giovedì 22 novembre 2018

IL VIZIETTO DI DISTRUGGERE


Secondo una consolidata tradizione, anche l’inizio di quest’anno scolastico è travagliato dalla faticosa ricerca di supplenti per le cattedre vacanti. Un problema che tutti i ministri hanno promesso di risolvere senza riuscirci. Certo è molto più facile governare distruggendo l’opera dei predecessori che non agire sull’esistente cercando di migliorarlo. Se poi un sistema del genere lo si applica alla scuola, le conseguenze possono essere disastrose, perché nulla per la formazione dei giovani è più deleterio della giostra dei docenti a cui spesso sono sottoposti. In questo modo d’intendere il proprio ruolo il nuovo ministro della Pubblica istruzione sembra muoversi benissimo, visto che ha provveduto a eliminare alcuni punti chiave della cosiddetta Buona scuola, probabilmente per trovare consensi in chi, docenti, sindacati e studenti, si era fortemente schierato contro la riforma. Una riforma, quella della legge 107 che, insieme ad aspetti assai discutibili, conteneva però alcune positive novità. Invece il ministro Bussetti ha immediatamente deciso di ridurre in modo drastico le ore dell’alternanza scuola-lavoro, sminuita anche nel nome: «Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento».
Ha inoltre rivisto in gran parte l’esame di Stato e cancellato, a favore del tradizionale concorso a cattedre, il sistema di formazione e reclutamento dei docenti che prevedeva una selezione molto più accurata, con un periodo di prova di durata triennale. E infine ha provveduto a ridimensionare il «potere» dei presidi che non potranno più nominare alcun docente, con conseguente eliminazione dell’organico funzionale, cioè degli insegnanti a disposizione per le esigenze specifiche di ogni scuola. Era un punto innovativo della riforma, rivendicato fin dagli anni settanta del secolo scorso dalle allora avanguardie pedagogiche e sindacali. È questo il principale motivo per cui ancora oggi, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, molte classi risultano scoperte, cioè prive di qualche docente. Le nomine sono infatti sottoposte a iter burocratici non del tutto comprensibili anche da chi ha la malasorte di doverli gestire. Si pensi soltanto che alcune supplenze sono di competenza degli uffici scolastici provinciali e altre delle scuole.
Quando a fare le nomine sono quest’ultime, può accadere di dover convocare, per una supplenza anche di pochissimi giorni, centinaia e centinaia di aspiranti, con la conseguenza che le segreterie in questi primi mesi dell’anno sono concentrate quasi esclusivamente su questo ginepraio, aggravato dalla prospettiva di molteplici ricorsi. Per questo Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi, propone che a nominare almeno i supplenti siano direttamente i presidi stessi, in modo che tutti i ragazzi possano avere fin dal primo giorno di scuola i loro insegnanti. La nomina avverrebbe tenendo conto del loro curriculum e magari di un colloquio con il dirigente. Scomparirebbe così il principio della sola anzianità di servizio e insieme a quello la desolazione di dover vedere classi intere costrette a iniziare il loro anno scolastico con due-tre mesi di ritardo rispetto alla norma. Senza contare infine quanta poca fiducia nello Stato si possa trasmettere ai ragazzi quando si rendono conto che questo si presenta loro quasi con rassegnazione.
Valerio Vagnoli
“Corriere Fiorentino”, 22 novembre 2018

6 commenti:

paniscus ha detto...

"È questo il principale motivo per cui ancora oggi, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, molte classi risultano scoperte, cioè prive di qualche docente. "
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Francamente, non ho notato alcuna particolare "esperienza positiva" nello scorso anno, né un particolare peggioramento adesso.

Il balletto di supplenti, le classi scoperte, le cosiddette "nomine fino all'avente diritto" che si prolungavano fino alla fine di novembre, le assegnazioni provvisorie tardive, e le riassegnazioni di incarichi dopo ricorsi di ogni genere e revisioni della graduatoria, c'erano anche negli anni scorsi, tali e quali. L'annata peggiore è stata proprio quella di due anni fa, ossia quella dell'entrata in vigore a pieno regime della riforma renziana, dopo il transitorio del 2015.

Proprio in quell'anno si è manifestato al massimo il fenomeno delle schiere infinite di persone che avevano acchiappato il ruolo in una regione lontana e l'avevano accettato solo sulla carta, per poi ottenere immediatamente deroghe su deroghe per riavvicinarsi a casa (NONOSTANTE la stessa legge prevedesse un vincolo triennale), lasciando sguarnita la sede di titolarità, e quindi consegnandola inevitabilmente al balletto di supplenti.

Sia chiaro che non sto parlando di casi di disonestà personale conclamata, di gente che si fare certificati medici fasulli, o roba del genere: parlo di tutti quelli che hanno accettato il ruolo in una provincia lontana sapendo già benissimo in partenza di non avere nessuna intenzione di trasferirvisi davvero, e che nel giro di pochi mesi hanno ottenuto un espediente LEGALE per non andarci, a forza di deroghe, scappatoie e cavilli, nonostante nel piano originario non fossero previsti.

I mesi di settembre/ottobre del 2016 e del 2017 sono stati devastanti dal punto di vista dei ritardi nelle nomine e delle classi scoperte, altro che "positiva esperienza". Se ci sono stati dei problemi anche quest'anno, sono stati più o meno sulla stessa linea!

L'ultima volta che ho visto le assegnazioni provvisorie e le supplenze annuali già assegnate alla fine di agosto, e i relativi colleghi prendere servizio direttamente il primo settembre, è stato, boh, più di 10 anni fa, e non ricordo nemmeno quale governo ci fosse...

Lucio ha detto...

Bravo Paniscus.Avanti con Bussetti.

VV ha detto...

Paniscus ha senz'altro ragione a proposito del caos, a quei livelli mai provato precedentemente, di due anni fa. Lo scorso anno, invece, le cose sono andate in maniera decisamente migliore proprio in virtù dell'esperienza precedente che aveva permesso agli uffici periferici una maggiore organizzazione. Senza contare, inoltre, la possibilità che abbiamo avuto, sempre lo scorso anno, di utilizzare fin dal primo giorno di scuola i docenti dell'organico funzionale ai quali abbiamo affidato le classi scoperte, spesso peraltro nelle materie da coprire poi con la supplenza.
VV

paniscus ha detto...

"Bravo Paniscus.Avanti con Bussetti."
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Io non sostengo affatto Bussetti, semplicemente penso che Bussetti non abbia fatto niente di nuovo rispetto alla situazione che c'era già da qualche anno.

E magari c'era già anche prima del governo di Renzi, a dirla tutta.

L'inizio di anno peggiore che ricordo, in termini di ritardi nelle nomine, errori, ricorsi, annullamenti, graduatorie da rifare, assegnazioni provvisorie cancellate o riconfermate in ritardo, e frenetici balletti di supplenti, è quello del 2012, lo stesso dell'attacco di Monti e Profumo sulla questione dell'orario di cattedra degli insegnanti.

Ma l'attacco arrivò a ottobre inoltrato o a novembre, il caos totale sull'inizio della didattica c'era già stato per tutti i due mesi precedenti.

walter craig ha detto...

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