domenica 24 giugno 2012

E SE ANCHE CHI BOCCIA FOSSE DALLA PARTE DEGLI ULTIMI?

"La scuola coinvolge quasi 10 milioni di bambini e ragazzi, le relative famiglie e un milione di lavoratori. Ed è ancora la porta attraverso cui tutti crescono, diversi ed eguali, nell’incontro con l’altro da sé. Continua a leggere.

5 commenti:

Edoardo ha detto...

A proposito di quanto scritto da Vagnoli sui prof. criticati perchè troppo severi ecc., la quinta di cui ho raccontato oggi le perle ha come insegnante di matematica una prof. che 10 anni fa, uscendo da scuola, trovò scritto sui muri, a caratteri cubitali, 'xxx fija de na mignotta', 'A morte xxx', ecc. Era giudicata una prof. inflessibile. Mi viene da ridere a pensare che oggi nella sua quinta ci sia chi non sappia cos'è un tetraedro. Lei non si è affatto 'ammorbidita', sono i suoi colleghi, con il preside in testa, che hanno pensato bene di metterla in minoranza... Non era 'democratica', 'accogliente', 'pedagogica' e cretinate varie....
I risultati li ho costatati io il 21 giugno: analfabetismo matematico e linguistico. p.. L'insegnante di lettere di questa quinta è, guarda caso, il 'supporto alla dirigenza' e, contemporaneamente, un rappresentante Cgil nella RSU! Gagliardo, vero?

VV ha detto...

Stamattina prima d'iniziare i lavori della commissione d'esame, un collega dell'altra commissione mi diceva che in prima elementare dopo tre mesi di scuola, siamo in grado già di intuire quale sarà il futuro scolastico dei singoli bambini. Ho ripensato velocemente alla mia esperienza anche di maestro di scuola e ho percepito quanta verità vi fosse in questa così terribile affermazione. Le classi prime di ogni ordine di scuola sono decisive nel dare le basi per poi andare avanti, figuriamoci poi la prima elementare. C'è che pensa che sia giusto mandare avanti i bambini per dare loro il tempo per afferrare gli strumenti indispensabili per poter affronatare gli studi successivi e c'è chi crede che sia meglio non rischiare che certe basi si sfilaccino troppo nel tempo e non si possano poi ricompattare preferendo fermarli, appunto, in prima. Per molti miei colleghi e anche per me, è meglio evitare il rischio che i ragazzi debbano essere messi in condizione di rincorrere le competenze senza poi raggiungerle anche perché l'organizzazione della scuola italiana, e di questo si dovrebbero occupare i ministeriali buoni, è fatta in modo tale che le carenze rimangono tali per tutta la vita. Per esempio, se si adottasse un lavoro per livelli anziché per clessi, forse le cose potrebbero cambiare. ma i buoni di ogni risma e di ogni avventura politica non mi sembra siano saliti sulle barricate per denunciare la miserevole condizioni dei locali scolastici in virtù dei quali è impossibile tentare qualdsiasi strada che la pur tiepida autonomia scolastica ci potrebbe far percorrere.

Anonimo ha detto...

Come i bambini, anche le maestre sono vittime di quanto sta accadendo a Pontremoli. Avete fatto bene a schierarvi dalla loro parte e a denunciare il menefreghismo dei sindacati.
Loredana

Edoardo ha detto...

Vagnoli mi provoca. Il mio liceo è dalla nascita nell'ex magazzino del Teatro dell'Opera di Roma (1962). Ogni aula ha le finestre con i davanzali a oltre due metri di altezza. Per aprirle i ragazzi devono salire sui banchi. L'acustica non è pessima, è inesistente. Al quinto piano le stanze sotto il tetto sono asfissiatoi o frigoriferi, secondo la stagione. Una prigione, anche perchè diverse finestre hanno delle fitte grate per non fare entrare i piccioni! Non scherzo!!! Mai presidi e colleghi hanno fatto una battaglia per uscire da una simile situazione. Lo stesso stabile fa da sede alla Circoscrizione che, nelle sue pertinenze, ha messo l'aria condizionata in tutti gli uffici e ristrutturato le finestre abbassandole di un metro. Anche l'occhio vuole la sua parte: primato della politica, direbbe D'Alema, vero?
La scuola ha rifiutato prima una succursale a 20 metri di distanza, ora occupata da una scuola media, e poi un edificio d'epoca a 500 metri, ora sede della bellissima e ariosa ASL con un'infinità di medici specialisti e macchinari. Dov'erano, dove sono i buonisti, i democratici, le menti aperte e chiacchierone ecc. del liceo? Mi sono sentito sempre un cane che abbaia circondato da cani muti. Ho chiesto il trasferimento. Se devo morire in servizio, non in un carcere a 100 metri da casa, almeno questo!

Cetty Trifirò ha detto...

Il PUNTO è CHE NON BISOGNEREBBE MAI ARRIVARE A DOVER BOCCIARE "ANCHE" IN PRIMA ELEMENTARE.
Il RISCHIO è CHE SI TORNI ALLA SCUOLA SELETTIVA ED ESCLUSIVA; E QUESTA NON è CERTO UNA SCUOLA PUBBLICA DI UN PAESE DEMOCRATICO!
Chi ha voglia legga a proposito della "storia della scuola in Italia"... e poi ne riparliamo.

Cetty