martedì 14 gennaio 2014

LETTERA A ILARIA CAPUA SULLA "SOTTOUTILIZZAZIONE" DEI DOCENTI E RISPOSTA DELLA PARLAMENTARE

Gentile Professoressa,
come può vedere dai commenti sul sito di “Tuttoscuola”, le affermazioni contenute nella sua intervista a proposito dei “privilegi” degli insegnanti hanno suscitato comprensibilmente indignazione e amarezza. Quelle che proverebbe anche lei, se qualcuno parlasse del suo lavoro di ricercatrice, mi perdoni la franchezza, con altrettanta superficialità e improvvisazione. Il fatto è che in Italia i problemi della scuola si studiano molto poco, forse perché si ritiene sufficiente l’idea che uno se ne fa prima come alunno e poi come genitore o nonno di uno o più bambini (magari capitati con insegnanti scadenti) per qualificarsi come esperti in materia. Ma come responsabile scuola di Scelta Civica e come vicepresidente della Commissione Cultura lei avrebbe il dovere di documentarsi un po’ meglio.
Faccio parte di un gruppo di lavoro sulla scuola (Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità) che ha sempre insistito (praticamente in solitudine) sulla necessità di non “coprire” il demerito e di mettere in condizioni di non nuocere i docenti che si rivelano gravemente scorretti o inadeguati, cercando di aiutare a migliorare chi è recuperabile. In altre parole, tutti gli allievi hanno diritto ad avere insegnanti “sufficientemente buoni”. Non è quindi per un riflesso puramente difensivo  che le scrivo, ma per una conoscenza piuttosto approfondita, benché pur sempre di tipo esperienziale, della scuola e degli insegnanti.
Insegnare può stancare molto, soprattutto se si prende sul serio questo lavoro. Ovviamente la fatica dell’insegnamento può essere più o meno pesante a seconda del livello di  motivazione e di educazione dei bambini e dei ragazzi che ti capitano, di quanto i genitori collaborano o ostacolano la tua opera, dei mezzi a disposizione e delle tue attitudini all’insegnamento. Ma descrivere come una sorta di part-time la docenza è davvero troppo.
Non la faccio lunga, ma le invio due spunti di riflessione. Il primo è un estratto da un “Dossier Scuola” (un po’ datato ma non è cambiato molto da allora)  pubblicato nel 2000 su “ItaliaOggi” e in cui si dimostra che l’impegno orario dei docenti italiani è analogo a quello dei colleghi europei; il secondo è un articolo del dottor Lodolo D’Orìa che si occupa da molti anni dello stress professionale degli insegnanti e delle sue conseguenze patologiche (lo stress correlato al lavoro è molto maggiore fra gli insegnanti rispetto alle altre categorie di dipendenti pubblici).
Cordiali saluti e buon lavoro,
Giorgio Ragazzini

Buongiorno Prof Ragazzini,
a volte, per far emergere i problemi veri che ha questo Paese bisogna far partire un dibattito anche a scapito della propria visibilità e della percezione di sé. Io non ho interesse ad essere rieletta e faccio parte di un partito piccolo che non ha spazio di manovra. 
So bene che nella scuola esistono degli eroi, dei professori preparatissimi che lavorano giorno e notte. So anche che nella scuola ci sono dei docenti che si approfittano e fanno il minimo indispensabile perché il contratto glielo permette. 
Con le mie dichiarazioni ho fatto ripartire una discussione morta  su una situazione che penalizza i migliori, e ho dato un assist al PD, che ora dovrà fare qualcosa. 
Saluti 
Ilaria Capua
 

82 commenti:

Giorgio Ragazzini ha detto...

La risposta dell'onorevole Capua non è congruente con le sue precedenti affermazioni: se si fosse limitata a dire questo nell'intervista a "Tuttoscuola", non credo che avrebbe suscitato scandalo. Però aveva detto tutt'altro, basandosi sui più vieti luoghi comuni.

anita ha detto...

insieme agli eroi c'è una moltitudine di docenti onesti che fanno il loro dovere

Lauretta ha detto...

È incredibile come persista nella sua cieca ostinazione a categorizzare i docenti in buoni da una parte e cattivi dall'altra, nonostante gli articoli che le sono stati mandati da voi. Pare che sia in atto un linciaggio mediatico voluto e inesorabile.

Papik.f ha detto...

La risposta, quanto a luoghi comuni, mi sembra anche peggio delle iniziali affermazioni. Definire "eroi" i docenti che fanno il loro dovere mi sembra una sviolinata ipocrita, proprio da politica, anche se l'on. Capua afferma di non puntare alla rielezione.
Detto per inciso: l'abuso che negli ultimi tempi i media stanno facendo del termine "eroe", applicandolo indistintamente a chiunque compia un'azione positiva di qualsiasi natura, lo ha reso ormai pressoché insignificante per logoramento semantico.
Che dire, però, della precedente baggianata sulle diciotto ore di lavoro e sulla settimana corta? si rende conto, l'on. Capua, che quasi tutti i lavoratori dipendenti hanno una settimana lavorativa di cinque giorni e che, quindi, ha semplicemente rovesciato la realtà accusando gli insegnanti di essere gli unici ad avere un giorno libero? quando, al contrario, si tratta di una categoria svantaggiata da questo punto di vista poiché, in linea generale, deve lavorare di sabato (e TUTTI i sabati, non a rotazione come il personale sanitario o delle forze dell'ordine ecc.) non può godere di settimana corta, tranne una minoranza al suo interno?
Si rende conto che le diciotto ore frontali sono solo la parte emergente di un lavoro di preparazione e controllo che viene svolto al di fuori di tale orario? e si rende conto che se gli insegnanti fossero più utilizzati, come lei ha chiesto, tale lavoro di preparazione e controllo non potrebbero più svolgerlo e quindi la qualità del loro insegnamento si ridurrebbe al livello di quelli che oggi "si attengono al minimo perché il contratto glielo permette"; altro che trasformare tutti in eroi?
Sembra proprio che non se ne renda conto, perché non ha ritirato nulla di quanto affermato, anzi si vanta di aver posto la questione al PD. Che speriamo se ne occupi su basi ben diverse, altrimenti continueremo ad andare di male in peggio.

Claudio ha detto...

La risposta nell'on. Capua è vergognosa. Se fosse passata la proposta di Monti di portare a 24 ore l'orario di lezione frontale, si sarebbe impedito di fare bene il proprio lavoro proprio ai "professori preparatissimi che lavorano giorno e notte", mentre gli scansafatiche ne avrebbero avuto un danno minimo. Il risultato sarebbe stato un generale peggioramento della qualità della scuola. Ma temo proprio che a persone come Capua la qualità della scuola non interessi: puntano solo a far cassa sulla pelle di docenti e studenti.

Anonimo ha detto...

questa è semplicemente una cialtrona

V.P. ha detto...

arrogante, velleitaria, presuntuosa, pasticciona.
con la sua replica odierna forse voleva rivoltare la frittata, non c'è riuscita.
la toppa è ben peggiore del buco.
faccio io un assist vero a lei: si legga i 70 commenti su tuttoscuola e le repliche che circolano in rete!

V.P. ha detto...

Lo stipendio dei docenti e quello dell'on. Capua

di Gianluca Vacca, deputato della XVII legislatura VII Commissione

Ormai da quando siamo entrati in Parlamento ci siamo abituati a sentirne e vederne di tutti i colori, dunque non ci hanno sorpreso i vaneggiamenti dell'on. Capua (Scelta civica, un partito che di fatto non esiste più) in merito all'orario di lavoro e allo stipendio dei docenti.

Vaneggiamenti che rivelano quanto l'on. Capua sia probabilmente una brava ricercatrice, ma non conosca la realtà della scuola, cosa molto grave per un vicepresidente della commissione istruzione.

Se poi vogliamo essere precisi, se all'on. Capua 1200/1300 euro sembrano troppi per i docenti italiani, ci chiediamo cosa ne pensano i cittadini di 14000 euro mensili pagati per una deputata che in 11 mesi ha 'prodotto' 3 interrogazioni parlamentari e ha un tasso di assenza di quasi il 40%.

Facciamo così, proponiamo all'onorevolissima Capua un role playing: venga per un paio di mesi a scuola, faccia l'insegnante in un qualsiasi ordine di scuola (le lasciamo libertà di scelta) ovviamente alle condizioni economiche degli insegnanti. Forse capirebbe qualcosina in più del mondo di cui si dovrebbe occupare.

Mar, 14/01/2014 - 17:30


http://www.orizzontescuola.it/news/stipendio-dei-docenti-e-quello-delloncapua

Anonimo ha detto...

L'on. Capua ha sbagliato lavoro: avrebbe dovuto fare la cuoca perchè sa come "girare le frittate".

rossana ha detto...

...Ma le ore di straordinario fatte tra le pareti domestiche per preparare verifiche e poi correggerle e rifarle a distanza di pochi giorni per un numero esorbitante di alunni, di discipline e di classi, chi le riconoscerà mai???

Ludovica ha detto...

La Capua mi sembra più una novella Zarina Caterina di Russia che diceva che per avere un colpevole in carcere preferiva anche arrestare novantanove innocenti.

La sua risposta è quanto di più politichese e ambiguo possibile.
Insomma non nega nulla, scantona dicendo altro di magari condivisibile (che vi sono docenti che meritano e altri no), e non chiede scusa della sua villanata.

Ma chissenefrega che non sarà rieletta. Magari! Ma nel frattempo fa danni.
Il Pd a cui ha dato una scossa? Ma quello "scossato" vi è di già in quanto a far la pelle non solo ai docenti ma anche a tutti i cittadini italiani ci sta pensando già.
Meglio abbonare i 95 miliardi di evasione fiscale alle multinazionali del gioco piuttosto che darli all'istruzione, al lavoro e allo Stato sociale.
Letta docet! "RENSSSSI" si adegua e crea l'asse Napolitano- Renzi- Letta.
Mai che il governo venga cambiato di facce e di intenti. Tutto deve procedere mummificato come prima.

Lo sapete che retrocederanno lo stesso lo scatto di anzianità maturato dai docenti anche se non chiederanno la restituzione?
E prenderanno i soldi dal fondo di istituto invece che dal capitolo delle FORZE ARMATE (F35, armamenti e champagne dei generali)

Ludovica ha detto...

Mi complimento con Giorgio Ragazzini per l'ottima lettera.

Enrico D. ha detto...

Dunque "per far partire il dibattito" va bene anche sparare scempiaggini alzo zero. L'eroica virologa si sarebbe sacrificata uscendo da una comoda trincea ed esponendosi stoicamente alla mitraglia. Verrebbe da dire: "Ilaria, rioccupati dell'aviaria!"

Alice ha detto...

Fosse incompetente solo la virologa......C'è qualcuno ben più incompetente di lei che sta più in alto e come lei provoca, fa battute e mira al consenso dei giovani. Che bassezza intellettuale. Ma chi le ha sciolte lei e la ministra? quali meriti le ha portate in parlamento? Quale eroismo possono vantare? Sono in realtà delle miserabili che evidentemente provano gratificazione nel delegittimare noi docenti e nel vederci precipitare dal poco prestigio sociale che ancora qualche eroe ci riconosce.
Andate al diavolo tutte e due, campionesse di questa merdosa classe di politici inadeguata e farabutta almeno sul piano intellettuale.

E' troppo bellina ha detto...

"Ilaria, rioccupati dell'aviaria!"

antonello ha detto...

Il paese legale, non c'è dubbio, è visceralmente peggiore di quello reale. Rimane poco tempo a disposizione e al diavolo queste cialtrone.

Anonimo ha detto...

Vergogna! E del nostro rischio di burnout non si occupa nessuno! E se qualcuno poi perde le staffe sarà un altro esempio da citare per screditare la categoria

Massimo Rossi ha detto...

Vai, ci risiamo! Ogni tanto, da parte di politici, giornalisti o chi per loro, riemerge dalla nebbia quotidiana questa eterna polemica sul lavoro degli insegnanti, con due trincee opposte e ugualmente agguerrite: quella dei denigratori della nostra professione e quella degli strenui difensori, che anche su questo blog si sono fatti sentire in modo piuttosto colorito.
E se provassimo a fare una sintesi delle due posizioni così antitetiche? Le affermazioni della signora Capua sono certamente eccessive ed ispirate ai soliti luoghi comuni di chi non conosce la scuola, e su questo siamo tutti d'accordo; ma non possiamo negare che alcuni di noi lavorano con poco impegno e spesso con una insufficiente preparazione, conseguenza di abilitazioni ottenute con la logica sessantottina del "sei politico" e del "non uno di meno". Sarebbe giusto, a mio parere, che ci sottoponessimo ad una verifica periodica della nostra efficacia didattica, e che chi non è all'altezza della professione che svolge venisse licenziato, anche dopo 33 anni di servizio come il sottoscritto.
Un'altra cosa: sarebbe il caso di differenziare i nostri stipendi, eliminando una volta per tutte lo squallido egalitarismo per cui tutti vengono trattati alla stessa maniera, a prescindere dal loro impegno e dalla loro efficacia didattica. Volendo, i metodi di valutazione ci sarebbero; tanto per cominciare, si potrebbe effettuare una differenziazione tra chi insegna le discipline scritte e più impegnative (italiano, latino, greco, matematica ecc.) e chi insegna, ad esempio, religione o educazione fisica, dove le chiacchiere e la pallavolo sono un po' meno impegnativi rispetto ad una dimostrazione matematica o ad una lezione su Omero o su Virgilio.
Quanto allo stipendio, con i chiari di luna che viviamo adesso, non mi pare il caso di lamentarsi tanto: almeno a questo momento, se non altro, abbiamo conservato il nostro posto di lavoro e ciò è molto meglio di chi è cassaintegrato, esodato o disoccupato totale. Ciò non significa che gli stipendi ed i contratti non debbano essere rivisti, ma personalmente mi offende molto di più la scarsa considerazione sociale di cui siamo fatti oggetto (e le dichiarazioni della Capua lo dimostrano) che non gli aspetti puramente economici del nostro lavoro, certo non soddisfacenti ma neanche peggiori di tanti altri.

paniscus ha detto...

per Massimo Rossi:

le considerazioni rassegnate e sacrificali su "quanto siamo fortunati ad avere ancora uno stipendio mentre c'è chi sta peggio" sono ESATTAMENTE quelle che prestano il fianco a chi vuole svalutare la nostra professionalità.

Tra quelli che sostengono che siamo dei missionari che dovrebbero lavorare per vocazione, e quelli che pensano davvero che siamo dei lussuosi privilegiati a cui si può benissimo togliere qualcosa perché finora hanno avuto anche troppo... sentire un lavoratore che considera la propria paga come una fortuna di cui dover ringraziare il destino, invece che il giusto compenso per il lavoro effettivamente svolto, per loro è una pacchia.

E francamente, non mi pare il caso.

L.

V.P. ha detto...

In quanto a improntitudine,ciò che ha scritto Massimo Rossi sopravanza ampiamente le dichiarazioni di Ilaria Capua.

Papik.f ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Papik.f ha detto...

Quella di Massimo Rossi è una delle ipotesi possibili. Un'altra, in un'ottica di gestione economica, sarebbe quella di retribuire i docenti sulla base dei redditi che producono alla scuola. Ad esempio, in una scuola statunitense, il coach di una squadra sportiva potrebbe guadagnare il triplo di un collega di letteratura, correzione di compiti o no, perché se la squadra va bene porta contributi e iscrizioni, quindi soldi. Lo stesso potrebbe avvenire per un professionista: immaginate se Massimo Cracco accettasse di lavorare per un istituto alberghiero o Cattelan per un Liceo artistico. Quanto gli offrirebbero, dato il numero di iscrizioni che porterebbero? e probabilmente non si starebbe a sottilizzare troppo su quanto tempo passino a correggere compiti o su quanto scrivano i loro alunni nelle loro ore.
Ma vale la pena di mettersi a percorrere strade di questo genere? personalmente ne dubito.

Papik.f ha detto...

errata corrige: ovviamente "Carlo Cracco" e "Maurizio Cattelan".

Papik.f ha detto...

Preciso che non intendevo riferirmi a eventuale stage con personaggi come quelli citati, che sarebbe sempre opportuno organizzare, bensì a un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente. Se ci mettiamo sulla strada di differenziare i redditi in base a qualcosa di diverso dalla progressione di carriera, allora il mio collega di scultura che fa mostre in tutta Europa e indubbiamente attrae allievi nella scuola, portando posti di lavoro anche ad altri, avrebbe fondati motivi per chiedere una retribuzione superiore a quella di un altro insegnante.
Altro discorso, che personalmente potrei condividere, sarebbe affermare che la progressione di carriera non dovrebbe basarsi esclusivamente e meccanicamente sull'anzianità di servizio. Ma tanto, per quello che ne resta ...

Anonimo ha detto...

Ha ragione papi. Non mettiamoci su sentieri pieni di trappole.

Massimo Rossi ha detto...

Credevo che Paniscus e VP mi consocessero almeno un po', visto che hanno anche mandato qualche commento al mio blog; invece hanno frainteso del tutto quello che ho scritto qua. Io non ho mai detto che noi docenti siamo "forunati" o "lussuosi privilegiati", né che per la mia paga io debba ringraziare il destino: caso mai ringrazio il mio impegno e la mia preparazione, che mi hanno permesso di vincere un concorso ORDINARIO per la classe 52 (latino e greco) classificandomi tra i primi della mia regione.
Ho soltanto inteso dire che in questo momento storico la nostra situazione, nonostante la perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni, è comunque migliore di quella di chi ha perso il posto di lavoro. Si può negare questo forse? E ho anche detto - e lo confermo - che ciò che mi dà più fastidio nella situazione che viviamo non è tanto l'esiguità dello stipendio, che sapevo essere misero sin da quando ho iniziato questo mestiere, quanto la scarsa considerazione di cui godiamo presso l'opinione pubblica, i politici, i giornalisti e così via. E' un'opinione come un'altra, forse ispirata al fatto che io non ho mai considerato il denaro come il fine precipuo della mia vita; se poi qualcuno dissente, libero di farlo, ma parlare di "improntitudine" è eccessivo, per non dire offensivo. Consiglio perciò a Lisa e VP, prima di emettere giudizi denigratori, di leggere con più attenzione quanto scrivo. Grazie.

V.P. ha detto...

"Ma vale la pena di mettersi a percorrere strade di questo genere?"

certo che no! nessuno ce l'ha chiesto, e nessuno (per non sminuire il suo ruolo) ce lo farebbe fare davvero.

sono strade che esistono solo nella fantasia e pericolosissime perché implicano il fatto di addossare ai docenti problemi spinosi che sono principalmente del miur e del governo!

esiste una mala retribuzione e un pessimo trattamento del personale scolastico che è a monte e non può essere risolto trasferendo poche briciole da uno all'altro, quasi che la soluzione fosse quella di scontentare equamente sia gli uni che gli altri magari con il loro consenso o su loro richiesta!

V.P. ha detto...

x massimo rossi: il mio giudizio è relativo a "ciò che ha scritto" non mai alla persona dell'autore. idem per "le dichiarazioni" della capua.

ho pure riletto quello che già stamattina avevo letto con attenzione e non posso che confermare il MIO giudizio negativo rispetto ai CONTENUTI. la persona NON c'entra!

(cercherò tempo per una risposta più puntuale e specifica)

Ludovica ha detto...

Noto come Massimo Rossi sia molto suscettibile alle critiche...
Non si può avere sempre ragione e/o ricevere sempre consensi!

paniscus ha detto...

Consiglio perciò a Lisa e VP, prima di emettere giudizi denigratori, di leggere con più attenzione quanto scrivo. Grazie.
----------------

L'idea che uno possa anche averlo GIA' letto con attenzione, e continuare a non essere d'accordo ugualmente, non ti sfiora proprio?

Chiunque non la pensi come te deve per forza essere disinformato, o avere frainteso... altrimenti, se solo si impegnasse di più a capire meglio, ti darebbe sicuramente sempre ragione?

Scusa ma non mi quadra.

E non mi quadra nemmeno che cosa c'entri il fatto di aver scritto commenti (anche positivi) sul tuo blog.

Se uno è stato d'accordo con te una volta, allora ha preso un impegno eterno di darti ragione sempre?

Boh.

L.

Papik.f ha detto...

Quello della correzione dei compiti è però un carico di lavoro reale, per cui (sempre parlando accademicamente e ipotizzando una situazione ideale ben lontana dalla realtà: sono d'accordo con VP che certi problemi competono al ministero e al governo e anche sul fatto che è degradante litigarsi le briciole), si potrebbe forse prevedere un'indennità, purché del tutto esterna allo stipendio e attribuita di anno in anno sulla base degli elaborati effettivi. Scatterebbe però un problema: chi controllerebbe che questi soldi (qualora ci fossero) non finissero distribuiti a pioggia e anche a chi non corregge i compiti a casa? Non dipende solo dalla materia, perché ho avuto colleghi, anche di Italiano (casi rari, ma non inesistenti), che effettuavano la correzione in classe sostenendo che ciò avesse una valenza didattica. E per alcune materie di indirizzo ciò è la prassi, perché gli elaborati vengono prevalentemente svolti in aula e valutati in itinere anche con diverse revisioni.

Ludovica ha detto...

Per un insegnante di Italiano (ma anche per uno di Matematica) spesso i compiti lasciati in classe e a casa sono fondamentali strumenti nell'ambito dell'insegnamento.
Naturalmente vanno corretti e raramente le ore curriculari possono essere impegnate in questo se non a scapito del programma funzionale che si era costruito all'inizio dell'anno.
Il carico di lavoro è spesso notevole: un due ore al giorno per correggere elaborati è la normalità a cui si aggiunge anche la preparazione delle lezioni e i vari impegni scolastici.
E' fantasioso pensare di non prevedere nessun tipo di compiti oppure di correggerli per intero in classe con gli alunni oppure di ANNULLARE completamente quelli per casa.
Significa andare a toccare un diritto fondamentale della Costituzione (qual è la "libertà di insegnamento") oppure andare contro il buonsenso e l'esperienza.
Forse è il caso (e quindi sono d'accordo con Papik.f) che si desse un compenso in più a chi svolge questo tipo di utile, efficace ed efficiente lavoro.
Intento come compenso in più e non come "differenziazione" di stipendio rispetto ad altri colleghi che insegnano diverse discipline.

Ma naturalmente tipi come la Capua (inquadrati partiticamente e ideologicamente come sono) non lo concepirebbero.
Noi siamo per loro CASTA al pari delle lavandaie.

paniscus ha detto...

Il fatto è che oggi TUTTI fanno verifiche scritte, e quindi TUTTI correggono verifiche scritte, anche gli insegnanti delle materie che non ce le hanno obbligatorie.

E non è che lo facciano per eccesso di zelo di voler fare a tutti i costi una cosa in più per scelta propria, ma lo fanno anche per assoluta necessità.

Perché quasi sempre le cosiddette "materie solo orali" sono anche quelle in cui si è costretti a svolgere programmi immensi in sole due o tre ore alla settimana, per non parlare di tutto il tempo che va via in attività di recupero e sostegno in itinere, o nelle attività di laboratorio, che spesso sono anch'esse obbligatorie.

Per cui, se in una materia che ha DUE ore alla settimana si dovessero garantire tre o quattro voti per quadrimestre in una classe da 28 o 30 ragazzi basandosi esclusivamente sulle prove orali, semplicemente si passerebbe TUTTO il tempo a non fare nient'altro che interrogare, e non si farebbe altro.

Per cui, che non vengano a raccontarci la balla che l'insegnante di italiano o di matematica ha l'obbligo gravoso di correggere i compiti, mentre quello di arte o di filosofia no!

L.

Ludovica ha detto...

@paniscus.
In effetti, volendoci riflettere la situazione dei docenti non di Italiano o di Matematica è pure messa in un certo modo.
Bisogna considerare che, per esempio, il docente di Lettere alle scuole secondarie di primo grado ha in genere due classi in cui ha da insegnare (e valutare) Italiano, Storia, Geografia, Educazione alla convivenza civile. Il docente di Matematica ha da insegnare (e valutare) Scienze, Matematica, Geometria in tre classi.
Il docente di Inglese svolge il suo servizio di tre ore in sei classi. Quello di Tecnologia di due ore in nove classi. Idem per Musica, seconda lingua, Arte ed Educaz. Motoria.

Mentre per Lettere e Scienze/Matematiche oltre i compiti in classe ufficiali le verifiche dei compiti per casa sono più frequenti, per le altre discipline (se i loro docenti non vogliono impazzire) si fermano a due verifiche scritte ufficiali per classe a quadrimestre (o trimestre) da utilizzare al posto delle verifiche orali.

Insomma, come la si giri il mucchio di compiti da correggere è enorme per tutti i docenti.
A ciò si somma, anche, il tempo speso per la preparazione delle lezioni.
E queste ore di correzione e preparazione delle lezioni non dovrebbero essere remunerate adeguatamente come straordinario?
(oltretutto, in effetti, si superano abbondandemente le 36 ore settimanali di impegno).

Di questo (naturalmente) i sapienti del MIUR, l'opinione pubblica, i Ministri e la signora Capua non sono minimamente ed empaticamente a conoscenza.

Ludovica ha detto...

L'unico ministro dell'Istruzione degna di tale ruolo perchè docente di scuola (e non di università) è stata la Prof.ssa Falcucci.
Quante male parole si è presa soprattutto dai COMUNISTI!
Ma lei è stata l'unica (secondo me) che avendo svolto il nostro stesso lavoro poteva comprendere realmente come stavano le cose.

Non credo che la Falcucci (anche allo stato attuale dei fatti) avesse permesso di attuare quello che hanno consentito Berlinguer, Moratti, Gelmini, Profumo e l'attuale (mi spiace dirlo)Carrozza.
Tutti EMINENTI politici o professoroni universitari, ma con NULLA preparazione scolastica di frontiera.

FR ha detto...

@Massimo Rossi

Io credo che differenziare gli stipendi per fare le stesse cose sia ingiusto e nei confronti dei lavoratori e nei confronti degli studenti.

Secondo quale criterio infatti si potrebbe dire ad una classe "Voi vi beccate il prof. low cost, che paghiamo meno perché meno qualificato?"

E questo argomento che ho appena presentato è lo stesso su cui i sindacati basano la loro opposizione alle differenziazioni stipendiali.

Però c'è un curioso corollario: se il principio è questo, bisognerebbe anche avere l'obiettività di riconoscere che nella scuola italiana oggi la differenziazione stipendiale è già in atto, ed alle classi più essere assegnato un prof. che prende 1350 euro netti oppure uno che ne prende 1600 facendo esattamente le stesse cose.

E' l'anzianità, che è ad oggi l'unico principio in base al quale cambiano gli stipendi oggi (quando non sono bloccati).

Io credo che differenziare gli stipendi si può, ma solo in base alle funzioni, con una struttura modulare. 18 ore di lezione frontale devono essere pagati sempre allo stesso modo; chi poi si assume altri incarichi si vede aggiungere altre tranche sulla base del proprio impegno. E di fatto, con molti progetti, è già così.

Livio ha detto...

@FR Il problema è che vorrebbero pagare l'attuale stipendio di 1360 euro a docenti che oltre alle 18 ore assumono anche altri incarichi con un numero imprecisato di ore: una sorta di pagamento a cottimo al ribasso.

V.P. ha detto...

FR ha detto "18 ore di lezione frontale devono essere pagati sempre allo stesso modo; chi poi si assume altri incarichi si vede aggiungere altre tranche sulla base del proprio impegno. E di fatto, con molti progetti, è già così."

il fatto è che le 18 ore sono pagate molto meno del dovuto e della decenza e miur, governo e politici NON vogliono ammetterlo, ma cercano impossibili e fasulle scorciatoie. un po' come curare l'itterizia o il pallore con i cosmetici, perdipiù scadenti e di basso costo.

V.P. ha detto...

"cottimo al ribasso" o straordinario obbligatorio gratuito.

siamo sulla strada dello schiavismo e lo vogliono consensuale e ben gradito!

anita ha detto...

siamo pronti a capire la necessità di dover fare dei sacrifici, in fondo abbiamo la fortuna di avere uno stipendio fisso e rispetto ad altri non ci va male. E' assurdo che a chiederceli sia una classe dirigente del tipo in questione la cui risposta sembra quella di una liceale un po' stupidotta. Ma prima di noi i sacrifici si chiedano a chi gode in Italia dei grandi privilegi, a partire dai politici, in particolar modo di quelli di carriera, magistrati, dirigenti statali, dipendenti rai, giornalisti a vecchio regime sindacale, ufficiali delle forze armate e similari, medici, funzionari degli enti locali, ferroovieri, impiegati comunali, postini, insegnanti, infermieri, operai, colf giovani precari e disoccupati.

Anonimo ha detto...

prima degli insegnanti ti sei dimenticata dei liberi professionisti, in particolare di quelli evasori.

FR ha detto...

"Ma prima di noi i sacrifici si chiedano a [aggiungere a piacere]"

Anita, se posso, non funziona così. O meglio, funziona già così e si vede bene in giro quanti bei cambiamenti stiamo vivendo.

L'autorità morale per chiedere sacrifici la si ottiene soltanto facendoli per primi.

In ogni caso, questa mia osservazione è un discorso generale, non da applicare ora in senso preciso a qualche aspetto dello stipendio degli insegnanti.

@VP
Sul fatto che gli insegnanti siano pagati meno della decenza posso concordare, ma la ristrutturazione del modo di pagare gli stipendi è un'altra questione, a prescindere anche dagli usi strumentali che qualcuno possa volerne fare. Ed è una di quelle cose che possono davvero cambiare sia la professione docente sia il modo in cui è percepita (e ambita da possibili aspiranti insegnanti).

V.P. ha detto...

FR ha detto: "ma la ristrutturazione del modo di pagare gli stipendi è un'altra questione, a prescindere anche dagli usi strumentali che qualcuno possa volerne fare."

ovvio che è altra questione, ma c'è chi propone di scambiala con la prima! e qualcuno abbocca!
cioè rimane lo svantaggio, l'ingiustizia ma viene "equamente" distribuito-a (poi non si sa come) e in più si chiede di convenire su "mal comune, tutto gaudio".

Massimo Rossi ha detto...

Rispondo a quanto detto in precedenza da alcuni colleghi in replica ai miei commenti.

paniscus (Lisa) e VP. Forse c'è stato un malinteso tra noi,e non era proprio il caso che voi mi rispondeste con tanta acredine. Io non pretendo affatto di avere sempre ragione né che voi siate d'accordo con me; mi spiace però che non abbiate compreso (o voluto comprendere) il mio pensiero. Io non ho detto affatto che il nostro stipendio va bene così e che siamo dei privilegiati; ho detto solo che con la crisi attuale c'è chi sta peggio di noi, e questo non mi pare che possa essere smentito. Se volete possiamo dialogare e scambiarci opinioni, anche sul mio blog; ma non mi sembra il caso di rispondere con stizza come ha fatto Lisa, anche perché non dobbiamo dare impressione a chi legge di essere una categoria litigiosa e polemica. I problemi sono simili per tutti, però ci sono diverse opinioni, come p giusto che sia.

Quanto alla differenziazione degli stipendi, che io ritengo giusta e non più costituibili sulla mera progressione di anzianità, io resto della mia idea. Non concordo affatto con chi dice che le 18 ore di lavoro sono uguali per tutti e vanno retribuite allo stesso modo: un conto è interpretare un testo di Tacito o di Platone, un conto è fare una dimostrazione di analisi matematica o di chimica organica, e un altro conto è chiacchierare sul nulla o far vedere video ai ragazzi (come fanno quasi sempre gli insegnanti di religione) oppure dare il pallone ai ragazzi e farli giocare a pallavolo. Poi ci sono le ore trascorse per la correzione degli elaborati e la preparazione delle lezioni: anche qui vale la stessa regola, nel senso che un'ora di lezione di greco, latino o matematica presuppone almeno un'altra ora di preparazione e aggiornamento, mentre chi insegna educazione fisica o religione non ha da preparare nulla. E diversa è anche la correzione dei temi di italiano rispetto a quelle dei test a crocette.
Questo dovrebbe essere il primo criterio per differenziare gli stipendi, evitando il sistema collettivistico filosovietico che c'è adesso, quando siamo considerati tutti uguali, pur essendo in realtà molto diversi. Un'altra differenziazione andrebbe fatta in base alla qualità dell'insegnamento e l'efficacia didattica di ciascuno, ma una valutazione di questi elementi è molto più difficile e richiede la costituzione di un apparato ispettivo senz'altro complesso e costoso.
Non sono affatto d'accordo, poi, con chi ha detto di valutare i docenti sulla base di quante iscrizioni o denaro portano alla loro scuola, per cui un allenatore (io non dico coach, uso l'italiano!) di una squadra di basket, che sul lavoro non fa praticamente nulla, andrebbe pagato di più perché porta soldi alla scuola. Questa è l'idea della scuola-azienda, privatizzata e sottoposta alle leggi del mercato, proprio quel principio che fu fortemente osteggiato al tempo della Gelmini in nome dell'indipendenza della scuola pubblica. Il vero lustro alla scuola non lo porta chi le fa guadagnare soldi, ma chi possiede una cultura e un'efficacia didattica di tutto rispetto.

Anonimo ha detto...

LEI, RAGAZZINI, CREDE ANCORA CHE DA PARTITI E PARTITINI ARRIVERA' LA SALVEZZA DELLA SCUOLA. OGNI TANTO, TROPPO, DAVVERO TROPPO, FA L'ILLUMINISTA SCANDALIZZATO PER IL TIRO AL PICCIONE DOCENTE DA PARTE DI CHI VOTANO I PROF. CHE LA SEGUONO, CIUCCI PASSAGUAI CON LA CODA TRA LE GAMBE, COME I CANI. IL 25% DEGLI ITALIANI HA VOTATO PER CHI VOI AVETE RIMOSSO, COME HA FATTO LA RAI, UN COVILE INCIVILE. COSA CERCA ANCORA? DIVENTA SECCANTE. SI ACCONTENTI E ZITTO. TIRI PIUTTOSTO LA CARRETTA. QUANDO 8 MESI FA' INTERVENNI, UN TEPPISTA CON LA PUZZA SOTTO IL NASO SCRISSE 'BUONA DECRESCITA FELICE". 'ME SA CHE JA DETTO MALE PURO A LUI'. E' CRESCIUTO GAJARDO, FESSO E CONTENTO. COME TUTTI I REAZIONARI, ARRIVATE TARDI E CIECHI. NON VI DO NEMMENO IL NOME PERCHE' NEMMENO LO MERITATE. TENETEVI CARROZZA E PREGATE GENUFLESSI. MILLE DI ILARIA CAPUA A CUI RISPONDERE. VI DA' LAVORO. BATTA LE MANINE, SU.

Papik.f ha detto...

Tralascio gli ex partecipanti al blog oggi trasformati in troll,
facendo presente tuttavia che mi sfugge il nesso tra il non considerare auspicabile la decrescita felice proposta da Casaleggio e Grillo e l'essere teppisti.
Per quanto riguarda le affermazioni di Massimo Rossi, vorrei far presente che so usare un pochino l'italiano anch'io e che ho usato il termine "coach" perché parlavo della scuola statunitense, cosa che lui trascura a puri intenti retorici e polemici (sempre detto senza rancore).
Poi ognuno resta della sua opinione: a me, francamente, l'idea che esistano diverse serie (a, B, C, D ...) di insegnanti a seconda delle materia che insegnano continua a sembrare discutibile per non dire di peggio. Poi la distinzione come dovrebbe essere applicata? un docente di Filosofia deve essere retribuito di più anche in un Liceo artistico o solo in un Classico e in uno Scientifico? Suppongo di sì, dato che il suo lavoro non cambia né cambia, in linea di principio, la sua preparazione. Di conseguenza, un docente, poniamo, di Disegno dovrebbe prendere di meno non solo in uno Scientifico ma anche in un Artistico, creando così la bizzarra situazione che gli insegnanti delle materie di indirizzo diventerebbero meno importanti dei colleghi? E un docente di una disciplina professionalizzante in un istituto professionale, che difficilmente ha compiti da correggere? Sarebbe meno retribuito del collega di Italiano, pur costituendo la sua presenza il motivo precipuo per il quale ci si iscrive a quella scuola?
Faccio presente, inoltre, che anche i docenti di materie diverse dal Latino e dalla Filosofia hanno esigenze di aggiornamento e debbono, magari, abbonarsi a riviste assai costose e comprare libri che costosi lo sono anche di più e che la scuola non gli paga, per tenersi al corrente con la realtà.
Poi certo non siamo noi a decidere; ma, come ho già detto, mentre il riconoscimento di un'indennità per il lavoro effettivamente svolto mi sembra un discorso che si potrebbe affrontare, l'idea che la cultura e l'efficacia didattica discendano dalla materia che si insegna non la condivido in nulla e per nulla.

Papik.f ha detto...

Aggiungo un'altra considerazione: gli insegnanti delle materie di ipotetica "serie B" hanno di norma nove o dieci classi e un numero di alunni superiore ai duecento (il che vale anche per alcuni, ma non, tutti, quelli delle altre materie). Ciò si traduce in disagi assai seri e stress fortissimo in occasione di tutti i turni di consigli di classe e di scrutini, nonché del ricevimento pomeridiano dei famigliari, che diventa un pazzesco tour-de-force, davvero da esaurimento nervoso. Da questo punto di vista, se oggi che la mia cattedra prevede dalle tre alle quattro classi mi pagassero la metà di quanto mi pagavano quando avevo una cattedra che ne prevedeva dieci, sarebbe anche troppo. Per non parlare delle responsabilità penali e civili: dal punto di vista della sorveglianza, un conto è tenere seduti gli alunni ad ascoltare una lezione, un conto ben diverso è farli lavorare con attrezzature che spesso sono pericolose o fargli svolgere attività fisiche che possono esserlo altrettanto.

paniscus ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
paniscus ha detto...
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paniscus ha detto...

un conto è interpretare un testo di Tacito o di Platone, un conto è fare una dimostrazione di analisi matematica o di chimica organica, e un altro conto è chiacchierare sul nulla o far vedere video ai ragazzi (come fanno quasi sempre gli insegnanti di religione)
-------------------------------

Per quanto mi riguarda, ho sempre detto senza remore come la penso sull'insegnamento di religione: dovrebbe essere semplicemente eliminato, e basta.

La sua parte storica e antropologica dovrebbe essere assorbita nei corsi di storia e di materie affini (come di fatto viene già effettuato, ragione di più per dire che l'ora specifica è un doppione inutile), mentre quella specificamente confessionale, nelle scuole pubbliche di un paese civile, non dovrebbe proprio esistere.

Chi è interessato a farsi una formazione religiosa di parte confessionale, vada direttamente in qualche chiesa e/o parrocchia, luoghi che non mi pare che in Italia scarseggino o che siano difficilmente accessibili.

L.

V.P. ha detto...

ma perché m.r. si auto-censura?

V.P. ha detto...

ma perché m.r. si auto-censura?

V.P. ha detto...

l'ultimo post, per di più duplicato, si intende annullato.

paniscus ha detto...

Gli ultimi post autocancellati erano miei, non di mr. E sono stati cancellati solo perché c'erano imbarazzanti errori di battitura, NON per autocensura! Praticamente erano identici a quello corretto che ho postato dopo!

Lisa

V.P. ha detto...

INSEGNANTI, LE OZIOSITÀ DI ILARIA CAPUA E I VECCHI RITORNELLI

di Marina Boscaino - 19 gennaio 2014


Come in uno dei copioni più abusati da parte del cine-panettone di bassa lega, ecco il grillo parlante di turno, la famosa intellettuale Ilaria Capua di Scelta Civica – certamente illustre per la sua incessante e significativa attività politica della quale, però, nessuno sa nulla – che, invece di pensare a non gravare sulla fiscalità producendo interventi concreti per l’interesse generale (questo sconosciuto) ha rispolverato un vecchio ritornello.

Quello tanto caro a chi vuole castigare i costumi cominciando a colpire chi ha il profondo demerito di avere una media di 1500 euro di salario a fronte della responsabilità di educare, valutare e orientare cittadini in apprendimento. Questo prima di intaccare – anche solo di una virgola – i propri benefici e vantaggi, probabilmente giudicati intoccabili. Il motivo: “Penso che nessun lavoratore abbia così tanti privilegi”. Ci vuole un bel coraggio per pronunciare frasi del genere, collocandosi tra i parlamentari della Repubblica proprio nei tempi tristi dell’induzione all’antipolitica proprio da parte di chi ha fatto – e spesso continua a fare – tutto e il contrario di tutto per disgustare gli elettori, scoraggiare la partecipazione, spartire poltrone, ruoli, incarichi, perseguire la visibilità mediale! Come molti lettori avranno capito o sapranno la signora Capua pretenderebbe le 24 ore per i docenti.

Non ripeterò quanto ho scritto più volte all’epoca della proposta indecente del governo Monti e dell’ineffabile e indimenticabile ministro Profumo: non ne vale la pena. Non parlerò di accanimento. Non enuncerò per l’ennesima volta il principio secondo il quale le ore di lezione non coincidono – nei fatti e nel mansionario per noi definito dal contratto collettivo – con l’orario di lavoro. Non cercherò nemmeno di far ricorso alla questione, attualmente molto dibattuta, delle patologie professionali; e nemmeno agli stipendi bloccati da quasi un lustro, a un potere d’acquisto eroso; il tutto a fronte di un generale senso di responsabilità che ha consentito alla nostra scuola di continuare ad esistere molto più che dignitosamente, nonostante più di 8 miliardi di tagli.

L’esperienza mi ha insegnato, purtroppo, che non esistono argomentazioni valide per sconfiggere l’ignoranza e – soprattutto – l’arroganza dell’ignoranza. Non esistono dati e temi che possano persuadere coloro che mirano al consenso di quella frangia dell’opinione pubblica che vive di preconcetti, qui rancorosi, là snobistici.
Mi preme piuttosto sottolineare che siamo di fronte a quella stessa mentalità che ha prodotto e sostenuto un progetto ben pianificato, lucido, iniziato anni fa, da quando si è deciso che l’Italia (l’unica, insieme alla Lituania, che per rispondere alla crisi economica a partire dal 2008 ha intenzionalmente disinvestito sulla scuola) non sapeva cosa fare di alfabetizzazione, cultura, cittadinanza, inclusione, eguaglianza di opportunità.

La disonestà intellettuale sottesa e il qualunquismo che ne anima i presupposti, rappresentano la spiegazione più lampante dei motivi per i quali un Paese che un tempo produceva eroi, santi e navigatori è diventato la patria di nani sguaiati e di sedicenti ballerine.

SEGUE

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/insegnanti-le-oziosita-di-ilaria-capua-e-i-vecchi-ritornelli/849195/

V.P. ha detto...

INSEGNANTI, LE OZIOSITÀ DI ILARIA CAPUA E I VECCHI RITORNELLI

di Marina Boscaino - 19 gennaio 2014

SEGUITO

Open Parlamento assegna al deputato Capua il 62,81% di presenze al voto elettronico alla Camera. Sembra essere un po’ poco per una così intransigente fustigatrice degli (altrui) costumi. Cosa si penserebbe, giustamente, di un insegnante che fosse presente solo il 62,81% delle ore di lezioni previste dalla sua cattedra? Sarebbe il caso che la parlamentare in questione si concentrasse un po’ di più e scegliesse per i suoi strali bersagli più congruenti, invece di minacciare gli insegnanti sparando banalità viete e inflazionate, intanto che i comuni cittadini subiscono ogni giorno le conseguenze indecenti degli abusi compiuti dalle diverse caste e dalle differenti lobby che costituiscono le metastasi politiche del nostro Paese. Mentre l’evasione fiscale e gli scandali stordiscono la vigilanza attutita di una classe politica che ha molto – troppo – da farsi perdonare e molto – troppo – da perdere per proporsi con autentica intransigenza di scompaginare con autentica onestà le carte degli assetti generali, Ilaria Capua, veterinaria, dirigente sanitario, eletta in Veneto, come indica la sua scheda sul sito della Camera, poteva sicuramente far di meglio che occhieggiare demagogicamente ad un falso rigore che può scatenare, in tempi come questi, l’ennesima caccia all’untore e l’ennesima “guerra tra poveri”, se non contro di essi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/19/insegnanti-le-oziosita-di-ilaria-capua-e-i-vecchi-ritornelli/849195/

V.P. ha detto...

Massimo Rossi ha detto... 16 gennaio 2014 00:44
V.P. la pensa diversamente

«Vai, ci risiamo! Ogni tanto, da parte di politici, giornalisti o chi per loro, riemerge dalla nebbia quotidiana questa eterna polemica sul lavoro degli insegnanti,….»
Quindi c’è qualcuno che inizia, che provoca!

«con due trincee opposte e ugualmente agguerrite: quella dei denigratori della nostra professione e quella degli strenui difensori, che anche su questo blog si sono fatti sentire in modo piuttosto colorito.»
Due posizioni che si fronteggiano: una aggredisce con luoghi comuni, con pregiudizi gratuiti ma diffusi; l’altra cerca di difendersi. La prima è sicuramente avvantaggiata (chi mena prima mena du' vorte) supportata mediaticamente, gradita ai politici (che hanno numerosi scheletri nei loro armadi). La seconda cerca di ribattere pur nella condizione di debolezza professionale e sindacale.

«E se provassimo a fare una sintesi delle due posizioni così antitetiche?»
Questa poi!! Come si fa a pensare possibile una mediazione, una conciliazione? All’altra parte serve – e in modo vitale - una rappresentazione di comodo della scuola e degli insegnanti come sua giustificazione o per ridurre le risorse (v. Gelmini) o per omettere gli interventi compensativi.

«Le affermazioni della signora Capua sono certamente eccessive ed ispirate ai soliti luoghi comuni di chi non conosce la scuola, e su questo siamo tutti d'accordo;»
Di una leggerezza e falsità inaudite. Forse preludio di un rinnovato tentativo delle 24 ore settimanali! E successivamente – 4 o 5 giorni dopo – nella precisazione a Giorgio Ragazzini, Ilaria Capua aggrava – a mio giudizio – la situazione: “So bene che nella scuola esistono degli eroi, dei professori preparatissimi che lavorano giorno e notte. So anche che nella scuola ci sono dei docenti che si approfittano e fanno il minimo indispensabile perché il contratto glielo permette.” Dà cioè un inutile riconoscimento o contentino agli “eroi”, cita normative contrattuali inesistenti e ignora il grosso della categoria (98% o 99%?) ai quali peraltro è diretta la sua invettiva!

«ma non possiamo negare che alcuni di noi lavorano con poco impegno»
Nessuno lo nega, ma che c’entra? Perché farsene carico? Noi dobbiamo surrogare il Miur? E ci dobbiamo fare carico anche dell’evasione fiscale? Degli imbrogli di questo o quello? E così gratis, senza nessuna richiesta e riconoscimento?

«e spesso con una insufficiente preparazione, conseguenza di abilitazioni ottenute con la logica sessantottina del "sei politico" e del "non uno di meno"».
Del tutto opinabile, ma c’è chi ha dato loro lauree e abilitazioni. Poi il ’68 risale ormai a mezzo secolo fa! “A me, m'ha rovinato la guera, se non c'era la guera ….” Come diceva prima Ettore Petrolini e poi Alberto Sordi

«Sarebbe giusto, a mio parere, che ci sottoponessimo ad una verifica periodica della nostra efficacia didattica, e che chi non è all'altezza della professione che svolge venisse licenziato, anche dopo 33 anni di servizio come il sottoscritto.»
Quale altra categoria si sottopone a verifiche a tappeto post abilitazione? Non gli avvocati, non i medici e i farmacisti, non i commercialisti, …. E poi chi e come potrebbe verificare “l’efficacia didattica”? E con quali tempi e costi? Improponibile!

Livio ha detto...

Sarò breve. Ma perchè ho la sensazione che solo il movimento cinque stelle si stia occupando di proteggere la scuola (precari e docenti e ata annessi) e anche di tentare di combattere il malcostume, mentre tutti gli altri partiti (e deputati) sono assenti o lo rincorrono tentando di sanare le cattive figure solo quando vengono scoperte le magagne?

Perchè un Ministro Carrozza è così disinformato su tante cose, non solo sulla vergogna degli scatti di anzianità, ma anche sul fatto che l'otto per mille per l'edilizia scolastica (Intervista da Fazio) era già realtà come destinazione di parte dell'otto per mille a favore dello Stato grazie una mozione proposta dal m5s e approvata in Parlamento?

Perchè il Ministro Carrozza si accanisce sulla scuola volendo diminuire di un anno la scuola secondaria di secondo grado?
Cosa è il famoso rinnovo di contratto per la parte legale escludendo la parte econmica?

Troppe cose non mi tornano.
E se quelli del m5s fossero realmente gli unici e soli da votare mentre gli altri (visti i fallimenti e gli atteggiamenti da malintenzionati e da lobbisti) da mandare a casa?

Siamo sicuri che vi è una sola Capua in giro?

Livio ha detto...

Aggiungo al precedente mio intervento come completamento una mia osservazione: in tutti i siti dedicati alla scuola noto che le notizie a proposito di allarme (che poi si avverano) e a difesa della scuola e in generale della posizione di precari e di ruolo intervengono o il m5s oppure piccoli sindacati.
Dove sono tutti gli altri?

Come ho detto prima i deputati in primis del Pd e poi gli altri e le sigle sindacali di grido intervengono solamente in posticipo per sanare le brutte figure dovute alla scoperta delle magagne.

Per questo dico che vi è da pensare e anche da valutare chi andare a votare e anche a sostenere: se dobbiamo ragionare ancora per ideologia o per dimostrazione con i fatti di buona fede.

Ai posteri l'ardua sentenza!

V.P. ha detto...

" intervengono o il m5s oppure piccoli sindacati. Dove sono tutti gli altri?"

a dx hanno avuto gelmini e meno 8 mld, la sx (alleata ora con dx e sc) dicono si non avere soldi (in parte è vero, ma in parte non li vogliono trovare). i sindacatoni sono a rimorchio dei partiti.
la ministra attuale non è all'altezza, né in questi mesi è stata capace di conoscere la situazione, individuare i problemi più gravi e risolverne alcuni, ha solo parlato, promesso....

in quanto a promesse elettorali sono stati sempre prodighi tutti.

ovviamente guardiamo, teniamo presente anche m5s, almeno alcuni di noi sono simpatizzanti.

Anonimo ha detto...

come si spiega che gran parte dei docenti voti pd e sia iscritta ai confederali? masochisti o ingenui a non rendersi conto che vota per i propri nemici.

V.P. ha detto...

in questi ultimi anni, si è passati dal “dare sempre meno” al “togliere” e magari restituire qualcosina facendo anche la figura di regalarci qualcosa

C'ERA UNA VOLTA. SUGLI STIPENDI DEGLI INSEGNANTI.

di Marco Sanna – 19 gennaio 2014

Vorrei dire qualcosa a proposito degli stipendi degli insegnanti (parlo di quelli perché sono un docente, ma molte delle cose che scrivo sono valide, in generale, per tutti gli stipendi). Una volta esistevano: la scala mobile, il contratto collettivo di lavoro e gli scatti d’anzianità biennali (per qualcuno, i più sfortunati, si potrebbe anche dire che “una volta esistevano gli stipendi”).

La scala mobile (detta più propriamente "indennità di contingenza") serviva a recuperare il potere d'acquisto perso dal salario a causa dell'inflazione. Venne abrogata tra il 1984 e il 1992 dai governi di Bettino Craxi e Giuliano Amato, con l'accordo dei sindacati, a causa del circolo vizioso che aveva generato, contribuendo alla continua crescita dell'inflazione.

Il contratto veniva rinnovato con una certa regolarità e, comunque, una volta stabiliti gli aumenti, erano corrisposti anche gli arretrati. In teoria, i contratti collettivi dovrebbero essere qualificati come un contratti di diritto comune che vincolano le parti firmatarie. Ma oggi non è più così, dal decreto Brunetta in poi (a proposito, questa è una “porcata” allo stesso livello del “Porcellum”) i contratti sono diventati “carta straccia” perché, ormai, possono essere tranquillamente, non solo, non rinnovati per anni e anni senza nessuna possibilità di recupero economico, ma anche superati da una legge che abroga o rende inefficaci alcune parti. Mi chiedo: che senso ha contrattare, negoziare, scioperare ecc. per un nuovo contratto che può essere reso assolutamente inesistente?

Gli scatti d’anzianità, sono quegli elementi della retribuzione che maturano periodicamente in funzione dell'anzianità di servizio, negli anni ’90 furono eliminati gli scatti di anzianità biennali e introdotti i “gradoni” settennali con l’obbligo di frequentare 100 ore di corsi di aggiornamento (almeno questi, per fortuna, aboliti).

Insegno dal 1988, fu l’anno dell’ultimo contratto “conveniente” per gli insegnanti. Era il periodo in cui, ancora, si potevano bloccare gli scrutini. Funzionò. Poi arrivarono gli anni ’90, Andreotti ci offrì 200mila lire di aumento. Rifiutammo. Poi in contratto non fu rinnovato, saltammo un tornata contrattuale (Che affare! Accidenti che bravi sindacalisti avevamo!). “Siamo in crisi” dicevano, “dobbiamo entrare in Europa, non ci sono soldi, ma meritereste molto di più”.

Ora, in questi ultimi anni, si è passati dal “dare sempre meno” al “togliere” e magari restituire qualcosina facendo anche la figura di regalarci qualcosa: è incredibile! Le “vertenze” sugli automatismi stipendiali non dovrebbero esistere perché si è già contrattato, si è già firmato, e le parti firmatarie dovrebbero essere vincolate da quanto hanno sottoscritto. O no?

Marco Sanna

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51583&action=view&c

V.P. ha detto...

Massimo Rossi ha detto… 16 gennaio 2014 00:44
V.P. la pensa diversamente

«Un'altra cosa: sarebbe il caso di differenziare i nostri stipendi, eliminando una volta per tutte lo squallido egalitarismo per cui tutti vengono trattati alla stessa maniera, »
E quale sarebbe il soggetto (o i soggetti) che provvede(no) a differenziare? Con quali iter e procedure? Con quali e quante risorse economiche? L’egualitarismo (visto che, secondo me, non ci sono realistiche alternative) non è squallido, non è stato squallido finora. Lo squallore è nei livelli bassi delle retribuzioni, confermati dalle statistiche internazionali, non rimediati ma anzi peggiorati dal blocco degli scatti e della contrattazione.
Sagnalo:“Le bugie politiche sulla storia degli scatti”– Lucio Ficara – 19 gennaio 2014
http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=51596&action=view

«a prescindere dal loro impegno e dalla loro efficacia didattica. Volendo, i metodi di valutazione ci sarebbero;»
Dubito fortemente che si possa valutare davvero e in termini sistematici e operativi l’impegno ed l’efficacia didattica, salvo molto rari casi.

«tanto per cominciare, si potrebbe effettuare una differenziazione tra chi insegna le discipline scritte e più impegnative (italiano, latino, greco, matematica ecc.) e chi insegna, ad esempio, religione o educazione fisica, dove le chiacchiere e la pallavolo sono un po' meno impegnativi rispetto ad una dimostrazione matematica o ad una lezione su Omero o su Virgilio. »
Io proprio non so se ci sono discipline più “pregiate” (e in che senso poi?) di altre o materie di serie A, o B, o C. Non credo che ci sia qualcuno in grado di escogitare e proporre una classifica o una scaletta condivisibile o accettabile da tutti o da molti.

«Quanto allo stipendio, con i chiari di luna che viviamo adesso, non mi pare il caso di lamentarsi tanto: almeno a questo momento, se non altro, abbiamo conservato il nostro posto di lavoro e ciò è molto meglio di chi è cassaintegrato, esodato o disoccupato totale. Ciò non significa che gli stipendi ed i contratti non debbano essere rivisti, »
Conclusione: non c’è limite al peggio!! Dobbiamo essere tutti contenti, o non-scontenti, fino al penultimo? Oppure fino a chi si suicida?! Invece va considerata la condizione retributiva complessiva, di tutti, anche di chi è privilegiato, anzi risulta iper-privilegiato (dirigenti, burocrati, sia del settore privato, che di quello pubblico, scuola compresa) rispetto ad altre realtà nazionali.

«ma personalmente mi offende molto di più la scarsa considerazione sociale di cui siamo fatti oggetto (e le dichiarazioni della Capua lo dimostrano) che non gli aspetti puramente economici del nostro lavoro, certo non soddisfacenti ma neanche peggiori di tanti altri. »
La considerazione sociale dei docenti segue quella della scuola, e non può che essere scarsa in una scuola malandata, prosciugata di risorse, burocratizzata, in cui il personale tutto si lascia maltrattare, non reagisce, non risulta in grado di reagire, è “rappresentato” da organizzazioni divise, incapaci, inette, sostanzialmente colluse con la politica e i partiti, ….
Comunque le dichiarazioni di Ilaria Capua sono state efficacemente contestate e ribattute con robusti documenti, sui quali forse l’on. di Scelta Civica sta meditando.

FR ha detto...

VP

Però io ho proposto un altro modo per differenziare gli stipendi, che credo sia immune dalla critica fondamentale che tu muovi alla differenziazione stipendiale.

Vorrei che tu mi dessi un'opinione su quella, prescindendo dal fatto che c'è chi usa quella proposta in maniera strumentale (la si può far realizzare infatti a qualcuno che NON sta cercando di affossare la classe docente).

V.P. ha detto...

FR ha detto... 17 gennaio 2014 20:48

«Io credo che differenziare gli stipendi si può, ma solo in base alle funzioni, con una struttura modulare. 18 ore di lezione frontale devono essere pagati sempre allo stesso modo; chi poi si assume altri incarichi si vede aggiungere altre tranche sulla base del proprio impegno. E di fatto, con molti progetti, è già così.»

credo sia questa la proposta cui ti riferisci.

l'ipotesi prospettata costituisce un problema diverso: se si fanno davvero altre cose è giusto retribuirle. però chi le fa deve sottrarre tempo all'attività di docente. inoltre e secondo me, spesso questo altri incarichi costituiscono un po' una forzatura, qualcosa di artefatto e fittizio, sottraggono ai docenti qualcosa, anche per poter disegnare uno pseudo-organigramma (con il d.s. a capo) cercando di emulare o scopiazzare le mitizzate aziende. penso - ad esempio - agli inutili coordinatori di dipartimento, senza entrare nei dettagli.

Teo ha detto...

Leggo sul sito di questa deputata il suo cv:
"http://www.ilariacapua.eu/ilaria-capua
Ilaria Capua si è laureata in medicina veterinaria presso l’Università di Perugia, ha ottenuto la specializzazione all’Università di Pisa e ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Padova. Ha dedicato gran parte della sua carriera professionale alla virologia, formandosi su tematiche specifiche in diversi laboratori esteri.
Con le elezioni del 24 e 25 febbraio 2013 è stata eletta alla Camera dei deputati per la lista Scelta Civica - Con Monti per l'Italia, formazione all'interno della quale è responsabile per la Ricerca e la Cultura. È vicepresidente della Commissione Cultura di Montecitorio. Fino a quel momento aveva ricoperto l'incarico di direttore del Dipartimento di Scienze Bimediche Comparate presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Legnaro (Padova), del Laboratorio di Referenza nazionale, OIE e FAO per l’Influenza aviaria e la malattia di Newcastle e del Centro di Collaborazione nazionale ed OIE per le Malattie infettive all’Interfaccia Uomo-Animale. Il suo gruppo di lavoro, composto da oltre 70 persone, è stato e continua ad essere impegnato in progetti di ricerca avanzata sui virus influenzali e le zoonosi con progetti finanziati dalla UE e da altre organizzazioni internazionali. [...]".
Appare evidente che costei è in malafede, perché non posso credere che, avendo frequentato regolarmente scuole e università con buoni (a quanto pare...) risultati, possa poi spregiare così tanto il valore del lavoro dei docenti. Capirei se l'avesse fatto la Gelmini, dal cv risibile, o qualche ignorantone di deputato leghista, ma in questo caso l'attacco disonesto agli insegnanti è troppo palese.
Inoltre codesta Ilaria Capua concepisce gli insegnanti in un'ottica puramente impiegatizia (anzi peggio, perché gli impiegati di banca, ad esempio, hanno il sabato libero, che costei vorrebbe negarci), il cui rendimento dovrebbe essere proporzionale al mero numero di ore lavorate. E si guarda bene dal sottolineare la dimensione intellettuale e non impiegatizia del docente. In realtà, a mio modesto parere le 18 ore dell'insegnante italiano sono perfino troppe, essendo di 60 minuti (in Germania sono 22 ore di 45 minuti ciascuna, ad es.). Ma a queste vanno aggiunti i tempi per le correzioni dei compiti, la preparazione delle lezioni, lo studio individuale e le ore di aggiornamento, le riunioni collegiali, ecc. In realtà l'insegnante dovrebbe essere considerato più un intellettuale simile a un professore universitario che un impiegato (infatti molti insegnanti italiani hanno il dottorato, cosa che in USA e in Germania non si verifica, perché in questi paesi la carriera accademica è irrimediabilmente separata da quella scolastica, con grave settorializzazione della seconda). Se facciamo poi un paragone tra la scuola secondaria italiana e quelle straniere, mi si dica dove, al costo delle sole tasse statali di iscrizione, si possono studiare latino, greco, storia della filosofia, storia dell'arte e le lingue straniere come nella scuola italiana (greco e storia della filosofia ormai li abbiamo solo noi in Europa e nel mondo, come materie obbligatorie).
Leggo poi che costei, nonostante il buon curriculum di ricercatrice nel campo della veterinaria, ma poi parla un pessimo italiano: ascoltando l'audio dell'intervista l'ho colta mentre usa il famigerato "piuttosto che" in senso disgiuntivo, una delle abitudini linguistiche più erronee diffusesi negli ultimi anni a partire dai salotti snob milanesi. Già questo getta ombre sulla sua credibilità.

Teo ha detto...

Infine, dopo le incredibili dichiarazioni di costei, per cui saremmo pagati anche troppo e dovremmo lavorare di più, mi aspetterei quanto meno misure finalizzate a evitare la crescita dei prezzi e dell'inflazione. Intanto, per fare un esempio banalissimo, il Corriere della sera costava 1 euro tre anni fa. Dal 2 gennaio costa 1,40 euro. Ma i nostri stipendi non sono stati adeguati per NULLA.
Per questo, pur apprezzando gli interventi del collega Massimo Rossi con cui concordo su molti punti, non sono d'accordo sulla sua osservazione per cui "quanto allo stipendio, con i chiari di luna che viviamo adesso, non mi pare il caso di lamentarsi tanto": in realtà ormai i nostri stipendi sono del livello del reddito minimo garantito in altri paesi europei, e se rimangono fermi ci impediranno anche di acquistare i libri o altro materiale per aggiornarci e studiare. I vecchi governi democristiani al limite ci concedevano aumenti irrisori e scatti biennali esigui, ma non si sarebbero mai sognati di bloccare scatti e contratti o di prelevare 150 euro dai nostri limitati emolumenti.
Va anche detto che l'ossessione del gruppo di Firenze per la sanzione del demerito anziché per gli incentivi al merito non contribuirebbe molto, a mio modesto parere, a migliorare né le nostre condizioni economiche, né la nostra considerazione sociale. Anche perché poi non chiariscono mai come e chi dovrebbe concretamente sanzionare codesto demerito. E, mi si corregga se sbaglio, non ho mai letto righe da parte dei membri del Gruppo di Firenze dedicate a esaminare nel dettaglio i diversi metodi di formazione, abilitazione e reclutamento dei docenti.
Peraltro, è difficile trovare docenti che siano usciti dalla SSIS o dalle severe selezioni del concorso ordinario e che possano essere giudicati inadeguati. Discorso diverso può riguardare quelli che sono usciti da sanatorie varie e da corsi abilitanti troppo sommari (io stesso ne ho tenuti, anche se il livello era decente). Anche perché spesso ci sono docenti che magari si trovano a disagio con problemi di disciplina ad es. in un istituto professionale e che invece sarebbero più a proprio agio in un liceo. Voi del Gruppo li giudichereste inadeguati?

paniscus ha detto...

inoltre codesta Ilaria Capua concepisce gli insegnanti in un'ottica puramente impiegatizia (anzi peggio, perché gli impiegati di banca, ad esempio, hanno il sabato libero, che costei vorrebbe negarci
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A questo punto credo che la boutade sul "giorno libero" fosse proprio mirata a far credere erroneamente all'opinione pubblica che di giorni liberi ne avessimo DUE, ossia che tutti facessimo la settimana corta e che però avessimo "anche un altro giorno libero oltre al sabato".

L'unica cosa che non mi è chiara è se questo sia ciò che la Capua pensa davvero, perché la sua genuina ignoranza sulla scuola è abissale... o se in realtà lo sa benissimo che non è vero, ma l'ha fatto apposta per farlo credere all'ascoltatore sprovveduto.

L.

V.P. ha detto...

"la sua genuina ignoranza sulla scuola è abissale"

Luciano ha detto...

Dove avrà studiato questa creatura? Che ricordo ha della sua scuola? ce lo dica cara onorevole e ci dica perché il suo stipendio meriti più del nostro? Quale merito l'ha condotta in parlamento? Con lo stipendio che prende non ha provato un po' di vergogna a sputtanare a bischero sciolto una categoria come la nostra? Mi faccia il piacere d'essere più presente in parlamento e la si vergogni delle poche volte che ci va. Alla facciaccia sua e dei suoi troppi giorni liberi. Che dio ce ne liberi dalla pochezza di gentucula come lei che senza merito intasca troppi schei!!!!

paniscus ha detto...

Dopo i veterinari, ecco anche i pubblicitari:


http://www.internazionale.it/opinioni/annamaria-testa/2014/01/21/novantacinque-tesi-sulla-scuola/

Devo ammettere di aver sbottato in maniera abbastanza pesante.

Mi sono rotta, strarotta, ma veramente strafracassata tutto il fracassabile, di dovermi sorbire continuamente giudizi spocchiosi su "come dovrebbe funzionare la scuola" da parte di gente che ha competenze e professionalità completamente estranee alla scuola stessa.

Comincio veramente a trovare vergognoso questo andazzo mediatico, in cui si trova perfettamente normale che spiegare agli insegnanti come dovrebbero fare il loro mestiere spetti agli economisti, ai giornalisti, ai veterinari, ai pubblicitari, agli albergatori, agli attori, alle ballerine, ai preti, agli allenatori di calcio o alle presentatrici televisive, a tutti, TRANNE a chi conosce da vicino la realtà della scuola e ha professionalità ed esperienza specifica in quel campo.

L.

FR ha detto...

Invece io non capisco perché di scuola dovrebbero parlare soltanto gli insegnanti.
Ovvio che alla voce degli insegnanti bisognerebbe riconoscere la competenza e l'esperienza, ma questo non vuol dire che abbiano il monopolio.

Le 95 tesi sono belle. C'è un'ingenuità di fondo, ma non vi vedo nessuno di vergognoso.

V.P. ha detto...

io ho considerato le 95 tesi come un indice neutrale, una collezione di posizioni (alcune o molte superficiali e sbagliate) che ricorrono.

poi, sicuramente ci sono troppi sprovveduti che parlano a sproposito di scuola e pretendono di "spiegare agli insegnanti come dovrebbero fare il loro mestiere".

a volte tra essi primeggiano anche i ministri pro tempore creando così una sinergia perversa!

alla radice c'è una scuola che funziona male e la ricerca sbrigativa, non di rimedi o soluzioni, ma di presunti responsabili e colpevoli nei docenti stessi che ne sono vittime.

paniscus ha detto...

Scusa, a me non sembra "un fondo di ingenuità", quanto piuttosto una deliberata operazione demagogica. Alla fine si ritorna sempre alle stesse cose, ovvero che se lo studente non impara è perché l'insegnante non si sbraccia abbastanza per rendergli tutto bello, accattivante, e soprattutto facile e privo di sforzi.

Oltretutto, viene descritta una scuola grigia, sevrea e autoritaria che nella realtà non esiste più da decenni. Il punto in cui si dice che "in aula si dovrebbero sentire di più le voci dei ragazzi" è veramente patetico... ma veramente non lo sa, che nelle situazioni reali il problema semmai è perfettamente opposto, ovvero che non si riesce a fare lezione perché si sentono SOLO quelle?

E comunque, anche in una classe corretta e gestibile, CHI E' che oggi fa lezione monologando ininterrottamente e non consentendo agli alunni di intervenire? Ma siamo seri...

Ovviamente, come mi aspettavo, nei commenti successivi la discussione è ben presto virata verso la solita *insofferenza per i compiti a casa*, che adesso va per la maggiore.

Ormai si è diffusa l'idea che si debba imparare tutto direttamente in classe e che lo studio individuale sia solo una vessazione inutile e obsoleta che dovrebbe essere abolita del tutto. Salvo poi sostenere che i ragazzi dovrebbero stare più ore a scuola anche di pomeriggio, in maniera da fare i compiti direttamente lì...

L.

V.P. ha detto...

"Alla fine si ritorna sempre alle stesse cose, ovvero che se lo studente non impara è perché l'insegnante non si sbraccia abbastanza per rendergli tutto bello, accattivante, e soprattutto facile e privo di sforzi."

quasi che i prof fossero gommisti e gli studenti passivi pneumatici da portare alla pressione giusta!

V.P. ha detto...

"Ormai si è diffusa l'idea che si debba imparare tutto direttamente in classe e che lo studio individuale sia solo una vessazione inutile e obsoleta che dovrebbe essere abolita del tutto. Salvo poi sostenere che i ragazzi dovrebbero stare più ore a scuola anche di pomeriggio, in maniera da fare i compiti direttamente lì..."

botte piena e moglie ubriaca, con il vino scadente e aspirante acetello.

paniscus ha detto...

Mah, io credo francamente che la motivazione di fondo di questa "crociata contro i compiti a casa", che sta andando di gran moda ultimamente, è la convinzione di fondo che disturbino i comodi dei genitori, e non certo dei ragazzi.

Cioè, prima ci si lamenta che i ragazzini hanno troppi compiti, e poi si caldeggia l'idea che rimangano a scuola per più ore al giorno anche di pomeriggio, in maniera da farli direttamente lì?

Quindi il problema non sta affatto nella paura che i ragazzini si stanchino troppo, ma sta nel fatto che a casa, quando non hanno voglia di farli, spetta ai genitori l'incomodo di controllare e di insistere per farglieli fare. Se tale incomodo se lo accollasse qualcun altro, potrebbero anche stare sui libri fino a notte...

Mah.

V.P. ha detto...

mah! per quanto riguarda l'uscita di carrozza prima di natale, il mio parere è che:

1° - carrozza cercava un po' di visibilità mediatica a buon mercato,

2° - poi la voleva buttare in caciara per distrarre l'opinione pubblica dalle inadempienze sue e governative,

3° - voleva spiazzare e mettere in cattiva luce gli insegnanti, indebolendoli in vista di ulteriori penalizzazioni contrattuali (le 24 ore non sono state accantonate, c'è un ccnl da rinnovare a zero lire o euro), ...

paniscus ha detto...

Io non parlavo tanto dell'esternazione della Carrozza, parlavo soprattutto della *percezione pubblica della questione* che rilevo da diversi anni in ambienti di opinione pubblica, anche abbastanza poco politicizzati, ma numerosi...

Ludovica ha detto...

A difendere gli insegnanti ormai è rimasto il movimento 5stelle e qualcuno del pd. Per qualcuno è duro ammetterlo ma è così. I siti della tecnica della scuola, tutto scuola, orizzonte scuola sono pieni di notizie relative a interpellanze, mozioni, interrogazioni dei 5stelle.

V.P. ha detto...

Il "Piano Omega" forse esiste davvero

Ludovica ha detto... "A difendere gli insegnanti ormai è rimasto il movimento 5stelle...."

Io IPOTIZZO che esista e sia in attuazione, ormai da una ventina d'anni, un "Piano Omega" (il nome è di fantasia), cioè un preciso progetto trasversale tra partiti sia di dx che di sx e che comprende anche i "sindacatoni" (quelli che fanno riferimento ai partiti), piano volto a ridimensionare la scuola tutta.

Perciò in vent'anni il pil destinato alla scuola è stato ridotto dal 5,5% a circa il 4,2% attuale cioè di un quarto!

In vent'anni si è creato il c.d. precariato storico: circa 200.000 insegnanti assunti a settembre o dopo e licenziati a giugno, su ognuno dei quali lo "Stato" RISPARMIA 9.000 euro all'anno!

Intanto l'edilizia scolastica è lasciata andare in malora: edifici non a norma e pericolosi, tanto che qualcuno muore.

Poi è venuta Gelmini al guinzaglio di Tremonti a tagliare col machete anche quello che funzionava. Così abbiamo avuto: classi-pollaio, accorpamenti assurdi di scuola, Invalsi a go-go per mettere in cattiva luce gli insegnanti, ....

Ha proseguito Profumo con concorsone dei 300.000, avance audaci sulle 24 ore, licei amputati di un anno, ....

Ha fatto la sua parte Fornero che ha ritardato l'andata in pensione anche a chi l'aveva a portata di mano. Scatti bloccati e CCNL congelato.

Ora Carrozza con lo slogan VUOTO E MENDACE "l'istruzione riparte" (cioè solo parole) mentre nei fatti prosegue l'azione di Gelmini e Profumo puntando palesemente:

1) all'autofagia contrattuale cioè togliere l'anzianità a tutti e prospettare lo zuccherino della carriera meritocratica a pochi, con - al solito - una 1ª fase certa e subito e una 2ª fase futura. incerta e magari da ricontrattare;

2) ai c.d. licei brevi di 4 anni ("risparmio" 3 mld di euro) sperimentati frettolosamente e graziosamente nel privato (con successo della sperimentazione sicuro al 100%) presentati come ineluttabile allineamento all'Europa e diploma a 18 anni, mentre i problemi veri (precari, edilizia, dispersione, ....) si incancreniscono.

Intanto i "sindacatoni" guardano altrove....

Vincenzo Rossi ha detto...

TUTTA L' ITALIA (DA 21 ANNI CIRCA)
è ridotta ad un " Open Day Mediatico ";

il " Reality Globale " (e la REALTA' effettuale)...
... -vengono FATTE- Coincidere ...

Perchè MAI la Scuola
dovrebbe esserne INDENNE ?

La Scuola è IL CERVELLO di ogni STATO;
quando NON viene Nutrito,
il Cervello si Atrofizza.

Quando ALTRI Organi
(dell' Organismo STATO)
vengono FATTI Ammalare...
...l' intero Organismo ne soffre...

ERGO ANCHE IL CERVELLO !!!

ANZI:
i Cervelli NON Ammalatisi (in Simil Contesti)...
...vengono Inquisiti, Perseguiti,
DICHIARATI ... DIS-adattati !!!