mercoledì 16 aprile 2014
CLASSICI E NON. RIFLESSIONI SUL CANONE LETTERARIO
In un suo recente articolo, Eugenio Scalfari fa
riferimento, parlando dei voltagabbana di professione, al Brindisi di Girella, capolavoro di Giuseppe Giusti; un poeta, come
tanti altri del nostro patrimonio letterario, passato da decenni nel più
completo dimenticatoio. E siccome Giusti è uno dei miei poeti preferiti, non
posso certamente lasciar passare invano, tanto per citare proprio il titolo di
una bella poesia del Giusti, questo “Mementomo”,
a dire il vero del tutto inaspettato. Continua a leggere.
lunedì 31 marzo 2014
TURISMO, LE RESPONSABILITÀ DI UN DECLINO
Sul
“Corriere della Sera” di sabato scorso Gian Antonio Stella dedica un lungo e
ben documentato articolo
alla progressiva e, sembra, inesorabile “frana” del turismo straniero in
Italia, che si verifica contemporaneamente a un vero e proprio boom mondiale
del turismo. Andiamo giù, “nonostante il turismo sia l’industria del futuro”. Continua a leggere.
mercoledì 26 marzo 2014
UN INTERVENTO SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE DURANTE LA "GIORNATA DI ASCOLTO DELLA SCUOLA"
Giorgio Ragazzini è intervenuto a nome della Fondazione “La Prova del Nove” dell’Istituto
alberghiero “Saffi” di Firenze nella
“Giornata di ascolto nel mondo della scuola” promossa dal Partito Democratico e
tenutasi a Roma lo scorso lunedì 10 marzo.
Parlerò di formazione professionale partendo da
un ristorante. Si chiama “La Prova del Nove”, si trova a Firenze ed è stato
inaugurato lo scorso 23 dicembre. Continua a leggere.
lunedì 24 marzo 2014
LETTERA AL MINISTRO: PIÙ FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTRO L’INSUCCESSO SCOLASTICO
“Tuttoscuola” ha pubblicato ieri i dati sulla
cosiddetta “dispersione” scolastica. Nonostante una leggera diminuzione, si
tratta pur sempre di cifre altissime. C’è ancora chi pensa che il fenomeno si
possa sconfiggere proclamando rivoluzioni metodologiche, nello stesso tempo in
cui continua a difendere la licealizzazione di tutti i percorsi, che dell’insuccesso
scolastico è invece una delle cause principali.
Pubblichiamo a questo proposito una
lettera aperta che, a nome del nostro gruppo, Valerio Vagnoli, preside di
un alberghiero fiorentino, ha scritto al
ministro Giannini.
Gentile Ministro,
sono anni che viene
denunciata da più parti la drammatica situazione dell'abbandono dell'obbligo
scolastico da parte di migliaia e migliaia di studenti. Le cifre
pubblicate oggi da Tuttoscuola, anche se delineano un leggero calo nelle percentuali,
confermano tuttavia la drammaticità della situazione italiana. Continua a leggere.
venerdì 21 marzo 2014
CORSI E RICORSI, PURTROPPO STORICI
Una sentenza del Consiglio di Stato
rischia di lasciare oltre 100 istituti scolastici della Toscana senza i
dirigenti che li guidano da quasi due anni, in quanto vincitori di un concorso
ora annullato per irregolarità nella formazione di una delle due commissioni
d'esame. Tutti dovranno sostenere una nuova prova orale e la metà di
loro anche quella scritta. Non entriamo nel merito delle ragioni dei
ricorrenti, ragioni che evidentemente esistono e che dovranno
senz'altro essere soddisfatte. Si discute, invece, sul disastro della nostra
struttura amministrativa e politica che sembra per ora non trovare
a questa situazione una soluzione che non penalizzi gravemente nessuno. In
passato abbiamo assistito a indecorosi concorsi riservati, in cui la selezione
era pressoché inesistente, per sistemare i dirigenti che
avevano ottenuto degli incarichi annuali, ma che non erano riusciti ad entrare
in ruolo attraverso il concorso ordinario. Oggi, invece, si rischia di buttare
fuori dalla scuola decine e decine di persone che vi erano entrate per merito e
per pubblico concorso (binomio insolito dalle nostre parti). Di
sicuro, quindi, bisogna fare il possibile per salvaguardare il posto di coloro
che già se lo sono guadagnato. (VV)
giovedì 20 marzo 2014
GLI INSEGNANTI MALTRATTATI. UN ARTICOLO SUL “CORRIERE DELLA SERA”
Gianna
Fregonara e Orsola Riva firmano oggi un servizio
sui docenti italiani: malpagati, vessati in vario modo da tutti i governi, poco
considerati socialmente, “al momento esclusi dalla spending review” (ma è di
ieri la notizia che le donne sono invece nel mirino di Cottarelli). Due i punti
di particolare interesse. Il primo: “7 insegnanti su dieci dichiarano di
sentirsi in difficoltà nel gestire classi sempre meno disciplinate”. […]
Strano? Per niente. Il problema sta nella formazione iniziale”, perché “i
professori entrano in classe spesso senza una adeguata preparazione specifica
sul fronte pedagogico” (leggasi metodologico-relazionale). Vero, ma non è tutto.
Le autrici sembrano ignorare che troppi genitori non vogliono o non sanno
educare i figli al principio di realtà e ne fanno così degli egocentrici
asociali; che la scuola è ancora pervasa da orientamenti educativi decisi a
fare a meno di regole e di sanzioni; che gli insegnanti capaci di fermezza
educativa devono troppo spesso remare contro corrente; e che i ministri non
hanno mai speso mezza circolare a favore della disciplina e che anzi amano civettare
con gli adolescenti in fase oppositiva.
L’altro
passaggio interessante riguarda gli insegnanti finlandesi, ai quali, dichiara
un consulente del Ministero dell’Educazione di Helsinki, “abbiamo dato più
libertà, più indipendenza e più autonomia e presto ci siamo resi conto che così
le scuole funzionavano meglio”; tutto questo, però, dopo una severa selezione
in entrata. Esattamente la direzione – più preparazione, più libertà – che si dovrebbe
prendere qui da noi, dove invece il Ministero fa il contrario: poco esigente
sulla professionalità, tende poi a imporre procedure burocratiche che esprimono
la massima sfiducia nel corpo docente e lo mettono in balia dei genitori
sindacalisti. Come nel caso del Bisogni Educativi Speciali, per i quali, invece che a comitati e a "piani personalizzati",
bisognerebbe affidarsi alle decisioni “in scienza e coscienza” degli insegnanti,
affiancati, se necessario, da specialisti ben preparati. (GR)
lunedì 17 marzo 2014
I BAMBINI INTOCCABILI DELLA SCUOLA DI LIZZANELLO
“Con la presente si chiede alle SSLL di evitare
qualsiasi forma di "contatto fisico" con gli alunni e le alunne, come
ribadito in varie occasioni a livello generale e/o individuale. In particolare
si ribadisce che non è consentito, per nessun motivo, toccare i ragazzi e le
ragazze, né abbracciandoli/e, né prendendoli/e per mano, né baciandoli/e sulla
guancia. Questo al fine di tutelare la sicurezza di tutti. L'inosservanza di tale disposizione da parte delle SSLL comporterà
l'applicazione di sanzioni disciplinari”.
È stata questa circolare rivolta al personale di un istituto comprensivo della provincia di Lecce, il “De Giorgi” di Lizzanello, l’argomento della rubrica “Melog” di venerdì scorso su Radio 24. Continua a leggere.
È stata questa circolare rivolta al personale di un istituto comprensivo della provincia di Lecce, il “De Giorgi” di Lizzanello, l’argomento della rubrica “Melog” di venerdì scorso su Radio 24. Continua a leggere.
giovedì 13 marzo 2014
APPRENDIMENTO CONTRO INSEGNAMENTO: UNA CARICATURA PERICOLOSA
Nella
“Giornata di ascolto nel mondo della scuola” promossa dal Partito Democratico,
che si è tenuta lunedì scorso a Roma, Luigi Berlinguer ha rilanciato
una parola d’ordine a lui cara, quella del passaggio dalla “scuola dell’insegnamento”
alla “scuola dell’apprendimento”. “Bisogna chiudere definitivamente – ha gridato
– l’era dell’insegnamento trasmissivo”. E al suo appello si sono rifatti,
condividendolo, altri interventi. Continua a leggere.
venerdì 7 marzo 2014
INSEGNANTI E ALLIEVI: LE CONSEGUENZE DELL' AMICIZIA
Nella sua rubrica settimanale sul "Corriere Fiorentino", Antonella Landi racconta perché abbia deciso di "fare la guerra" ai propri allievi, nel loro interesse, per scongiurare una deriva da "quasi amici" risultata perniciosa per l'apprendimento. Leggi.
mercoledì 5 marzo 2014
SCUOLE SICURE SÌ, MA ANCHE DECOROSE E FUNZIONALI
Il "Corriere Fiorentino" pubblica oggi un'intervento di Valerio Vagnoli a partire dall'impegno assunto da Matteo Renzi sull'edilizia scolastica. Leggi.
domenica 23 febbraio 2014
CON LE SUPERIORI A QUATTRO ANNI LA SCUOLA MIGLIORA?
Recuperiamo la stessa domanda che ci siamo posti nel
convegno sui Bes, per proporre un confronto di opinioni tra Paolo Ferratini e
Andrea Ragazzini (ambedue già membri della Cabina di regìa per la riforma dei licei) a proposito della riduzione a quattro
anni del secondo ciclo di studi. I due interventi sono pubblicati su “BODEM, il
magazine dei democratici” (Bo = Bologna); il
primo cautamente favorevole, il secondo
decisamente contrario.
giovedì 20 febbraio 2014
FINESTRE SULL’EDUCAZIONE - 1: I GIUDICI DANNO RAGIONE AL VICINATO, GLI ALUNNI FANNO TROPPO CHIASSO
A questo stesso proposito, una mia amica
mi raccontava che l’appartamento al terzo piano in cui abita, che verso l’interno
dà su una scuola elementare, era molto tranquillo quando lo comprò vent’anni fa.
Da qualche anno il volume della voce dei bambini è via via cresciuto, fino a
costituire un serissimo disturbo. Leggi
l’articolo (GR)
FINESTRE SULL’EDUCAZIONE - 2: LA MAMMA GLI DÀ UNO SCHIAFFO E LUI CHIAMA I CARABINIERI
A riprova che i bambini sono in
grado di approfittare della melassa diffusa a piene mani sui loro diritti, mai
affiancati da qualche dovere. Leggi
l’articolo (GR)
martedì 18 febbraio 2014
RENZI, CI DIA UN MINISTRO CHE CONOSCE LA SCUOLA!
Tentar non nuoce. Scriviamo al
Presidente del Consiglio incaricato (matteo@matteorenzi.it)
per invitarlo, scongiurarlo, supplicarlo di nominare finalmente un ministro
della Pubblica Istruzione che venga dalla scuola o che la conosca davvero a
fondo nella sua realtà, e non un altro tecnocrate che non ne sa nulla.
Solo come esempi:
Caro Renzi, le chiedo di scegliere come ministro dell'Istruzione un uomo o una donna che venga dalla scuola o che almeno la conosca molto a fondo.
Oppure: ... di dare alla scuola un ministro che conosca e rispetti gli insegnanti e ne apprezzi il difficile e delicato lavoro.
Questo non ci garantisce ancora di avere un buon ministro, ma aumenta un po’ le probabilità. Proviamo (e proponiamo l’iniziativa a colleghi e conoscenti).
Solo come esempi:
Caro Renzi, le chiedo di scegliere come ministro dell'Istruzione un uomo o una donna che venga dalla scuola o che almeno la conosca molto a fondo.
Oppure: ... di dare alla scuola un ministro che conosca e rispetti gli insegnanti e ne apprezzi il difficile e delicato lavoro.
Questo non ci garantisce ancora di avere un buon ministro, ma aumenta un po’ le probabilità. Proviamo (e proponiamo l’iniziativa a colleghi e conoscenti).
lunedì 17 febbraio 2014
BUONE NOTIZIE DI BUONA EDUCAZIONE
Ogni tanto si fanno strada sui
giornali esempi confortanti di educatori e istituzioni educative all’altezza
del loro compito. Oggi si tratta di squadre di calcio giovanili in cui si fa
giocare la partita della domenica solo a chi va bene a scuola (leggi)
e di istituti che esigono dagli studenti un abbigliamento adatto all’ambiente
scolastico (leggi).
Una coerente azione educativa alla responsabilità e al rispetto delle regole da
parte di tutti gli ambienti in cui crescono i ragazzi costituisce un potente
fattore di progresso sociale e civile. E la prima e più importante alleanza è
quella tra insegnanti e genitori, la cui mancanza viene deprecata da Umberto
Galimberti in un articolo
pienamente condivisibile.
mercoledì 12 febbraio 2014
UNA PROPOSTA PER I LICEI ARTISTICI: CORSI PROFESSIONALI TRIENNALI NEGLI EX-ISTITUTI D’ARTE
Sul quotidiano on line “il
Sussidiario”, un nostro intervento presenta una proposta che ha già raccolto
numerosi consensi. Leggi.
OCCUPAZIONI AL TRAMONTO. QUEI FORUM DEI RAGAZZI CONTRO RITI STANCHI E NOSTALGIE DEMAGOGICHE
(“Corriere Fiorentino”, 12.2.2014) – Le occupazioni studentesche
non decollano più, anche se ancora siamo lontani da un'adeguata consapevolezza in
chi, dentro la scuola e fuori, dovrebbe richiamare gli studenti ai loro doveri,
a partire da quello di non impedire ai
loro compagni di seguire le lezioni. Continua a leggere.
lunedì 3 febbraio 2014
IL TURPILOQUIO DIVENTATO REGOLA NELLA CRISI DELL'EDUCAZIONE
Ernesto Galli Della Loggia firma
oggi un commento giustamente severo sul “disprezzo delle forme nel
paese in declino” e in particolare sul “linguaggio scurrile e violento” adottato
dai ragazzi. Senza più le remore, aggiungiamo,
che un tempo imponevano almeno di distinguere tra contesto e contesto. E non
meraviglia: il turpiloquio, infatti, legittimato nella sfera politica soprattutto
dalla Lega e ora da Grillo e in quella dello spettacolo da comici che
altrimenti non farebbero ridere, si è diffuso in tutti i campi in nome della
spontaneità e della disinvoltura, sfociando naturalmente nel più penoso
dei conformismi. Il fulcro di questa trasformazione - sottolinea Della Loggia - è il "grave indebolimento" delle agenzie educative, in primis famiglia e scuola, che dovrebbero provvedere alla formazione culturale e civica degli individui. Leggi.
lunedì 27 gennaio 2014
IN UNA SCUOLA DI NAPOLI GLI OCCUPANTI NON LA PASSANO LISCIA
Hanno occupato la scuola a più
riprese combinandone di tutti i colori, cosicché sei sono stati sospesi fino al
4 marzo, due per 25 giorni, quattro per 16. Per la preside, hanno causato “un
danno enorme a tutti gli altri studenti”, oltre a molte migliaia di euro per
vandalismi vari, “senza considerare l’immagine lesa della scuola pubblica”.
Ma si lamentano come d’uso: è ingiusto,
non può essere considerato un errore occupare la scuola, eccetera. La bussola
educativa nazionale è talmente smagnetizzata, che quando si rientra nella
normalità con una sanzione adeguata la cosa viene percepita come “abnorme”.
Tanto di cappello, invece, alla dirigente Maria Antonella Caggiano e al
Consiglio d’Istituto di un istituto alberghiero napoletano, che hanno operato
nell’interesse educativo di quei ragazzi, oltre che dei loro compagni danneggiati
e della collettività che finanzia la scuola pubblica. Leggi l’articolo
di cronaca sul “Mattino”. Molto calzante il commento di Davide Morganti sul “Mattino”:
Accettare
le conseguenze.
sabato 25 gennaio 2014
NOSTRO DOSSIER SULLA SCUOLA (AL SEGRETARIO DEL PD E A TUTTI I POLITICI DI BUONA VOLONTÀ)
Nelle scorse settimane il segretario
del Pd Matteo Renzi ha annunciato l’intenzione di coinvolgere il mondo della
scuola in una larghissima consultazione. Abbiamo quindi deciso di mettere
insieme un dossier che raccoglie sinteticamente le nostre principali
proposte e glielo abbiamo inviato alcuni giorni fa.
Naturalmente si tratta di idee a
disposizione di chiunque – insegnanti e dirigenti, scuole, movimenti e partiti
politici – le ritenga utili. Con questo spirito abbiamo pensato di
pubblicizzare più ampiamente il nostro dossier, inviandolo in primo luogo ai
principali organi di informazione e ai siti dedicati alla scuola. Leggi il dossier:
formato pdf - formato word.
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