venerdì 12 ottobre 2012

È MAI ESISTITA UNA CATEGORIA A CUI SI AUMENTA L’ORARIO DI LAVORO DEL 33%?

“Il dato per certi versi più sorprendente riguarda l’altissima incidenza di diagnosi psichiatriche (64%) che tocca livelli impensabili, se si considerano gli stereotipi che gravano sulla professione docente considerata una sorta di “mezzo servizio”. D’altra parte quella dell’insegnante è una helping profession, cioè un lavoro di relazione con il prossimo tra i più delicati in assoluto: riguarda infatti un’utenza particolare (bambini e adolescenti) e prevede con la stessa un rapporto unico nel suo genere perché “continuato” per più ore al giorno, tutti i giorni, per nove mesi consecutivi e per cicli di 3 o 5 anni. Ne consegue un’usura psicofisica importante che, proprio in ambito psichiatrico vede le sue maggiori conseguenze.” (Vittorio Lodolo D’Orìa, Inidoneità dei docenti: le patologie che la determinano, ottobre 2012).
Il ministro Profumo e l’intero governo dei tecnici, che della realtà scuola non hanno  la più pallida idea, fanno senza dubbio parte di coloro che considerano una sorta di “mezzo servizio” la professione di insegnante. Altrimenti non gli sarebbe potuto venire in mente un’enormità come quella di far passare l’orario di cattedra da 18 a 24 ore nella scuola secondaria, invece di diminuire quello dei maestri. Così come avrebbero tenuto presente il recente, smisurato aumento dell’età pensionabile, abbattutosi ciecamente su una categoria sfibrata e demotivata, per la quale caparbiamente tutti i governi hanno ignorato la necessità di finanziare lo studio e la prevenzione dello stress professionale. Lo sanno anche i bambini che se l’orario è di 18 ore settimanali, ciò è dovuto al fatto che si tratta di una professione complessa, che ha bisogno di preparazione, progettazione, correzione di prove, valutazione: il che ne richiede almeno altre 18. Hanno invece voluto aggiungere lo sberleffo al danno: in cambio niente aumento (sarebbero almeno 500 euro), ma ben 15 giorni in più di ferie. Da godere ovviamente durante … le ferie. (GR)

Leggi il testo del provvedimento (articolo 3, p. 9 di quello pubblicato sul sito del "Sole 24Ore")

83 commenti:

V.P. ha detto...

‎''Ho l'impressione che al ministro Profumo occorra una pausa di riflessione perche' rischia una rivolta di tutti contro tutti''.

Beppe Fioroni - 11 ottobre 2012

V.P. ha detto...

Ce lo chiede l’Europa?! Nossignore, questa volta li freghiamo noi!

Macché da 18 a 24 ore! Vogliamo direttamente 40 ore a settimana! Con classi di 40 alunni! Aule con banchi sestupli a due livelli: il famoso modello tre posti rialzato, brevetto nordico della Ikekkass prodotto in Fankung (stato conteso sembra tra Cina e Mongolia) al costo di 1,95 euro cadauno, ma commercializzato a 189.99 euro (per costi di spedizione, provvigioni, pizzi e tangenti per criminalità organizzata, assessori sciolti, ecc.). Risparmio del 72%! Per il momento.

V.P. ha detto...

L’Italia ha rottamato la pubblica istruzione e si è affidata alla televisione, fino ad eleggere a capo del governo il padrone dell’etere. Ora è tempo di rottamare la televisione e di rimettere al centro la scuola. Ci vuole una vera e propria rivoluzione ed è più urgente del risanamento del debito.

Franco Arminio - il Manifesto - 12 ottobre 2012

PIPPO ha detto...

ce voglion fa' fa' quaranta ore
che manco a pasqua più se fanno fa'
che contentezza avrà nostro signore
solo Profumo poi ce lo dirà
temo sarà tutto un moccolare
e cristo stesso ne resentirà
pure li figli quelli piccinini
se metteran poeretti a bestemmia'
peccorpa d'una massa de' cretini
che manco sanno chevvordi'nsegna'
mejo sarebbe daje un ber carcione
e buttalli giù dar seggiolone.

Mario Amato ha detto...

Possiamo vedere la cosa da altri punti di vista:

- a parità di lavoro, ci hanno abbassato lo stipendio del 25%
- in tal modo si potranno licenziare il 25% dei docenti (e allora perché il concorso?)

Diversi colleghi mi hanno detto la stessa cosa: "mi è passata la voglia di lavorare". Però nessuno ha detto "facciamo sciopero per protestare".

Appena i farmacisti protestarono contro la liberalizzazione il governo monti fece marcia indietro. Se non ci lamenteremo .. cosa potremo aspettarci? che questo sarà solo l'inizio!

V.P. ha detto...

Perché chiediamo le dimissioni di Profumo - parte 1 di 2

Quasi un anno di governo è sufficiente per giudicare l'operato del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo. Tutte le sue scelte confermano che egli è l'esecutore testamentario della legge Gelmini, vale a dire il prosecutore del più distruttivo attacco alle strutture della scuola e dell'università pubbliche mai realizzato nella storia della repubblica. Egli stesso ha dichiarato che tutte le sue iniziative sarebbero state realizzate «con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica». Ma è andato anche oltre. Egli continua a bloccare i concorsi universitari (sottobanco diminuisce la dotazione finanziaria per la loro applicazione), ha imposto nuovi tagli agli enti di ricerca, ha accresciuto il finanziamento alle scuole private, deliberato la possibilità di aumentare le tasse degli studenti universitari, ha prorogato i rettori in carica, al potere da decenni. Ma fa di peggio, perché sta fornendo all'opera di distruzione delle strutture della formazione un'ideologia ingannevole, quella che ha trovato espressione nel termine "merito": che ovviamente è, in sé, criterio serio, rispondente alle aspettative di giustizia di tutti noi.
Tuttavia il merito, per il ministro, è quello che inizia a essere valutabile a partire dall'anno del suo avvento. Così nel recente bando di concorso per la scuola, le abilitazioni, i risultati di concorso, le specializzazioni (conseguiti nel passato dagli insegnanti), non hanno più alcun valore e i docenti devono essere di nuovo giudicati da chi oggi ne stabilisce i criteri a proprio arbitrio. Gli stessi titoli dei docenti universitari vengono valutati secondo parametri stabiliti quest'anno dall'Anvur, un organismo di nomina oscura, che in base a criteri privi di riscontro stabilisce che cosa è scientifico e cosa no, imponendo una classificazione delle sedi di pubblicazione delle riviste e case editrici, di 10 o 20 anni fa, sulla base di scelte arbitrarie e inaccettabili.
Nel frattempo, come mostrano i recentissimi dati dell' Ocse, l'Italia precipita agli ultimi posti fra i paesi industrializzati per spese all'istruzione e per risultati. Il numero dei laureati/e cala ancora rispetto alla media europea, le immatricolazioni continuano a diminuire (meno 10% lo scorso anno). Le condizioni materiali della scuola pubblica sono degradate da aule sovraffollate, organici insufficienti, servizi inadeguati, edifici vecchi, quando non pericolanti. Come si risponde a questo quadro drammatico sotto la guida di Profumo? Alla Camera si sta tentando di trasformare in legge la cosiddetta "proposta Aprea", che riduce gli organi collegiali e avvia una privatizzazione camuffata della scuola pubblica. Nel frattempo, ad inizio di anno accademico, si innalzano le tasse e aumentano gli sbarramenti all'ingresso nell'università dei nostri ragazzi/e con quiz cervellotici indegni di un Paese civile.
Occorre finalmente alzare lo sguardo e afferrare l'ampiezza e la radicalità della distruzione oggi in atto. L'ideologia del merito serve solo a disconoscere la formazione, la competenza già conseguita da milioni di giovani a cui non si è in grado di offrire una prospettiva di lavoro all'altezza degli studi compiuti. Essa serve a nascondere la responsabilità di una classe dirigente che negli ultimi 20 anni ha messo nell'angolo ben due generazioni di giovani studiosi. Tutti gli sbarramenti posti davanti ai ragazzi/e che vogliono avanzare negli studi e nella ricerca servono a camuffare una drammatica disoccupazione intellettuale di massa e farla percepire, da chi ne è vittima, come incapacità personale e mancanza di merito. Noi diciamo basta a questo gigantesco inganno. E diciamo basta al declino programmato dell'Italia, spinta verso la periferia del mondo.

SEGUE

V.P. ha detto...

Perché chiediamo le dimissioni di Profumo - parte 2 di 2

SEGUITO

Noi chiediamo le dimissioni di Profumo, uomo di copertura ideologica, che continua e persegue con l'inganno pubblicitario delle sue trovate la politica di demolizione dell'istruzione pubblica di massa intrapresa dal governo Berlusconi. La violenza della polizia contro le manifestazioni studentesche di questi giorni conferma una continuità politica che occorre spezzare.
Chiediamo il superamento totale del numero chiuso all'università; la chiusura dell'Anvur per manifesta incapacità di assolvere il suo compito. Chiediamo invece il ruolo unico della docenza universitaria con progressione di carriera basata sulla verifica scientifica dei risultati. Le procedure per l'idoneità alla docenza devono svolgersi al più presto secondo seri criteri di valutazione e senza automatismi. Chiediamo la revoca immediata del bando di concorso per gli insegnanti della scuola e il rispetto dei diritti acquisiti nel passato.
Chiediamo inoltre stanziamenti adeguati e immediati per borse di studio nella scuola e nell'università, per i dottorati e per assegni post-dottorato: un aiuto concreto e un segnale di incoraggiamento per migliaia di giovani ora privati di ogni prospettiva dignitosa. Dalla crisi si esce anche con lo slancio e la volontà della nostra gioventù.
Chiediamo un adeguamento delle risorse finanziarie destinate a scuola e università almeno a livello della media dei Paesi dell'Ocse. A chi dice che non ci sono i soldi rispondiamo che i soldi ci sono per le scuole private e cattoliche – in spregio alla Costituzione – ci sono, in abbondanza e senza valutazione, per l'Istituto Italiano di Tecnologia, creato dal governo Berlusconi, ci sono per grandi opere dannose come il sottopasso di Firenze, ci sono – oltre 60 milioni al mese – per la guerra in Afghanistan, ci sono per gli sperperi di un ceto politico predone che dissangua il Paese. Secondo il Sole 24ore del 21 settembre, se i docenti che svolgono attività professionali venissero pagati in regime di tempo definito, e non di tempo pieno come oggi, si risparmierebbero almeno 500 miliardi. «Non ci sono i soldi» è un ritornello per farci accettare la privatizzazione strisciante del sistema formativo. In realtà, il bilancio dello stato è oggi territorio di scorrerie di poteri e clientele, fonte di disuguaglianze e iniquità. I soldi ci sono per chi fa la voce grossa. Facciamo sentire la nostra.
Nell'approssimarsi di un momento cruciale della politica italiana, chiederemo a chi si candida a governare l'Italia, a tutte le forze democratiche, l'impegno ad abolire le legge Gelmini e ad avviare una riforma dell'università ispirata alla Carta di Roma, al Quadrifoglio per l'Università, del Documento per l'Università bene comune, dei Sette punti fondamentali dei DP.
Tutte le associazioni e le realtà firmatarie di questo appello si costituiscono come forza stabile organizzata con l'intento di coinvolgere docenti, ricercatori, gli studenti e le loro famiglie. Esse non avanzano rivendicazioni settoriali. Rimettere al centro della vita nazionale il ruolo della ricerca e della formazione è la strada in aggirabile per sfuggire al declino del Paese. La gioventù colta è la nuova élite che deve risollevare le sorti dell'Italia.
Raccogliamo le firme in rete, (www.amigi.org o altri siti) ma anche davanti alle scuole e alle università. Chiediamo ospitalità al nostro appello presso i banchetti dove si raccolgono le firme per i referendum contro la demolizione dello Statuto dei lavoratori. Facciamo del nostro movimento un interlocutore nazionale che dialoga permanentemente con i governi della repubblica.

http://www.amigi.org/index.php?option=com_content&view=article&id=473:perche-chiediamo-le-dimissioni-di-profumo&catid=1:ultime

Pluto ha detto...

Mejo Profumo o mejo la Gelmini?
Ho fatto 'sta domanda a Giambattista.
E lui me dice: quella 'sti gradini
nun li risale, ma questo sarà in lista.

Mario Amato ha detto...

C'è qualcuno che si intende di giurisprudenza?
C'è un aspetto che di solito noi insegnanti tendiamo a trascurare: la privatizzazione del contratto collettivo del pubblico impiego e in particolare della scuola.
Il nostro contratto attuale prevede esplicitamente 18 ore e la "privatizzazione" del contratto implica che una qualsiasi delle controparti (nel nostro caso lo Stato) non può cambiare alcunché unilateralmente. Dirò di più: il contratto stabilisce che nessuna norma di legge che contraddica quanto stabilito da esso può aver valore, il contratto ha la precedenza su qualunque legge, precedente o successiva ad esso.
Perciò se vogliono applicare davvero la modifica da 18 a 24 devono rifare il contratto e farlo firmare dai sindacati.
Qualcuno esperto è in grado di esprimere un parere su questa cosa?

rossana ha detto...

...La verità è che la scuola non interessa più a nessuno, sotto sotto serpeggia la convinzione che Google possa sostituire l'insegnante. Il ministro Profumo va in estasi quando parla di tablets sui banchi mentre manca la carta igienica nei bagni!

Mario Amato ha detto...

Dalla bozza di legge:
"4. Le disposizioni di cui ai commi dal 4 al 7 non possono essere derogate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1° settembre 2013."
Dal momento in cui il contratto è stato privatizzato non si può più stabilire né regolare per legge il lavoro dei docenti ma si deve passare obbligatoriamente per il contratto. Il contratto, firmato "dallo Stato", dice esplicitamente che nessuna norma di legge può modificare unilateralmente quanto stabilito da esso. Altrimenti che privatizzazione sarebbe?
D'altra parte non sarebbe corretto che una delle due parti si avvalesse delle prerogative di legislatore per non mantenere un accordo scritto e sottoscritto da entrambe le parti.
Ci vorrebbe un avvocato del lavoro ben preparato o un docente di giurisprudenza.
http://www.orizzontescuola.it/news/ecco-bozza-della-legge-stabilit-dal-10-settembre-2013-orario-docenti-24-ore-settimanali

Piero Morpurgo ha detto...

Illustrissimo e stimato Presidente della Repubblica Italiana, torno da Padova dove ho presentato la nuova edizione del Diario di Ernesta Bittanti Battisti sulle leggi razziali e dove ho ricordato come il gruppo che ruotava attorno a Gaetano Salvemini, Ernesta Bittanti, Pietro Jahier, Carlo e Nello Rosselli impegnarono la loro azione antifascista nella costruzione e nella difesa dell'idea di Scuola. E lì ho rammentato la Mostra Storica della Scuola Italiana organizzata da Salomone Morpurgo e da Ernesta Bittanti Battisti, nel ricordo di Giacomo Matteotti e di Cesare Battisti, già nel 1925: uno dei primi atti di opposizione al fascismo nel nome della Scuola. Fu Cesare Battisti a scrivere nel 1898 alla moglie: "Per un popolo la necessità prima è quella di viver bene, di educarsi, di elevarsi. Viver bene ed elevarsi intellettualmente sono due cose che si completano a vicenda; giacché un popolo tanto più cresce in civiltà, quanto più economicamente sta bene e viceversa". Oggi ci aumentano di un terzo l'orario di lavoro in strutture fatiscenti con stipendi indecenti. La Storia sembra essere stata dimenticata eppure ben esplicito è l'articolo della "Rivoluzione Liberale" del 1925: "un Insegnante di condizioni normali, che non sia uno sterratore o un facchino di porto, non può fare più (massimo) di 3 ore al giorno, e per cinque giorni della settimana (oltre le ore per correzioni di compiti, preparazione di temi e di esercizi, ecc.)". Questo si scriveva nella "Rivoluzione Liberale" di Gobetti. Ricordiamoci di tutto ciò: il 27 gennaio, il 25 aprile, il 2 giugno. Come potremmo ricordare la Liberazione e la Costituzione e il 1 maggio quando un governo impone ai lavoratori un aumento delle ore da lavorare di un terzo senza alcuna contropartita. Ricordatevi che oggi tocca agli insegnanti, domani toccherà a tutti gli altri. E questo capita ai docenti italiani che vengono pagati anche la metà degli insegnanti europei. E non veniteci a raccontare dei professori fannulloni: se ci sono spetta ai dirigenti di licenziarli e ai governi di assumerne di validi, e se ci sono dirigenti che non sono in grado di licenziare i fannulloni siano licenziati anche loro.
Piero Morpurgo

Gaetano ha detto...

Credo che l'alternativa sia quella di ridurre gli stipendi in modo drastico e rilevante. Dove erano le persone, i sindacati, gli intellettuali quando si perpetrava il sacco della scuola a spese degli italiani? Ancora vi sono consigli di classe più numerosi degli stessi studenti. Ce lo possiamo ancora permettere?

Ella ha detto...

Ho letto questo articolo e quello di Mariangela Galateo Vaglio “Lettera molto seria di una insegnante al Ministro Profumo”
Anch’io insegno alle superiori e le proposte del Governo per la scuola cambierebbero molte cose. Per chi comprende il problema del lavoro, dei precari, la dignità professionale del docente, lo stress, il burnout … può capire quanto la collega rivela e la realtà in cui vive oggi chi insegna, dalla materna alla seconda superiore. L’insegnante è sempre più ombra non identificata, non produce denaro, non evade né elude il fisco, è educatore che non può conciliare né appoggiare la sua professione alle leggi del mercato. Concordo su quanto dice la saggia collega nel suo blog, ma aggiungerei altro. Per chi ha 4, 5, 6,... classi, con il provvedimento Profumo altre se ne aggiungerà e in sedi diverse, con obbligo di pendolarità a distanze kilometriche, altri precari perderanno il posto, altri giovani allungheranno l'attesa del loro inizio lavorativo. Sostengo che il ministro ha poca sensibilità di cosa sia la relazione e la conoscenza di esseri complessi come sono le nuove generazioni. La gente pensa e crede al nostro far poco, alle vacanze lunghe, vede solo 18 ore… quest’opinione è molto diffusa, nessun conta le ore settimanali che sono annoverate nella classifica degli “ATTI DOVUTI”. Sono dovute: (nel senso che la tua “professione” lo richiede) le ore pomeridiane di preparazione e correzione prove scritte - i consigli di classe (noi ne facciamo quasi uno al mese, per chi ha 4, 5, 6 etc. classi l’incubo non finisce più) - il collegio docenti - il ricevimento genitori (un pomeriggio per classe io lo chiamo “il giorno del massacro”) - le relazioni e le verbalizzazioni di tutto ciò che viene fatto- l’aggiornamento e la lettura di documenti per semplificare le spiegazioni ai discenti oggi chiamati clienti che meno fanno e tutto pretende - aggiornamenti obbligatori pomeridiani per le novità come l’uso dei mezzi multimediali o corsi per la privacy o per la sicurezza e così via - gli esami di Stato che c’impegnano fino a metà luglio. E poi e poi....... quel sopperire alle mancanze, tra progetti e curvature dove noi insegnanti ci dobbiamo adeguare e operare nell’impegno aggiuntivo di nuove conoscenze che costa tempo e fatica; e sì, ci dicono che dobbiamo essere flessibili e professionali e lo siamo solo a costo zero. Il ministro forse non sa cosa vuol dire stare 4, 5, 6 ore con classi numerose di bambini e adolescenti ogni giorno… io lo so e, quando torno a casa, mi sdraio ovattando ogni rumore, per riprendere me stessa alla realtà del mio essere qui, a volte non ci riesco ed è isolamento, sofferenza, impotenza. Ministro Profumo possa tu e chi, in nome del bilancio, del pareggio, del risparmio, fare esperienza reale, non da boss, ma da praticante, quel fare sentito, provato sulla pelle e nella mente, mi riferisco a quel sentire vissuto che chi decide quasi mai sa ..... per comprendere, signor Ministro, bisogna sperimentare ....
So che il Ministro non leggerà ma spero che qualcuno lo farà... se passa definitivamente questo provvedimento la sottoscritta inizierà lo sciopero della fame... Non docenti non abbiamo altri strumenti per difenderci... Tutto è dovuto

Anonimo ha detto...

Aderirò allo sciopero della fame.
Adele

Pina Lorenzi ha detto...

A costo di svenire in classe sciopererò anch'io.

Anonimo ha detto...

aderiamo allo sciopero ad oltranza invece, non facciamo aprire le scuole l'anno prossimo... carla

V.P. ha detto...

“ATTO DI GENEROSITA'” chiesto/imposto ai docenti

L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso e provocato un sollevamento generale è l’“atto di generosità”, per dirla con le parole del ministro Profumo, chiesto/imposto ai docenti della secondaria, ovvero l’aumento per legge di 6 ore dell’orario di lavoro a parità di stipendio, anzi con la prospettiva realistica di una decurtazione per chi volesse continuare l’orario vigente. Una gran bella pensata che ci avvicina alla Grecia e che dimostra quanto sia tenuto in conto il settore istruzione e chi ci lavora.


LEGGI TUTTO
Il governo Monti ha superato il segno

Antonello ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Antonello ha detto...

Chi si ricorda quando un Pezzo Grosso di Confindustria, Abete o Cipolletta, disse testualmente: "Gli Insegnanti sono una categoria privilegiata"?
Non mi ricordo esattamente chi dei due, ma le parole erano esattamente queste.

Le sei ore in più vengono da lontano.

Ho sentito il Sottosegretario Rossi Doria, qualche settimana fa (Rai News 24).
Alla domanda: "Che cosa le sta più a cuore nella Scuola?" la risposta è stata "Il fatto che non tutti gli alunni che si iscrivono portano a termine i cinque anni della scuola superiore....."
Cioé: "Insegnanti, promuovete cani e porci, l'importante è che gli studenti stiano fisicamente a scuola per evitare che vadano a rubare motorini e a spacciare erba.....Anche se non sanno quanto fa due più due non fa niente....."
Abbiamo voluto il Governo Tecnico"? Dopo la Fornero, che ci farà rimanere in cattedra sino a 67 anni (minimo), adesso Profumo, per completare l'opera.....

bruno telleschi ha detto...

L’indignazione non basta, ma ognuno ha la sua parte di responsabilità. Soprattutto i sindacati confederali che hanno lavorato per anni contro la scuola e gli insegnanti. Ricostruire oggi un movimento antagonista diventa più difficile.

bruno telleschi

Papik.f ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesca Sestini ha detto...

Questa volta ci vuole una reazione seria. Lo sciopero (che io ho fatto ieri) non basta. Se come categoria passivamente accettassimo anche questa umiliazione, vuol dire che abbiamo veramente perso ogni dignità.
Quello che fa rabbia è che sui giornali e i media, è passata la notizia che questo provvedimento del Governo Monti, farà perdere il lavoro ai precari! Ma è logico che fa perdere il lavoro ai precari, perchè la notizie principale è che aumenta del 33% l'orario di lavoro! Ma se alla Fiat per aver diminuito di 5 minuti la pausa/pipì è stata fatta una battaglia pazzesca con Marchionne! Con questo non sostengo che Marchionne abbia ragione, perchè basta che apra bocca per capire che razza di persona è, però tutto deve essere relativo. Aumentare di 1/3 l'orario di lavoro, con gli stipendi fermi al 2006, con gli scatti di anzianità bloccati, e il posticipo dell'età pensionabile è veramente troppo. Comunque visto che la categoria dei Manager Pubblici e dei Magistrati hanno vinto e ottenuto il ripristino delle condizioni precedenti, perchè norme incostituzionali, vediamo anche noi cosa fare. Ma non facciamoci passare questo tsunami addosso, stando fermi!

valboni ha detto...

Non è nella mia cultura, ma anche io sono disposto allo sciopero della fame ad oltranza contro il governo dei "professori" che la peggior massoneria ha imposto al paese, che umiliano il lavoro e che portano alla fame centinaia di migliaia di cittadini. Se, poi, ci riuscisse di far digiunare loro e noi starcene tranquilli a fare le nostre 18 ore ......

Papik.f ha detto...

Consiglio la lettura dell’articolo di Giovanni Pacchiano sul numero di ieri (12 ottobre 2012) di Sette, supplemento al Corriere della Sera. Apparentemente non c’entra, ma secondo me c’entra e come. Perché la scuola del pedagogismo, delle competenze e abilità, del teaching to test, dalla quale il preside Pacchiano è fuggito quando ha potuto, è appunto la scuola della concezione impiegatizia dell’insegnamento, dove un’ora di sostituzione conta quanto una di docenza, purché i professori presunti fannulloni siano castigati: naturalmente senza alcuna intenzione di individuare chi fannullone lo è realmente (e forse è meglio così, perché ove si introducesse un discrimine di selezione, questo coinciderebbe certamente con la rapidità a trasformarsi in facilitatori che lavorano per competenze e abilità “come ci chiede l’Europa”, secondo la formula che quanti hanno voluto diventare dirigenti hanno dovuto mandare a memoria).
È la scuola nella quale l’attività di approfondimento personale dell’insegnante, quel percorso ciclico tra esercizio della didattica e ricerca contenutistica e metodologica che solo può consentire un reale processo di aggiornamento e di messa a punto delle strategie educative deve essere negato, riconoscendo soltanto l’esistenza delle ore di presenza in classe; anzi deve essere disincentivato, ad esempio non permettendo a un insegnante che si prenda l’inqualificabile libertà di acquistare libri e riviste concernenti la sua materia neanche di dedurre le spese dai propri redditi.
È anche la scuola nella quale basta che le carte stiano a posto, che si sia prodotta un’acconcia quantità di materiale cartaceo in stile conforme alle indicazioni degli esperti ministeriali di turno, e poi puoi andare in classe e fare quello che vuoi, o anche non fare niente, o anche non andarci affatto: la scuola dove un docente bravo e appassionato, la cui classe ha magari vinto premi in concorsi nazionali, rischia di perdere il posto a favore di un assenteista conclamato i cui alunni sono sempre in giro per la scuola, perché quest’ultimo è entrato in ruolo prima (sì, ho in mente un caso concreto ben preciso …).
È la scuola nella quale si vorrebbero scimmiottare gli orari lavorativi vigenti in Paesi dove ogni docente ha a disposizione un ufficio, o almeno un tavolino e un computer e in ogni istituzione scolastica c’è un bar e una mensa; la scuola nella quale si vuole usare la LIm, ma l’aula e senza tende, la parete alla quale andrebbe appesa è pericolante e la lavagna normale rotta e scrostata da lustri; dove si vuole lavorare col tablet, ma il ministro invita gli alunni a portarselo da casa, come è avvenuto pochi giorni fa.
È la scuola affidata a un ministro presunto tecnico che dimostra di conoscere quanto realmente avviene in quella struttura della quale dovrebbe essere tecnicamente esperto molto meno di un mediocre politico. È di essere assai più chiacchierone e demagogo del politico peggiore.
Tutto ciò a prescindere da fatto che, anche a mio parere, una modifica simile fatta senza passare per la contrattazione è illegale e spero che i sindacati si oppongano legalmente. Ma i sindacati stessi, quanto sono corresponsabili della situazione di cui sopra ...

V.P. ha detto...

Insegnanti, davvero una categoria privilegiata?

Papik.f ha detto...

Sommessa postilla al commento di sopra: il fatto che un'attività di insegnamento che non sia connessa a un'adeguata attività di ricerca - dove per attività di ricerca non si intende necessariamente quella di Einstein o Levi Montalcini, ma anche semplicemente l'individuazione e organizzazione di contenuti e la definizione di metodologie in funzione dell'insegnamento - è necessariamente un'attività squalificata e squalificante dovrebbe essere cosa ben nota a un Chiarissimo Ordinario nonché Magnifico Rettore. Mi chiedo, a questo punto, che razza di docente universitario sia il sig. Profumo.

libera2012 ha detto...

Lavoro nella scuola pubblica secondaria da circa 25 anni. Ho investito tutte le mie risorse, fisiche e mentali, affinchè i miei alunni (alcuni dei quali oggi, professionisti come me)acquisissero conoscenze idonee a renderli futuri cittadini , onesti e capaci di interagire nella società del consumo e del "tutto a buon mercato".
Ho insegnato loro la necessità dell'istruzione che rende l'uomo libero dallo stupro del potere e dalla soccombenza degli impositori.
Molte volte ho saltato la cena, perchè, essendo docente di economia aziendale, dovevo guardarmi le novità in merito all'ultima riforma prima di attivare una nuova unità didattica, all'indomani, e fornire informazioni scorrette ai miei alunni. Spesso , ho messo le mie figlie in un angolo a giocare, privandomi delle ore più belle della loro infanzia (prima) e della loro adolescenza (dopo) (oggi purtroppo, sono adulte) perchè dovevo correggere i compiti in classe, un bilancio che non pareggiava, mastrini scritti male, il consiglio di classe il giorno dopo, le interrogazioni e le valutazioni da effettuare.
Allo stesso tempo, sono vanti anni che nella scuola dove opero esercita il suo mancato lavoro una insegnante di educazione fisica che, parcheggia regolarmente gli alunni nel cortile della scuola (una palazzina nata come civile abitazione e, come per magia adibita ad uso scolastico) e trascorre le sue ore tra una fumata ed una chiacchierata con la nullafacente di turno.
Il dirigente scolastico non vuole rogne e i colleghi onesti devono soccombere alle angherie degli alunni messi a pascolare con il docente che fuma la sua amata sigaretta. Allora mi chiedo, perchè non si evitano gli sprechi dove gli sprechi realmente ci sono? Si può paragonare il lavoro del docente di economia, di matematica, di italiano alle ore svolte (?) dal docente di educazione fisica , di religione ecc.? nON SAREBBE PIù GIUSTO ATTIVARE AZIONI CHE rendessero equo il lavoro di tutti e coivolgessero gli alunni in attività vere e non virtuali? 8come ad esempio progetti fantasmi che servono solo a distribuire straordinari ai "fedelissimi" dei dirigenti, pon effettuati male, ore di recupero effettuate solo sulla carta e retribuite profumatamente. Non sarebbe più giusto cominciare dal vero marcio e cioè dai dirigenti scolastici che se ne fregano della scuola in nome dell'interesse e del tornaconto proprio? lasciamo stare i docenti onesti le cui 18 ore ne diventano 180 a settimana se considerate la zona in cui (come me)molti operano e ritenute a rischio di violenza, dispersione ed abbandono scolastico e nella quale ogni giorno bisogna inventarsi nuove azioni per "sopravvivere" e far sopravvi8vere i propri alunni lontani dalla droga, dalla camorra, dalla violenza. La mattina arrivo a scuola alle ore 8.10 in punto. Non so mai a che ora torno a casa, indipendentemente dall'orario di servizio. Invito il signor Monti, il suo collega profumo e tutti gli altri signori con le poltrone di pelle sotto il loro morbido culo a venire a farsi una passeggiata nella scuola di scampia, di secondigliano, di ponticelli, ecc per controllare di persona quante ore, realmente, investono i docenti a scuola. E' ora di dire basta con queste idiozie. Di risparmiare sempre e solo sulla parte del sociale dove si dovrebbe maggiormente investire. dalla scuola escono i futuri dirigenti, i futuri politici, i futuri artigiani.
Il signor monti, profumo è stato istruito da docenti delle 18 ore. vuol dire che abbiamo sbagliato nell'istruirli??

paniscus ha detto...


Quest'uomo soffre di sindrome bipolare, oppure ha cambiato spacciatore nel giro di due giorni?

http://www.asca.it/news-Scuola__Profumo__necessario_patto_per_il_futuro-1206997-POL.html

Lisa

V.P. ha detto...

I prof lavorino di più. Dalle 18 ore attuali a settimana a 24 ore. Sei ore in più non pagate a settimana.

marisveva ha detto...


Purtroppo paghiamo il fatto che non tutti i docenti hanno gli stessi carichi di lavoro e così prestiamo il fianco a critiche e ad interventi folli: nel mio Istituto tutti i docenti di
materie d'indirizzo (plastiche, pittoriche, geometriche, laboratoriali) fanno in effetti solo le 18 ore di lezione e guai se hanno un buco nell'orario!!!!!!!

V.P. ha detto...

2014?! MA QUALCUNO GLI HA FORSE PROMESSO LA CONFERMA COME MINISTRO?

Scuola: Profumo, necessario patto per il futuro

13 Ottobre 2012 - 15:22
(ASCA) - Venezia, 13 ott - ''Un patto per il futuro''. Lo auspica per la scuola il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, oggi a Venezia. ''Il problema della scuola e' molto articolato - ha spiegato - ho viaggiato da nord a sud e ho conosciuto questa comunita' di grandissimo valore, fatta di docenti, studenti, genitori: dobbiamo farla convivere di piu' insieme''. ''Con molta serenita', credo che serva fare un patto per la scuola del futuro e che bisogni ridisegnarla anche con gli insegnanti - ha proseguito il ministro -. In Europa la relazione fra docenti e scuola non e' solo frontale, ma e' in fase di condivisione che si prolunga nella giornata e nelle giornate'', ha detto, spiegando come invece in Italia ci sia il ''bisogno di cambiare un po' questo rapporto''. Quanto al problema dell'aumento degli stipendi Profumo ha detto che ''e' un tema che stiamo mettendo sul tavolo''. ''Dal 2014 avremo il nuovo contratto che voglio discutere coi sindacati e con le parti sociali: probabilmente sara' necessario avere la possibilita' di fare piu' part time, ma anche la possibilita' di lavorare di piu' se qualcuno lo vuole''.

mirella albano ha detto...

Che fra scuola reale e scuola legale o "ministeralie "ci sia una discrasia totale, è un dato di fatto non più a lungo tollerabile. Se sacrifici devono essere , sacrifici siano, ma nell'anno del Signore 2012 sarebbe ora si far sapere, conti alla mano, quanto e come lavorano i docenti. Affermare che i docenti lavorano 18 ore settimanali , se a dirlo è l'impiegato mezzemaniche è scusabile , anche se non accettabile, ma se a dirlo è un ministro della pubblica istruzione, tre sono i casi, o dice cose cui puo credere solo lui, o mente sapendo di mentire, oppure non è mai entrato in una scuola. In tutti questi casi, data l'incarico che occupa, è colpevole.
Anni fa feci una proposta: ogni docente autocertifichi sotto la propria responsabilità le ore effettive di lavoro e ne chieda il pagamento nella misura prevista dal contratto per le ore eccedenti cattedra. Cadde nel nulla perché all'epoca vigeva il "tutti dentro senza controllo ". Oggi i tempi sono cambiati: dentro solo per merito, lavoro e valutazione. Ma diamo trasparenza al lavoro dei docenti .Se non ora quando?
N.B. I dati IARD sul burnout segnalano il 46% in più rispetto a tutti gli altri tipi di lavoro, di malattie psicofisiche da stress da lavoro correlato per gli insegnanti. Vedi recenti convegni . Insegnare è un lavoro usurante ma fa comodo non saperlo.

Mario Amato ha detto...

nel link qui sotto:
tra l'altro si dice "Gli insegnanti italiani hanno meno ore di insegnamento? No, il carico settimanale di un insegnante della scuola primaria è di 22 ore rispetto alle 19,6 della media Ue. Per la secondaria superiore sono 18 le ore per l’insegnante italiano, 16,3 per la media europea. Nella secondaria inferiore le ore sono le stesse in Italia e nella media Ue: 18."
http://www.cesp-pd.it/spip/spip.php?article455

Per quanto ne so, Gli insegnanti tedeschi hanno una media di 22 ore di lezione frontale alla settimana contro le nostre 18 ma sono ore di 45 minuti che rapportate a 60 fanno 16,333..ore settimanali

Papik.f ha detto...

Mi sembra che alla domanda posta dal titolo del thread: "è mai esistita una categoria a cui si aumenta l’orario di lavoro del 33%?" sia giunta un'esauriente risposta da alcuni dei commenti pubblicati.
No, una simile categoria non è mai esistita e il motivo è evidente: non è mai esistita una categoria così divisa e incline a farsi trascinare nelle guerre tra poveri.
Davanti a un evidente sopruso che dovrebbe far scattare immediatamente la solidarietà, che cosa pensano alcuni?
No, a me non sta bene fare sei ore in più, ma a quello dell'altra materia sì, a quello della succursale/centrale (a seconda se io sto in centrale/succursale), a quello che è il cocchetto del dirigente, a quello che ha meno compiti da correggere, a quello che, anche se ha i compiti da correggere, però gli ci vuole meno tempo perché vuoi mettere la mia materia, a quello non si capisce perché debba guadagnare come me se ha fatto meno università; a loro sì, dovrebbero dargli ventisei ore e anche trentasei, gli starebbe proprio bene.
Simili atteggiamenti sembrano a me, oltre che non particolarmente generosi dal punto di vista umano, anche poco astuti perché poco sindacalmente produttivi.
Una sola differenza si dovrebbe fare: tra colleghi che fanno seriamente il loro lavoro e colleghi che non lo fanno, qualunque sia la materia che insegnano. Un'altra differenza si dovrebbe essere: tra dirigenti che fanno seriamente il loro lavoro (anche controllando l'equità dell'orario e la suddivisione dei disagi, invece di nominare una commissione e lavarsene le mani) e dirigenti che non lo fanno.
Le altre polemiche servono solo a dare spago a chi approfitta della divisione della categoria per maltrattarla e umiliarla.
Per parafrasare Nanni Moretti: "Ve lo meritate Alessandro Profumo!"

roberta ha detto...

certo che celo meritiamo, come ci meritiamo berlusconi, la gelmini la minetti, la polverini, il bossi e il trota e tutti gli altri che gli italianbi hanno votato.
ma vogliamo cominciare a dare serietà alla parte del sociale che merita più serietà di tutto. Dalla scuola escono le future classi dirigenziali, i futuri medici, i futuri politici, ecc. ecc. ma con quale bagaglio culturale?
Cominciamo ad evitare di lamentarci a precindere, giusto per fare polemica e cominciamo a guardare i risultati. Siamo il fanalino di coda del mondo occidenbtale. Dovremmo essere tra i paesi più industrializzati e non riusciamo nemmeno a garantire la conoscenza dell'industria ai nostri alunni. Perchè abbiamo paura di dire il vero? Di guardare in faccia alla realtà? Cominciamno a tagliare le mele marce: quelli che non lavorano, gliu avvocati che lasciano gli alunni per andare in udienza, gli ingegnieri che hanno il progetto da consegnare, i dottori commercialisti che hha la controversia con l'ufficio delle imposte. Questo si chiama truffa ai danni dello stato e degli onesti cittadini che pagano le imposte.
Vogliamo continuare ametterci i paraocchi e far finta di eseere la classe di professionisti più maltreattati' C'è molto di peggio. i soldati che vanno a morire in afganista, i poliziotti che lasciano la vita sulla strada, i medici che si beccano malattie professsionali. bisogna tagliare il marcio ed abolire il famoso posto fisso come rendita vitalizia, fino alla morte.
Cominciamo a far capire che siamo docenti prima di dire quante ore vogliamo lavorare. e cominciamo a tagliare tutte le teste al governo che, come tanti docenti, sono inutili!!

Anonimo ha detto...

Spero che molti di noi potranno scegliere il part time e andare in tasca a tutti, ministro, genitori, colleghi leccapiedi e compagnia bella. Se li cerchi col prossimo concorso un po, di servi della gleba il caro ministro.

Edoardo ha detto...

Il bello è che Profumo è 'in quota PD', hahaha, come la Fornero hahaha. Rimpiangeremo a calde lacrime la rosea 'moderazione' della Gelmini. Ci aspetta una rivoluzione profumata di spine di rosa.

laura ha detto...

Magari con le lauree false.

Edoardo ha detto...

Grillo, salvaci tu!

Domenico ha detto...

Cosa si può concretamente fare per richiamare l’attenzione del Paese su questa assurda decisione di innalzare l’orario di cattedra dei docenti?
Mi sembra che la cosa stia passando nella (quasi) indifferenza generale, con la soddisfazione di quanti credono che i docenti siano quelli che hanno i tre mesi di vacanze estive.
Dove sono quei politici che davano l’impressione di avere a cuore i problemi della scuola?

Antonello ha detto...

La paranoia della attuale classe politica, "Governi Tecnici" inclusi, mi pare ormai conclamata.

Insegno da trentatré anni “Disegno tecnico”.

La Riforma Gelmini ha ritenuto di diminuire le ore di insegnamento della mia materia da quattro a tre: tanto, qualcuno in viale Trastevere ha pensato, imponiamo che le ore “scolastiche” siano da sessanta minuti anziché da cinquanta, per cui alla fine i minuti persi sono “solo” venti.

Peccato che prima le mie ore potessero essere accorpate in due unità orarie da cento minuti, perfette per svolgere una intera unità didattica della mia materia: adesso mi ritrovo con una unità di centoventi minuti (troppi) e una di sessanta (troppo pochi)......

Ma soprattutto, per trentatré anni sono riuscito a insegnare a disegnare il Disegno Tecnico da solo, senza essere fiancheggiato o spalleggiato da altri Colleghi.

Evidentemente la Riforma Gelmini ha ritenuto che l’importante compito di insegnare il Disegno Tecnico non potesse essere svolto da un solo Insegnante, per cui sono stato affiancato, fortunatamente per una sola ora alla settimana, da un “Collega” con il titolo di “Assistente di Laboratorio”.

Così per Chimica, Fisica e tante altre materie.

Risultato: oltre a dover studiare cosa far fare agli alunni, adesso devo anche studiare cosa far fare all’ “Assistente di Laboratorio” e controllarlo attentamente per evitare che dica agli alunni cose differenti da quelle che dico io.

Ma non si doveva contenere la spesa?

O forse, come nell’Armata Rossa in epoca sovietica, occorre la presenza del Comandante fiancheggiato da un Commissario Politico di pura estrazione proletaria?

Parafrasando un famoso Comico pugliese ( il livello della Scuola Italiana, come la trovata del Ministro Profumo ampiamente dimostra, è ormai quello....) “Un Insegnante in un’aula è troppo poco, due sono troppi......” anche se, mi si dice, certi Colleghi ( e Colleghe) sono entusiasti della trovata perché non appena fa il suo ingresso in aula l’Assistente di Laboratorio, escono loro.....

Inoltre.....

Non faccio nomi perché non è elegante, ma che in un blog come questo, frequentato principalmente da Docenti, ma non solo, si leggano certe sciatterie linguistiche come “ingegnieri”, scritto da una Persona che proclama l’appartenenza alla nostra Professione, lo trovo a dir poco inammissibile.

Che figura facciamo come categoria?

Ma forse è proprio questa una delle ragioni ( e non la minore) del degrado della Scuola Italiana.

Raffaella ha detto...

Siamo un branco di pecore carnivove.
Che invece di bersagliare siti di giornali e organi istituzionali su cosa è davvero oggi l'insegnamento in questa Italia,facciamo le pulci ai colleghi che "lavorano di meno", dimenticando che anche il collega più demotivato lavorerà comunque di più e con una spesa psichica incomparabilmente maggiore di quella di qualunque passacarte comunale o dell'Asl, che percepisca lo stesso stipendio, per non parlare degli stenografi o barbieri parlamentari.
(mentre l'unico scandalo è quello degli insegnanti di religione, semmai).
Su cosa significhi avere sulla carta la legislazione più avanzata in fatto di integrazione e nei fatti tagliare sostegno a tutto spiano, lasciando insegnanti - impreparati, e giustamente, non essendo quello il loro mestiere - a fronteggiare da soli quotidianità con sei dislessici per classe, o problemi comportamentali e deficit vari che rendono le classi dei piccoli manicomi- vogliamo ricordare all'opinione pubblica che nella maggior parte dei paesi europei le classi sono perlopiù di normodotati e che esistono scuole e classi speciali,per i vari tipi di handicap, e nonostante questo nessuno si permette di trattare l'insegnamento, come fa il ministro e parte dell'opinone pubblica del paese più becero d'Europa, come un part time da colletto bianco?
Siamo nelle mani di un ministro che spedirei volentieri - facendo scommesse sulla resistenza -in scuole dell'obbligo in zone, tante, ad alta densità mafiosa e criminogena, dove, tra le altre cose si arriva a devastare una scuola per lo sgarro di un richiamo, e non ci sono parole per descrivere cosa significhi resistere in questo tipo di scuole, che in certe realtà sono la maggioranza.
Un ministro illuminato sulla via di damasco della tecnocompetenza, (per lui il medium è il messaggio) trascurando, per esempio, tra le altre cose, come si possa pretendere di insegnare inglese alle elementari dopo solo 50 ore di corso online.
Un ministro che arriva a sostenere - come riportato entusiasticamente dal Sole 24 ore - che gli insegnanti che usano Internet sono più preparati, (così, papale papale), - anche se lo usano, poniamo, per giocare a poker, (rispetto a un docente che si accontenta di leggere Baumann?)

Raffaella ha detto...

Siamo noi,affidatici per troppi anni a sindacati che hanno ripetuto per anni - e continuano a ripetere ora - il mantra occupazionale come il solo problema della scuola,(mentre è solo uno dei problemi e comune a tutta quella che è l'anomalia italiana), ad aver sempre nascosto la polvere strutturale dei mali della scuola sotto il tappeto della nevrosi accusatoria verso "gli altri" colleghi.
Siamo noi che non abbiamo rifiutato l'ingerenza delle famiglie, che abbiamo narcisisticamente sbandierato il verbo di Don Milani a sproposito, siamo noi che abbiamo sempre lasciato battere ai sindacati l'unico tasto (un tasto importante certo)di quanti posti si perdono o si perderanno, lasciando credere a tutti che la scuola sia un rifugio di imboscati incapaci come le clientele dell'amministrazione pubblica, siamo noi a non avere mai fatto presente spostamenti e rimborsi non pagati, siamo noi a non aver protestato per il reclutamento più bizantino del mondo, specializzandoci in graduatorie punteggi, e linguaggi amministrativi che non sarebbero dovuti essere di nostra competenza.
Siamo noi che abbiamo colmato le lacune universitarie a nostre spese e a via di buona volontà.
Che abbiamo studiato e fatto un concorso per insegnare letteratura straniera ma ci "accontentiamo" di insegnare alle media, perché tanto un posto è un posto, ed è tutta questione di trovare una casella vuota.
Adesso, e sarebbe ora, facciamoci sentire,smettiamola di scannarci nevroticamente tra noi, iniziamo a fare corpo, per un motivo serio e fondamentale, che non è, come per le vere caste di questo paese, la difesa di privilegi inauditi.
Smettiamola di fare il più misero e ridicolo capro espiatorio di un paese malfunzionante.
Facciamoci sentire.
Postiamo, per esempio, i dati sul burn out, argomento tabù in Italia

Francesco ha detto...

Il ministro Profumo fa parte della casta dei professori universitari ordinari; una casta che è tenuta a insegnare
solo 3 ore a settimana.

Raffaella ha detto...

Non è solo la quantità di ore, è il tipo di insegnamento: a bassa relazionalità,l'universitario stimola l'apprendimento esponendo il suo sapere, poi, ci vediamo agli esami, dove nessun genitore verrà a minacciare il preside per un 26 invece di un 28, per esempio.
E' questo l'insegnamento a scuola, dove ci si deve fare carico di tutte le sociopatie possibili, dove si deve tener conto che quel ragazzino è traumatizzato dalla separazione, dell'altro bisogna temere i genitori, e questo comunque "nel migliore dei mondi possibili"?
Dove se gli studenti non imparano, non studiano, o hanno carenze enormi - derivate dal contesto sociofamiliare, dalle carenze struttuali stesse e dall'indulgentismo in vigore sopratutto nella scuola dell'obbligo - la responsabilità è sempre e solo dell'insegnante?

V.P. ha detto...

Sono pronto a lavorare di più

di Sergio Benetti - la Repubblica - 14 ottobre 2012 - pag. 26

Un giorno magari scenderò in piazza, se ci saranno motivi gravi, a dichiarare il mio dissenso. Per ora sono abituato a prendere quello che passa il convento. Con l'aumento delle ore di lavoro da 18 a 24, forse si pegnerà la polemica che i prof. «non fanno niente». Un mestiere prestigioso non può essere part-time. Quello che vedo di buono in questa ulteriore manovra di austerità, è che i docenti, tutti, saranno costretti a modificare la (loro) didattica. Lo studente ne guadagnerà.

Sergio Benetti
sergio.benetti@itismarzotto.it

+++++

I.T.I. "V.E. MARZOTTO" - VALDAGNO
Viale G. Carducci, 9 – 36078 Valdagno (Vicenza)
Telefono 0445 401007 – Fax 0445 408577
E-mail Segreteria: vitf040005@istruzione.it

Organigramma - Anno scolastico 2012/2013
Responsabili di dipartimento:
Religione IRC: Prof. Benetti Sergio – religione@itismarzotto.it

Raffaella ha detto...

Sì, Roberta, c'é molto di peggio.
Anche nella Londra di Dickens c'era molto di peggio,per non parlare di quello che si sa dei paesi in via di sviluppo.

roberta ha detto...

volevo creare il caso ..e forse ci sono riuscita..e sto, soprattutto, attenta alla scrittura (che in molti casi dipende dalla frettolosa digitatura), alla punteggiatura e alla i CHE NON SI SCRIVE NELLA PAROLA INGEGNERE e che molto probabilmente, anche qui, potrebbe trattarsi di errore di digitatura ma chi legge non lo sa.
detto questo, al di là dei paroloni e dello "sfoggio" che si vuole fare del lessico utilizzato sembra che la PROVOCAZIONE che intendevo lanciare abbia colpito in pieno. Non le persone che , come me, lavorano onestamente e dignitosamente in una fatiscente scuola del sud ( e ce ne sono tante che quotidianamente danno molto più delle ore contenute nel loro orario di servizio)ma di coloro che si sentono toccati quando si parla di una classe parassitaria all'interno della quale un buon numero di docenti, che si sentono tali perchè in possesso di titolo di laurea e sanno bene scrivere la parola ingegnere, spesso sonbo "distratti da altre attività professionali più redditizie e abilmente sottratte all'imposizione fiscale perchè erogate "in nero" o in regime di "evasione" di imposta. E poco importa se poi le imposte saranno pagate dai poveri lavoratori dipendenti, tra cui docenti onesti che non hanno il privilegio di svolgere la doppia professione, il cui già magro stipendio sarà ulteriormente eroso dalla categoria dei furbi (docenti) con villa al mare, qualche volta motoscafo e fuoristrada da mantenere, ma che puntualmente si sentono toccati se il governo punta il dito contro di loro perchè verrebbero meno le ore da dedicare alla seconda attività.
Chiarito il mio pensiero, caro antonello, ti premetto che insegno anche io da 30 anni nel sud. In una palazzina adibita ad edificio scolastico, alla meglio, dove non c'è palestra, non ci sono i laboratori (però ci sono i tecnici a spasso e i docenti di educazione fisica) e dove molti docenti come me, ogni giorno impiegano tantissime ore, eccedenti e non pagate, per svolgere alla meglio la loro professione di docente. spesso parlando il dialetto napoletano, utilizzando frasi fatte dai ragazzi , il loro gergo per entrare in ognuno di loro e fare in modo che trovi la condizione di equilibrio per rimanere a scuola. Sono questi, e sono tanti, i docenti della scuola italiana che danno il meglio di loro affinchè la scuola non sia il fanalino di coda dell'europa ma il trampolino di lancio dei giovani nella società. ma accanto a questa categoria di docenti onesti, seri, preparati e qualificati purtroppo, vi è un nutrito numero il cui obiettivo è alzare la soglia del livello , già alto del loro reddito, incuranti della scuola e dei giovani che la frequentano. Sono questi i parassiti a cui mi riferivo e a cui mi rivolgo. CXhe ben vengano i tagli per queste persone. E che tali tagli siano utilizzati per motivare chi il docente lo fa per passione, chi dà nel quotidiano parte di sè affinchè la società progredisca in nome della cultura. Se ho offeso qualcuno chiedo scusa, ma si faccia realmente il punto della situazione e non copriamoci gli occhi , le orecchie e la bocca come le tre scimmie!

Raffaella ha detto...

Sì, perchè i tagli sono infatti indirizzati a queste persone, di cui tu parli.Forse sarà perché insegno relativamente da pochi anni - otto - ma io di questi docenti dal doppio e redditizio lavoro, non ne ho mai incontrati, al massimo, sopratutto nella scuola primaria, mogli di professionisti che non derivano, evidentemente, dalla scuola, beate loro,la misura del loro stile di vita. Quello che ho incontrato sono - ma forse perchè insegno in un sud molto più difficile del tuo - bambini che chiamano "troia" la maestra, ragazzi che in terza media parlano solo dialetto, sbeffeggiano in puro stile mafioso i professori,pretendono di non fare nulla in classe, restii a qualunque tipo di dialogo, convincimento, blandizie, negoziazione, tanto invocato da pedagogisti che, come i ministri, non sono mai entrati in questo tipo di classe, o scuola, e non sono poche.
E potrei continuare a lungo - cose che voi umani non avete mai visto... -, un tipo di cose che, negli altri paesi comportano schiere di assistenti sociali e psicologi all'opera,e, tabù in Italia, scuole speciali per special needs, ma che in Italia si risolve con il consueto invocare Don Milani, o l'accusa, sentita con queste orecchie, di nazismo, (da parte di dirigenti, naturalmente), verso quei pochi che invocano decenza - rigore nemmeno a parlarne.
Ecco, forse sarà questa realtà, che secondo me è molto lontana, nei fatti, dal farci raggiungere gli standard europei, a farmi guardare con occhio non benevolo ai colleghi che attaccano la tiritera delle mele marce.

Antonello ha detto...

Un Conoscente lavora presso la Regione Autonoma della Sardegna.

"Di certo", afferma, "rispetto allo stipendio che percepiamo, non possiamo lamentarci del lavoro che ci viene chiesto di compiere.

Tutto quello che ci viene chiesto di fare è infatti quello di passare una tesserina di plastica nella fessura di una macchinetta, il tutto due volte al giorno........"

"Solamente, prosegue "non sono ancora riuscito a capire perché qualcuno si ostini a volere che trascorrano ben sei ore tra una volta e l'altra...."

Noi Insegnanti, complici Sindacati e Ministri della P.I. succedutisi almeno da 1980 ad oggi, abbiamo in tutti i modi cercato di diventare come i Regionali, abdicando alla Funzione Docente per diventare, di volta in volta, Mamma, Assistente sociale, Facilitatore, Confessore, Educatore di quello che una volta si chiamava Riformatorio, Psicologo, Amico dei Ragazzi, Intrattenitore, Imbonitore, Compagno di giuochi (con la u...) e chi più ne ha più ne metta.

Con stipendi molto più bassi però......

Raffaella ha detto...

Ti sbagli Antonello, non è che gli insegnanti abbiano cercato di diventare piscoloo, facilitatore, assistente sociale e aggiungo io, neuropsichiatra infantile.
Che di per sè sono lavori altrettanto impegnativi e non certo da scrivania, peraltro.(altre categorie di lavoro a rischio).
Ce lo hanno imposto e, complice anche certi ideologismi, lo abbiamo accettato.

Antonello ha detto...

L'evitare errori di "digitazione" è la più comune forma di rispetto che si deve avere verso chi ha la bontà e la pazienza di leggere un nostro scritto.

Inoltre, nonostante il degrado della Scuola e della Società Italiana, non ho purtroppo ancora acquisito l'abitudine di esprimermi su determinati argomenti con un registro linguistico adeguato a una TV commerciale.

Et de hoc satis, almeno da parte mia.

Gruppo di Firenze ha detto...

Se si scrivono dei commenti sintetici è più facile che vengano letti...

Antonello ha detto...

Cara Raffaella

( mi permetterei il Tu tra Colleghi....) se Tu avessi sentito quello che si diceva nelle Sale Professori nei primissimi anni '80 forse la tua opinione potrebbe essere diversa.

"Ma perché io non posso avere la soddisfazione di interrogare all'Esame di maturità un alunno che ho preparato con tanta cura durante l’anno?......”

"Io potrei passare più tempo a Scuola ma, s'intende, non davanti agli alunni......"

"Uffa! questi Esami di riparazione non servono a niente! Io non so perché non li aboliscono!"

"Poverino! questo Alunno non sa niente, ma ha una situazione familiare così disastrata....bisogna promuoverlo...."

“Ahh... behh....quando mi rendo conto che l’alunno ha afferrato più o meno il concetto io lo fermo immediatamente, per me è sufficiente....”

Questo un piccolo florilegio di frasi delle quali garantisco l’autenticità, pronunciate tutte da Colleghi e Colleghe ( e non da Dirigenti scolastici) appunto in quel periodo.

E’ chiaro che al finissimo orecchio dei Politici ( i quali possono essere ladri, incompetenti e tutto quanto altro di negativo si vuole, ma non stupidi: basta vedere quanti soldi sono riusciti a mettersi in tasca alla faccia nostra) queste frasi non sono passate inosservate, anche perché perfettamente si inserivano nella loro ideologia.

Io di certo non ho nulla contro tutte le Categorie professionali citate che, come giustamente hai fatto notare, svolgono un compito gravoso, usurante e spesso sottopagato come il nostro.

Anzi, sono stato uno dei promotori dell’attivazione nel nostro Istituto di un servizio di sostegno psicologico per alunni ( oggi forse da richiedere per gli Insegnanti....) affidato a una valentissima Professionista, servizio che lo scorso anno si è interrotto per mancanza di fondi: non si può pretendere che uno Psicologo lavori gratis.

Ma il nostro compito è diverso: noi dobbiamo cercare di elevare la Persona, e di conseguenza la Società, in maniera indiretta mediante la trasmissione professionale di conoscenze.

Se del caso anche con la collaborazione delle Figure professionali citate, ma non sostituendoci a loro.

Oltre che con l’esempio e con il carisma, naturalmente.

Se non lo facciamo, o facciamo altro, la nostra azione è fallimentare.

Cordialmente

Antonello

Antonello ha detto...

La sintesi deve diventare slogan?

Raffaella ha detto...

Caro Antonello, io nei primissimi anni '80 andavo ancora a scuola, e i professori sessantottini che ho avuto la fortuna di avere erano piuttosto brillanti, carismatici (anche troppo, forse un pò plagiatori), comunque molto attivi e "meritocratici".
Da quello che vivo ora, la scuola, oltre a rispecchiare e purtroppo assorbire tutte - e anche di più -
le anomalie, gli ideologismi più fallaci, le nevrosi e le anarchie o gli autoritarismi (tutto assieme) più eclatanti della realtà italiana, è diventato un luogo pesantissimo dove lavorare.
E sono fin troppo, disperatamente d'accordo con te, che il nostro compito sarebbe altro,che non quello di sopperire - senza mezzi peraltro, e con una visione pedagogica ancorata ai bambini del libro Cuore - alle carenze del welfare, o agli sfasci sociali.
E allora, perché nessuno si ribella, perché i miei colleghi, per esempio accettano, tra le altre innumerevoli cose,che dei genitori possano rifutare l'accertamento di handicap per una bambina che in prima media non sa identificare i componenti di un'illustrazione con un leone e un topolino,(lasciamo stare capire il senso di una favola) o si fa pipì addosso se si tarda a mandarla in bagno, e per la quale, è inteso, dobbiamo provvedere noi, (come, non si sa), in una classe peraltro già difficilissima?
Di cosa si sentono colpevoli gli insegnanti?
Forse di aver intrapreso, a suo tempo, questa professione - sopratutto se donne - aderendo segretamente alla convinzione di una professione "facile", che "permette di conciliare lavoro e famiglia"?
Perchè altrimenti non mi spiego l'assuefazione a questa e ad altre aberrazioni contrarie al senso comune, che è persino tabù sollevare.

antonio ha detto...

mi sembra che il concetto di retribuzione sia inteso come contropartita per compensare un'attività svolta e che molte "caste" mal retribuite esigano la retribuzione anche per attività non svolte.
La scuola compensa per la somministrazione di un servizio spesso, non adeguatamente somministrato. Lo sappiamo tutti quante classi rimangono scoperte alla prima ora per i ritardi delle mamme che accompagnano i loro figli a scuola, o perchè avevano appuntamento col parrucchiere, o perchè dovevano prenotare la spesa per il pranzo. ma non saremmo tutti più felici se aumentassero l'orario dei docenti a "tempo pieno" evitando di pagare i "furbi" ed essere più adeguatamente retribuiti chi lavora seriamente? basta con la scuola dell'accesso per tutti a buon mercato e si cominci con la scuola del successo "valutato" e retribuito nella giusta misura.

Papik.f ha detto...

L'insegnante di religione di Valdagno (citato da V.P.) e anche qualche altro commentatore mostrano una completa ignoranza della specificità della funzione docente. Che è sempre stata considerata per sua stessa natura un part-time; su tale principio si basa implicitamente l'art. 33 della Costituzione e in tal senso si è sempre espressa la giurisprudenza. Perché le cose stanno all'esatto contrario di quanto ritiene il docente vicentino: se c'è un prestigio implicito nella professione di docente esso consiste appunto nel fatto di trasmettere alle giovani generazioni conoscenze che l'insegnante ha a sua volta acquisito in precedenza e mantiene al passo coi tempi grazie a un continuo esercizio di ricerca. Quest'ultimo, per il docente di materie a carattere tecnico e professionale, può anche consistere, in parte, nell'esercizio di una professione (che, sia chiaro, io non pratico ormai da anni). Per lui stesso, nella parte restante, e per altri, in toto, si tratterà di andare in biblioteca, in archivio, di fare ricerche su internet, di frequentare seminari e così via.
Poi, se nell'esercizio di tali attività, si violano le norme, non pagando le tasse o non rispettando gli obblighi contrattuali assunti con l'istituzione scolastica, le competenti autorità debbono assumere i provvedimenti conseguenti. Se queste non lo fanno, la cosa è gravissima ed è doveroso indignarsi.
Ma ribaltare il principio di cui sopra, affermando che l'insegnamento acquisti prestigio o valore dall'essere attività unica esercitata full-time, significa svilirlo riducendolo, nel caso migliore, a perpetua ripetizione delle stesse nozioni che progressivamente invecchiano; nel caso peggiore, considerare l'insegnante come una specie di baby-sitter o di sorvegliante tuttofare.
Ora, come ho già detto più sopra, che ciò possa sfuggire anche a qualche collega, posso capirlo; ma che sfugga a un docente universitario e per di più rettore è impensabile. Di conseguenza, considerando anche il fatto che i due peggiori ministri di cui ho avuto esperienza erano appunto due rettori universitari, devo concludere che lo svilimento della funzione docente sia intenzionale.
E tanto più mi dispiace che molti colleghi si prestino al gioco.

EMILIO SISI ha detto...

Il lamento è sempre il lamento. Ma sparare sulle 24 ore è come sparare sulla Croce Rossa. In Francia i Professori cominciano il 3 settembre, fanno 10 giorni di vacanza a ottobre, 15 a Natale, 15 a febbraio, 15 ad aprile e finiscono quando noi. Oltre alle varie vittorie in guera. E guadagnano quasi il doppio dei nostri docenti. Eppure nessun operaio nè del PCF nè della IV Internazionale osa dire nulla in merito ai loro privilegi. Da noi è il contrario: i docenti italiani sono vagabondi e hanno troppe vacanze. Questo è ciò che pensa la società italiana. Quando un sindacato unifica custodi e docenti, in un altro il Responsabile dei Dirigenti è un ITP, quando l'Ass. Genitori ottiene di poter decidere nei Consigli dell'attività didattica e una Regione pretende che sia un suo dipendente a validare gli esami dell'Istruzione e formazione Professionale (IeFP). Beh, cari amici, usate il vostro tempo per scrivere poesie.

Andrea Ragazzini ha detto...

A proposito di analogie tra i due Magnifici Rettori diventati ministri, di cui scrive Papik.f: ricordo che nel gennaio del 2000 la rivolta contro il "Concorsaccio", concepito dal primo dei due, partì da Firenze,con un rogo in Piazza Annunziata, dopo una affollatissima assemblea sindacale della Gilda. Il Magnifico Rettore fu poi costretto a non farne di nulla.

Antonello ha detto...

Condivido "in toto" quanto detto da Papik.

Anche io non pratico più la libera professione da circa dieci anni.

Ma come avrei potuto spiegare a un alunno come si costruisce un plinto o una trave senza aver avuto, non dico la responsabilità di realizzarne uno "vero", ma di averlo anche solo visto? Quale credibilità avrei avuto?

Dovremmo forse proibire a un Insegnante di Lettere di scrivere un libro o un articolo su un giornale?

Chissà cosa ne pensano Milena Agus e Roberto Vecchioni: anzi, a quest’ultimo, togliamogli la pensione, così impara ad aver fatto il cantautore durante la sua attività di Insegnante di Latino e Greco...

Ma perché non si guarda il Registro delle assenze degli Insegnanti e si fa una statistica?

Si sfaterebbero molti dei luoghi comuni, che è riduttivo chiamare "populisti", esposti in questi post......

VV ha detto...

PROFUMO DI GOLPE

Così la scuola pubblica è sistemata e l’anima putrida di certo populismo da anni Cinquanta che oramai si sta impossessando del paese è accontentata. Chi pensava che dopo i sacrifici sarebbe arrivata la stagione della riqualificazione anche culturale della scuola è servito. L’accostamento becero di termini come bastoni e carote spiega in tutta la sua tragicomica essenzialità la pericolosità di questo ministro che non a caso alle battutacce e alle improvvisazioni( religione) fa seguire un progetto oramai chiaro e drammaticamente semplice: liquidare la scuola pubblica. D’altra parte questo esercito di franceschiello che per certi versi è la scuola, sembra servirgli su un piatto d’argento i motivi per procedere alla sua liquidazione. Priva di un progetto vero e di punti di riferimento qualificati e credibili, assecondata da organizzazioni sindacali che sulla scuola hanno potere di vita e, come scrive Sisi, di morte, la scuola ha trovato alla fine il suo liquidatore che si pone in perfetta continuità con i soliti noti che hanno contribuito in questi anni ad affossarla e a ridurla nello stato in cui si trova. Fino ad ora l’avevano salvata quella massa di docenti che in silenzio, giorno dopo giorno ( magari avvertendo che ai loro colleghi neghittosi non accadeva nulla e che anzi col loro comportamento si affermavano come furbi e capaci di trarre profitto al loro tornaconto) hanno fatto il loro dovere e hanno tirato avanti, è il caso di dirlo, la baracca. Docenti costretti ad assistere a carriere sindacali di loro colleghi che a lavorare non sarebbero mai tornati e dati in pasto dagli stessi sindacati ai genitori arroganti. Che tristezza vedere che gli stessi avvocati dei sindacati si trovano a difendere ora il dirigente, ora il genitore, ora il docente e che tristezza percepire come prima o poi in questo disordine morale, alla fine avrebbero pagato le persone perbene!
Ora, se il progetto andrà avanti, è facile intuire che la gran parte dei docenti che malgrado tutto ha fino ad ora sempre lavorato con serietà e responsabilità tirerà i remi in barca semplicemente perché poter pensare che si possa insegnare in uma scuola media e media superiore per 24 ore alla settimana è pura follia e solo chi vuol distruggere la scuola può pensare che ciò possa accadere. Appunto!

V.P. ha detto...

la petizione ha superato 16.000 firme e procede a circa 700 firme all'ora.

No alle cattedre di 24 ore. Fermiamo il ministro Profumo

paolo massai ha detto...


vale veramente la pena di ricordare quanto Raffaella ha scritto e lo farò ogni tanto perché quello che scrive è FONDAMENTALE per capire il perché Profumo e la cgil ci prendono a schiaffi in questo modo.

Siamo noi,affidatici per troppi anni a sindacati che hanno ripetuto per anni - e continuano a ripetere ora - il mantra occupazionale come il solo problema della scuola,(mentre è solo uno dei problemi e comune a tutta quella che è l'anomalia italiana), ad aver sempre nascosto la polvere strutturale dei mali della scuola sotto il tappeto della nevrosi accusatoria verso "gli altri" colleghi.
Siamo noi che non abbiamo rifiutato l'ingerenza delle famiglie, che abbiamo narcisisticamente sbandierato il verbo di Don Milani a sproposito, siamo noi che abbiamo sempre lasciato battere ai sindacati l'unico tasto (un tasto importante certo)di quanti posti si perdono o si perderanno, lasciando credere a tutti che la scuola sia un rifugio di imboscati incapaci come le clientele dell'amministrazione pubblica, siamo noi a non avere mai fatto presente spostamenti e rimborsi non pagati, siamo noi a non aver protestato per il reclutamento più bizantino del mondo, specializzandoci in graduatorie punteggi, e linguaggi amministrativi che non sarebbero dovuti essere di nostra competenza.
Siamo noi che abbiamo colmato le lacune universitarie a nostre spese e a via di buona volontà....

Sandra ha detto...

ma quanti colleghi hanno accettato in questi anni di fare ore aggiuntive( fino a 24 ore) togliendole ai supplenti? dei miei colleghi erano anche delegati sindacati e arraffavano ore in più senza ritegno. Bella roba. Ecco il risultato. L'autorizzazione a profumo gliela abbiamo fornita in un piatto d'argento.

roberta ha detto...

ci sono docenti nella mia scuola, media superiore, che insegnano per 24 ore settimanali (con 6 ore eccedenti il normale orario di servizio, pagate come ore di straordinario per l'intero anno scolastico)che non si lamentano affatto del "sovraccarico" di lavoro e non si sentono oberati se accanto alle 24 ore già impegnate nella docenza diurna , affiancano 2 ore pomeridiane per il tal progetto + altre due per gli idei.
Poi, se il dirigente ha bisogno di collaborazione, sono felici di offrire il loro servizio "suppletivo" remunerato secondo gli accordi interni tra le parti cointeressate. ci sono docenti che non riescono ad entrare in classe a svolgere un'ora di attività didattica perchè impegnati in tantissime altre attività di collaborazione che andrebbero svolte in orario al di fuori del proprio orario di servizio e che, comunque, per questioni organizzative vengono svolte in concomitanza con le unità didattiche. Nessuno si lamenta, anzi c'è una corsa alla richiesta di ore eccedenti pagate: ora con il fondo di istituto, ora con la contrattazione collettiva, altre con i fondi europei FSE-PON , altre infine con progetti vari. Sono pienamente d'accordo con i colleghi che ritengono di mettere al servizio della scuola le loro competenze acquisite sul campo svolgendo attività professionali autonome. ma non sono d'accordo quando queste attività vengono esercitate sottraendo tempo alla didattica ed urlando poi all'aumento delle ore di lezione. Io penso, secondo il mio modestissimo pensiero e non ho la pretesa o l'arroganza che sia condiviso da altri, che in ogni società civile è necessario che ci siano le riforme secondo il principio dell'innovazione e del miglioramento di ciò che, in quel momento storico, è l'oggetto della riforma. Se l'aumento delle 18 ore a 24 può servire a "stabilizzare" lo squilibrio del bilancio pubblico (a beneficio della parte di docenti che impegnano il loro tempo con serietà ed onestà all'interno della scuola, anche attraverso l'utilizzo di strategie dirette ad incentivare il merito e la qualità della stessa) allora che l'aumento sia il benvenuto. ma se l'ulteriore sacrificio chiesto ai docenti deve servire per incrementare le tasche dei politici "buffoni" che sperperano il denaro pubblico con festini e "festicciole" allora sono d'accordo con tutti voi. Non serve indignarsi semplicemente, bisogna individuare il problema ed adottare le azioni strategiche affinchè lo stesso possa essere eliminato. attraverso la polemica non si risolve nulla, ed ognuno è libero di esprimere il suo pensiero (che non deve essere necessariamente condiviso).

rossana ha detto...

Gentile Roberta, sono d'accordissimo con te quando dici che alcuni docenti arraffano denaro facendo le fatidiche 24 ore più i progetti, ma ti assicuro che si tratta di colleghi che in classe ci stanno poco, mal conciliando tutte le attività di cui si sobbarcano. Il problema delle 24 ore colpisce invece tutti gli insegnanti che avendo i compiti da correggere a casa e dovendo preparare le lezioni, non si sognerebbero di accettare nemmeno un'ora in più di quelle che fanno. Nella scuola non siamo tutti uguali!

Anonimo ha detto...

Anche nella mia scuola avanzano ogni anno decine e decine di ore che anziché andare a noi supplenti vengono prese dai miei colleghi di ruolo. E'spiacevole assistere a questa sorta di furto ma è così da anni. Penso che non avrò molte possibilità di entrare in ruolo.In questi anni nessuno ha avuto da ridire su questa indecorosa indecenza. Ben vi sta
Laura

Laura ha detto...

Purtroppo anche io devo dire a tanti vi sta bene.Così non ci sarà più ad inizio anno quel mercato delle vacche in cui in molti fanno a gara per accaparrarsi una mezza funzione strumentale , un oprogetto cic che debitamente gonfiato porta dei bei soldini, un tutoraggio e chi più ne ha più ne metta.Evidentemente il Ministro ha pensato che se sono in tanti a sgomitare per lavorarte di più il lavoro in classe li lascia freschi come rose.E infatti molti di questi colleghi insegnano ben poco, tutti chiacchere e distintivo ma poi i loro ragazzi fanno scene pietose agli esami.

bruno ha detto...

brava!!! togliamo la maschera e si cominci a dire veramente come stanno le cose...di ipocriti ed ipocrisia ne abbiamo piene le tasche..togliamo il velo della non decenza e scopriamo lo squallore della docenza....a pagamento come ore di straordinario i polli si "azzuffano" nei pollai per potersele accaparrare le 24 ore, coadiuvate anche da un bel pò di lavoro professionale autonomo svolto, spesso, con il telefono della scuola (tanto paga lo stato)...come attività ordinaria, invece, si comincia a parlare di malattie professionali, psicologi e neuropsichiatri...<> si chiedeva il grande toto??

bruno ha detto...

ma lo vogliamo far ridere questi polli????

Gruppo di Firenze ha detto...

Da "Tuttoscuola" LEGGE DI STABILITA'. SE 18 ORE VI SEMBRAN POCHE...
Le prime reazioni dei sindacati sono state di incredulità mista a scetticismo. Massimo Di Menna, segretario della Uil scuola, ha parlato di “impazzimento” da parte di chi pretenderebbe di “cancellare il contratto di lavoro che regola orario di lavoro e retribuzioni, aumentare gli obblighi di servizio e ridurre la retribuzione” e nello stesso tempo “avere su tutto questo il voto favorevole delle forze parlamentari”. Le quali - Pd in testa con Rosy Bindi, Franceschini, Bastico e Ghizzoni - hanno già fatto sapere che a quelle norme si opporranno.
La Flc-Cgil minaccia di passare dallo sciopero del settore (come quello che ha promosso da sola lo scorso 12 ottobre, con un’adesione di quasi il 10%, più alta che in altre occasioni) allo sciopero generale. Cisl scuola, Snals e Gilda degli insegnanti, che insieme alla Uil scuola hanno già preannunciato uno sciopero sulle progressioni stipendiali, potrebbero aggiungere l’incandescente materia delle 24 ore alle motivazioni della protesta, e a questo punto trovare un terreno di convergenza con la Flc-Cgil.
Per capire il clima basti la durissima dichiarazione del segretario generale della Cisl Scuola Francesco Scrima: “Il ministro chiede un confronto sulla scuola del futuro? Lo chiediamo da tempo anche noi, ma per un confronto serio servono interlocutori credibili e affidabili, e il ministro in questo momento non lo è”. E motiva così: “troppa latitanza su questioni che vedono impegni non mantenuti e attese tradite. Troppa superficialità nel proporre provvedimenti che spacciano per riorganizzazione e flessibilità un altro poderoso taglio alle risorse della scuola. Anche l'accento al prossimo contratto suona provocatorio, quando si interviene così sfacciatamente sul contratto vigente, stravolgendolo su materie come l'orario di lavoro”.
E che quella dell’aumento unilaterale dell’orario settimanale di servizio dei docenti di scuola secondaria da 18 a 24 ore sia materia incandescente lo dimostra la furibonda reazione degli interessati: nel giro di poche ore le notizie fornite dal portale di Tuttoscuola sono state commentate, tramite la piattaforma Disqus, da moltissimi lettori con toni fortemente polemici verso il governo e il ministro Profumo ma – da notare – anche in generale verso il ceto politico e sindacale. (A questo riguardo ricordiamo che lo spazio è messo a disposizione nel rispetto degli altri, e che quindi l’uso di termini volgari e offensivi costringe la redazione a eliminare tutto il commento: si può esprimere un fortissimo dissenso anche senza trascendere in parolacce e volgarità).
Segno dell’esasperazione di una categoria che si sente complessivamente maltrattata, svalutata, offesa nella sua dignità professionale perché le 18 ore sono già di per sé pesantissime, come scrivono in molti, sostenendo che esse esporrebbero gli insegnanti ad elevati rischi di burn out e di gravi malattie professionali. E perché l’offerta in contropartita dei 15 giorni di ferie aggiuntivi viene considerata “risibile”, visto che si finirebbe per fruirne a scuole chiuse. Ma questa è un’altra questione.

Antonello ha detto...

Quando ho fatto la Prima Comunione, primissimi anni ’60, Catechismo tridentino pre-conciliare, preghiere rigorosamente in Latino, mi si insegnò che cosa erano i “Fioretti”.......

Ora, che ci sia un Ministro della P.I. che ci chiede di fare i “Fioretti” lo trovo sconsolante, che ci siano Colleghi che muoiano dalla voglia di farli sbalorditivo.

Ma neppure tanto forse, avendo ormai capito la voglia della nostra Categoria di farsi del male da sola......
Altro che Tafazzi......

Papik.f ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Papik.f ha detto...

Evidentemente vivo in una realtà scolastica molto diversa da quella di alcuni colleghi che scrivono qui. Per quanto riguarda i progetti, ho visto sempre le stesse persone (tre o quattro su novanta-cento docenti) sobbarcarseli, e se alcuni indubbiamente esagerano, altri lo fanno con vero spirito di servizio, anche se - a mio parere -talvolta mal collocato.
Per quanto riguarda le ore aggiuntive, non ho mai visto tutta questa corsa ad accaparrarsele e anzi di norma vedo le circolari in proposito giacere derelitte per giorni fino a che il Dirigente non si rassegna e le dà per disponibili a incarico. Certo, in qualche caso davanti ad argomentazioni convincenti (del tipo: se deve venire un supplente che ha magari altre tre scuole, ci sconvolge tutto l'orario e può darsi che dobbiamo anche cambiare il tuo giorno libero ...) molti finiscono per cedere e posso ben capirli.
Non io, peraltro; ho volontariamente lasciato una cattedra strutturata su venti ore (retribuite anche durante le vacanze) sulla quale sono stato in servizio per quindici anni perché consideravo la relativa retribuzione aggiuntiva lesiva della mia dignità (con questo non voglio criticare chi invece le fa volentieri: come diceva Nero Wolfe, le dignità sono come le facce, non ne esistono due uguali).
Ora sono su una cattedra a diciotto ore, il passaggio mi è costato non poco tempo, stress e fatica, ma ne sono contentissimo (e lo ripeto: non svolgo la libera professione, né al di fuori delle ore di lezione né durante queste; chi fa quest'ultima cosa è certamente scorretto e va perseguito, ma non mi sembra che siccome alcuni si mettono alla guida ubriachi sia il caso di vietare l'uso dell'automobile a tutti).
Non parliamo degli Idei, riguardo ai quali non ho mai sentito altro che ansie e rimbrotti da parte dei Dirigenti nei confronti dei docenti che non ne vogliono sapere (quorum ego; tra l'altro, è mia opinione che se essi non fossero nati con la precisa volontà di castigare il docente che osa dare le insufficienze, sin dall'inizio si sarebbe compreso che è meglio affidarli a giovani incaricati esterni).
Per quanto riguarda i "fioretti", secondo l'efficace definizione di Antonello, posso anche farli per la salvezza della mia anima (che ne ha un gran bisogno): ma non certo a scapito della qualità del mio lavoro né su sollecitazione del Ministro.
Però credo che quest'ultimo abbia voluto soprattutto attizzare una di quelle guerre tra poveri che aiutano a distrarre l'attenzione dai problemi seri. Infatti internet si va riempiendo di post del tipo "ma che vogliono questi sfaticati, io lavoro dodici ore al giorno e non ho il posto fisso".

Anonimo ha detto...

Si vede che il signor Papik vive su un diverso pianeta. Provi a far domanda e a togliere a qualcuno la sua quattordicesima, anzi la sua funzione strumentale.

Papik.f ha detto...

E' probabile, l'idea di fare domanda per una funzione strumentale non mi ha mai neppure sfiorato né prevedo che ciò avvenga in un prossimo futuro. Ma per quanto riguarda le ore di lezione aggiuntive, dalle mie parti le cose stanno proprio come ho detto. Di norma è difficilissimo anche trovare abbastanza coordinatori di classe (incarico che personalmente considero doveroso svolgere).

Raffaella ha detto...

Quando ho partecipato a progetti è perché me l'hanno chiesto "per il bene della scuola", perché i progetti sono la vernice brillante, l'aspetto marketing della scuola dell'autonomia.
E, per le ore aggiuntive, ho sempre rifiutato, ma so che molti sono stati "persuasi" dai dirigenti, che possono trovarlo più comodo.
Credo che più che per i soldi - non stiamo parlando delle migliaia di euro regalati ai dirigenti delle amministrazioni statali e parastatali, o lucrati dagli impiegati comunali di Taranto se conscete la storia - alcuni lo facciano per protagonismo.
Ma siamo sempre a giocare alla guerra tra poveri?

Papik.f ha detto...

@Raffaella, sono sempre più spesso d'accordo con te. Quella delle pecore carnivore, poi, me la sono segnata. Purtroppo molti si fanno trascinare dal risentimento (per non dire dall'invidia: ma dde che? come si dice dalle mie parti) e temo che se si arriverà a un'azione sindacale contro questa ineffabile trovata del governo tecnico saremo ben lungi dal formare la testudo rappresentata sulla pagina di Facebook. Spero di sbagliarmi, naturalmente, perché qui la guerra (non quella tra poveri) forse ci vorrà veramente.

Papik.f ha detto...

errata corrige: non testudo, falange. E'certo più appropriata alla situazione.

anonima ha detto...

certo che tutti viviamo sul pianeta della cuccagna:
nessuno fa più di 18 ore a settimana ed io che sono stata costretta a fare la pendolare per 10 anni non ho avuto mai l'onore di conoscere qualcuno che ha rifiutato le 6 ore aggiuntive (vuoi vedere che sono un extraterrestre?);
nessuno vuole fare i progetti, e poi il dirigente ha litigato sempre con le rsu perchè non equamente distribuite perchè tutti li volevano fare;
nella scuola della cuccagna non c'è alcun docente che svolge la doppia professione: forse alle materne e alle elementari sì ..ma cominciamo a guardare alle medie di primo e secondo grado;
tutti svolgono doverosamente il loro servizio (guardiamo quante classi sono scoperte senza docente ogni giorno).
Per fortuna che quetsa parte di docenti rappresenta la minoranza ..ma c'è. E non si tratta di guerra tra poveri quando si denuncia chi sente di essere più furbo dell'altro. A me sembra che alcuni si risentono come fatto personale. Ma de che? E' una realtà e se ne parla. come si parla dei politici corrotti, della malasanità, dei poliziotti collusi..perchè allora c'è una parte di docenti che ha il terrore di parlare dei docenti marci? Ciò non inficia l'operato degli altri. E se a causa del marcio si ammuffisce anche il non marcio, allora io sono per il parlarne ed allontanarlo cercando di arrecare il meno danno possibile alla restante parte che fa il suo dovere. Le 24 ore io le ho viste fare da 10 anni, in tutte le scuole dove sono stata e nessuno mai si è rifiutato (pecchè nessuno sputa sui sordi mè stato detto)vuoi vedere che le scuole che ho frequentato si trovavano sull'isola che non c'è?????

Papik.f ha detto...

Cara anonima, se ti vai a rileggere qualche mio post più su vedrai che sono stato il primo a parlare male di un mio collega assenteista. Non si tratta di guerra tra poveri quando si denunciano queste cose, anzi è doveroso farlo. Si tratta invece di guerra tra poveri, e del tipo meno intelligente, dettato da rancore e invidia, quando si parla per categorie: "quelli che insegnano questa o quell'altra materia", "quelli che fanno la professione", "quelli che portano avanti i progetti", e così via.
Per quanto riguarda le ore supplementari, io non discuto quanto tu racconti; evidentemente abbiamo sperimentato realtà diverse. Ma se io affermo che ho rinunciato a farne venti (stabili e di diritto, non da rinnovare ogni anno) e ne sono soddisfatto, sei vivamente pregata di non permetterti di metterlo in dubbio, come pure se ti dico che nella mia scuola e in altre che conosco molte ore extra non vengono accettate dagli insegnanti a tempo indeterminato o, se vengono accettate, ciò accade in seguito a forti pressioni della dirigenza. O, se non vuoi crederci, fai come ti pare e pensa pure che io e altri veniamo qui a perdere tempo a postare menzogne. Per guadagnarci che cosa, poi, forse lo saprai tu.