lunedì 18 settembre 2017

PROMEMORIA: LA LETTERA APERTA AL MINISTRO GIANNINI DEL LUGLIO 2016: “NO AL CELLULARE IN CLASSE”

La sottoscrissero oltre duemila fra insegnanti e dirigenti (per la precisione 2066, tra cui anche alcuni cittadini non docenti interessati alla serietà della scuola).
Tra i firmatari la scrittrice Paola Mastrocola, il linguista Luca Serianni,  Giovanni Belardelli, storico e editorialista del “Corriere della Sera”, Adolfo Scotto Di Luzio, storico della pedagogia, il politologoVittorio Emanuele Parsi, il filosofo Remo Bodei. lo storico della letteratura Giulio Ferroni.

“Gentile Ministro,
nei giorni scorsi il sottosegretario Faraone ha annunciato che sarà abolito il divieto di usare il cellulare il classe, una misura del ministro Fioroni, che giustamente si preoccupava di evitare motivi di distrazione e di disturbo. Un divieto che oggi è più che mai attuale data la diffusione tra i ragazzi degli smartphone, tanto più attraenti dei cellulari di allora. Tutti abbiamo avuto modo di constatare quanto essi possano monopolizzare la loro attenzione; e non c’è alcuna seria motivazione didattica o educativa per un cambio di rotta che costituirebbe un forte incentivo alla distrazione e all’uso improprio di questi strumenti (copiare, giocare, praticare il bullismo via internet, schernire un docente). D’altra parte, per l’uso didattico dell’informatica, è bene usare eventualmente strumenti assai più indicati come i tablet e le Lim.
Riteniamo quindi indispensabile che il vigente divieto venga mantenuto (e rispettato) nell’interesse degli stessi studenti e del lavoro degli insegnanti”. 
Tra i firmatari segnaliamo (in ordine alfabetico)
ADOLFO SCOTTO DI LUZIO, docente di storia della pedagogia;
ADRIANO PROSPERI, docente di  storia moderna  collaboratore di “Repubblica”;
AMEDEO QUONDAM, docente emerito di letteratura italiana; 
EMILIO PASQUINI, docente emerito di letteratura italiana; 
GIORGIO ALLULLI, dirigente dell’ Isfol, esperto di formazione professionale;
GIOVANNI BELARDELLI, storico e editorialista del “Corriere della Sera”;
GIULIO FERRONI, docente di letteratura italiana;
LORENZO STRIK LIEVERS, docente di didattica della storia, già senatore della Repubblica;
LUCA SERIANNI, linguista e accademico dei Lincei;
MARCELLO DEI, docente di sociologia e autore di Ragazzi si copia. A lezione di imbroglio nella scuola italiana;
MICHELE ZAPPELLA, docente di neuropsichiatria infantile;
PAOLA MASTROCOLA, insegnante, scrittrice e collaboratrice del “Sole24Ore”;
PAOLA TONNA, coordinatrice dell’Apef (Associazione Professionale Europea Formazione)
PAOLO CARETTI, docente di diritto costituzionale;
PAOLO PADOIN, già Prefetto di Firenze;
PIER VINCENZO ULERI, docente di Scienza della politica;
REMO BODEI, docente di filosofia all'University of California, Los Angeles (UCLA);
RENZA BERTUZZI, Responsabile di redazione di “Professione Docente”, organo della Gilda degli insegnanti;
RINO DI MEGLIO, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti;
ROBERTO TRIPODI, presidente dell’Associazione Scuole Autonome della Sicilia;
VITTORIO EMANUELE PARSI, politologo e editorialista del “Sole24Ore”.

10 commenti:

Rebert ha detto...

Giulio Ferroni, uno dei firmatari dell' appello, nel suo libro La scuola impossibile, Salerno Editrice, 2015, racconta, in finale, l' episodio di S.Cassiano, martirizzato ad Imola all' inizio del IV secolo. Odiato dagli allievi per la sua severità, fu condannato dal pretore ad essere ucciso da loro stessi, che rabbiosamente lo colpirono con le tavolette di scrittura e lo punsero a lungo con i loro calami, compiaciuti di vendicarsi per le fatiche didattiche a cui egli li aveva sottoposti.
E così si conclude il libro Dalle tavolette di cera ai tablet, sempre di tabellae si tratta: ma più probabile che a un simile scopo oggi possano essere usati i libri, quell’ antiquato materiale cartaceo a cui con soddisfazione di tutti subentreranno i computer e le connessioni perpetue della Scuola@2.0.....
La " profezia" di chi sa vedere nel presente.

Papik.f ha detto...

Mi sembra francamente un fondamentalismo un po’ eccessivo.
Poniamo che un insegnante di una disciplina artistica assegni la seguente esercitazione: fotografate con lo smartphone cinque punti significativi del percorso da casa vostra a scuola. Scaricatele attraverso una connessione wi-fi, che so, in un gruppo organizzato con Google. Poi rielaboratele con un programma di grafica raster, oppure ridisegnatele, coloratele – che so – ad acquerello e componete delle tavole.
Infine organizzi una mostra di classe sul tema “percorsi”.
È una cosa a caso che mi è venuta in mente tra le infinite pensabili, ma è una cosa che si può fare solo con lo smarthpone poiché non si può pretendere che gli alunni si dotino a loro spese di fotocamera digitale o di tablet.
Dove sarebbe la violazione ai sacri principi della didattica in un’attività simile? Perché svolgerla dovrebbe comportare l’eliminazione del divieto di usare lo smartphone per distrarsi o perdere tempo navigando in rete durante la lezione?
Il fatto è che l’uso didattico di questo, come di qualsiasi altro strumento, dovrebbe essere affidato alla responsabilità degli insegnanti, che occorrerebbe una buona volta iniziare a considerare come dei professionisti anziché come dei minus habentes da rieducare e indirizzare in continuazione, per di più con proclami attraverso la stampa.
E naturalmente occorrerebbe smetterla di presentare l'informatica e la rete come la panacea di ogni male. Sono strumenti, che possono essere utili o talvolta dannosi, ma strumenti restano.

Papik.f ha detto...

N.B. con "proclami attraverso la stampa" intendo naturalmente riferirmi alle continue esternazioni ministeriali.

vv ha detto...

Concordo pienamente con Papik ed è quanto ho dichiarato l'altro giorno in occasione di un'intervista: ancora una volta il miur si contraddistingue per la scarsa fiducia nei confronti dei docenti e ne limita la stessa libertà d'insegnamento. sta a loro, individualmente e non attraverso progetti e reti all'uopo disposti, ritenere quando è possibile o meno far svolgere agli studenti un lavoro utilizzando gli smart.

paniscus ha detto...

"È una cosa a caso che mi è venuta in mente tra le infinite pensabili, ma è una cosa che si può fare solo con lo smarthpone poiché non si può pretendere che gli alunni si dotino a loro spese di fotocamera digitale o di tablet."
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Una macchina fotografica digitale dalle prestazioni più che dignitose, anche se non professionali, costa MENO di uno smartphone.
E culturalmente fa meno danni.

Dire che il povero studente squattrinato e la sua famiglia non possono permettersi la macchina fotografica mentre possono permettersi lo smartphone (anzi, lo smartphone che oltretutto viene cambiato ogni uno o due anni) è una stupidaggine.

I miei figli hanno avuto macchine fotografiche digitali a partire dall'età di 8 o 9 anni, mentre lo smartphone non ce l'hanno nemmeno adesso (e non solo per questioni economiche, ma soprattutto per scelta educativa di noi genitori, che mi risulta essere ancora legittima, e non gravata da obbligo di stato).

E comunque, tornando a noi: 'ipocrisia estrema di una sparata del genere da parte di un ministro (come già ci aveva provato l'impresentabile sottosegretario Faraone un anno o due fa) mi solleva vera epropria nausea.

Perché l'uso didattico dello smartphone con il permesso dell'insegnante, sotto il controllo dell'insegnante, e limitandosi a farci solo le cose richieste dall'insegnante... è GIA' consentito, e in alcune situazioni lo si fa già.

Mi pare evidente che la circolare sul divieto di uso del cellulare in classe riguardi l'uso personale da parte dello studente (o anche dall'insegnante) per farsi gli affari propri e indulgere in interessi privati o in distrazioni che non c'entrano niente con l'attività didattica in corso.

Sostenere che un tale divieto non sia ragionevole e che debba essere abolito perchè obsoleto (e cioè, che nella scuola moderna al passo con i tempi ognuno debba essere lasciato libero di fare quello che piffero gli pare durante la lezione) è solo un atto di demagogia assolutamente vergognoso.

Anonimo ha detto...

Avete notato che la Fedeli ha fatto la pubblicità allo smartphone due giorni prima dell'uscita dell'iphone 8? Sapete che il miur si è scelto come consulente l'amministratore delegato di Apple Italia?
Tutto questo vi dice qualcosa dell'etica che regna al ministero?
RR

AR ha detto...

Nulla da eccepire sull'esempio che porta Papik.f, dove l'uso è certamente funzionale alla didattica, peraltro al di fuori della scuola. Ma non avrei nulla da obiettare se analoga esercitazione si fosse svolta all'interno, in orario scolastico. La regola deve essere che i cellulari stanno spenti durante le lezioni, per impedire tutti gli usi impropri, che è inutile ripetere. Ma un insegnante può dire agli studenti: " accendete i vostri smartphone e fotografate il vostro compagno di banco, poi ecc. ".
Quella ministeriale è una furbata con cui si pensa di compiacere gli studenti, dunque guardandosi bene dal fare l'ovvia distinzione di cui sopra. Il più sintetico ed efficace commento all'annuncio del Ministro l'ho sentito fare in TV da una studentessa di un liceo romano, a cui il giornalista chiedeva cosa ne pensava: "È un stronzata" (chiedo scusa).

paniscus ha detto...

Si possono cancellare questi messaggi di spam?

Vishnu ha detto...

Lo smartphone a scuola è stato disastroso. Ammazza la concentrazione, crea dipendenza, permette di copiare. Sarebbe bello poter tornare indietro. V.

Theresa williams ha detto...


Ciao, sono Theresa Williams. Dopo anni di collaborazione con Anderson, lui si è rotto con me, ho fatto tutto il possibile per riportarlo indietro, ma tutto era inutile, lo volevo tornare così a causa dell'amore che ho per lui, Gli ho pregato con tutto, ho fatto delle promesse ma lui ha rifiutato. Ho spiegato il mio problema al mio amico e lei mi ha suggerito che dovrei piuttosto contattare un incantesimo che potrebbe aiutarmi a lanciare un incantesimo per riportarlo indietro, ma sono il tipo che non credo mai in magia, non avevo altra scelta che provarlo. inviò il cinguettino e mi disse che non c'era nessun problema che tutto andrà bene prima di tre giorni, che il mio ex tornerà da me prima di tre giorni, lancia l'incantesimo e, sorprendentemente, nel secondo giorno, era alle 16.00. Il mio ex mi ha chiamato, sono stato così sorpreso, ho risposto alla chiamata e tutto quello che ha detto è che lui era così dispiaciuto per tutto quello che è accaduto che voleva che io torni a lui, che mi ama tanto. Sono stato così felice e sono andato a lui che è stato come abbiamo iniziato a vivere insieme felicemente felicemente. Da allora, ho promesso che chiunque conosco che abbia un problema di relazione, sarei d'aiuto a tale persona, facendo riferimento a lui o lei all'unico vero e potente cronometro che mi ha aiutato con il mio problema. email: drogunduspellcaster@gmail.com potrai inviarlo via email se hai bisogno della sua assistenza nel tuo rapporto o in qualsiasi altro caso.

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