sabato 28 maggio 2011

FIRMA LA DICHIARAZIONE DI INSEGNANTI E DIRIGENTI PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI DI STATO

In vista degli ormai prossimi esami di Stato di terza media e di fine ciclo di studi, stiamo raccogliendo adesioni alla dichiarazione riportata qui sotto. Invitiamo a farla propria gli insegnanti e i dirigenti scolastici che avranno il ruolo di presidenti e membri delle commissioni, comunicando la propria adesione all'indirizzo In vista degli ormai prossimi esami di Stato di terza media e di fine ciclo di studi, stiamo raccogliendo adesioni alla dichiarazione riportata qui sotto. Invitiamo a farla propria gli insegnanti e i dirigenti scolastici che avranno il ruolo di presidenti e membri delle commissioni, comunicando la propria adesione all'indirizzo gruppodifirenze@libero.it. Proprio in coincidenza (fortuita) con l'avvio della nostra iniziativa, è uscito un libro di grande interesse e del tutto in sintonia con le motivazioni che ci hanno spinto a prenderla. Si tratta di Ragazzi, si copia, di Marcello Dei, edito dal Mulino (leggi la presentazione nel post del 1° maggio).
La dichiarazione, a oggi firmata da 329 prèsidi e insegnanti, verrà presentata venerdì 3 giugno a Roma in una conferenza stampa che si terrà a mezzogiorno presso il Liceo Visconti.

Dichiarazione di insegnanti e dirigenti per la correttezza degli esami di Stato

Fra poco si svolgeranno gli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di studi. Negli ultimi anni i mezzi di informazione hanno riferito di numerosi casi in cui non è stato assicurato il loro corretto svolgimento. Questo danneggia fortemente la credibilità della scuola italiana e l’immagine degli insegnanti e dei dirigenti.
Non c’è dubbio che la maggioranza dei colleghi agisca in modo inappuntabile e faccia il possibile per garantire la regolarità degli esami. Siamo però consapevoli che un malinteso atteggiamento di “comprensione” nei confronti degli studenti e la diffusa tendenza a considerare inutilmente fiscale la fermezza nel far rispettare le regole (e in alcune situazioni anche pressioni esterne) possono spingere a “chiudere un occhio” se qualcuno copia, a giustificare o a tollerare indebiti aiuti e persino comportamenti gravemente scorretti, come fornire ai propri allievi traduzioni e soluzioni.
Va invece ribadito che certi atteggiamenti non sono affatto un modo di “fare il bene dei ragazzi” e che anzi feriscono la giustizia e il merito. Una scuola, infatti, in cui venga in qualche modo compromessa la regolarità degli esami, abitua gli studenti alla scorrettezza, commette un’ingiustizia verso chi conta solo sulle sue forze e infine svaluta il senso dell’esame come momento importante di verifica delle capacità degli allievi. Viceversa, l’esempio di comportamenti coerenti con i valori che si insegnano costituisce per i giovani la più efficace educazione alla legalità.
Noi pensiamo che il ruolo e l’immagine dell’istruzione pubblica si difendano certamente reclamando nuove leggi e finanziamenti più adeguati, ma anche facendo nel modo migliore la propria parte e assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità.
Ed è con questo spirito che noi sottoscritti commissari e presidenti di commissione dichiariamo pubblicamente che ci impegneremo per far sì che gli esami si svolgano in un clima sereno, ma nel rispetto della legalità, dell’equità e dell’imparzialità, a tutela del prestigio della scuola italiana, di coloro che vi operano con ammirevole impegno e dei tanti studenti che si preparano con serietà a questa importante prova.

[Per il testo con l'elenco dei firmatari:
http://gruppodifirenze2.blogspot.com/2011/05/dichiarazione-di-insegnanti-e-dirigenti_25.html]

21 commenti:

Cirano ha detto...

copieranno lo stesso ed i mediocr ie raccomandati andranno avanti....

Giorgio Ragazzini ha detto...

Bravo, è con questo spirito che l'umanità ha fatto progressi.

Anonimo ha detto...

Non sarà sicuramente questa assolutamente condivisibile iniziativa a fermare il fenomeno. Tuttavia puo' costituire il primo avvio ad una riflessione su quanto la scuola puo' trasmettere in merito ad una cultura della legalità, non cioè principi astatti che riguardano sempre altri ambiti, altri proplemi, ma il quotidiano e il prossimo a noi.

Anonimo ha detto...

Andate a fare un giro all'estero e imparate cosa vuoldire esaminare e o insegnare.
Ho avuto professori universitari che si divertivano a chiedere i commenti nelle note dei libri per avere la fama di dare voti bassi.
Siete semplicemente patetici e ridicoli.

Santiago ha detto...

Tutto molto bello, e magari condivisibile, se non fosse che l'esame di maturità, in Italia, è improponibile e non tiene conto della carenza e le lacune con cui gli studenti hanno a che fare. Prima bisogna regolare il sistema, e poi, una volta che è fatto come si deve, pensiamo a non farli copiare.

Anonimo ha detto...

Concordo con Santiago.
Vi rendete conto di quello che proponete? Voi responsabili della formazione chi fate un autoappello come se foste appena arrivati da Marte.
Non bastava Berlusconi, io mi chiedo cosa possano pensare di noi all'estero (dove sono io) quando leggeranno questa notizia.

Michele Nuzzolese ha detto...

Davvero ammirevole il vostro spirito d'iniziativa, ma purtroppo mi ritrovo ad essere d'accordo -almeno in parte- con quanti prima di me hanno commentato in maniera pessimistica.

Purtroppo NON basterà questa iniziativa perché per cambiare questa Italia, se tutto va per il verso migliore, serviranno 4 o 5 generazioni come minimo.

Meritocrazia? Non sappiamo nemmeno cosa significhi.

Ci tengo solo a sottolineare che, sebbene sia vero che la scuola non formi e che tra i professori ci siano delle mele marce, ritengo non sia giusto colpevolizzare l'intera categoria. D'altronde in ogni settore, almeno nel nostro paese, c'è chi dovrebbe andare a zappare la terra.

Ad ogni modo mi sembra puerile enfatizzare -immotivatamente- l'inutile scontro tra allievi e professori.

Ripeto che ammiro comunque il tentativo, è pur vero che siamo ricoperti di problemi ben più gravi ma, come si sul dire, tutto fa brodo e ritengo ingiusto che vi dobbiate sorbire anche degli insulti da sopra (ma purtroppo è così che funziona qui).

Santiago ha detto...

ah dimenticavo, c'è un fattore culturale di cui non tenete conto.
In Inghilterra fare "cheating" (copiare) è qualcosa che reca disonore e vergognoso. C'è un film intitolato "il club degli imperatori", in cui questo si vede chiaramente quanto per uno studente sia importante, all'apparenza, essere onesto. Tuttavia questo non significa che in Inghilterra gli studenti non copino.

Tutto ciò è parte della cultura e dei rapporti nella società, la morale che hanno proviene da insegnamenti antichi, fattori, appunto, culturali e diversi da paese in paese. E questa maniacale ossessione per apparire onesti è lo stesso motivo per cui, se un politico viene colto in fallo, si dimette all'istante. Ma come abbiamo visto, anche loro truffano.

Va benissimo pensare: partiamo dando l'esempio dalla scuola, ma se il sistema a scuola è malato e tutto il resto della società non dà l'esempio la vostra proposta appare davvero insulsa.

Ora, perché in italia il sistema scolastico è malato? facciamo un esempio: Pensiamo a quanto sono diversi i sistemi di valutazione in Inghilterra e altri paesi, di sicuro non devono fare esami lunghi 6 ore in cui sottopongono allo studente ad uno stress psicofisico fuori dal comune e per niente normale. Non prendiamoci in giro. Prima eliminate l'esame di maturità, rendetelo più umano e solo dopo parliamo di non farli copiare.

Anonimo ha detto...

Siamo tutti essere umani e i comportamenti vengono influenzati dai fattori ambientali in cui viviamo.
Quindi, a meno che non si pensi che noi italiani siamo "geneticamente" disonesti, il discorso merita di essere fatto con un maggiore serenità e in modo molto più ampio.
Giustissimo fare confronti con gli studenti di altri paesi ma avete mai pensato di comparare i metodi di insegnamento e di esaminazione?
Alcuni nostri esami sono semplicemente assurdi, ad ogni livello.
Sono un dottorando, in questo periodo mi trovo all'estero. Odio la copiatura, non ho mai copiato però mi è capitato di suggerire e di essere contraccambiato tra compagni di banco da ragazzino. Non credo che questo mi abbia insegnato a non rispettare le regole e non credo sia stato così negativo perchè mi in molti casi ha insegnato l'importanza dell'aiuto e della solidarietà nel momento in cui ci si trova in "difficoltà insieme".
La pressione e lo stress che trasmette il sistema italiano non ha pari al mondo, forse per questo gli italiani all'estero fanno faville.
Altra cosa invece il copiare all'università, con auricolare e biglietti.
Trovo la vostra iniziativa completamente inutile e ritardataria.
Propongo un'inchiesta di un altro tipo: chiedete ai rappresentanti di quinta quando vengono chiamati a firmare il programma svolto, quanti argomenti sono stati appena accennati? Di questo non vi occupate assolutamente.
Perchè certe volte i professori arrivano a suggerire? Per dare bei voti o perchè si rendono conto che non hanno spiegato in modo completo (o del tutto) quello che viene chiesto nella traccia. La terza prova è di solito il correttore.
Il vostro appello conferma ancora una volta la mia poca stima nei confronti degli insegnanti della scuola media secondaria.
Siete solo una delle tante caste.

Anonimo ha detto...

Se quello che si insegna e se il modo di fare gli esami rimangono così come sono, per me i ragazzi possono anche continuare a copiare.

Valerio Vagnoli ha detto...

Gli insegnanti suggeriscono e " allentano la guardia" anche per frustrazione, per avere consenso, acquisito peraltro a costo zero; anzi con la gratificazione di sentirsi buoni e compassionevoli. Infine, da parte di alcuni, c'è anche l'antica diffidenza per le regole e l'autorità in generale, e anche per questo amano lasciar correre. D'altra parte secoli di dominazioni straniere hanno contribuito ad abituarci così, a non identificarci in alcun sistema se non nel nostro cinismo.Vi ricordate Tognazzi al bar col figlio nell'episodio dei Mostri? Se addetti ai lavori come i docenti, ritengono fuorviante o peggio, inutile e pleonastico, far rispettare i ruoli e le regole durante esami di Stato, ripeto, di Stato, è senz'altro una ulteriore prova che questo appello andava fatto ed insieme a questo è giusto riflettere a lungo su cosa si aspetta da noi il nostro datore di lavoro, che non è la Gelmini ma sono le famiglie italiane che malgrado tutto continuano a credere e ad avere fiducia in una scuola statale seria e in grado di formare buoni e responsabili cittadini, anziché dei furbacchioni.

Massimo Rossi ha detto...

La vostra inziativa è lodevole, ma destinata ad avere poco effetto pratico. Oggi purtroppo la tecnologia mette a disposizione degli studenti strumenti sempre più raffinati per copiare: cellulari di piccolo formato (quindi pressoché invisibili) che si collegano a internet e trovano la soluzione dei quesiti o la traduzione delle versioni. Gli studenti lo fanno durante i compiti in classe, figuriamoci all'esame, e purtroppo noi non possiamo perquisirli. Esistono però apparecchiature (che oltretutto costano poco, circa 20 euro) in grado di rilevare la presenza di cellulari accesi nel raggio di 20-30 metri. Occorre dotare tutte le scuole di queste apparecchiature, oppure fare una norma che consenta la perquisizione degli studenti all'esame da parte delle forze dell'ordine. Io altri metodi non ne vedo per far cessare questo sconcio, che compromette e inquina compiti ed esami.

un agente della DIGOS ha detto...

"Occorre dotare tutte le scuole di queste apparecchiature, oppure fare una norma che consenta la perquisizione degli studenti all'esame da parte delle forze dell'ordine."

???? si schediamoli pure se gli troviamo un bigliettino.

Filippo Cintolesi ha detto...

Rimango assolutamente allibito dai commenti non dico pessimistici (l'ottimismo non e' certo un obbligo) ma addirittura ostili verso un'iniziativa come la presente, alla quale dovrebbe potersi obiettare solo l'essere scontata. La possibilita' che questa iniziativa non sia sufficiente non e' certo scusante per denigrarla. Si assiste, anche qui come in altri casi, a un demoralizzante benaltrismo: ci vuol ben altro che... eccetera; il problema vero e' sempre ben altro.
Visto che non ci si puo' esimere dal formulare diagnosi, il problema, diro' anzi piu' modestamente: uno dei problemi, a mio avviso e' che la crisi etica e comportamentale della scuola va di pari passo con la crisi della responsabilita' parentale. Non solo e non tanto perche' la buona attuazione di qualsiasi funzione da parte dell'istituzione scolastica presuppone dinamiche sane all'interno del circuito familiare, perche' la scuola interviene su un capitale umano come minimo "in compresenza" con altri soggetti, appunto i depositari di quella responsabilita'; ma anche, e in questo caso specifico soprattutto, perche' ho l'impressione che nel caso di non pochi docenti convinti di "aiutare" i propri alunni suggerendo gli svolgimenti o consentendo loro di copiare, sia attivo lo stesso meccanismo che anche nelle famiglie puo' portare al nefasto equivoco dell'iperprotettivismo scambiato per sostegno, dello scanso delle responsabilita' gabellato per comprensione, del fare strame delle regole minime del gioco contrabbandato per realismo. In sintesi, l'equivoco del genitore o del docente scambiato per il compagno o l'amico.
Sempre che di equivoco si tratti, e non di resistenza, piu' o meno consapevole, ad assumere la responsabilita' di essere genitore o docente, a costo magari di sentirsi un po' meno "giovani", ormai.

Pateticamente e ridicolmente vostro

Filippo Cintolesi

Milena ha detto...

483. Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
Chiunque attesta falsamente al pubblico ufficiale [c.p. 357], in un atto pubblico [c.c. 2699; c.p. 492, 495], fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità [c.p. 567], è punito con la reclusione fino a due anni [c.p. 491].
esiste o no questa norma ??
ed allora ? di cosa discutiamo ??
chi non è d'accordo proponga un'iniziativa per l'abolizione di queste norme e poi ci aggiunga magari anche la "corruzione" la concussione ecc...
da dussin raimondo insegnante presso istituto tecnico di bassano del grappa

anonimo 2 ha detto...

Già sarebbe una rivoluzione non veder più i commissari e i presidenti di commissione starsene in panciolle a leggersi il giornale anziché sorvegliare gli studenti.

Sofron ha detto...

E' tutto molto chiaro. Bisogna PRIMA: guarire il sistema malato, rendere l'esame più umano, eliminare lo stress psicofisico, eliminare l'esame,far sì che gli insegnanti si spieghino meglio, svolgano i programmi, non facciano domande sulle note; eliminare la fame nel mondo. Solo DOPO potremmo anche pensare di convincere gli insegnanti a non far copiare.

Santiago ha detto...

Bravo Sofron, vedo che hai capito tutto. Continua così

Anonimo ha detto...

Giusto, bisogna copiare e gli insegnanti sono ignoranti e inetti, non sanno spiegare e cercano di compensare la loro ignoranza e inadeguatezza passando le soluzioni dei compiti o chiudendo tutti e 2 gli occhi. Come sono ridicoli e infantili!
Mi sa che la cultura e l'intelligenza si trova dappertutto in Italia fuorché tra gli insegnanti. Che strana combinazione.
Dovrebbero cedere il posto di lavoro a chi li critica, di certo loro sapranno risollevare le sorti di questo paese di imbroglioni.
Miranda

anonimo 2 ha detto...

Per Santiago, mi sembra di capire,c'è sempre altro a cui dare la precedenza. Ma il rispetto delle regole è veramente da tenere in secondo piano all'interno del mondo scolastico?

Santiago ha detto...

Certamente il rispetto delle regole non è da tenere in secondo piano. Ma - ti chiedo di porre attenzione alle parole che userò - è fondamentale considerare se queste regole siano giuste ed eque.

Da come la vedo io, un esame sovrumano, che costringe allo studente a fare esercizi di matematica per ben 6 ore, è improponibile, e il fatto di copiare - pur non essendo giustificabile - è comprensibile.

Voi, con questa petizione mettete in luce un fatto palese: all'esame di maturità tutti, o il 95% degli studenti copia.

Ma la vostra soluzione è insulsa perché anziché individuare il problema: l'esame in sé, e con esso la conformazione del sistema scolastico, scegliete di fare una petizione e controllare che nessuno copi.

I miei complimenti signori, eh. Voi chiedete che vengano rispettate le regole, quando i giovani, d'altro canto, vi chiedono di revisionarle e cambiarle.

Come mi piacerebbe tornare indietro di 3 anni per rifare quel pidocchioso esame. Affronterei questo discorso più che volentieri con tutti quegli insegnanti del CL che non facevano altro che fare propaganda religiosa in un Liceo Scientifico. Ora non ho tutto questo tempo da perdere, non mi sono firmato anonimo per cui sapete dove trovarmi. Invito a qualcuno di quegli insegnanti che hanno firmato questa petizione a rispondermi.