mercoledì 25 settembre 2013

L’INDIGNAZIONE AUTOMATICA DEI MAESTRI DI TOLLERANZA

L’informazione ha scritto nei giorni scorsi una pagina di cattivo giornalismo, più preoccupato cioè di suscitare clamore e di assecondare le facili indignazioni che di far capire come sono andate le cose. I genitori di sei bambini di una prima elementare hanno fatto cambiare scuola ai loro figli perché avevano in classe un compagno autistico. Solo mettendo insieme vari articoli viene fuori qualche vago indizio sulle motivazioni: preoccupazione per le ripercussioni sulla didattica, precedente convivenza (si intuisce problematica) con l’alunno nella scuola dell’infanzia, mancanza del sostegno. Non viene data la parola ai genitori in questione per spiegare la loro decisione, né si indaga per altre vie su cosa effettivamente succedeva in classe, per capire se i loro timori siano stati eccessivi o meno. Si poteva quanto meno segnalare questa lacuna e sospendere il giudizio in attesa di saperne di più.
Niente da fare, anche senza informazioni su questa scelta un’ondata tsunamica di indignazione ha percorso il paese che legge e ascolta la radio. Il ministro Carrozza ha immediatamente dichiarato che “certi comportamenti danneggiano gli italiani e la scuola tutta”, mentre su Radio 3 Tutta la città ne parla mandava in onda un vero e proprio processo mediatico (senza avvocato difensore) di quei genitori incapaci di comprendere che “un disabile è una risorsa”. E si prepara per domenica prossima addirittura una manifestazione davanti alla scuola. C’è infatti chi proclama a ogni piè sospinto il dialogo con l’altro e col diverso, ma non può neppure ipotizzare di riconoscerlo in alcuni genitori preoccupati, forse a torto o forse no. (GR) 

3 commenti:

Anonimo ha detto...

sono d'accordo, l'indignazione scatta in automatico poi lorsignori i figli li mandano solo alle scuole private dove un rom o un autistico non si sa nemmeno cosa sia!!

Anonimo ha detto...

Qualcuno, per cortesia, risponda a questo semplice interrogativo: un autistico gravissimo, chiuso esclusivamente nel suo mondo, che non comunica, ma strilla ed è violento con se stesso e con gli altri, quale giovamento riceve dalla frequenza quotidiana nella scuola, se non si rende nemmeno conto di esistere?
Di contro i suoi compagni (anche una ventina e di tenera età) rischiano di perdere l'equilibrio psichico.

Unknown ha detto...

Viviamo in una società di ipocriti. Certe domande non si possono neanche fare ...