativa”, secondo Valerio Cai, rappresentante sindacale di base, “è entrare in classe, ma non fare quei test che, ricordiamolo non sono obbligatori. Insomma chi li salta non rischia nessuna conseguenza sulla valutazione”. Quanto alle motivazioni dice Nino Moscato, docente del Liceo Michelangelo: “Non ci rifiutiamo di essere valutati, ma ci opponiamo a questo addestramento ai test, che finirà per annullare il vero obiettivo della scuola, chiamata a formare cittadini, quindi persone dotate di spirito critico”.
Come “Gruppo di Firenze” abbiamo più volte espresso dei rilievi critici nei confronti di queste prove, per la poca chiarezza sugli obiettivi da parte del Ministero, per la scarsa corrispondenza tra quello che i test richiedono e quello che si insegna e soprattutto per il grave rischio di andare verso un insegnamento prevalentemente orientato alla soluzione dei test stessi.
Tuttavia i colleghi della Rete mostrano di avere una ben scarsa consapevolezza del loro ruolo nel momento in cui  promuovono una forma di protesta che costituisce una indecorosa  strumentalizzazione degli studenti. Il fine non giustifica i mezzi, come dovrebbe essere chiaro soprattutto a degli educatori, e un minimo di scrupolo deontologico avrebbe dovuto scoraggiare una  simile  manipolazione  dei ragazzi,  che certo non hanno gli elementi per farsi autonomamente un’opinione in merito. Lo stesso dicasi del rappresentante sindacale di base che propone un’alternativa apparentemente più soft, ma ugualmente scorretta, suggerendo agli studenti di rifiutarsi di fare i test.  È invece legittima e certamente più appropriata l’indizione di uno sciopero nei giorni dei test Invalsi, anche se i sindacati di base non devono avere molta fiducia in una massiccia adesione, se hanno deciso di affiancare allo sciopero l’inaccettabile appello di cui sopra. Dopo tutto delegare la protesta agli studenti è certamente più economico.
(A.R.)

sabato 13 aprile 2013

SULLA SERIETÀ DEGLI ESAMI L'ANP SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

L’ANP, la più rappresentativa associazione dei dirigenti scolastici, pubblica oggi sul suo sito una lettera inviata ieri al Presidente della Repubblica in merito al problema della regolarità degli esami di Stato, la cui credibilità è ogni anno gravemente compromessa dalle molteplici notizie di comportamenti scorretti e dai risultati dei sondaggi su quanti hanno copiato o tentato di copiare - a volte, purtroppo, anche grazie alla "comprensione" di alcuni colleghi non consapevoli dei loro doveri  e del loro ruolo educativo.
La lettera è introdotta da una nota intitolata Legalità in teoria e in pratica, che qui riproduciamo.

Già negli anni scorsi, Anp si è pubblicamente spesa – anche in appoggio alle iniziative del Gruppo di Firenze – per il regolare svolgimento degli esami di maturità, da troppo tempo ormai messo in discussione dalle tecniche di comunicazione a distanza che trovano efficace e facile supporto nelle più recenti tecnologie portatili: smartphone e terminali sempre più piccoli e sempre più ricchi di prestazioni.
In gioco non è solo una questione giuridica e neppure il torto che così vien fatto in danno di coloro che le stesse prove affrontano fidando solo nella propria preparazione e nel proprio impegno. Ne va della credibilità della scuola come istituzione educativa, nella quale – con lo sforzo di molti – si opera per costruire nei giovani il senso della legalità ed il rispetto per le regole della propria comunità.
Siamo convinti che la dimensione valoriale dell'istruzione, come abbiamo scritto anche nel nostro recente "Manifesto per la Scuola” sia una componente tutt'altro che secondaria ed opzionale del servizio pubblico reso al Paese. Ne siamo tanto convinti che abbiamo deciso questa volta di rivolgerci alla più alta istanza dello Stato, al soggetto istituzionale che rappresenta l'unità e l'essenza del nostro essere comunità civile: il Presidente della Repubblica.
In allegato, trovate la lettera che il presidente Anp, Giorgio Rembado, in accordo ancora una volta con il Gruppo di Firenze, ha indirizzato ieri a Giorgio Napolitano.
La lettera al Presidente della Repubblica.

giovedì 11 aprile 2013

DANTE E L'EX-BRIGATISTA

Pubblichiamo la lettera che Valerio Vagnoli, dirigente scolastico e membro del Gruppo di Firenze, ha inviato alla Società Dantesca Italiana.

Gentili Dirigenti della Società Dantesca Italiana,
la settimana scorsa alle scuole superiori di Firenze è arrivato il vostro invito a una serie di Lecturae Dantis tenute da studiosi più o meno noti. L’ex-brigatista Enrico Fenzi (dissociato ma non pentito), esperto di Dante e della letteratura del Due -Trecento, dovrebbe tenere la lettura del XV canto del Paradiso. Venerdì scorso chi scrive ha espresso sul Corriere Fiorentino il proprio disappunto per questa presenza, che potrebbe risultare una ennesima mancanza di sensibilità in una città dove sono ancora vive le ferite inferte ad alcune famiglie dai brigatisti. Mi sembra poi particolarmente sconcertante che un personaggio del genere possa essere proposto a un pubblico di studenti proprio il 9 maggio, giorno in cui, secondo le raccomandazioni ministeriali, dovremmo nelle scuole ricordare le vittime degli anni di piombo, essendo la data in cui le brigate rosse, giusto trentacinque anni fa, assassinarono Aldo Moro. Oltretutto l’ex brigatista, richiesto da una giornalista se avesse cercato di capire il punto di vista dei figli degli uccisi dai terroristi, ha risposto “di fare fatica a capirlo”, pur rispettandolo.
Signori della Società dantesca fiorentina, sono certissimo della vostra buona fede e penso che la data del 9 maggio, quella in cui si dovrebbe tenere la lezione di Enrico Fenzi, sia frutto solo del caso o del difficile compito di tenere conto degli impegni degli studiosi. Ma proprio questo dimostra che la memoria va tenuta viva e non solo nelle scuole. Sarebbe un bel contributo in questo senso una vostra decisione di rivedere il calendario delle Lecturae, se non altro in nome di quella pietas che Dante ci ha insegnato a coltivare nei confronti della sofferenza degli altri, seppur dannati, e che qualcuno non riesce a provare neppure per le vittime delle proprie scelte.
Distinti saluti,
Valerio Vagnoli
DS Istituto Alberghiero Saffi di Firenze
e membro del Gruppo di Firenze
per la scuola del merito e della responsabilità. 

martedì 9 aprile 2013

L'ADI: ABOLIRE GLI ISTITUTI PROFESSIONALI

L'Associazione Docenti Italiani, da sempre in prima fila per la valorizzazione dell'istruzione e formazione professionale, rilancia: facciamo come a Trento e a Bolzano, dove si sono aboliti gli istituti professionali - da ormai vent'anni "licealizzati", con gravi conseguenze sull'insuccesso scolastico - convertendoli in parte in istituti tecnici, in parte in istituti per la formazione professionale gestiti dalle regioni (come vorrebbe la Costituzione). Leggi.

lunedì 25 marzo 2013

PIRANI TORNA ANCORA SUL NODO VALUTAZIONE

Mario Pirani torna a parlare di scuola, come ha fatto tante volte meritoriamente: valutazione, mancanza di ispettori in Italia, selezione in base al merito nelle iscrizioni a scuole superiori con eccesso di iscritti. Continua a leggere.

DOPO LA GITA LA CLASSE "PERFETTA" SI ASSENTA. E VIENE PUNITA

A proposito di rispetto delle regole a scuola, un interessante articolo di Antonella Landi – insegnante e titolare di una rubrica settimanale sul “Corriere fiorentino” – dimostra come questo rispetto lo si debba insegnare anche attraverso le attività quotidiane del nostro lavoro. Guai a lasciar perdere, magari per pigrizia, per convenienza, per assuefazione o per complicità con gli allievi stessi, rispetto ai loro doveri. Peraltro occorrerebbe non dimenticare che in quanto studenti essi rappresentano un importante investimento per il futuro della società, la quale sostiene per loro una spesa non indifferente. Spesso, come giustamente fa rilevare Antonella Landi, complici dell’irresponsabilità dei ragazzi sono anche i genitori, pronti giustamente a protestare contro gli sprechi della pubblica amministrazione, ma insensibili al dispendio di risorse pubbliche a favore dei loro figli. Che a volte, come nel caso denunciato nell'articolo, trascurano il loro dovere, preferendo dormire sonni tranquilli anziché andare a scuola. (VV)     Leggi. 

venerdì 22 marzo 2013

LEGALITARI A PAROLE

Sono contro la criminalità, i furti, la mafia, la violenza. Ma in maggioranza giudicano praticabili diversi comportamenti illegali: non pagare il biglietto sull’autobus, scaricare musica e altro ancora. Parliamo di circa tremila studenti lombardi delle superiori, che hanno risposto a un questionario dell’Osservatorio regionale sulla Legalità. Altra dimostrazione che l’educazione civica non passa dai convegni o dalla partecipazione a colorati cortei, ma dal constatare che violare le leggi è condannato sia in teoria che in pratica, per esempio attraverso le sanzioni dei controllori sull’autobus e della polizia postale su internet. Leggi.

mercoledì 20 marzo 2013

PICCOLI ESTORSORI CRESCONO. PER DON CIOTTI È COLPA DELLA SCUOLA

Tre giovani studenti  di Pontassieve, ispirandosi a qualche film, ma forse anche a fatti reali, hanno cercato, per fortuna senza successo, di  trasformarsi in baby estorsori. Interpellato dal “Corriere Fiorentino”, don Luigi Ciotti, a Firenze per la marcia di “Libera”, ha individuato immediatamente i veri colpevoli: naturalmente la scuola e in generale la cultura che “ non sveglia le coscienze”. Continua a leggere.

I NEBBIOSI CONFINI DELL’AUTONOMIA SCOLASTICA

Della nascente autonomia scolastica Luigi Berlinguer aveva dato una definizione drastica: tutto ciò che non è vietato è permesso. Già, ma che cosa è vietato? In realtà i confini sono rimasti incerti su moltissimi argomenti, a cominciare dalle Indicazioni nazionali che hanno sostituito i programmi scolastici e che dovrebbero rappresentare i livelli essenziali di prestazione, cioè quello che è obbligatorio fare, sia pure declinato secondo l’autonomia scolastica e professionale. Tuttavia, forse perché la parola “obbligo” è ormai tabù quanto “divieto”, la scuola sta scivolando in una nebbiosa anarchia, in cui norme, circolari, prassi e opinioni si intersecano e si confondono.
Prendiamo la polemica sui criteri qualitativi (valutazioni della terza media, prove di ammissione) con i quali alcuni istituti superiori hanno pensato di selezionare i troppi iscritti. Vi si oppone con molta forza il Ministero, che però, stando alle espressioni riportate tra virgolette dal “Messaggero”, si riferisce a circolari che hanno “raccomandato di scegliere secondo criteri non parziali”. Quindi “pur nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, i criteri di precedenza debbono rispondere a principi di ragionevolezza, quali, a puro titolo di esempio, quello della vicinanza della residenza dell’alunno alla scuola o quello costituito da particolari impegni lavorativi dei genitori”. Si tratterebbe dunque non di disposizioni tassative, ma di moral suasion? Quanto alla sensatezza, gli esempi di criteri addotti dal Ministero sembrano del tutto incongrui per le scuole superiori (che, per inciso, i ragazzi di quell’età raggiungono in genere da soli): perché mai infatti dovrebbe essere penalizzato chi viene da lontano, magari perché ritiene migliore un istituto di quello più vicino a casa? Non basta: l’articolo aggiunge – senza spiegare il perché – che è da evitare assolutamente il sorteggio (con l’eccezione della scelta tra due studenti alla pari per tutti i criteri). Eppure sembrerebbe proprio l’alternativa più logica ai criteri basati sul merito.
Inutile continuare nell’esemplificazione di questo andazzo, che non stupisce ormai più di tanto chi vive nel “paese del pressappoco”. Se però qualcuno di buon senso approdasse finalmente (spes contra spem) in viale Trastevere, negli abusati cento giorni dovrebbe alla buon’ora delimitare con chiarezza il dominio della libertà e quello della responsabilità. (GR)

giovedì 14 marzo 2013

L’IDEALE DI UNA VALUTAZIONE “UGUALE PER TUTTI” È IRREALIZZABILE E DANNOSO, GIUSTO INVECE IL CONFRONTO FRA DOCENTI

Torna a far parlare di sé il preside del Berchet: l’anno scorso invitava i docenti a non umiliare gli studenti scendendo sotto al 4, ora chiede che si scambino le verifiche per una doppia correzione. Come personalmente non trovo umiliante dare 1 o 2 a compiti in bianco o quasi, differenziandoli da quelli svolti con molti errori gravi, così oggi trovo impraticabile e poco sensata la soluzione della doppia correzione, se assunta come sistematica. Ho personalmente organizzato più di un seminario sulla correzione dei temi. Ciascuno correggeva gli stessi tre scritti di diverso livello, poi ci si confrontava: cosa correggere, come correggere, che peso dare ai diversi tipi di errore, in che modo esprimere la valutazione. Convenimmo tra l’altro su un insieme di elementi da valutare: organizzazione del testo, ricchezza dei contenuti, correttezza grammaticale, proprietà del linguaggio, punteggiatura, cura formale, oltre alla valutazione complessiva (che non può essere la media delle diverse voci). In questo modo si potevano meglio individuare i punti su cui lavorare. La discussione in teoria poteva anche consentire qualche avvicinamento tra colleghi. Ma nessuno si illudeva che si potesse raggiungere una vera uniformità, in particolare su questo tipo di prova. È già molto se ogni docente riesce a essere coerente con la propria impostazione. Sarà solo la molteplicità delle prove ad assicurare una valutazione relativamente affidabile.
Ovviamente ci sono materie e tipi di verifiche su cui è meno difficile tendere a una maggiore equità, per esempio nei questionari vero/falso. Ma il preside Pessina del Berchet pretende troppo: “La sufficienza deve voler dire la stessa cosa per tutti gli studenti e per tutti gli insegnanti. Ci deve essere una valutazione equa, uguale per tutti”.
Espresso in questo modo, si tratta di un obbiettivo non solo irraggiungibile, ma anche pericoloso, per tacere del raddoppio del carico di lavoro. Per due motivi. Prima di tutto incoraggia inevitabilmente il rivendicazionismo degli studenti e di certi genitori. In secondo luogo, rischia di sfociare in una soluzione artificiosa e lesiva dell’ineliminabile autonomia professionale del singolo docente, per esempio in illeggibili griglie irte di casi e di sottocasi.
Diamo atto al dirigente del Berchet che esistono casi estremi, come il docente draconiano e quello presunto progressista del 6 politico, per cui non esiste un rimedio sicuro. Forse dobbiamo solo prendere atto che non tutto l’esistente può essere tradotto in termini matematici. Ma su questo punto vorrei affidarmi all’esperienza e alla saggezza dei nostri venticinque lettori. (GR)

mercoledì 6 marzo 2013

LA RISPOSTA DI ERIKA FRANCHI E TOMMASO VILLA DEL PDL TOSCANO ALLA LETTERA APERTA AI PARTITI

Quando era ancora in corso la campagna elettorale, due esponenti del PdL toscano, Erika Franchi e Tommaso Villa, avevano risposto alla lettera aperta "Chi vuole davvero una scuola seria?". Una risposta che pubblichiamo oggi, in quanto soltanto ieri è stato possibile riaprire la casella di posta elettronica gruppodifirenze@libero.it , rimasta bloccata per mesi. Ringraziamo davvero molto i nostri interlocutori per la serietà e l'ampiezza delle loro risposte.
Come si può constatare, su diversi punti c'è convergenza con quelle date da Francesca Puglisi; ed effettivamente esiste una koinè scolastica trasversale alle diverse culture politiche. Qui si parla di aumentare il carico di lavoro dei docenti e del carattere innovativo dell'idea di "facilitatore dell'apprendimento"; si considera superato il ruolo degli ispettori-censori (ma ce ne sono 4000 in Francia e 3000 in Inghilterra), in un paese in cui il rispetto delle regole è quello che è, né si affronta il problema di come intervenire su insegnanti gravemente inadeguati, che non sono quelli in difficoltà da sostenere in un percorso di miglioramento.
Quanto ai test, a differenza di quanto sostiene Francesca Puglisi, per Franchi e Villa dovrebbero diventare lo strumento esclusivo della valutazione certificativa (o sommativa che dir si voglia). Leggi.

lunedì 25 febbraio 2013

FRANCESCA PUGLISI, RESPONSABILE SCUOLA DEL PD, RISPONDE ALLE DOMANDE DELLA LETTERA APERTA

Unica per il momento tra i dirigenti nazionali dei partiti, Francesca Puglisi, responsabile per la scuola nella segreteria del Pd, risponde ampiamente alle domande di chi ha firmato la lettera aperta Chi vuole davvero una scuola seria? Un comportamento dialogico senza dubbio da apprezzare, anche per come si conclude la mail di accompagnamento: "Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o incontro". Se tale incontro ci sarà, avremo l'occasione di argomentare le nostre tesi più ampiamente di quanto consentisse la sintesi di un documento del genere. E su alcuni punti in particolare, come ad esempio la valutazione degli insegnanti e la formazione professionale, il dialogo è particolarmente necessario.
Leggi le risposte

giovedì 21 febbraio 2013

LE "SCUOLE 2.0". INFATUAZIONI MODERNISTE E TENTAZIONI GIACOBINE

Spazi aperti e “riconfigurabili”, pareti scorrevoli, tavoli componibili invece dei banchi, pouf, tappeti, “atelier”, “agorà” per feste, spettacoli e assemblee, spazi relax. E naturalmente via le cattedre e, invece dei corridoi, ecco le “aree connettive”. Non è un numero di "Architectural Digest", sono le Linee guida per la costruzione dei nuovi edifici scolastici varate dal Ministero della Pubblica Istruzione e illustrate su “LaRepubblica” di oggi. (Continua a leggere)

lunedì 11 febbraio 2013

ASCOLTA LA PRESENTAZIONE DELLA LETTERA APERTA "CHI VUOLE DAVVERO UNA SCUOLA SERIA? DOMANDE AI PARTITI"

La registrazione è stata effettuata presso il Liceo Tasso di Roma da Radio Radicale, che ringraziamo anche  dell'assistenza tecnica per il collegamento col professor Israel.  Oltre ai giornalisti, ad alcuni docenti e rappresentanti dei genitori, sono presenti gli studenti di diverse classi. Ascolta.

sabato 9 febbraio 2013

PRESENTATA A ROMA E A FIRENZE LA LETTERA APERTA AI PARTITI "CHI VUOLE DAVVERO UNA SCUOLA SERIA"?

La lettera ha avuto numerose adesioni da parte di noti esponenti del mondo della cultura, fra i quali Andrea Camilleri, Giorgio Israel, Giovanni Belardelli, Margherita Hack, Sebastiano Vassalli, Luciano Canfora, Giulio Ferroni, Franco Cardini, Roberta De Monticelli, Paolo Crepet, Paola Mastrocola, Michele Zappella, Lucio Russo, Sergio Givone, Luca Serianni, Eva Cantarella, oltre ad alcune centinaia di insegnanti, dirigenti scolastici e cittadini.
Le dieci domande chiedono risposte chiare su temi concreti di grande rilevanza per la scuola, alcuni dei quali neppure citati nei programmi dei partiti.
PER SOTTOSCRIVERE LA LETTERA: inviare nome, cognome, occupazione, luogo di residenza a : gruppodifirenze@virgilio.it .
Leggi la lettera.

venerdì 8 febbraio 2013

Presentazione della lettera aperta “CHI VUOLE DAVVERO UNA SCUOLA SERIA? Domande ai partiti in vista delle elezioni”

Centinaia di cittadini, tra cui molti insegnanti, insieme a notissimi esponenti del mondo della cultura, rivolgono dieci domande ai partiti a cui chiedono risposte chiare su temi concreti di grande rilevanza, alcuni dei quali neppure citati nei loro programmi. Forse perché comportano precise assunzioni di responsabilità?
Tra i firmatari della lettera aperta:
Giorgio Israel, Giovanni Belardelli, Margherita Hack, Ana Millan Gasca, Luca Serianni, Andrea Camilleri, Paola Mastrocola, Aldo Schiavone, Paolo Crepet, Sergio Givone, Giulio Ferroni, Luciano Canfora, Lucio Russo, Marcello Dei, Roberta De Monticelli, Sergio Belardinelli, Sebastiano Vassalli, Franco Cardini, Rosario Salamone, Michele Zappella, Osvaldo Poli, Dino Cofrancesco, Saverio Gazzelloni, Elio Franzini, Francesco Clementi, Ada Fonzi, Lorenzo Strik Lievers, Fausta Garavini, Carlo Lapucci, Antonio Banfi, Sandra Furlanetto, Stefano Campi, Tiziana Goruppi, e altri trecento cittadini. La raccolta di adesioni è ancora in corso.

La lettera sarà presentata in due conferenze stampa domani
SABATO 9 FEBBRAIO
alle 11,30
La prima presso il Liceo Tasso
(via Sicilia 168 – 00187 Roma
 
Intervengono Maria Letizia Terrinoni (preside del Liceo), Giulio Ferroni, Giorgio Israel, Rosario Salamone, Lucio Russo.
 
La seconda, alla stessa ora,
presso il Liceo Michelangelo
(Via della Colonna, 9/11. 50121 Firenze

Intervengono Marcello Dei, Paola Mastrocola, Michele Zappella, Sandra Furlanetto, Patrizia D’Incalci (preside del Liceo).

lunedì 4 febbraio 2013

DIFENDERE LA SCUOLA DAI GENITORI SINDACALISTI

Di sicuro sono una minoranza, ma sempre più agguerrita. I genitori sindacalisti dei figli (efficace espressione coniata dal ministro Fioroni) sono un altro problema che governo e parlamento preferiscono ignorare, invece di sostenere  le scuole  e ridare ai docenti la necessaria autorità. L’antologia di episodi raccolta in un articolo del “Corriere della Sera” deve  far riflettere.
Quanto alle cause, c’è dentro di tutto: la pervasiva ideologia del diritto a qualsiasi cosa e l’eclissi dei doveri, le pedagogie del dialogo a tutti i costi e il discredito delle sanzioni, la smania di ottenere risultati con facilità e l’idea che per imparare è obbligatorio il divertimento e da evitare la fatica. Meno si esige da figli e allievi in termini di responsabilità e di limiti, più qualsiasi richiesta diventerà intollerabile. Questo è il raccolto di una tale semina. Ma non è inevitabile andare avanti così. Dipende anche da quanto insegnanti, presidi e genitori responsabili sapranno dire e fare per ridare all’educazione (quella vera) il posto che le spetta a scuola e in famiglia. (GR)

venerdì 1 febbraio 2013

RIVALUTARE L'ISTRUZIONE TECNICA E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Sul “Sole 24 Ore” di ieri un’altra voce, quella del sociologo Carlo Barone, a favore della formazione professionale e della libertà di sceglierla come opzione di pari dignità, capace di far riconciliare con la scuola tanti ragazzi che si sentono dei falliti.
Questi corsi [quelli della formazione professionale] sono ancora visti in Italia come un canale residuale, dove parcheggiare i ragazzi più problematici. Spesso rappresentano una seconda scelta dopo una bocciatura a una scuola professionale, oppure una scelta forzata quando la famiglia cerca un percorso breve perché è in difficoltà economica. Quando però si chiede ai ragazzi che frequentano questi corsi cosa ne pensano, il giudizio è molto positivo. I loro allievi incontrano quella dimensione pratica e applicativa del sapere che manca altrove e si riconciliano con la scuola. Viene da chiedersi se non si potrebbe risparmiare loro la perdita di tempo e la frustrazione di una o più bocciature, facendoli iscrivere subito a questi corsi. Basterebbe guardare la formazione professionale non come un ripiego, ma come un'opzione formativa con lo stesso valore delle altre. Ma questa sarebbe una rivoluzione culturale per un paese abituato da sempre a guardare con diffidenza i saperi tecnici e applicativi”. Leggi tutto.

mercoledì 30 gennaio 2013

C'È UN NESSO TRA CRISI ECONOMICA E SCUOLA RABBERCIATA, FORMAZIONE PROFESSIONALE SPREGIATA E UNIVERSITÀ SGANGHERATA?

L'editoriale di oggi sul "Corriere della Sera" è firmato da Gian Arturo Ferrari, manager editoriale e docente universitario. Una severa requisitoria conto la miopia dei governi, l'assenza di un chiaro e costante indirizzo riformatore, lo scarso peso dell'istruzione e della formazione nel dibattito elettorale. Leggi.

martedì 29 gennaio 2013

SUL "CORRIERE" TORNA ILTEMA DELLE COPIATURE ALL'ESAME. IL TEMPO PER PROVVEDERE C'È

Anche Luciano Canfora pone il problema delle copiature all'esame di Stato, suggerendo la sua ricetta. Si fa un po' più difficile fare finta di nulla per il prossimo ministro, Dio non voglia che sia lo stesso di ora. Ma è doveroso ricordare anche che: 1) è tassativo dovere dello Stato fare di tutto per impedire che si imbrogli; 2) che di conseguenza devono esserci anche sanzioni chiare e immediatamente applicabili, istruzioni precise ai docenti e una sostanziosa deterrenza per eventuali samaritani nelle loro file; 3) che la tecnologia copiogena si può sconfiggere con la tecnologia anticopioni, come suggeriva anche il preside Rembado l'anno scorso e come accade altrove; 4) che si educano i giovani molto più applicando che predicando le regole. Vedremo. (GR) Leggi l'articolo.

sabato 26 gennaio 2013

LA LEZIONE DELLA GERMANIA SUI MESTIERI ARTIGIANI

"Il Sole 24 Ore" di domenica scorsa pubblica una lettera di Elisa Massi sul sistema di istruzione tedesco, che al contrario del nostro valorizza molto l'artigianato, anche sul piano del prestigio sociale, non inferiore a quello di un professionista. Il sito www.zdh.de, quello dell'associazione nazionale del settore, fornisce anche in italiano informazioni su questo argomento.

lunedì 21 gennaio 2013

LA CATTEDRA CHE LOGORA: GLI EFFETTI DEL PRESUNTO "PART-TIME"

Su “Sette” il dottor Lodolo D’Orìa lancia un nuovo allarme: 24 insegnanti su mille soffrirebbero di psicosi, 120.000 di depressione più o meno seria. Sulla base di questi dati il tentato golpe del governo Monti sull’orario di cattedra (da portare a 24 ore settimanali) sembra a sua volta il parto di menti malate. Naturalmente bisognerebbe vedere quanto la mancata selezione attitudinale in entrata influisca su percentuali del genere. Ma chi conosce la scuola sa che il problema dell'usura esiste e come. Peraltro nessuno di “lor signori” – avrebbe detto un celebre corsivista del novecento -  si è mai disturbato a includere nella formazione dei docenti la gestione dei problemi di comportamento. Li hanno, anzi, incentivati con teorie educative prive di fondamento. Leggi.

mercoledì 16 gennaio 2013

LE VECCHIE IDEE SBAGLIATE NEL PROGRAMMA DEL PD

Primo biennio unitario nelle superiori; rifiuto di far frequentare la formazione professionale a chi esce dalle medie; stipendio più alto e possibilità di carriera solo ai docenti che svolgano a scuola le attività svolte oggi a casa; riforma degli organi collegiali “con l'aiuto di insegnanti, dirigenti scolastici, studenti, genitori, Ata”; allungamento del tempo scuola nelle medie.
Il programma del Pd ripropone con disperante prevedibilità  alcune vecchie e deleterie idee care alla Cgil. Il biennio uguale per tutti, lungi dal combattere l’insuccesso scolastico, provocherà l’esatto opposto, cioè l’aumento dei ragazzi frustrati e avviliti, a cui bisognerebbe invece offrire una qualificata formazione professionale, come dimostra l’esperienza vincente del Trentino. La permanenza degli insegnanti a scuola per “la correzione dei compiti, la preparazione delle lezioni, la formazione” in cambio di un aumento di stipendio, non può essere attuata decorosamente nella maggior parte delle scuole per totale mancanza di spazi appositamente organizzati e arredati, discriminerà chi deve per forza tornare a casa, infine tradisce smania di controllo e di irreggimentazione e il rifiuto dell’insegnante come professionista autonomo e responsabile. Quanto agli organi collegiali, non si vuole proprio prendere atto del fallimento ormai pluridecennale dell’idea di partecipazione inaugurata negli anni ’70, con la relativa confusione di ruoli, la demotivazione e l’assenteismo degli eletti (spesso privi della necessaria competenza), mancanza di numero legale mascherata da falsi verbali e così via. Con l’allungamento del tempo scuola si riafferma la logica quantitativa che si illude di migliorare gli apprendimenti con più ore e più insegnanti. In questo quadro, alcune proposte un po' più sensate non saranno certo in grado di scongiurare l’impatto devastante delle troppe vecchie idee sbagliate.  (GR)
Leggi.

domenica 13 gennaio 2013

FORMAZIONE PROFESSIONALE: SARÀ L’ANNO IN CUI LA TOSCANA CAMBIA STRADA?

Con il rientro a scuola dopo la lunga pausa natalizia, gli studenti di terza media, insieme alle  loro famiglie, saranno sempre più impegnati nella scelta del loro futuro percorso di studi. Continua a leggere
[Pubblicato sul "Corriere Fiorentino", 12.1.13]

giovedì 10 gennaio 2013

LE BULLE IMPUNITE A VENTI GIORNI DALL’AGGRESSIONE A UNA COMPAGNA

Dopo il suicidio della studentessa quattordicenne perseguitata via internet e mentre si susseguono episodi di bullismo di ogni genere (anche nel senso che sempre più spesso si tratta di “bulle”), il garante della privacy sollecita più energia e compattezza per garantire a tutti il dovuto rispetto. A suo tempo il ministro Fioroni ebbe il merito di rendere più severo lo Statuto degli studenti proprio per contrastare il fenomeno, ma nel complesso le scuole non sono state abbastanza aiutate a fronteggiarlo con uguale fermezza, anche per via della vulgata che assegna ai bulli un sottofondo di scarsa autostima e insicurezza. Non è così, di regola, per il pioniere degli studi sul bullismo, il norvegese Dan Olweus, che dopo numerose indagini così si espresse in proposito: “I risultati ottenuti non confermano in alcun modo questa opinione comune; al contrario sostengono una tendenza opposta: i bulli mostrano infatti poca ansia e insicurezza e non soffrono di scarsa autostima, … il che non esclude che possano esserci singoli bulli sia aggressivi che ansiosi” (Il bullismo a scuola, p.36).
Anche da un episodio verificatosi all’uscita di una scuola pratese sembra emergere incertezza sulla linea educativa da seguire. Dal 19 dicembre, giorno della violenta aggressione di cinque allieve quindicenni a una loro coetanea, ancora non è stato deciso come punirle. Il preside ha motivato il ritardo con l’imminenza delle vacanze, ma (curiosamente) anche con l’opportunità di non sovrapporsi alle indagini dei carabinieri. In più non si capisce perché la vittima, rifugiatasi nella scuola, sia stata poco dopo invitata di nuovo a uscire. Staremo a vedere se un provvedimento esemplare compenserà o aggraverà il ritardo con cui verrà preso. (GR) 
Leggi l’articolo.

lunedì 31 dicembre 2012

L'IMPORTANZA DI ESSERE GENTILI

Una ricerca californiana conferma che la gentilezza – il cui nucleo è l’attenzione per gli altri – è una forma di intelligenza (come aveva sostenuto Giovanna Axia nel suo Elogio della cortesia), perché fa stare meglio e facilita i rapporti umani. Un bell’articolo di Fulvio Scaparro. Leggi.

ISTRUZIONE, BENZINA DELLA SOCIETÀ

Giorgio Israel sul "Messaggero"  mette tra l'altro in guardia sul pericolo di un'eccessiva influenza del mondo confindustriale sull'università e sulla scuola; e rileva che l'espressione "ridare dignità agli insegnanti" rimane un vuoto slogan, se non si abbandonano sia la pretesa di farne gli esecutori di metodologie didattiche imposte dall'alto, sia l'idea di una valutazione "intesa come procedura gestita da tecnici al di sopra di ogni controllo". Leggi.