lunedì 9 settembre 2013

IL BONUS, LA BOCCIATURA E LA VALANGA DEI B.E.S.

In un articolo pubblicato ieri sia dal "Messaggero" che dal "Mattino, Giorgio Israel, dopo aver apprezzato la marcia indietro dell'attuale ministro sul "bonus" istituito da Profumo e criticato la sua esternazione sulle bocciature, afferma che la normativa sui Bisogni Educativi Speciali e la filosofia che la ispira sfoceranno "in un insuccesso clamoroso che travolgerà nelle rovine anche la funzione dell’istruzione". Leggi

7 commenti:

V.P. ha detto...

Articolo che sostanzialmente condivido. Aggiungo qualche osservazione.

1) Il titolo “La scuola al bivio” più che inattuale mi sembra tardivo. Da decenni la rappresentazione della scuola (voti, promozioni, diplomi, programmi dichiarati) è alterata e mendace rispetto alla realtà sostanziale (se ne accorgono e denunciano, quando è ormai tardi, alcuni rettori di università). È vero anche che la parte assistenziale (sia già codificata nei DSA che presente di fatto nelle promozioni agevolate per motivi familiari e simili) è destinata a crescere, prevalere, forse a saturare.

2) Il “bonus maturità era assurdo e cervellotico, ma toglierlo proprio mentre erano in svolgimento i test è quasi altrettanto assurdo e incomprensibile. Ne scaturiranno sicuramente ricorsi legali deprecati impropriamente e gratuitamente dal ministro Carrozza.

3) Oltre alle “degradate strutture scolastiche”, occorre anche certezza sui materiali di consumo (carta igienica, carta per fotocopie, sapone, detersivi, ….) senza imporre contributi indebiti (proibiti ma - pare – ancora obbligatori) alle famiglie.

4) “bocciare scelta estrema” in vigenza di normative che contemplano la bocciatura le dichiarazioni verbali del ministro sono un’istigazione e una giustificazione a promozioni immeritate, ingannevoli e dannose. Così si consolida e nasconde la situazione accennata al punto 1): si fa scuola, si va a scuola per avere la certificazione formale e a prescindere. Miur, se convinto, metta nero su bianco (scriva), abolisca le bocciature per legge e provveda concretamente a recuperi sostanziali e reali.

5) “si vuole che la scuola sia un centro d’istruzione oppure un luogo di educazione sociale complessiva?” qui c’è l’illusione, l’inganno o l’auto-inganno del Miur: poter fare una cosa e insieme l’altra a parità di (scarsissime) risorse, semplicemente indicando obbiettivi da raggiungere ai docenti considerati come gli instancabili mietitori portoghesi:

Quatro coisas quer um amo
Do criado que o serve:
Erguer cedo, deitar tarde,
Comer pouco, andar alegre
(*).

6) E poi bisognerà parlare anche dell’originale art. 16, DL n. 104/12.09.2013 che prevede la … “formazione obbligatoria del personale scolastico … nelle regioni ove i risultati delle valutazioni … Invalsi … risultano inferiori alla media nazionale”

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(*) Canto Dos Ceifeiros - Adriano Correia de Oliveira
http://letras.mus.br/adriano-correia-de-oliveira/1581589/

V.P. ha detto...

Senza un "bonus" come si fa a premiare il merito?

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2013/9/17/SCUOLA-Senza-un-bonus-come-si-fa-a-premiare-il-merito-/427608/

paniscus ha detto...

Casomai non ci avesse ancora pensato nessun altro, mi permetto di svelare alla simpatica ministra un segreto scottante: bocciare è GIA' una scelta estrema.

Non è sempre necessariamente colpa della scuola se, in qualche caso, nelle mitiche condizioni "estreme" che richiedono scelte "estreme", vi ricade la maggioranza degli studenti, o almeno una minoranza consistente.

Per tutti gli anni in cui ho lavorato in un istituto tecnico (dal livello di contenuti e di richieste piuttosto alto, ma dal bacino tipico di utenza con motivazione e preparazione di base molto più scarse rispetto alle effettive richieste della scuola), per me è sempre stato normale veder bocciare al primo anno circa un quarto, o anche un terzo, degli iscritti iniziali.

E sia chiaro: non si trattava di casi in cui si potesse DECIDERE se bocciare o no.

Si trattava di bocciature autoevidenti, di tabelloni finali con insufficienze gravissime e diffuse in quasi tutte le materie, che erano rimaste tali per tutto l'anno, senza il benché minimo segnale di voler almeno "tentare" un recupero.

Quelli che di materie insufficienti ne avevano "solo" quattro o cinque, venivano eccome aiutati, sospinti, graziati e agevolati.

Magari se ne portavano due o tre sospese per settembre, con una vaga raccomandazione di "studio individuale" per le altre, poi ne recuperavano faticosamente una sola, ma alla fine venivano quasi sempre promossi lo stesso.

E questo, perché?

Appunto, perché non venivano considerati "casi estremi", per poterli differenziare dai casi estremi VERI, che di materie insufficienti ne avevano sette o otto (e non certo col 5, ma con le sfilze di 2 e di 3, dovute a un anno intero di compiti consegnati in bianco e di libri del tutto intonsi)... e che si bocciavano da soli, senza che si dovesse nemmeno stare a discutere in consiglio di classe se poterli aiutare o no.

Chi ha sempre visto solo licei (e magari solo triennio superiore dei licei) o facoltà universitarie di eccellenza, queste cose mica le sa!

saluti
L.

V.P. ha detto...

testimonio e condivo lo sfogo e la denuncia di paniscus: nei tecnici e nei professionali, la mortalità scolastica "perinatale" è drammaticamente al 25-30% e viene occultata mediando con le percentuali dei licei.

ci sarà pure la responsabilità dei ragazzi, ma è minoritaria e marginale.

la maggiore responsabilità è nel e del sistema, è strutturale e andrebbe indagata e risolta.

paniscus ha detto...

ci sarà pure la responsabilità dei ragazzi, ma è minoritaria e marginale.

No, scusa, forse su questo punto non ci siamo capiti bene.

Io trovo assolutamente GIUSTO che si bocci chi non raggiunge nemmeno lontanamente gli obiettivi minimi, ma veramente minimi, richiesti.

Se esistono scuole in cui, per i motivi più vari, questi sono il 30%... bene, che si bocci pure il 30%, io non mi scandalizzo affatto, né sostengo che "sia sbagliato il sistema".

Quale dovrebbe essere la soluzione per raddrizzare il sistema sbagliato? Quella di abbassare, abbassare, abbbassare sempre di più il livello degli obiettivi e delle richieste di qualsiasi scuola, in modo da promuovere tutti o quasi, ANCHE se continuano a non sapere nulla?

No, francamente non ci vedo nessun progresso...

L.

V.P. ha detto...

«Quale dovrebbe essere la soluzione per raddrizzare il sistema sbagliato? Quella di abbassare, abbassare, abbassare sempre di più il livello degli obiettivi e delle richieste di qualsiasi scuola, in modo da promuovere tutti o quasi, ANCHE se continuano a non sapere nulla?»

NO, ASSOLUTAMENTE NO! MAI DETTO, NÉ PENSATO. ANZI HO DENUNCIATO CHE CIÒ GIÀ SI FA E DIFFUSAMENTE, È UNA SORTA DI ILLEGALITÀ CHE OCCULTA E AGGRAVA LA SITUAZIONE.

HO SCRITTO: «LA MAGGIORE RESPONSABILITÀ È NEL E DEL SISTEMA, È STRUTTURALE E ANDREBBE INDAGATA E RISOLTA.» NON CERTO DI ABBASSARE I LIVELLI GIÀ BASSI E PROMUOVERE CMQ.

DA UNA PARTE ABBIAMO NORME SCRITTE CHE CONTEMPLANO LA BOCCIATURA, DALL’ALTRA UNA PRASSI PERVERSA (INCORAGGIATA ANCHE DAL MINISTRO!) CHE DISATTENDE SISTEMATICAMENTE LE NORME.

SONO CONTRARIO SIA ALLA NORMA ANACRONISTICA E INATTUALE CHE INCLUDE LA BOCCIATURA, PRESUNTA TERAPEUTICA. SONO ANCHE – E FORSE DI PIÙ - CONTRARIO A COMPORTAMENTI FURBESCHI CHE AGGIRANO LA NORMA QUANDO ESSA C’È.

L’ITALIA DOVREBBE – SECONDO ME – ORIENTARSI VERSO SISTEMI SCOLASTICI CHE NON BOCCIANO, MA ADATTANO E RECUPERANO. MA CI VORREBBERO LUNGIMIRANZA E MINISTRI CAPACI.

Unknown ha detto...

Ma in concreto cosa propone se viene eliminata la bocciatura per impedire una specie di amnistia generalizzata che travolgerà anche quei pochi che studiano?