domenica 2 luglio 2017

«RIMPIANGERÒ LE SFIDE AI RAGAZZI, NON QUESTA SCUOLA SENZA QUALITÀ»

“Corriere Fiorentino”, 2 luglio 2017

Valerio Vagnoli, per sei anni preside dell’alberghiero Saffi, andrà in pensione a settembre dopo 43 anni passati nella scuola 

In 43 anni nel mondo della scuola Valerio Vagnoli ha insegnato dalle elementari alle superiori, dai licei illustri agli istituti di periferia, anche in carcere e in riformatorio. Ha iniziato dal doposcuola in piccoli borghi di campagna e ha concluso la carriera da preside. Ora va in pensione, «appena in tempo, per rimpiangere di non averlo fatto».
Preside, perché questa decisione?
«Sono stanco: la scuola è sempre più vittima di burocrazia insostenibile, come è insostenibile il peso sulle spalle dei dirigenti».
Cosa le mancherà? 
«Mi mancheranno i rapporti con gli studenti, il progettare insieme, vedere i loro miglioramenti, ma anche gli scontri, il richiamarli alle loro responsabilità. Mi mancheranno gli insegnanti, categoria sempre più bistrattata. Non mi mancheranno invece la burocrazia ministeriale e la demagogia che vuole che la carriera dei dirigenti sia condizionata dal successo dei loro allievi: le promozioni aumenteranno ma si abbasserà la qualità».
Lei, che fa parte anche del gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità, è sempre stato molto esigente e rigoroso nel rispetto di regole e legge.
«La scuola deve educare alla responsabilità, alla lealtà e alla collaborazione con gli altri, oltre a dare a tutti le migliori opportunità formative. Con i ragazzi sono sempre stato diretto. Hanno trovato la mia porta sempre aperta, ma hanno anche avuto modo d’incontrare una persona che ha cercato di metterli di fronte alle loro responsabilità. Questo mio modo di intendere il ruolo di preside risponde a un’esigenza morale fondamentale: il ruolo imparziale di chi controlla che siano rispettate le regole e punisce chi le viola».
È stato intransigente anche nei confronti degli insegnanti.
«Ho utilizzato ciò che rientra negli strumenti del dirigente per colpire il demerito. Non è ammissibile che ci siano insegnanti incapaci e impreparati: per fortuna sono la minoranza, ma fanno danni».
Com’era la scuola di quarantatré anni fa?
«Dava aspettative, si pensava che potesse riscattare la vita e se non cambiava il destino era comunque un passo avanti rispetto alla formazione dei genitori».
E oggi?
«Questa aspettativa non c’è più, non c’è più entusiasmo. Si è persa la sacralità: certo, gli insegnanti devono rispondere alle famiglie e agli studenti, ma non possono certo essere ricattati dalla società».
Al Saffi è stato preside per dei anni. Quale eredità lascia?
«I progetti di cui vado più orgoglioso sono il ristorante della scuola gestito dai ragazzi e la fondazione La Prova del Nove. Mi sono concentrato sulla formazione professionale, un settore distrutto dalle riforme. La scommessa più bella vinta è stato il manifesto a favore della formazione professionale sottoscritto da 85 colleghi. All’inizio fummo fortemente osteggiati, ma oggi la Regione sta rivedendo la vecchia visione e sperimentando la formazione professionale a quattordici anni. Inoltre ho sempre preteso una scuola esigente e forse anche questo ha contribuito a dimezzare i bocciati, aumentando gli iscritti».
I ragazzi che escono dalla scuola sono preparati?
«Una parte della scuola funziona, perché per fortuna ci sono ancora addetti ai lavori che ci mettono l’anima».
Ivana Zuliani

6 commenti:

albix ha detto...

Carissimo preside Vagnoli,
le auguro di cuore di godersi il meritato riposo, magari coltivando maggiormente quegli interessi personali che l'impegno di DS le avrà fatto trascurare.
Sono sicuro, almeno lo spero, che non lascerà del tutto il mondo della scuola (eris sacerdos in aeternum?) e mi auguro che da più ribalte continui a spronarci per una scuola migliore.
Conserverò di lei un forte ricordo, di una persona che ha molto contribuito alla mia formazione di insegnante consapevole.
La saluto con affetto.
Andrea Albianelli

VV ha detto...

Professor Albianelli la ringrazio con riconoscenza e affetto, Valerio Vagnoli

Vishnu ha detto...

La scuola sta finendo male. Gli esami sono una pagliacciata. I ragazzi crescono presuntuosi e impuniti. La invidio per la pensione. Invidio tutti quelli che finiscono ora. VERA

Vishnu ha detto...

La scuola sta finendo male. Gli esami sono una pagliacciata. I ragazzi crescono presuntuosi e impuniti. La invidio per la pensione. Invidio tutti quelli che finiscono ora. VERA

Anonimo ha detto...

Grazie per le tante battaglie sostenute. Non posso che augurarle buona pensione e anche di continuare a seguire il blog. Andiamo verso un mondo peggiore, che esautora gli insegnanti. Speriamo in dirigenti scolastici come lei.
RR

Papik.f ha detto...

Anch'io saluto con affetto il Preside Vagnoli e gli auguro una felice pensione.
Quanto al blog, non ho dubbi sul fatto che continuerà a curarlo insieme agli altri del Gruppo.