giovedì 18 agosto 2011

PER GLI INSEGNANTI LA PENSIONE SLITTA DI UN ANNO. NELL’INDIFFERENZA GENERALE

Tra i provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria approvata dal Governo c’è una grave penalizzazione perpetrata ai danni dei docenti che, da un momento all’altro, si vedono rimandare di un anno la possibilità di andare in pensione, dopo ben quattro riforme pensionistiche succedutesi nel giro di pochissimi anni. Si tratta di un provvedimento pesante e non temporaneo, un meccanismo che nella scuola risulta particolarmente iniquo, in quanto può comportare un rinvio della pensione anche di 20 mesi (praticamente due anni!). E questo non fra alcuni anni, ma a cominciare dai colleghi che pensavano di cominciare il loro ultimo anno scolastico; e in aggiunta allo slittamento di due anni della liquidazione per il pubblico impiego.
È davvero stupefacente che, a fronte di tante difese dei redditi più alti e di vari privilegi corporativi, questa notizia sia stata del tutto trascurata dagli organi di informazione e dalla televisione in particolare. Solo qualche noticina marginale su alcuni quotidiani e, ieri, a una settimana dalla manovra bis, un servizio sul supplemento scuola di ItaliaOggi. Come minimo sarebbe stato doveroso sottolineare la pesantezza del sacrificio richiesto. A quanto sembra, agli insegnanti non si dà neppure la possibilità di protestare, visto che la maggior parte di loro non ne sa ancora nulla.
È questo il primo motivo per cui ci occupiamo di un argomento per noi inconsueto, come quello delle pensioni: informare almeno i lettori del nostro blog, ferie permettendo. Anche perché possano, se vogliono, far sentire la loro voce. L’altro è l’amara constatazione di come nulla importi dei docenti né al governo né (fino a ora) alle opposizioni e ai sindacati né agli organi d'informazione.

47 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono uno dei docenti che pensava di andare in pensione di anzianità al 1 settembre 2012 (con 40 anni di contribuzione). Evidentemente mi sono sbagliato e dovrò lavorare un anno in più, regalando un anno di contributi che non verranno mai conteggiati. Un bel regalo di ferragosto. Grazie ai nostri governanti.

Anna ha detto...

ma state scherzando?

V.P. ha detto...

Forse ha ragione Beppe Grillo....

Poi vennero a prendere gli insegnanti delle scuole pubbliche a decine di migliaia, fannulloni pagati per scaldare la cattedra. Nessuno si indignò, in fondo se l'erano cercata.
Poi vennero a prendere tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione. Fu bloccato ogni aumento di stipendio, tagliata la tredicesima, sottratto il Tfr e molti vennero licenziati. Non successe nulla. I dipendenti pubblici rimasero in silenzio, si sentivano in colpa per il debito pubblico.

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO:

Prima vennero a prendere i precari

Alberto Moreni ha detto...

l'amara constatazione "di come nulla importi dei docenti [...] ai sindacati" è - almeno in parte - priva di fondamento: rinvio al comunicato stampa (in data 13 agosto) del Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL (http://www.flcgil.it/comunicati-stampa/flc/manovra-finanziaria-pantaleo-serve-lotta-durissima.flc)

Alberto Moreni

Giorgio Ragazzini ha detto...

Ringrazio Moreni per la segnalazione. Nel leggere il comunicato, il punto sull'anno in più mi era evidentemente sfuggito. Non l'ho sentito però ripreso in dichiarazioni radiotelevisive e sui quotidiani che ho letto (può anche essere che sia stato regolarmente tagliato). Speriamo comunque che non resti senza seguito.

Paola C. ha detto...

Ormai nulla sorprende più. Siamo considerati i paria della società e della pubblica amministrazione.Hanno manovrato l'opinione pubblica per screditarci e farci considerare privilegiati con poco lavoro e tanto tempo libero in modo da non ritenere opportuno aumentare stipendi che ora sono al limite della dignità soprattutto per chi ha a carico i figli ed è monoreddito.

Giorgio Ragazzini ha detto...

Ho dimenticato di dire che anche la Uil fa un breve accenno alle pensioni dei docenti all'interno di un lungo documento. Ma una pura e semplice "posizione" negativa sul un sito web non è certo sufficiente.

V.P. ha detto...

La responsabilità e del governo!

"È questo il primo motivo per cui ci occupiamo di un argomento per noi inconsueto, come quello delle pensioni: informare almeno i lettori del nostro blog, ferie permettendo. Anche perché possano, se vogliono, far sentire la loro voce. L’altro è l’amara constatazione di come nulla importi dei docenti né al governo né (fino a ora) alle opposizioni e ai sindacati né agli organi d'informazione."

Forse, o sicuramente, senza volerlo si semina l'inversione delle responsabilità: dal governo autore della manovra fuinanziaria all'indifferenza generale?!

Roberto Tripodi ha detto...

Qui c'é qualcosa di schizofrenico: coloro che vogliono andare in pensione, non ci possono andare, quelli che non vogliono andare in pensione (presidi e professori che chiedono la proroga a 67 anni, coloro che hanno 40 anni di contributi), sono pensionati a viva forza.
Ma siamo impazziti?

Gianni Saviano ha detto...

Gentilissimi colleghi, sono d'accordo con tutti Voi, per la nostra dignità e il nostro decoro quello che faremo è sempre poco. Veramente da un conteggio mio personale sono due anni e non uno.
I nuovi e vecchi ladri sono in agguato, ma ne vedremo ancora delle altre, aspettate e vedrete questo non e' ancora niente, con certezza dobbiamo fare qualche cosa, anche i sindacati ci hanno abbandonato, ognuno si defila e quasi tutti si otturano le orecchie per non sentire e molti girano la faccia dall'altra parte. Molti di noi sono a casa, al caldo, al caldo torrido, non possono andare da nessuna parte...

V.P. ha detto...

Roberto Tripodi ha detto...
.....
Ma siamo impazziti?
19 agosto 2011 18:44


Sì, chi è fuori di testa è il governo e il ministro Gelmini (stiamo parlando di scuola!).
Non condivido i loro obbiettivi, ma potevano raggiungerli ugualmente lasciando liberi presidi e prof di procastinare o anticipare la pensione secondo esigenze individuali.
Invece hanno voluto far soffrire tutti principalmente non per malvagità o sadismo (che pure non mancano loro) ma per mancanza di professionalità e surplus di dilettantismo, presunzione, arroganza, albagia, boria, ....

Anna ha detto...

Gran brutta faccenda queste misure e peccato per questo silenzio da parte di chi dovrebbe stare dalla nostra parte. Non cisono speranze.

terminus ha detto...

Io propongo di restituire le tessere elettorali e sindacali (per chi ancora la possiede...). Lo sciopero farebbe solamente il loro gioco....
Antonello Tinti (ins. di matematica)

Anonimo ha detto...

Piu' divisi ed eterogenei siamo, ( noi docenti lo siamo ) meglio è per i nostri politici...siamo carne da macello! credete ancora alle favole dei sindacati? credete ancora alle fandonie di sinistra, destra, centro?...iniziamo a non sbranarci tra di noi, quando pretendiamo un permesso ancora per poco, sancito dal ccnl, evitiamo di metterci supini, nei confronti dei presidi e vice presidi e compagnia bella, solo per un brandello di visibilità e misera autorità...svegliamoci. Iniziamo a pretendere ( permessi parentali, se dovute 150 ore)senza preoccuparci per le sostituzioni o altro...( non siamo pagati per questo) iniziamo ad essere coesi nei collegi docenti ( ore di 60 minuti, straordinari retribuiti) le amebe ( nel corpo docenti sono molteplici, non servono) e poi forse, dico forse, potremo indignarci del trattamento che il padrone, podestà, di turno ( destra, sinistra, centro) ci riserva. Tra una settimana riniziamo, auguri a tutti, vecchi, nuovi, precari, di ruolo, ed anche ai soliti bacia....

V.P. ha detto...

sui docenti della scuola statale italiana si stia adoperando da anni, e negli ultimi anni di più, la stesso tipo di campagna diffamatoria adottata dai nazisti per gli ebrei: prima lo sfottò, poi la diffusione degli stereotipi, poi i proclami e gli slogan di accuse e denigrazioni, poi l'assunzione di "colpevolezza assoluta per ogni rovina" in modo da renderli invisi alla pubblica opinione

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A ciascuno il suo Olocausto

Anonimo ha detto...

Mi unisco alle lagnanze per il cambio delle regole a 12 mesi dalla sospirata pensione. Il rinvio sconvolge il mio progetto di vita a soli 12 mesi dalla pensione.Mi ha sconvolto anche il progetto professionale in quanto ho tralasciato, pur in presenza di superamento della preselezione, la continuazione del concorsoa DT che con l'allungamento dei tempi arrivava a ridosso della pensione.Sto vivendo male questo slittamento dopo un quarantennio da ingenua: conseguimento della laurea in corso attivita'lavorativa senza alcun "privilegio" ( non esistevano le 150 ore!), rinuncia alla pensione baby per intraprendere altra attività, (le mie coetanee sono in pensione dagli anni 80 )Spero che qualcuno sottolinei questa situazione e trovi dei correttivi

V.P. ha detto...

Dice l'on. Giorgio Clelio Stracquadanio:

”una riforma strutturale del sistema pensionistico” perché ”con l’aspettativa di vita arrivata a 80 anni non è giusto che uno che va in pensione a 59 anni debba campare più di 20 anni a spese della collettività”

L'on. Giorgio Clelio Stracquadanio va informato che:

1) l'aspettativa di vita è riferita alla NASCITA cioè vale per chi nasce ora! NON per coloro che ora sono alla soglia della pensione!

2) i "20 anni a spese della collettivita" oltre a non essere 20, sono in realtà a carico dei contributi previdenziali versati durante la vita lavorativa!


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Stracquadanio la spara grossa

Anonimo ha detto...

Cari colleghi, questo è il prezzo che si paga quando una categoria non è compatta nel difendere i propri diritti. Come docente precario sono indignato sulla scarsa solidarietà che i colleghi di ruolo hanno mostrato nei confronti del "licenziamento" di massa operato a danno soprattutto del docente precario meridionale. La "politica" meschina di questo governo che semina odio e divisione che mette precari contro precari, precari contro personale di ruolo, genitori ed alunni contro docenti e presidi, sud contro nord, centro contro tutti, ha determinato insieme ai tagli ingiustificati, una lotta tra poveri tremenda. Non abbiamo alcuna forza per reagire, noi che dovremmo essere un esempio per gli altri. Mi auguro che nessuno di noi voglia mantenere la propria iscrizione presso i sindacati concertativi che dovrebbero essere ribattezzati sindacati della posizione a pecora (scusate la volgarità)!!!

V.P. ha detto...

VORREI esprimere tutta la rabbia che sono certa di condividere con centinaia di colleghi nella mia stessa situazione. Insegno in una scuola dell'infanzia statale e nel settembre 2013 sarei dovuta andare in pensione. Dopo il blocco del contratto e dello stipendio, con la nuova manovra dovrò lavorare un altro anno.

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NOI INSEGNANTI E IL MIRAGGIO DELLA PENSIONE

Elisabetta Poli ha detto...

Ricordiamoci che oltre ai docenti ci sono migliaia di personale A.T.A. che seguono la stessa sorte e con una pensione ancora più misera (se ci arrivano!) nonostante l'orario settimanale sia il doppio (36 ore)e le ferie meno che la metà (36 giorni in tutto l'arco dell'anno)!!!!
Elisabetta Poli - Assistente amm.va

giuseppe maravolo ha detto...

La più grande iniquità, che colpisce i docenti soltanto, è che lo slittamento di un anno, comporta in pratica il pensionamento dopo 20 mesi.
Davvero stupefacente!! continuiamo a pagare per tutti quelli che sono già in pensione. Grazie ai sindacati.
Penso di far parte di un gruppo che vuole riportare la legalità, ma forse oggi conta molto più l'annullamento del diritto.
Giuseppe Maravolo

V.P. ha detto...

GRAZIE AI SINDACATI??!!

Scrive Giuseppe Maravolo
"Grazie ai sindacati."

Assolutamente NON capisco! I sindacati avranno pure le loro colpe, ma ora il merito è TUTTO, proprio TUTTO, del governo di un tal .... BERLUSCONI!!

Massimo Rossi ha detto...

Sono d'accordo con quanto avete detto, che cioè l'innalzamento dell'età pensionistica colpisce diritti acquisiti ed è iniquo. Però vorrei puntualizzare un'altra cosa: che non è nemmeno giusto il fatto che un docente, ancora perfettamente in grado di svolgere bene il suo lavoro, e con grande esperienza, sia COSTRETTO ad andare in pensione solo perchè ha maturato i 40 anni di servizio (che poi sono 35 perchè uno è di servizio militare e quattro di laurea). Se un docente come il sottoscritto non intende andare in pensione e svolge ancora con amore il suo lavoro, perché dimissionarlo per forza, come dice la norma attuale? Per far posto ai precari? Ma quando ero precario io nessuno mi ha lasciato il posto, né si è preoccupato di me.
E poi un'altra cosa: mettano un bel contributo di solidarietà per i fannulloni pensionati baby, che sono andati in pensione, negli anni 70 e 80, a meno di quarant'anni di età; quelli, se campano 90 anni, si fanno mantenere gratis da chi lavora per 50 anni. Vi sembra giusto e accettabile?

Giorgio Ragazzini ha detto...

D'accordissimo con Rossi per l'assurdo obbligo a quarantannì, che ha fatto soffrire senza alcuna seria ragione molti colleghi che avrebbero volentieri continuato a insegnare, a differenza di molti altri che invece si sentono comprensibilmente logorati da un mestiere difficile.
Anche se sarebbe rischioso come precedente, personalmente a un contributo di solidarietà da parte dei baby pensionati un pensiero ce lo farei...

V.P. ha detto...

La campanella È MUTA

«Dopo il blocco dei contratti sino al 2014, dopo la cancellazione degli scatti di anzianità nella scuola continua Pantaleo adesso si aggiungono i due interventi sul tfr e sulla tredicesima; inoltre sulla scuola si inserisce una finestra per cui dal 2012 si ritarda di un anno l'andata in pensione. E in più ci sono i tagli agli enti locali con conseguenze drammatiche, perché circa il 17 per cento delle spese d'istruzione oggi è a carico di Regioni, Province e Comuni». Mense, trasporti, edilizia scolastica: questi non sono aspetti secondari, incidono profondamente sulla qualità dell'insegnamento.

leggi tutto:

La campanella È MUTA

V.P. ha detto...

Giorgio Ragazzini ha scritto:
"... a un contributo di solidarietà da parte dei baby pensionati un pensiero ce lo farei..."
cambiare le regole ex post mi sembra una scorrettezza.
lo scandalo sono i pensionati della casta (= c.d. on.li nazionali o regionali) che con solo pochi anni di contributi maturano pensioni sostanziose o vitalizi e sono loro stessi a legiferare!

Sofron ha detto...

V.P. ovvero il grande alibi della casta. Abbiamo appreso che i 500.000 che a suo tempo sono andati in pensione da baldanzosi quarantenni ci costano la quisquilia di 9 miliardi di euro l'anno e questo è certissimamente uno scandalo. Altrettanto certo lo scandalo dei vitalizi di deputati, senatori ecc. E allora? Uno scandalo lava l'altro?

Giorgio Ragazzini ha detto...

A questo punto è piuttosto difficile decidere cosa è corretto e cosa no in un paese in cui le leggi vengono calpestate a ogni pie’ sospinto. Quanto al punto specifico: era “corretto” il prelievo di Amato dai conti correnti nel ’92?
Io stesso ho premesso che un “contributo di solidarietà” da parte di chi è andato in pensione con 14 o 19 anni di contributi sarebbe pericoloso come precedente; a fronte di questa considerazione c'è però l'enormità di innalzare tre, quattro, cinque volte in pochi anni la soglia della pensione per le stesse persone, come se non fossero, appunto, persone. Moralmente sarebbe quindi ineccepibile e dunque non impensabile come provvedimento eccezionale.

Mirella Albano ha detto...

Decreto al cianuro
Il DL 138/2011 presentato dal Governo è tutto un susseguirsi di: ”… a partire dal 2013…. 2015..” “a decorrere dal…”. A una lettura più attenta si scopre invece che per gli insegnanti il futuro è già… ieri e che i sacrifici che le altre categorie faranno “a partire dal” noi li faremo dal 1° settembre 2011. Già, i docenti che pensavano di andare in pensione a settembre del 2012 (presentando la domanda a febbraio 2012) potranno andarci solo un anno dopo, a settembre 2013. Ma la vera carognata è la detenzione arbitraria e coatta per 24 mesi della buonuscita. Ovvero, come ti sottraggo soldi tuoi per fare i fatti miei. Il TFS (o TFR) è una retribuzione differita nel tempo e trova la sua ratio nella necessità per il lavoratore di accantonare una somma per il periodo in cui sarà inabile al lavoro. Tutto denaro suo, insomma. Rinviando di 24 mesi l’erogazione della buonuscita, lo Stato-datore di lavoro si comporta come una Banca che rifiuti al cliente la restituzione dei soldi da lui depositati in conto corrente. In un caso del genere, chiunque non esiterebbe a chiamare i Carabinieri ed a sporgere denuncia per furto. Invece lo Stato-datore di lavoro auto-legittima il furto con una bella leggina balneare. Che tutti facciano sacrifici sta bene, ma che i soliti noti non solo li facciano come, sempre e più degli altri, ma vengano anche fregati con il gioco delle tre carte, almeno questo, no!
Gli art. 21-22 e 23 del DL 138/2011 sono un capolavoro di contorsionismo giuridico in “legalese” puro. Districandosi fra un ”…è sostituito da…”, e un “…si rimanda a..”, si scopre la vera e propria truffa. Eh già, perché il DL138/2011 fa riferimento alla Legge N° 140/1997: modificando un paio di articoli, subdolamente innalza la famosa quota 96 (età pensionabile + contributi) fissata dalla normativa precedente come requisito per il pensionamento. Es: età 64+32 di contributi, oppure età 62+34 di contributi. Facendo riferimento al “limite di anzianità di servizio previsto dai rispettivi ordinamenti” (vedi art 21-22 e 23) il DL 138/2011) annulla di fatto la quota 96, consentendo l’erogazione del TFS a 6 mesi dal pensionamento solo a chi abbia già compiuto 65 anni alla data del 13.8.2011 (interpretazione data anche dalla rivista “Tuttoscuola”), mentre la rinvia di 24 (ventiquattro) per coloro che, pur avendo raggiunto la quota 96 e maturato il relativo diritto a pensionarsi, non hanno i 65 anni anagrafici. Per esemplificare: se ho 65 anni di età e 31 di contributi, lo Stato trattiene il TFS per 6 mesi; se invece ho 64 anni di età e 32 di contributi, lo trattiene per 24 mesi. Matematicamente: 1 anno di età anagrafica in meno = 18 mesi di sottrazione e detenzione illecita del salario differito di un lavoratore. E poi diciamo che le Banche sono ladre!
Gli insegnanti per poter andare in pensione il 1° settembre, per legge devono presentare domanda a febbraio. Ora, se il lavoratore esprime la sua volontà ed esercita un diritto sulla base di una legge vigente alla data dell’11 febbraio (come previsto per il 2011), se è ancora valido il principio della certezza del Diritto, non si possono poi cambiare le carte… in corsa e retroattivamente!
In ultimo, poiché al momento del rilascio del Decreto di pensionamento il rapporto di lavoro è giuridicamente concluso, a che titolo il datore di lavoro - in questo caso lo Stato- tratterrebbe una parte della buonuscita, se non a titolo di… appropriazione indebita?
Per altro, la legge N°140 /1997-Art 3, prevede per i lavoratori statali che non abbiano ancora percepito il TFS, la possibilità di richiedere l’immediata riammissione in servizio. Ciò sicuramente per evitare i danni e l’inevitabile strascico di ricorsi e processi, che un provvedimento intervenuto retroattivamente ed ex post su situazioni giuridiche già concluse inevitabilmente comporta. Il DL 138/2011 perché non contempla questa possibilità?
A quando il Decreto di Pensionamento con acclusa pasticca di cianuro?
Prof. Mirella Albano Roma
m.albano@mclink.it

V.P. ha detto...

Sofron ha detto...
“…. Altrettanto certo lo scandalo dei vitalizi di deputati, senatori ecc. E allora? Uno scandalo lava l'altro?”

no, nessuno scandalo ne lava un altro! non l’ho detto e non lo penso! gli scandali vanno però confrontati per entità, origini e cause.

quello di deputati e senatori mi sembra più importate e significativo perché ancora attuale e i beneficiari decidono per loro stessi senza badare a spese.

i baby pensionati invece lo divennero a suo tempo in base a leggi non auto-approvate allora esistenti, magari rinunciando, in favore di altri, a una possibile carriera. se la legge fosse stata diversa si sarebbero comportati diversamente.

sostanzialmente condivido l’articolo di Enrico Marro sul Corriere. però alcuni dati sono – a mio giudizio – estrapolati non correttamente e in eccesso. ad esempio: non tutti i baby pensionati lo sono divenuti a 29 o 32 anni come Ermanna Cossio e Francesca Zarcone; i baby pensionati ora sarebbero cmq in pensione; la speranza di vita è sì intorno agli 80 anni ma si tratta di speranza di vita “alla nascita”; i 9,5 mld all’anno forse sono molto meno e non è questa cifra annua quella da considerare.

domanda: il Corriere ha voluto equilibrare o limitare i danni all’immagine di deputati e senatori?

Quei 500 mila baby pensionati

V.P. ha detto...

altra considerazione da aggiungere al post precedente:

le retribuzioni dei dipendenti italiani sono inferiori alle medie europee mentre quelle dei politici e dei "manager" sono ben superiori alle medie europee e internazionali.

Gli stipendi dei profesori italiani tra i più bassi in Europa

Quei 500 mila baby pensionati

Valerio Vagnoli ha detto...

...ma in nessuno dei paesi sopra citati vi è un numero così alto di docenti come in Italia. Segno evidente di come la scuola sia stata vista un po' da tutti gli addettti ai lavori( ministri, partiti politici, sindacati etc)anche un ammortizzatore sociale per far trovare una collocazione alla miriade di laureati sfornati dalle università italiane negli ultimi decenni. Le nozze con i fichi secchi le si fanno ma rimangono, appunto, nozze con i fichi secchi.
Aggiungo, infine, quanto poco, in queste forsennate e talvolta sgangherate infornate di docenti nella scuola, si sia tenuto conto delle esigenze della didattica e del rispetto che è dovuto a chi è chiamato ad apprendere. Capita infatti sovente che i docenti di un consiglio di classe siano più numerosi dei loro stessi allievi. CErto, con l'aumento del numero degli studenti per classe, queste proporzioni saranno destinate a scomparire, ma rimane il fatto che per decenni nessuno ha avuto niente da ridire su questi sperperi veramente esagerati. Ricordo solo uno spettacolo di Gaber alla fine degli anni Settanta nel quale ironizzava sulla qualità della scuola italiana e sul numero esagerato dei docenti italiani che pur così numerosi e forse proprio per questo motivo, non rappresentavano una garanzia per la qualità del nostro sistema scolastico.

V.P. ha detto...

ANCORA con l'"ammortizzatore sociale"!

che lo usi gelmini, pazienza ma non venga ripreso acriticamente e come 12° comandamento da chi lavora nella scuola!

intanto siamo arrivati tranquillamente a classi con 30 alunni e oltre!

la seconda parte dell'intervento di valerio vagnoli (da "aggiungo, infine, ...") è un'attribuzione implicita e sottotraccia (subliminare?) alla responsabilità dei docenti di situazioni che vanno invece e principalmente attribuite al sistema scolastico (= da gelmini ai d.s.) e a quello politico (= maggioranza e c.d. opposizione)!

(forse sono un po' ruvido ma è meglio essere chiari!)

Gelmini e lo slogan bastardo della “scuola ammortizzatore sociale”

Anonimo ha detto...

Mi sembra sempre più difficile capire cosa dobbiamo fare! . . un anno si deve assolutamente andare in pensione, (proibito superare i 40 anni!), l'anno successivo non è più possibile. Ma il cittadino avrà pure il diritto di organizzare e gestire la propria vita dopo 40 di fatiche, sopportazioni e stenti? Figli, famiglia, pendolarismo, un anno qua e un anno là, ore che non ci sono, e se ci sono devi essere pronto a far valigia per chissà dove, stesso giorno tre-quattro volte da una sede all'altra, non mangi, km di strada,traffico, code, la paura di non arrivare in tempo ed essere ripreso dal dirigente (fosse colpa mia!) non hai il tempo per andare in bagno. . la vescica che ti scoppia e nel tempo ne subirai le conseguenze . ., non basta ciò a logorarti la vita? E quando pensi che sia arrivato il momento, niente, devi continuare e ringraziare i nostri politici che di scuola non hanno mai capito nulla!!!! La Gelmini è il top: ha battuto tutti!
.... e voi organizzazioni, sindacati cosa fate? non avete in mente nulla per noi? Dobbiamo ringraziare anche Voi?

V.P. ha detto...

In un recente articolo apparso sul Corriere, Milena Gabanelli e Bernardo Iovene hanno nuovamente rimarcato, dopo averlo fatto nella trasmissione Report, lo scandalo dei doppi stipendi di magistrati e dirigenti “fuori ruolo”. Quanto ai magistrati amministrativi, si tratta di colleghi che, esonerati dalle funzioni giurisdizionali per svolgere altri incarichi (capi di gabinetto dei Ministeri, componenti di Authority, segretari generali di importanti istituzioni, ecc.) continuano a percepire anche lo stipendio da magistrato, comprensivo della indennità giudiziaria, senza svolgere tale lavoro.

leggi tutto:

doppio stipendio per un lavoro

CGIL ha detto...

"Golpe sulle pensioni"

arcangelo ha detto...

Anch'io pensavo di andare in pensione dal 1° settembre 2012 ( a gennaio 2012 saranno 35 anni di contribuzione + 64 anni); poi a gennaio 2013 compirò 65 anni, quindi pensione di vecchiaia e un altro anno di ritardo e quindi al 1° settembre 2014, a quasi 67 anni.
L'indifferenza generale credo sia dovuta al fatto che siamo in pochi ad essere stati colpiti dalla manovra del 13 agosto; infatti appena si è parlato dei riscatti c'è stata una levata di scudi.
arcangelo

Giorgio Ragazzini ha detto...

Non mi risulta che i colpiti siano pochi: se ho ben letto, da ora in avanti lo slittamento all'anno successivo della decorrenza effettiva varrà per tutti.

Anonimo ha detto...

Il 13 agosto ho acceso il pc e ho scoperto che con la manovra bis devo lavorare 41 anni (e un mese già dalla manovra di luglio); sono nel quarantesimo anno di servizio e contributi e pensavo, come molti, che fossero ampiamente sufficienti (40 anni di insegnamento non equivalgono a 40 di uscere in regione) per andare in pensione il 1° sett. 2012. Tutto questo senza clamore, nessuno ne ha parlato. I sindacati si sono ben guardati dal protestare. Perchè non cominciamo a tirare i pomodori, durante le assemblee sindacali, ai rappresentanti CISL e UIL? Poi riferiscano ai 2 diaconi di Arcore(Bonanni e Angeletti). Questi 2 si stanno prostituendo con il c... degli altri. Mi piacerebbe prenderli a calci.

Antonella ha detto...

Eccomi qui, docente che slitta per la IV o V volta (ormai mi sfugge il conto)dalla possibilità di andare in pensione... Ingenuamente (?) quest'anno avevo già fatto delle scelte ben ponderate : rientro da tempo parziale a tempo normale, niente domanda di trasferimento, con la prospettiva dal luglio del 2012 di poter avere la possibilità di poter andare a trovare più spesso una mamma molto anziana lontana 900 km. Conclusione? Da quest'estate i problemi di salute di mia madre si sono aggravati, ed io, senza part-time , avrò ancor meno disponibilità di vederla e dovrò lavorare un anno in più .

Cito il mio caso personale ma credo che tutti abbiano il diritto di poter fare delle scelte, nella propria vita, confidando in un minimo di certezza legislativa.
Qui invece ci troviamo tra l'imponderabilità di leggi improvvisate senza rispetto e il vuoto delle risposte sindacali e di coloro che dovrebbero rappresentarci in parlamento.
Facciamo qualcosa.
Antonella

anonimo ha detto...

per esempio, scioperiamo.

Anonimo ha detto...

vorrei tanto poterlo fare ma non me lo posso proprio permettere. chi me lo paga il mutuo?

anonimo ha detto...

una rata di mutuo pari a una giornata di sciopero? è una fortuna!
quelli che scioperano evidentemente sono tutti senza mutuo e lo fanno anche per gli altri.

Anonimo ha detto...

Una giornata del mio lavoro non corrisponde a una rata del mio mutuo.Purtroppo la rata è molto più alta e anche una giornata di paga diventa un peso insopportabile. Siamo i nuovi proletari e ancora di più lo sono le donne come me che devono far crescere anche dei figli e fare così i conti ogni giorno col proprio stipendio.

Pippo ha detto...

Le vestali della classe media sono diventate delle proletarie. E'accaduto nel giro di due-tre decenni. Tutta colpa del demonio?

Anonimo ha detto...

da Repubblica on-line a proposito della fuga di notizie sui quiz del prossimo concorso, si conferma un altro tipo di declino del mondo scolastico, quello di tipo morale.


"Quello dei dirigenti scolastici non è l'unico scandalo che ha riguardato i concorsi. Per ottenere il posto alle elementari si usavano gioielli, foulard, maglioni e perfino profumi
Nel 2000 il concorso di scuola elementare è stato funestato da una serie di inchieste, con rinvii a giudizio e arresti a raffica. A Roma, Latina e Salerno i commissari d'esame del concorso bandito nel 1999 si sono fatti corrompere, in alcuni casi anche da una bottiglia di profumo.

Due i filoni di inchiesta. In quella laziale due precarie non ammesse allo scritto fanno ricorso e scoprono che nella busta col loro nome e cognome ci sono altri compiti, pieni di errori, e denunciano il fatto. Dalle indagini si scopre che i compiti delle due insegnanti escluse, corretti e che avrebbero determinato il passaggio dell'esame, sono andati a finire nelle buste di altre due colleghe. Che interrogate, dapprima negano, e dopo un po' confessano la corruzione: gioielli, foulard, maglioni e perfino profumi per ottenere il posto.

I tre insegnanti dall'altra parte della barricata, reclutati come commissari d'esame, erano tutte e tre donne. Per i carabinieri trovare il corpo del reato è stato facile, perché a casa delle tre insegnanti sapevano cosa cercare. A Latina, per lo stesso concorso invece i commissari d'esame hanno chiesto fino a 10 milioni delle vecchie lire e gioielli che sono stati trovati nella cassaforte di uno degli inquisiti. A Salerno finisce sotto inchiesta, per scarsa trasparenza, anche il concorso per la scuola materna.
(s.i.)

Anonimo ha detto...

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