venerdì 30 maggio 2008

E SE BOCCIASSIMO IL VECCHIO LATINO?

Da "La Stampa" di oggi.

Commento (GR). Ah, finalmente abbiamo trovato che cosa non va nella scuola italiana: il latino. E perché? Risponde Attilio Oliva, presidente dell'Associazione Treellle: "Perché il carattere di obbligatorietà fa del latino una delle materie meno amate e quella che presenta un primato nei debiti formativi. Chi lo studia per scelta, infatti, come gli americani o gli inglesi, lo studia bene e lo sa." Quindi non è tanto il latino, ma l'obbligatorietà della materia; basterà quindi renderle tutte facoltative? Anche quelle scientifiche di cui tanto si lamenta la carenza nei nostri studenti? Ma poi, via, obbligatorietà a parte, "le lingue classiche sono percepite come un fattore di distinzione sociale. Tra quelli che studiano latino o greco – rileva Treellle - l’80% ha il padre laureato (contro il 20% di chi è agli istituti tecnici o professionali), il 71% proviene da una famiglia di alto livello culturale (29% nel caso di Itis), il 78% ha una biblioteca in casa (contro il 30% degli altri). E così il latino brilla di alta società, anche quando, sostanzialmente, lo si ignora". Torniamo quindi pari pari agli anni '60, quando il latino fu la vittima sacrificale del passaggio alla scuola di massa, il responsabile primo dell'odiosa selezione di classe.
Ma l'articolo è tutto da leggere, a cominciare dalla visione orrorifica dei bambini usciti con l'ansia di conoscere dalle elementari che - dice il fisico Carlo Bernardini - "passano sotto le grinfie della burocrazia pedagogica tradizionale, e incominciano a essere ammaestrati a 'presentarsi' da persone a modo" (cosa evidentemente considerata disdicevole). E non poteva mancare il solito Berlinguer.
Naturalmente dietro questo piuttosto sciocco assalto al latino si intravede la scorciatoia verso una maggiore presenza delle scienze, in sé senza dubbio auspicabile, anche se, ragionando col metro della popolarità come fa Oliva, purtroppo neppure la matematica ha in genere una buona stampa tra gli studenti. E se invece si eliminasse, al posto del latino, tutto il ciarpame dei progetti, delle educazioni, e magari delle autogestioni e delle occupazioni?
Buona lettura.

4 commenti:

Michele ha detto...

Senza dubbio autogestioni e occupazioni sono solo roba da perdigiorno, cose completamente inutili; comunque ritornando all'articolo, la tesi consiste nel fatto che il latino occupa troppo spazio anche nei licei scientifici ( sono più le ore di latino che quelle di matematica). Io ad esempio scelsi di frequentare lo scientifico per il contenuto matematico, non certo per il latino.

E comunque, se avrai notato l'istogramma, nel Regno Unito ( e non solo) il latino ha un posto marginale eppure il paese va avanti lo stesso (anche meglio dell'ItaGlia), se invece nel R.U. fosse la matematica ad avere un ruolo marginale il paese subirebbe un tracollo.
Infine se si togliessero le ore di latino dallo Scientifico, si potrebbero dedicare quelle ore a lezioni di Storia (invece di fermarsi al 1948 come si fa normalmete) o di inglese od allo studio di un'altra lingua europea.

P.S. Se ti presenti in un'azienda e dici di conoscere spagnolo e inglese ti accolgono, se invece dici di conoscere latino e di masticare poco inglese ti ridono in faccia.

Ciao

terminus ha detto...

Michele pone il solito problema degli indirizzi di studio.
Io insegno matematica e fisica in un Liceo linguistico dove si dice che si studiano troppo le materie scientifiche e poco le lingue straniere(attenzione è un liceo non una scuola professionale, e perciò deve dare una preparazione la più possibile generale con una impronta linguistica); oggi si vogliono con tale pretesto ridurre le ore delle materie scientifiche per dare più spazio all'inglese, francese e tedesco. Il ragionamento di Michele fila liscio ma così facendo si dovrebbe ridurre la matematica e le scienze a pure nozioni di base? Non penso che la strada sia quella della settorializzazione della cultura a discapito della matematica o del...latino; è necessario piuttosto fornire una preparazione culturale il più possibile aperta, dove la cultura umanistica vada di pari passo alla cultura scientifica, almeno nei licei poi se si vuole una preparazione specifica esistono le scuole professionali.

Michele ha detto...

Questo post è riferito a Terminus.

Temo di non essermi spiegato a sufficienza, io non ho mai detto che si dovrebbe togliere anche le materie scientifiche, i miei ragionamenti si riferivano esclusivamente al L. Scientifico, con 4 alternative che adesso specificherò meglio.
se si riducono e/o eliminano le ore di latino dallo Scientifico (non dal Classico) allora ad esso si possono sostituire:

1) materie umanistiche:
inglese: è triste sapere che dopo 5 anni di liceo c'è gente che non sa nemmeno cosa significano erbi come “to attend” o “to graduate”, ovvero verbi che fanno appunto riferimento al mondo scolastico.
storia: se chiedete ad uno studente appena diplomato allo Scientifico (ad uno studioso, non un caprone) che cosa sia il fascismo, egli vi risponderà, ma difficilmente risponderà a domande riguardanti la Loggia P2, le richieste di Provenzano allo Stato, dossier Sifar, intercettazioni Telecom, BR, Tangentopoli, crimini di Craxi, Mafiopoli, stragi di Stato e di Mafia, morti a piazza fontana ed a Bologna. Notare che ho solamente citato gli eventi più tristi, violenti e dunque sfortunatamente interessanti.
Italiano: sono stanco di sentir sbagliare i congiuntivi anche dagli spot pubblicitari in TV.

2) materie scientifiche:
matematica: ho sempre trovato strano che una persona possa dire “...io di matematica non capisco nulla...” senza vergognarsi, cosa che invece avviene quando dici “io non conosco l'inglese” oppure “io non so suonare la chitarra”.
fisica: idem come sopra. Pazienza se non conosci la famosissima formula “F = ma”, guai se non sai il nome dell'autore della frase “Amor che nullo amato, amar perdona”.

3) lingua straniera:
si sostituisce interamente il latino con un'altra lingua straniera, come ad esempio spagnolo o tedesco (nostra seconda lingua nazionale).

4) un mix fra le opzioni 1-2

Daniele ha detto...

Sono molto daccordo con quanto scrive Michele. Peccato che il ministro taccia sulla questione delle lingue:dovesse entrare in vigore la Moratti sparirebbero tutte tranne l'inglese! Ricordo il famigerato art 25 della legge 53/2005.
Inoltre se dobbiamo fare l'elenco delle lingue con cui sostituire il latino, scusate ma piuttosto che lo spagnolo. la cui spendibilità è prossima allo "0" suggerirei TEDESCO e FRANCESE. Cioè le lingue dei due paesi più forti dell'UE e con i quali intratteniamo i maggiori rapporti commerciali.
Senza contare che il FRANCESE è lingua di lavoro della UE