domenica 17 marzo 2019

LA BUONA SEMINA DELLA SCUOLA. Sulle manifestazioni di venerdì per il clima


È una gran bella notizia che centinaia di migliaia di studenti siano scesi nelle strade di decine di città, Firenze compresa, per sottolineare quanto sia grave l’emergenza climatica nel mondo e chiedere un impegno decisivo dei governanti. Emergenza che, insieme ad altri problemi ambientali, da anni fa parte degli argomenti trattati nelle scuole attraverso progetti soprattutto di natura interdisciplinare; e non a caso in futuro la si studierà in ogni grado dell’istruzione. L’ambiente e la sua tutela hanno spesso colto anche l’attenzione di molti enti locali, che finanziano progetti finalizzati a sensibilizzare i ragazzi proprio su questo fronte, tra l’altro educandoli a pensare che anche col nostro singolo esempio di buon comportamento possiamo contribuire a far sopravvivere più a lungo il Pianeta. E forse senza il prezioso lavoro degli insegnanti sul clima e l’ambiente la giornata mondiale ed europea non ci sarebbe stata o non avrebbe avuto il risalto che ha avuto. Inoltre è importante che i ragazzi si impegnino oggi per il loro domani, prima che sia troppo tardi. Tempo fa Pietro Ichino si chiedeva come mai i giovani non avessero niente da dire su politiche di spesa in deficit che, aggiungendosi ai 2.300 miliardi di debito accumulato negli scorsi decenni, aumentano il rischio che nel loro futuro non ci sia né lavoro, né assistenza, né pensione. La mobilitazione di ieri può servire a superare pigrizie e rassegnazioni.
Dal punto di vista del metodo lo «sciopero scolastico» dovrebbe però essere considerato una comprensibile eccezione e non la regola. In Italia è una pratica consolidata collocare la protesta in orario scolastico, con la tolleranza e a volte l’incoraggiamento di alcuni insegnanti e dirigenti. Ma è un’abitudine che danneggia insieme la scuola e le ragioni per cui si manifesta. È facile comprendere quanto più credibile sia una protesta per cui si sacrifichi un po’ del proprio pomeriggio; e d’altra parte non si può «cambiare il mondo» senza studiare (molto) anche come indispensabile preparazione ad iniziative di altro tenore e assolutamente mai più, mai più, di terrore.  C’è quindi da augurarsi che per il futuro i giovani possano imprimere un’importante spinta alle politiche ambientali valorizzando sia la scuola che l’impegno sociale. Vista la voglia di autonomia da qualsiasi forma di tutela ideologica avvertita con molta evidenza ieri in corteo, qualche speranza stavolta sembra davvero sussistere.
Valerio Vagnoli
“Corriere Fiorentino”, sabato 16 marzo 2019

20 commenti:

Paolo Di Remigio ha detto...

Lo sciopero studentesco sarebbe una bella notizia se la questione dei cambiamenti climatici fosse tutta assodata; assodata però non è, c'è anzi ampio dibattito tra gli scienziati sia sulla portata del cambiamento climatico che sul suo ingrediente antropico. Dare per assodata una deriva climatica catastrofica e la sua origine antropica equivale dunque ad abbracciare una tesi sostenuta da gruppi di potere e da partiti politici (in particolare i verdi) di orientamento neoliberale - proprio come lo sono il sig. Pietro Ichino e la sua esecrazione della spesa in deficit, uno strumento accettato però dall'orientamento post-keynesiano. Lo sciopero e la discesa in piazza degli studenti, più che una risposta generosa a un'urgenza genericamente umana, sono stati dunque l'adesione ingenua a un appello politico. È facile trovarne l'origine: nelle ultime elezioni tedesche tutti i partiti neoliberali, ECCETTUATI I VERDI, sono stati sconfitti. E siamo in vista delle elezioni europee di maggio. È diventato così normale che la scuola abbia perduto la sua funzione didattica e sia diventata qualcosa di ibrido tra un nido di infanzia e un campo di rieducazione, che le manipolazioni politiche non sono più avvertite come tali.

paniscus ha detto...

"assodata però non è, c'è anzi ampio dibattito tra gli scienziati sia sulla portata del cambiamento climatico che sul suo ingrediente antropico. "
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Siiiiiì, come no, c'è anche "ampio dibattito" tra gli scienziati sulla possibilità che la Terra sia piatta. Ma per favore, siamo seri!

Paolo Di Remigio ha detto...

Quanto al dibattito, il signor Paniscus dia una guardata qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Controversia_sul_cambiamento_climatico -- dove però all'inizio si fa uso dell'illegittimo principio del 'consensus omnium bonorum'. Non mi risulta invece che tra gli scienziati ci sia stato mai dibattito sulla Terra piatta: erano noto già ai Greci.
La tesi del mio intervento è però che il cambiamento climatico, qualunque sia la sua portata e la sua origine, è cavallo di battaglia di una parte POLITICA e come tale si presta a strumentalizzazioni POLITICHE.

Paolo Di Remigio ha detto...

Ancora più strumentale l'appello ai giovani di Ichino. Qui non c'è proprio alcun dibattito: le politiche di riduzione del deficit per le quali i giovani dovrebbero battersi non solo consistono appunto nel negare lavoro, assistenza e pensione, ma sono anche causa dell'aumento del debito pubblico, com'è evidente dalla teoria economica e dalla sciagurata esperienza del governo Monti. Forse è utile ricordare che il debito pubblico non si paga, ma si rinnova, e può essere estinto con la monetizzazione in caso di deflazione o consumato dall'inflazione stessa. Se inforchiamo spensieratamente i cavalli di battaglia del neoliberalismo, come la decrescita e la riduzione del debito pubblico, il discorso sulla scuola si volatilizza immediatamente: proprio il neoliberalismo ha ispirato le riforme che hanno distrutto l'istruzione pubblica. E infine, sebbene provi un po' di imbarazzo a farlo, devo ricordare un'ovvietà: lo sciopero degli studenti è sempre un'ipocrisia perché non fa male a nessuno, né agli studenti che si divertono senza neanche dover presentare la giustificazione il giorno dopo, né ai docenti che si riposano gratis.

Paolo Di Remigio ha detto...

Le mie affermazioni sul debito pubblico sono riprese da Claudio Borghi.

Io Non Sto con Oriana ha detto...

Claudio Borghi è della Lega e quindi ha torto per definizione.
Ciò premesso, Paolo di Remigio, mettetevi belli calmini.
Per vincere le elezioni a Firenze la Lega avrebbe bisogno di almeno otto violentatori seriali di origine albano-senegalese con la propensione per le preadolescenti, che agiscano in otto diverse scuole primarie, uno la settimana da qui al silenzio elettorale.

Altra cosa.
Matteo Salvini non è solo un sovrappeso divorziato che non è stato capace di laurearsi neppure in sedici anni. Matteo Salvini milita da decenni in un "partito" che ha tentato di smembrare lo stesso "paese" in cui adesso Matteo Salvini è chiamato a rispondere di questioni vitali.
In una realtà normale ad elementi del genere non sono riservate poltrone ministeriali e men che meno sedie di ristorante.
In una realtà normale elementi del genere vanno alla corte marziale per alto tradimento.
Nei casi più fortunati.

E adesso aria, fuori dai piedi.

Oriana ha detto...

e il manganello lo hai dimenticato?

Busiride ha detto...

1. La corte marziale giudica i reati compiuti da membri delle forze armate. Salvini non è un militare.
2. Se non sono stati processati e condannati per alto tradimento quelli che hanno smembrato davvero il paese regalandone una parte a Tito con il trattato di Osimo (1975) non vedo proprio perché dovrebbero essere processati quelli che han solo proposto di smembrarlo.

Io Non Sto con Oriana ha detto...

1. Chiedo venia per l'imprecisione. D'altronde, quando un divorziato in sovrappeso che non è stato capace di laurearsi neppure in sedici anni insiste nel presentarsi infilato in capi tecnici destinati a chi le armi le usa sul serio capita che il buon umore di chi assiste ripetutamente alla scena influisca momentaneamente anche sulle competenze linguistiche e giuridiche di chi si è fatto un'idea perentoria sia del sovrappeso divorziato e incapace di laurearsi sia pure in sedici anni di cui sopra, sia dell'elettorato che simpatizza per un elemento del genere.
2. Quando si aggredisce il paese confinante sperando in una facile vittoria e poi le cose prendono tutt'altra piega è bene limitare realisticamente ogni pretesa e considerare Osimo null'altro che un'amena località collinare.
Dovreste essere contenti, e ringraziare, che il IX Korpus si sia fermato a Trst e alla Primorska invece di prendervi a calci nelle terga fino al Garigliano come avreste ampiamente meritato.

Busiride ha detto...

Si fa turbare davvero per poco. Se dovessi essere turbato ogni volta che vedo un divorziato sovrappeso vestito in modo ameno dovrei rinunciare a uscire di casa.
Mi par di capire che Lei sia toscano.
Ebbene, quando si aggredisce il paese confinante sperando in una facile vittoria e poi le cose prendono tutt'altra piega è bene limitare realisticamente ogni pretesa.
Dovreste essere contenti, e ringraziare, che il generale De Gaulle si sia fermato a Mentone e alla Costa azzurra invece di prendervi a calci nelle terga fino al Crati come avreste ampiamente meritato.
Saluti.

Io Non Sto con Oriana ha detto...

Ma quali saluti; ho appena cominciato.

Menton? Altra amena località, stavolta marina.
Secondo testimonianze non so quanto attendibili (ne parla tra gli altri Giorgio Bocca) i doganieri dello État français nel gennaio 1941 vi esposero un grosso cartello rivolto verso Ventimiglia.
C'era scritto "Grecs, arretez-vous. Ici France."
Due mesi prima un maestrucolo e gazzettiere, anche lui sovrappeso e con la passione per le divise e per l'infedeltà coniugale (oltre che per gli studi lasciati a mezzo) aveva fatto aggredire con pretesti ridicoli la Grecia, convinto dal genero (gran cosa la famiglia tradizionale) che grazie ai quattrini profusi con discrezione si sarebbe trattato di una passeggiata militare.
Fu una passeggiata senz'altro, ma nella direzione opposta.
E il suo ideatore, quello che ha fatto anche cose buone come va di moda cianciare nelle vostre televisioncine, anni dopo pensò bene di filarsela travestito da tedesco.
Proprio Menton, c'era da scomodare!

Anonimo ha detto...

Oh, ma vi bevete proprio tutto.
Una minorenne minorata svedese secondo voi è un fenomeno spontaneo che mobilita il mondo?
Tra scioperi, alternanza scuola-cavolate e ponti gli studenti italiani quando studiano?
RR

Anonimo ha detto...

Niente, non ci salveremo. La retorica della cavolate ha ammazzato la scuola italiana.
Ora bisogna fare pure la marchetta a Greta piuttosto che spazzare via gli ultime 30 anni di schiforme.
RR

Vishnu ha detto...

I cicli climatici sono millenari. L'upmo influenza l'ambiente ma non il clima. Rubbiave varie associazioni scientifiche si sono espresse inbtal senso.
Trovo il tutto una pagliacciata globalista per manipolare le coscienze.
V.

Io Non Sto con Oriana ha detto...

Tranquilla RR, questo blog puzzava già di morte più che a sufficienza senza che tu dovessi metterci del tuo.

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Vishnu ha detto...

Greta ha dichiarato che è inutile andare a scuola. V.

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