lunedì 8 settembre 2014

UNA BUONA SCUOLA? Capitolo 1: Le assunzioni

Molti dei progetti governativi illustrati nel dossier “La buona scuola” riguardano gli insegnanti. L’operazione più vistosa è senz’altro la contemporanea assunzione in pianta stabile dei 148.000 che nel settembre 2015 dovrebbero risultare inseriti nelle graduatorie a esaurimento. Di questi, secondo il testo, circa 25.000 sono vincitori o dichiarati idonei nel concorso del 2012. Tutti gli altri sono colleghi che hanno lavorato, anche per molti anni, come supplenti. La decisione è stata accolta da molti comprensibili consensi, ma anche da forti riserve. Tra gli altri, Giovanni Belardelli sul “Corriere della Sera” dice: “ Il ministro avrebbe avuto il compito di spiegare in che senso l’assunzione in massa di precari (a scapito, evidentemente, di altri, più giovani, aspiranti insegnanti) corrisponderebbe a quel principio del merito che si vorrebbe fosse un caposaldo della grande riforma”. Certo che, di fronte alla situazione creatasi nel tempo, è difficile per il governo non comportarsi un po’ come un curatore fallimentare, che, lungi dal poter far tornare le cose allo status quo ante, può soltanto prendere le decisioni meno ingiuste rispetto ai vari interessi in gioco. Ma qualcosa si può e si deve fare almeno per evitare che eventuali docenti inadeguati si aggiungano a quelli che già si trovano negli organici (per lo più indisturbati). Lo strumento ci sarebbe, ed è l’anno di prova a cui i nuovi assunti si devono sottoporre e che si conclude con una relazione e un colloquio del candidato di fronte a una commissione di valutazione formata dal dirigente e da due colleghi eletti dal Collegio docenti. Nella grande maggioranza dei casi, però, conformemente all’italica allergia al rigore e alla responsabilità, la cosa viene trattata come una pura formalità, con la consueta collusione, per omissione di controlli, dell’apparato ministeriale. Nei rari casi in cui l’anno di prova non viene superato, lo si fa ripetere l’anno successivo in un’altra scuola e alla fine anche i peggiori ce la fanno. Di conseguenza, tra tanti sbandierati diritti, gli studenti italiani non hanno mai avuto la certezza di incontrare maestri e professori all’altezza del loro compito. Si può allora chiedere al Ministro Giannini e al Presidente del Consiglio di rottamare anche questa consuetudine e di rendere veramente rigorosa la prova, possibilmente integrando le commissioni con un funzionario degli uffici scolastici provinciali o regionali?

24 commenti:

Anonimo ha detto...

vi rode?

V,P. ha detto...

"L’operazione più vistosa è senz’altro la contemporanea assunzione in pianta stabile dei 148.000 che nel settembre 2015"

nel fascicoletto renziano, accattivante per il titolo e la grafica, ci sono molte promesse e quindi molto futuro: diamoci un appuntamento all'8.9.2015 per fare un consuntivo.

troppa roba e troppe promesse serviranno al governo da anestetico per concretizzare subito o quanto prima quello che effettivamente interessa (ad esempio, il blocco degli scatti), dilazionare i problemi spinosi, proclamare che sta operando nonostante.

al più di anno di prova più rigido se ne parlerà nel 2016 o 2017 e potrebbe risultare paradossale la presenza nelle commissioni di valutazione di docenti confermati con l'anno di prova precedente!

V.P. ha detto...

l’insegnante dovrà entrare al mattino a scuola, non soltanto per insegnare, educare, istruire, collaborando serenamente con i colleghi unicamente per l’ottenimento delle finalità formative degli alunni, ma, proprio in concorrenza con gli stessi suoi colleghi, dovrà principalmente operare per compiacere, in primo luogo i Dirigenti Scolastici e poi i supervisori mentor, chiamati a dissertare e giudicare sul “merito” di ogni singolo docente, per stabilirne il relativo aumento stipendiale ed il suo livello classificatorio.

da

Insegnanti di Scuola Primaria e Infanzia della provincia di Firenze.

leggi tutto

http://www.orizzontescuola.it/news/piano-scuola-renzi-urge-intervento-sindacale-lettera

Anonimo ha detto...

Ci mancava solo la carica dei 150.000 per dare il colpo di grazia alla scuola.Molti sono sessantenni ai quali dovremo dare presto la pensione e che fanno poco danno poichè equamente distribuiti a turno nelle varie scuole. Condivido la posizione del Gruppo DI Firenze,Tutta questa manovra per accaparrarsi mezzo milione di voti ed aprire la strada alle scuole private.La mia lettrice, alla quale per inciso diversi supplenti non riescono neppure a rispondere coerentemente ha detto:SPECTACULAR.

Papik.f ha detto...

Tutta questa manovra, caro anonimo delle 13.26, per evitare le conseguenze della procedura di infrazione delle normative comunitarie europee, che non consentono a nessuno di trattare i dipendenti a tempo come il nostro MIUR ha trattato i precari per decenni. Quelli che non erano idonei all'insegnamento dovevano esserne allontanati e gli altri assunti, non tenuti in sospeso e richiamati ogni anno.
Se non c'erano posti a tempo indeterminato, non si doveva continuare ad utilizzare il personale a tempo determinato, perché ciò, molto semplicemente, non è lecito secondo le normative vigenti nell'Unione Europea, oltre a essere eticamente riprovevole. E' per questo motivo che si afferma, anche da fonti governative, che il problema va risolto definitivamente, eliminando il ricorso ai supplenti a tempo. Questo principio è giusto e sacrosanto. Ma è l'idea su come possa essere applicato che fa venire i brividi.

E. Vianello ha detto...

Quando sostenni l'anno di prova, come vincitrice di concorso arrivata direttamente dall'universita`, avevo una collega di matematica e fisica membro del comitato di valutazione che minacciava di bocciarmi se avessi continuato a fare esercizi di fisica. Tenni duro e si verifico` quello che probabilmente temeva lei: gli studenti stessi cominciarono a chiedere piu` esercizi di fisica!

Faccio due considerazioni:

1) la valutazione dell'anno di prova sarebbe piu` severa se i docenti da valutare non fossero casi umani con 20 anni di precariato alle spalle; d'altra parte, se a uno si e` consentito di fare danni per 20 anni, non si vede perche' non ne possa fare per altri 20!

2) la valutazione, tanto dell'anno di prova, quanto dei docenti di ruolo, non puo`essere fatta da personale interno: gli incompetenti non sono solo nelle graduatorie ad esaurimento!

Vi immaginate se dopo 20 anni di onorato servizio uno si ritrovasse disoccupato per aver fatto esercizi di fisica?

V.P. ha detto...

a me sembra ipocrita e maramaldo un ministero che sostanzialmente incolpa le sue vittime.

sembra anche illusorio pretendere di recuperare una situazione ampiamente deragliata (ammesso che se ne abbia coscienza e lo si voglia) dall'oggi al domani con espedienti e tatticucce invece che con una strategia e un programma preciso.

Anonimo ha detto...

Concordo sulla rottamazione del metodo di valutazione dell'anno di prova. Ma il rimedio proposto di far intervenire un funzionario dell'USP o USR mi sembra peggiore del male. Sia perchè la qualità di questo personale è da mettere seriamente in dubbio per le numerose dimostrazioni, salvo qualche lodevole eccezione, avute in circa 36 anni di esperienza sia come docente che come preside in varie province(PD,RC,CB,BA). Sia anche per l'influenza che molti sindacalisti e partiti politici esercitano su questo personale spesso in debito di riconscenza per vari e comprensibili motivi. La vera terzietà non può che risiedere in un meccanismo misto in cui si potrebbero pesare e valutare contemporaneamente il giudizio importantissimo dell'utenza espresso in forme anonime da genitori e alunni, salvo per la scuola della prima infanzia, quello di agenzie specializzate con operatori terzi e quello del comitato di valutazione eletto dal collegio e presieduto dal D.S..Tale organo, anche per evitare alcune lamentate inadeguatezze di alcuni componenti, dovrebbe avere competenze allargate al giudizio obbligatorio annuale su tutti i docenti e non solo di quelli in prova. Questo consentirebbe ai collegi docenti di scegliere con oculatezza i colleghi da investire di questa carica che non sarebbe più solo formale come ora, fra quelli più qualificati ed indipendenti nel giudizio, data la delicatezza dell'incarico e la potestà erga omnes di giudizio (non escludendo anche per loro la possibilità di includere la valutazione dell'utenza) da collegarsi agli sviluppi di carriera e agli scatti stipendiali. L'effetto a monte sulla produttività e sull'impegno dei singoli porterebbe sicuramente ad un innalzamento delle prestazioni.
Per ciò che riguarda comunque i docenti in prova, che spesso si trovano confermati per il solo motivo che "tanto l'anno venturo andrà in un'altra scuola" o altre osservazioni pietistiche, senza spesso tener conto dei poveri alunni vittime di un ignorante o di un incapace pedagogicamente, la somma dei giudizi espressi in punteggi dalle tre fonti prima citate (da studiare accuratemente in dettaglio) porterebbe sicuramente ad una individuazione oggettiva di coloro da giudicare non idonei e a cui si darebbe una ulteriore possibilità nel successivo anno in un'altra scuola. Se ancora negativo porterebbe alla risoluzione del rapporto. Tale meccanismo costituirebbe un sicuro strumento di garanzia per la selezione del personale. MP Bari

Papik.f ha detto...

Sono molto d'accordo con MPBari. Valutare negativamente, escludendolo dall'insegnamento, un collega che si è avuto a fianco per un anno, magari conoscendone la situazione familiare, è estremamente difficile dal punto di vita umano, anche avendo un'opinione pessima delle sue capacità professionali.
E' chiaro che l'interesse degli alunni dovrebbe prevalere, ma sul piano della realtà ciò è molto difficile.
E' proprio il principio della valutazione da parte di colleghi della stessa che è sbagliato alla radice. In quale tribunale, per fare un paragone un po' forte, si nominerebbe giurato uno che è stato fianco a fianco con l'imputato per un anno?
Fermo restando, poi, che il giudizio negativo andrebbe espresso al primo anno di servizio, anche precario, giammai al momento del passaggio a tempo indeterminato, magari dopo che ha fatto danni per vent'anni. Per il bene degli studenti, ma anche dell'interessato, che sarebbe ancora in tempo per andare a cercarsi un altro lavoro al quale sia più idoneo.

Giorgio Ragazzini ha detto...

Sono quasi completamente d'accordo con le considerazioni di MP Bari. In effetti io stesso avevo proposto nella mia scuola (in cui peraltro venivano in genere eletti i colleghi considerati più seri e equilibrati) di integrare la valutazione della commissione con quelle anonime dei colleghi del consiglio di classe, degli alunni e dei genitori. La proposta, avanzata in effetti troppo tardi, fu rimandata all'anno successivo e sprofondò nel nulla, com'era frequente in quell'istituto. Io però ci metterei almeno un membro esterno, meglio di tutti un ispettore, anche se un po' tutte le categorie sono infettate dal buonismo. Nel nostro post abbiamo ipotizzato un funzionario come ripiego, in quanto sappiamo che gli ispettori sono quasi inesistenti. E naturalmente ogni proposta viene fatta sempre al netto della possibile asineria o disonestà di chi è coinvolto e sperando che dall'alto venga finalmente un impulso alla serietà e al rigore, finora mai visto. E anche le commissioni esterne possono essere fatte da incompetenti (hanno però il vantaggio di avere minori remore derivate dalla conoscenza personale).

V.P. ha detto...

"Nel nostro post abbiamo ipotizzato un funzionario come ripiego, in quanto sappiamo che gli ispettori sono quasi inesistenti. E naturalmente ogni proposta viene fatta sempre al netto della possibile asineria o disonestà di chi è coinvolto e sperando che dall'alto venga finalmente un impulso alla serietà e al rigore, finora mai visto."

un po' come "qui lo dico e qui lo nego" o "sarebbe bello se fosse vero" o come il ricorso all'esperto.

sono notevoli e maggiori le difficoltà di rimediare a valle quello che è stato alterato a monte.

Giorgio Ragazzini ha detto...

"Un po' come "qui lo dico e qui lo nego" o "sarebbe bello se fosse vero". VP prende per negazione quello che è invece un atteggiamento di dialogo onesto; e il secondo paragone si può applicare a qualsiasi proposta, anche a quelle di VP. Anche la metafora fluviale è sbagliata: rivolgendoci ai governanti e ai legislatori, oltre che agli insegnanti, abbiamo sempre cercato di rimediare "a monte".

V.P. ha detto...

Cerco di spiegarmi meglio:

1) Non dubito dell’atteggiamento di dialogo onesto del GdF;

2) "qui lo dico e qui lo nego" ecc. si riferisce alla possibile asineria o disonestà dell’ipotetico funzionario che magari non ha mai insegnato o non insegna da anni: perciò il rimedio potrebbe essere paragonabile o pari al male da curare;

3) La metafora fluviale non è riferita al GdF ma alla situazione e alle responsabilità politiche: se ministri e governi combinano pasticci alla sorgente, poi è molto più difficile rimediarli in prossimità della foce. Cioè se il percorso laurea, abilitazione, concorso vinto o altro non orienta e filtra a dovere e in più diventa troppo lungo (precariato) per omissioni e scelte politiche, è chiaro che l’anno di prova degrada a sanatoria o formalità con esito obbligato o quasi.

Pippo ha detto...

Non son d'accordo nel sottoporre i docenti inadeguati alla supervisione di funzionari o ispettori dell'usr. Innanzitutto questi ultimi sono pochi. Inoltre gli USR hanno paura dei contenziosi e metterebbero a ruolo anche i mentecatti. Se non superano il periodo di prova( cosa rara come i can gialli perché i Presidi se ne guardano bene dal prendersi le responsabilità) a parer mio dovrebbero sostenere un nuovo esame, se mai se lo fecero prima. Allora le cose cambierebbero, forse. Mai avere certezze, come pensò il coniglio che prima del colpo di grazia fu riempito dalla massaia da un mar di carezze.

NZ ha detto...

Intervenendo nei commenti su un recente articolo (Riforma sospesa e dubbi sul merito), Giorgio Ragazzini evidenziava il fatto che l’Italia è il paese delle impunità: da dipendenti che non svolgono il loro lavoro nella maniera dovuta, a evasori fiscali, a costruttori che hanno devastato alcune zone del nostro magnifico Paese. Sono perfettamente d’accordo con lui, e questo è un tema che affronto costantemente nelle serate tra amici, avendo ormai l’esperienza per poter affermare con una certa sicurezza che l’argomento in oggetto non è un luogo comune.
Questa impunità vale anche in campo educativo. Su queste pagine si è affrontato più volte il problema delle copiature durante gli esami di Stato, richiamando docenti e dirigenti ad una maggiore “severità” nella vigilanza. Questo problema, a mio avviso, è la logica conseguenza di quello che accade sempre più spesso negli istituti superiori negli anni precedenti. Non faccio altro che sentire lamentele di colleghi che insegnano nelle materie storicamente difficili (Matematica, Latino, Fisica, ecc. …) di studenti che sono stati promossi dai vari consigli di classe negli scrutini di accertamento del recupero dei debiti formativi, pur avendo riportato valutazioni infime (quattro, tre, a volte anche due). Ho potuto constatare questo anche nell’esperienza diretta. E questo nonostante il DPR 122/2009 reciti: “sono ammessi alla classe successiva…gli alunni che in sede di scrutinio finale conseguono…, una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina”. La legge è chiara, non lascia adito ad interpretazioni diverse.
A mio avviso docenti che agiscono in questo modo provocano almeno un triplo danno:
•Creano studenti impreparati, che trascinano le lacune che non hanno minimamente recuperato fino al quinto anno, non avendo più quindi le competenze per poter raggiungere una preparazione almeno sufficiente per affrontare l’esame. Semmai avessero voglia di averle. E’ chiaro quindi che questi studenti non possono far altro che cercare al di fuori delle proprie competenze la via per superare l’esame di Stato.
•Creano cittadini non adeguati per una democrazia evoluta. Se non ho fatto nulla e sono stato promosso, l’anno prossimo farò la stessa cosa; fra qualche anno baro all’esame, domani barerò sulla dichiarazione dei redditi o sulla serietà con la quale svolgo il mio lavoro, dopodomani mi costruirò la villa abusiva magari proprio con i soldi che ho sottratto al fisco. Tanto la farò sempre franca.
•Creano frustrazioni negli altri alunni, quelli che interpretano il loro ruolo con la serietà dovuta, che magari hanno sudato e lottato ogni giorno dell’anno scolastico per raggiungere appena quella sufficienza in Greco o in Matematica che ha permesso loro di andare avanti. Se tizio è stato comunque promosso, chi me lo fa fare a lottare tanto?
Senza contare l’inosservanza della norma precedentemente richiamata. Ragionando come cittadino, penserei che dovrebbero essere i dirigenti scolastici, che sono i garanti della legalità, a far sì che questo non accada. Il fatto che questi eventi continuino ad accadere, mi fa pensare che anche i suddetti siano “complici” di quello che, a mio avviso, è un vero e proprio scandalo.
E’ un vero e proprio spreco di risorse, umane e finanziarie. E’ un modo di impiegare i soldi dei cittadini in modo a dir poco sconcertante. Quelle forme di premialità che il governo vuole adottare (oltretutto sono cifre ridicole: ma nessuno lo ha notato?) non solo non risolveranno questi problemi, che minano nelle fondamenta la possibilità del raggiungimento degli obiettivi del sistema istruzione, ma, affidando la discrezionalità della scelta ai dirigenti scolastici, li peggioreranno.
Certo non è così dappertutto, io stesso sono a conoscenza di situazioni diverse, ma è un fenomeno molto diffuso. Come uscirne? Forse è il caso di ricominciare a mandare gli ispettori nelle scuole per controlli anche campionari?

Anonimo ha detto...

Solo nel comparto scuola ci sono precari con molti anni di servizio e al servizio dello Stato. Esiste un altro settore con tanti precari a vità e non per colpa loro? Si, quindi, alla stabilizzazione di quelli che hanno dato tanto ed hanno ricevuto poco. No a quelli che non hanno mai messo piede in una scuola anche se inseriti in graduatoria, molti non si sono mai presentati alle convocazioni per ottenere contratti a T.D.
Si all'organico funzionale, si al merito, anche se le controindicazioni sono tante.
Siete proprio sicuri che quelli che hanno vinto un concorso sono migliori dei colleghi idonei ai precedenti concorsi o comunque abilitati? Perchè tanta ostilità nei confronti degli iscritti in GaE? Faccio fatica a capire.

V.P. ha detto...

“Ho potuto constatare questo anche nell’esperienza diretta. E questo nonostante il DPR 122/2009 reciti: “sono ammessi alla classe successiva…gli alunni che in sede di scrutinio finale conseguono…, una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina”. La legge è chiara, non lascia adito ad interpretazioni diverse.”

La normativa è della Gelmini ed è stata lei stessa subito smentirla con dichiarazioni di .... buon senso.
La questione di fondo è che la serietà delle valutazioni scolastiche ha cominciato a deragliare una ventina di anni fa e da allora si sta avvitando su se stessa: il livello di condono raggiunto in arrivo dagli scrutini a giugno diventa punto di partenza per il successivo a.s.

“Il fatto che questi eventi continuino ad accadere, mi fa pensare che anche i suddetti [presidi] siano “complici” di quello che, a mio avviso, è un vero e proprio scandalo.”

ALTROCHÉ !! sicuramente, ma non vale per tutti i presidi. Alcuni presidi si organizzano per tempo per gestire e determinare gli esiti degli scrutini finali.

“Quelle forme di premialità che il governo vuole adottare (oltretutto sono cifre ridicole: ma nessuno lo ha notato?) non solo non risolveranno questi problemi, che minano nelle fondamenta la possibilità del raggiungimento degli obiettivi del sistema istruzione, ma, affidando la discrezionalità della scelta ai dirigenti scolastici, li peggioreranno.”

Le cifre ridicole sono state segnalate in qualche gruppo facebook. La discrezionalità dei presidi di sicuro aggraverà.

Papik.f ha detto...

La legge è chiara e non lascia adito a interpretazioni diverse, peccato che alcuni TAR non siano stati d'accordo e abbiano dato ragione alle famiglie ricorrenti contro le bocciature con due (o anche tre, se non erro) insufficienze. Se ne è parlato anche su questo blog qualche mese fa.
Sulla carta era chiarissima anche la norma per la quale chi non frequenta almeno il 75% delle ore di lezione non può essere ammesso all'anno successivo, peccato che io abbia notizie certe di una scuola (a Roma) che ha perso il ricorso perché un CdC aveva escluso un alunno dallo scrutinio perché non aveva raggiunto tale percentuale di presenze. E non perché l'alunno in questione avesse presentato documentazione giustificativa particolare, ma semplicemente perché secondo il giudice le assenze non sono di per sé un elemento sufficiente per escludere un alunno.
N.B.: sì, sono certo che ciò sia avvenuto quando il DPR 122/2009 era già vigente. O almeno così mi ha assicurato la persona, degna di fede e direttamente coinvolta, che me lo ha raccontato.
Non dimentichiamo mai che viviamo nella culla del diritto ....

Maria N ha detto...

Nell'ultimo collegio dei docenti sono stata pubblicamente mortificata e offesa dal dirigente della mia scuola,istituito tecnico industriale ,a causa di una sentenza del TAR Puglia alquanto discutibile e in contrasto con gli orientamenti del Consiglio di Stato che ha promosso agli esami di stato un alunno non ammesso dal mio consiglio .Tutto ciò solo perché io insieme a pochi colleghi ci siamo rifiutati di falsificare i voti di ammissione e passarli da quattro a sei così come richiesto.Il TAR non é assolutamente entrato nel merito, non ha in alcun modo censurato il nostro comportamento ha ritenuto che poiché il ricorrente ammesso allEsame in via cautelare aveva passato l'esame é venuta meno la materia del contendere e non ha ritenuto necessaria una legittima ammissione.Fino a quando si abuserá della nostra pazienza?Tale dirigente a che titolo potrá decidere se siamo meritevoli o meno?

pippo ha detto...

dirigenti fa rima con
assenti, renitenti,
scontenti, ex docenti,
impenitenti, appetenti
salvastudenti, evanescenti
ruggenti, attendenti
malcontenti, maggiorenti
apparenti..........

pupipupi ha detto...

Sembra che l'obbligo di istruzione si stia trasformando in obbligo di frequenza. Così anche all'università: buttare fuori gli studenti in fretta e con voti bassissimi per la "produttività". Ma così un paese getta le basi del proprio declino scientifico e culturale ...
Cui prodest? Siamo topi insensati che corrono dietro a un pifferaio pazzo?

Anonimo ha detto...

Basta con le assunzioni dal concorso del 2000 di persone che non si sono mai degnate di fare una supplenza. Non è possibile che dopo 14 anni siano assunti a scapito di chi fa il supplente in tutte le condizioni da più di vent'anni (spesso con abilitazioni già dal concorso 1991 e riabilitati nel 2000 con qualche punticino in meno). Se avessero voluto fare gli insegnanti nel frattempo facevano i supplenti...

V.P. ha detto...

Anonimo ha detto... "Basta con le assunzioni dal concorso del 2000 di persone che non si sono mai degnate di fare una supplenza. Non è possibile che dopo 14 anni siano assunti a scapito di chi fa il supplente in tutte le condizioni da più di vent'anni (spesso con abilitazioni già dal concorso 1991 e riabilitati nel 2000 con qualche punticino in meno). Se avessero voluto fare gli insegnanti nel frattempo facevano i supplenti..."
13 SETTEMBRE 2014 18:30

non sono nella condizione indicata ma non condivido.

se un vincitore del 2000 ha un'occupazione non precaria, perché dovrebbe fare supplenza come precario, sbattuto qua e là, con tutti i disagi e le incertezze?

V.P. ha detto...

La “Buona Scuola” di Renzi: bischerata per grulli