venerdì 12 settembre 2014

LA SCUOLA RIAPRE CON LE INCOGNITE DELLA RIFORMA

(Da “La Repubblica Firenze” di oggi)
Una volta tanto la riapertura delle scuole non è giornalisticamente dominata dal caro libri e dal peso degli zainetti. Si parla molto, invece, della “Buona Scuola”, cioè dell’ambizioso progetto illustrato da Renzi. Difficile dire quanto questo inciderà sull’andamento dell’anno scolastico. Di certo se ne discuterà molto. È probabile un’impennata del numero di assemblee sindacali, soprattutto sul nodo delle retribuzioni. E già qualche minoranza studentesca annuncia una dura quanto disinformata protesta contro la presunta privatizzazione della scuola, per via dei possibili finanziamenti da parte delle aziende. C’è comunque l’intenzione di tenere “la più grande consultazione – trasparente, pubblica, diffusa, on line e offline – che l’Italia abbia mai conosciuto finora”. Il governo non vuole cioè calare la riforma dall’alto, ma fare di tutto per raccogliere suggerimenti. Sarà una cosa seria e non una baraonda democraticistica a due condizioni. La prima è che ciascuna categoria interessata si pronunci su ciò che è di sua competenza. È fuori luogo, ad esempio, chiedere agli studenti quello che vogliono studiare, come ha detto il Presidente del Consiglio. La seconda è che non si risolva solo in riunioni, forum, invii di mail, con la pratica difficoltà di tenere conto di decine di migliaia di pareri, ma sia integrata da un’indagine più strutturata con domande precise, come i questionari che furono proposti ai cittadini sulle riforme istituzionali.
Molta la carne al fuoco. Con la maxi-assunzione di precari si spera di eliminare il precariato, ma è indispensabile che l’anno di prova sia una cosa seria e non una pura formalità come quasi sempre succede. Riconoscere il merito è fondamentale, ma è inaccettabile farlo con aumenti stipendiali periodici riservati solo a due docenti su tre in ogni scuola, a prescindere dal numero effettivo dei meritevoli. Positiva invece l’attenzione al rapporto tra scuola e lavoro, anche se le proposte sono più che altro un primo passo. Giustissimo il rilievo dato all’aggiornamento tra “pari”, cioè allo scambio sistematico di idee ed esperienze tra insegnanti. Assenti invece due temi fondamentali: il problema di come intervenire sui docenti inadeguati e la necessità di una scuola più esigente sul comportamento degli allievi. Afferma l’Ocse: “La disciplina della classe sembra avere grande influenza sul livello degli apprendimenti”.
Giorgio Ragazzini

27 commenti:

V.P. ha detto...

Afferma l’Ocse: “La disciplina della classe sembra avere grande influenza sul livello degli apprendimenti”.

Ovvero la scoperta dell'acqua tiepida!

Prossime scoperte: l'aula confortevole e non troppo affollata, le attrezzature, i laboratori, le palestre e le biblioteche, i corsi e le attività di reuperto, ....

V.P. ha detto...

"Assenti invece due temi fondamentali: il problema di come intervenire sui docenti inadeguati e la necessità di una scuola più esigente sul comportamento degli allievi."

Abbia pazienza G.R., ma questa è una FISSAZIONE di questo gruppo: le scuole trasformate in caserme, riformatori, carceri minorili e BASTA e poi tutto funziona?

Certo, ci vogliono docenti adeguati e comportamenti corretti, ma sono situazioni che riguardano il 2% delle categorie docenti e allievi. Pensiamo al restante 98% (o 80% nel peggiore dei casi)!

Anna ha detto...

Ma quanti danni fanno? Ha ragione V.P sul fatto che ci siano altri problemi. Ma l'insegnante non è mica un laboratorio o una palestra o una biblioteca. E' un sacerdote senza il quale la messa non vale e nessun altro la può cantare. Può mancare anche la chiesetta ma il prete no.

V.P. ha detto...

"Può mancare anche la chiesetta ma il prete no."

condivido. lo stesso concetto di Malala.

http://www.orizzontescuola.it/news/dal-maestro-edenico-malala-al-maestro-dannato-invalsi

Papik.f ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Papik.f ha detto...

OT, ma interessante:
http://www.lsblog.it/index.php/interni/3181-la-malalingua-132

V.P. ha detto...

non è affatto OT.

V.P. ha detto...

Per ogni ‘tutela’ si aprono opportunità di lavoro per aspiranti burocrati, per rappresentanti sindacali, per assistenti spirituali.

LA MALALINGUA 132

di Dino Cofrancesco - Venerdì, 12 Settembre 2014

Un tempo un professore di liceo, dopo le quattro ore d’insegnamento del mattino, tornava a casa e, dopo il pranzo, si concedeva la meritata siesta. Al risveglio e fino all’ora di cena altre tre/quattro ore venivano dedicate allo studio e alla preparazione delle lezioni.

Qualche volta, prima del letto, faceva lo straordinario per correggere i compiti in classe.

Oggi tutto è cambiato: la proliferazione dei diritti (degli alunni, delle famiglie, dei comuni etc.) ha creato funzioni e uffici nuovi, facendo aleggiare sulle scuole flotte aeree di circolari, di disposizioni MPI, di leggi che non consentono ai docenti neppure l’ora d’aria per leggere i quotidiani.

Per ogni ‘tutela’ si aprono opportunità di lavoro per aspiranti burocrati, per rappresentanti sindacali, per assistenti spirituali. I ‘diritti’, nati per proteggere gli individui, stanno diventando fonte di nuove oppressioni amministrative, di nuove vessazioni psicologiche, di inaspettate retrocessioni alla condizione di suddito.

http://www.lsblog.it/index.php/interni/3181-la-malalingua-132

V.P. ha detto...

non si capisce se anche il piano di assunzioni dovrà passare attraverso dibattiti e confronti o se invece lo si dà per scontato.

UN ANNO DI CONSULTAZIONI? FORSE RENZI DOVREBBE SPIEGARSI MEGLIO

di Reginaldo Palermo - Sabato, 13 Settembre 2014

Un anno di consultazioni significa che il Parlamento potrà iniziare a lavorare nell'autunno del 2015. La legge di riforma potrebbe essere quindi approvata nell'autunno del 2016 per entrare in vigore con l'anno scolastico 2017/18

L’idea che la “consultazione” sulla riforma della scuola venga fatta “casa per casa” e scuola per scuola e che duri un anno almeno può essere buona o pessima a seconda dei punti di vista.
Certamente un anno di dibattiti, incontri, consultazioni e così via potrà servire a creare il consenso necessario e a trovare soluzioni condivise sui punti più controversi e complessi.
Ma se si guarda la questione sotto un altro aspetto, c’è da essere preoccupati, se non addirittura sgomenti: Renzi vuol forse dire che per un anno non si assumeranno decisioni e si continuerà a discutere e a dibattere?
Se è così, va detto fin da ora che non ci siamo proprio: la scuola italiana non può aspettare ancora, i problemi sono gravi e complicati e necessitano di soluzioni immediate, urgenti e decisive.
Il problema dell’organico funzionale può essere ancora rimandato?
E fino a quando bisognerà attendere perché si assuma qualche decisione sul tema del rapporto fra scuola e mondo del lavoro?
La formazione e l’aggiornamento dei docenti possono essere lasciati ancora per molto tempo alla buona volontà e alla libera iniziativa dei singoli?
Ma quello che più allarma nelle parole di Renzi è il fatto che non si capisce se anche il piano di assunzioni dovrà passare attraverso dibattiti e confronti o se invece lo si dà per scontato.
Facciamo poi due conti: se per discutere il Piano ci vuole in anno, è evidente che solo nell’autunno del 2015 potremo avere una proposta di riforma definitiva e condivisa da portare in Parlamento. E siccome i tempi tecnici li conosciamo bene, questo vuol dire che la proposta potrebbe diventare legge dello Stato solo nell’autunno del 2016 e quindi entrare in vigore a partire dall’anno scolastico 2017/2018. Intanto , per i prossimi 3 anni nella scuola si continuerà a navigare a vista, con risorse sempre più scarse e in un clima di incertezza sempre maggiore.
E allora, non sarebbe forse male se Renzi spiegasse un po’ meglio che cosa vuole dire davvero.
http://www.tecnicadellascuola.it/item/6082-un-anno-di-consultazioni-forse-renzi-dovrebbe-spiegarsi-meglio.html

GR ha detto...

Veramente, a quanto dice "La Buona Scuola", la consultazione sarà dal 15 settembre al 15 novembre (cioè da domani)

Papik.f ha detto...

In effetti il testo del prof. Cofrancesco si presta a qualche considerazione aggiuntiva.
Le tre o quattro ore quotidiane che un professore poteva un tempo dedicare allo studio e alla preparazione delle lezioni potevano anche comprendere altre attività di aggiornamento culturale: visitare una mostra, andare a teatro o al cinema, leggere libri anche non strettamente inerenti la propria disciplina.
Ciò perché si riteneva - con un atteggiamento che alcuni definirebbero con ribrezzo "gentiliano" - che il miglioramento culturale di un insegnante avrebbe finito per riflettersi positivamente sui suoi studenti.
La ripugnante proposta del Governo Renzi, all'opposto, intende valutare, ai fini della raccolta punti-qualità, esclusivamente le funzioni svolte quali "aspiranti burocrati, rappresentanti sindacali, assistenti spirituali", e null'altro.
Ciò perché detto Governo - analogamente a quanti lo hanno preceduto dai tempi del Governo Berlusconi I a oggi - considera evidentemente l'insegnamento coma una "somministrazione" di nozioni decise dall'altro e un'attività addestrativa rispetto alla quale ogni approfondimento personale del docente è inutile, anzi dannoso.
Questo in aggiunta all'infame principio di non valutare l'attività degli insegnanti, ad esempio, rispetto a un livello comune, o a un differenziale tra il livello degli alunni in entrata e quello in uscita (comunque lo si intenda poi valutare, questo è un altro discorso), bensì di porre gli insegnanti della stessa scuola in concorrenza diretta tra loro per un tozzo di pane.
Il che non mancherà di avere effetti deleteri sulle nostre scuole,

V.P. ha detto...

FRA GALDINO-RENZI: PER LA RIFORMA DELLA SCUOLA ANDREMO CASA PER CASA

di Pasquale Almirante - Sabato, 13 Settembre 2014

“Discuteremo con loro della riforma per un anno”. Lo dice a Bari dal palco della Fiera del Levante. E se lo dice per davvero è una buona notizia.

"Esigo da me stesso quello che ho sempre detto: la riforma della scuola non si fa sulla testa degli insegnanti, ignorandoli, né sulla testa dei genitori", ha spiegato, sottolineando come la riforma sarà "discussa per un anno" perché, “andremo per un anno casa per casa, scuola per scuola".

E pure porta a porta, viene da dire. E se così sarà, bisogna solo attendere l’evento; questo singolare pellegrinaggio, casa per casa e scuola per scuola, come il buon frate Galdino dei Promessi sposi, che bussava casa per casa questuando noci. Renzi e il suo staff questueranno pareri: glieli daremo, come stiamo già incominciando a fare col nostro sondaggio.

http://www.tecnicadellascuola.it/item/6080-fra-galdino-renzi-per-la-riforma-della-scuola-andremo-casa-per-casa.html

Papik.f ha detto...

Continuo, comunque, a essere d'accordo con la filosofia di fondo e con la quasi totalità delle proposte contenute nel "Dossier: la nostra "Buona Scuola" in 13 priorità" del GdF.
Con particolare entusiasmo su alcuni punti: l'articolazione della carriera dei docenti, ben diversa dalla squallida "raccolta-punti" del progetto governativo; i corsi triennali di arte applicata negli Istituti d'Arte, tra l'altro un modo per sfruttare maggiormente gli investimenti che si rendono necessari per l'agibilità del patrimonio edilizio scolastico; l'organizzazione "per livelli".
Sono disponibile, come ho già detto in passato, a partecipare a iniziative per diffonderlo e sostenerlo, ancor più in questo momento in cui sembrano prevalere intenzioni ben diverse e decisamente criticabili.

Papik.f ha detto...

Oggi il Ministro Giannini ha dichiarato di voler tornare all'Esame di Stato con soli commissari interni. Il motivo è ovvio: questi possono non essere retribuiti, l'indennità per gli esterni costa.
Il problema è che nessuno ha il coraggio di dichiarare: una scuola pubblica di qualità è un lusso che l'Italia non si può più permettere, per cui è necessario rinunciarvi. Il che sarebbe triste, ma almeno onesto.
Per cui i tagli vengono spacciati per "buona scuola" e "ritornare a investire sulla formazione".

Enrico D. ha detto...

Ma la Buona Scuola
non sarà una sòla?

Elvira ha detto...

Per V.P
Non è una fissazione del gruppo. Dovrebbe invece essere una fissazione di tutti.
In diverse zone d'Italia i "disruptive behaviours" riguardano almeno il 30% degli allievi(scuole del Sud devastate dagli stessi allievi, nel silenzio generale).
A confronto con tutte le altre scuole europee (dove il problema del comportamento è preso sul serio) "gli istituti italiani si contraddistinguono per un alto livello di rumorosità e uno scarso rispetto delle norme elementari di comportamento", e "il problema del comportamento di disturbo è rimasto una sorta di zona opaca all'interno di una sbrigativa equazione che alla fine colpevolizza l'insegnante: se il ragazzo non si comporta bene - si tende a pensare - vuol dire che è l'insegnante che non riesce a interessarlo o a farsi rispettare"(suona familiare?) (A.Calvani, Come fare una lezione efficace).
La teoria-pratica per il trattamento del bullismo (frutto di una sorta di evangelismo di sinistra, in parte in mala fede, in parte ignorante) si può riassumere con i mantra d'ordine : "il bullo è più vittima delle sue vittime" - effetti devastanti - o "il bullo in fondo è un insicuro" - peccato che recenti studi di psicologi seri abbiano smentito questa sorta di melassa - in fondo indifferente alla psiche delle vittime. (suona familiare? Analogamente a tante altre narrazioni di sinistra applicate alla Camorra e alla Mafia?).

paniscus ha detto...

papik: Oggi il Ministro Giannini ha dichiarato di voler tornare all'Esame di Stato con soli commissari interni. Il motivo è ovvio: questi possono non essere retribuiti, l'indennità per gli esterni costa.
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La cosa più raccapricciante è che il ministro sembri non sapere, o fa finta di non sapere, che alla stessa "soluzione" si era GIA' provato a ricorrere pochi anni fa... e che nel giro di altri pochi anni, ma pochi, veramente pochissimi, era stata GIA' ritirata e abolita di nuovo, per il semplice motivo che ci si era resi conto platealmente di quanto l'esame fosse diventato una farsa indegna.

Ossia, banalmente, ci si era resi conto che quella soluzione NON funzionava e che aveva peggiorato la situazione invece di migliorarla.

E adesso vengono a riproporcela di nuovo, dopo meno di cinque anni, come se fosse un'innovazione originale, contando sul fatto che la nostra memoria sia così corta che nessuno se lo ricordi?

Questo, da solo, dovrebbe bastare a dare una misura della profonda malafede del ministro in carica, e di chi l'ha messa in quel ruolo... però èpassa praticamente inosservato come se fosse una cosa normale?

L.

V.P. ha detto...

Papik.f ha detto... "Oggi il Ministro Giannini ha dichiarato di voler tornare all'Esame di Stato con soli commissari interni. Il motivo è ovvio: questi possono non essere retribuiti, l'indennità per gli esterni costa."

condivido: gli esami con i fichi secchi.

altra ipotesi. forse c'è un braccio di ferro tra giannini e renzi. anche le incaute anticipazioni di reggi (36 ore, ecc.) farebbero parte di questa lotta. renzi ha scippato a giannini il pacco scuola mettendoci la sua faccia e ricevendo contestazioni. giannini contrattacca con mossa demagogica graditissima a maturandi e padoan.

V.P. ha detto...

Elvira ha detto... "Per V.P Non è una fissazione del gruppo. Dovrebbe invece essere una fissazione di tutti."

mi sembra che ci sia una contraddizione: è o non è, è cosa buona o no?

(mi riprometto una risposta più esaustiva).

V.P. ha detto...

segnalo (per quello che vale):

Complessivamente, la riforma della scuola ne esce maluccio: i giudizi negativi ammontano al 72,4% del totale, mentre i pareri positivi si fermano al 13,9%. Per il 26,2% dei post la riforma è iniqua, perché premia alcuni penalizzando ingiustamente altri; per il 17,2% è contraddittoria, perché fatica a mandare in pensione alcune categorie di insegnanti mentre annuncia massicce stabilizzazioni di docenti precari; per il 14,7% sposa la logica - ritenuta inopportuna - del "lavorare tutti per guadagnare meno" ("Blocco stipendi statali ma assunzione dei precari scuola: La sinistra di Renzi (presunta) passa al "lavorare tutti, guadagnare meno").

http://www.repubblica.it/economia/2014/09/15/news/la_buona_scuola_di_renzi_una_guerra_tra_generazioni_che_piace_poco_alla_rete-95782785/

V.P. ha detto...

INIZIO DANNO

Mezzo governo piomba tra i banchi di scuola per propagandare la sua riforma. Una consultazione lunga due mesi sulla svolta «americana»: super autonomia e apertura agli sponsor, presidi manager, più professori ma sottopagati, programmi à la carte. Sindacati e studenti sul piede di guerra.

http://ilmanifesto.info/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/15/20140916nazionale2.pdf

http://ilmanifesto.info/ministri-sui-banchi-spot-a-larghe-intese/

http://ilmanifesto.info/insegnanti-sindacati-uniti-contro-il-blocco-del-contratto/

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=3045VK&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=304428&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=3045SB&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

V.P. ha detto...

Enrico D. ha detto... "Ma la Buona Scuola non sarà una sòla?" 15 settembre 2014 10:52

ne sono convinto.

1) renzi l'ha astutamente chiamata riforma non-riforma: opterà per l'una o l'altra dizione secondo convenienze;

2) la consultazione 15.9-15.11 sarà sicuro successo in quanto gestita dallo stesso governo e scavalcherà - in un certo senso - il parlamento;

3) non c'è indicazione di tempi e garanzie, perciò il governo (se tutto fila) comincerà a tagliare per POI eventualmente investire o restituire qualcosa ad alcuni;

4) non ci sono indicazioni riguardo a classi affollate, riduzione dispersione e bocciature, insomma il risultato finale della scuola stessa.

V.P. ha detto...

La “Buona Scuola” di Renzi: bischerata per grulli

Anonimo ha detto...

INOLTRO DA GENOVA
Cari amici e conoscenti
Mi permetto di scrivervi per richiamare la vostra attenzione sulla questione della chiusura delle scuole superiori il sabato, imposta dal Commissario straordinario della Provincia di Genova,con la delibera 77 del 18/6/2014.
Non sono ideologicamente contraria, ma ritengo ingiusto che questa ci venga imposta senza tenere conto della specificità di ogni istituzione scolastica.
La motivazione addotta dalla delibera del commissario straordinario della Provincia di Genova, come è noto, è quella di risparmiare sul costo del riscaldamento che quantifica in 350.000 euro l'anno per tutte le scuole secondarie di secondo grado. Questo dunque è quello che vale la scuola superiore per i nostri amministratori, meno di un appartamento di media dimensione in centro città.
Per risparmiare questa cifra si accetta che migliaia di studenti adolescenti si sottopongano a 6/7 ore di lezioni frontali ogni giorno, in scuole che sono sprovviste di strutture per garantire la mensa e una permanenza che non sia semplicemente quella di stare in un banco ad ascoltare una lezione.
Il pasto principale scompare, sostituito da molte "merende", con buona pace dell'educazione alimentare. La possibilità di fare sport o comunque sviluppare le proprie potenzialità fuori dal campo scolastico sono ridotte ai minimi termini, perchè dopo una giornata di 6/7 ore uno studente dovrà prepararsi per quella successiva, altrettanto pesante. Sarà difficile la frequentazione di corsi extracurricolari di arricchimento dell'offerta formativa ed inimmaginabile che uno studente in difficoltà, dopo 7 ore di lezione, possa frequentare uno sportello o un corso di recupero.
La nostra scuola cambierà faccia, in ogni caso non onorerà quel patto che abbiamo stipulato con lei al momento dell'iscrizione dei nostri figli.

Insieme ad altri genitori del Coordinamento Genitori Democratici (CoGeDe Liguria, ho a lungo sperato e lavorato perchè fossero i dirigenti scolastici e i nostri amministratori a risolvere rispettivamente la questione degli orari e dei costi, ma nessuno ha voluto mettere al centro delle proprie scelte il diritto a studiare serenamente e lo sviluppo armonico dei ragazzi, che nell'età della scuola superiore, hanno bisogno di tempi distesi per alternare allo studio, il riposo, lo sport e lo svago. Questa delibera li trasforma in lavoratori, senza tenere in considerazione l'aspetto evolutivo legato alla loro giovane età, che va nutrito di stimoli diversi.

Alla fine ho capito che, se non avessimo fatto qualcosa, i nostri amministratori avrebbero rovinato la scuola dei nostri figli con buona pace di chi la gestisce.
Per questo, con i miei compagni del CoGeDe, abbiamo deciso di presentare un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la delibera 77 del 18/06/2014 del Commissario Straordinario della Provincia di Genova. Questa operazione ha un costo molto rilevante che l'avvocato Robotti, a cui ci siamo rivolti, ha stimato in 4000 €.
I ricorrenti, la sottoscritta, Nicoletta Pavia e Paolo Fasce, stanno cercando di raccogliere i fondi necessari per sostenere le spese legali.
Chi volesse contribuire può fare un versamento a partire dalla cifra minima di 10€ collegandosi al link

http://scuoleapertealsabato.blogspot.it/


dove troverà tutte le informazioni utili. La raccolta si chiuderà domenica 21 alle 12. Se per quella data non avremo la cifra necessaria, dovremo rinunciare e vi restituiremo quanto versato

Vi prego di diffondere questa mail a tutti i vostri contatti

Una buona scuola cresce buoni cittadini. Non facciamocela scippare

Emanuela Massa

pupipupi ha detto...

Già sei ore alle medie inferiori mi sembrano sadismo puro. Ma nessuno dei nostri politici ha dei figli? Com'è possibile che una sola persona abbia il potere di chiudere le scuole al sabato?

Papik.f ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
V.P. ha detto...

pupipupi ha detto... "Già sei ore alle medie inferiori mi sembrano sadismo puro. Ma nessuno dei nostri politici ha dei figli? Com'è possibile che una sola persona abbia il potere di chiudere le scuole al sabato?" 19 SETTEMBRE 2014 17:12

non conosco la normativa, ma potrebbe essere che una sola persona abbia questo potere.

però per aggravare l'orario fino a 6/7 ore giornaliere ci deve essere l'approvazione (estorta?) della scuola, del collegio e del preside.

credo si possa disobbedire e opporsi a ordini criminosi e assudi.