sabato 16 dicembre 2017

UN CHIARIMENTO: AUTORITÀ, AUTOREVOLEZZA, AUTORITARISMO

Facciamo un po' di chiarezza su tre termini ricorrenti nel dibattito sulla scuola: autorità, autorevolezza, autoritarismo. E' importante non confondere autorità e autorevolezza, tanto meno legittimare la seconda rifiutando la prima. L'autorevolezza è il prestigio conquistato sul campo dal singolo, quando dà dimostrazione di serietà e di capacità. Il numero di insegnanti autorevoli è tanto più alto quanto maggiore è la selezione in entrata e l'esperienza acquisita nel corso degli anni lavorando con impegno e senso di responsabilità. L'autorevolezza è anche legata alle caratteristiche personali. Sarebbe dunque irrealistico pretendere da tutti i docenti italiani, che sono più di settecentomila, lo stesso grado di autorevolezza. 
L'autorità è invece l'appoggio e la legittimazione che la società assegna comunque a TUTTI gli insegnanti in relazione al ruolo che rivestono, a cui sono connessi diritti, mansioni, poteri e ovviamente doveri. L'autorità degli insegnanti è stata irresponsabilmente indebolita confondendola con l'autoritarismo. Il Dizionario Italiano Ragionato (DIR) così definisce "autoritario": "Che fa valere in modo eccessivo la propria autorità, o si comporta come se avesse un'autorità che di fatto non detiene". Minare l'autorità degli insegnanti, dunque della scuola, per esempio legando i provvedimenti disciplinari a un eccesso di procedure burocratiche e di condizioni o impedendo che si possa bocciare un allievo per comportamenti gravemente inadeguati, è stata una grave responsabilità dei governi negli ultimi decenni. E ha prodotto in misura crescente logoramento dei docenti, scadimento degli apprendimenti a danno dei ragazzi educati e bullismo. (GR) 

4 commenti:

Raffaello Sanzio ha detto...

Ineccepibile il trittico semantico dipinto da GR. Una preside che ho avuto per troppi anni soleva spesso contrapporre compiaciuta "autorevolezza" a "autorità", con 'aria di distinguere il bene dal male. Lei però non aveva né l'una né l'altra.

emilio d'ambrosio ha detto...

L'ignoranza dell'etimologia ha comportato e comporta, non solo improprietà linguistica, ma confusione ideologica, originando le bestialità politiche, che orientano l'opinione pubblica, parimenti con poca familiarità con la lingua, al disastro del processo formativo, che tanto nuoce ai vilipesi docenti e ai sempre più indifferenti discenti, che si troveranno ad agire "impreparati" in una realtà socioculturale sempre più complessa!

Anonimo ha detto...

Verissimo.
Nel momento in cui si deve ribadire l'ovvio, siamo messi proprio male.
Spero (utopisticamente?) che arrivi al ministero un uomo di cultura e serietà.
In fondo al vaso di Pandora rimane sempre la speranza.
RR

Anonimo ha detto...

Per Raffaello Sanzio: oggi i DS spesso impongono ai docenti di farsi umiliare.
Almeno io ho questa netta impressione: e molti obbediscono agli ordini.
RR