venerdì 30 maggio 2014

LETTERA APERTA AL MINISTRO SUI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Pubblichiamo di seguito una nostra lettera aperta appena inviata al Ministro Giannini. Chi volesse a sua volta scriverle per condividere il contenuto della lettera o per esprimere ulteriori valutazioni, può farlo all'indirizzo: segreteria.particolare.ministro@istruzione.it. 

Gentile Ministro Giannini,
nell’anno scolastico che si avvia al termine le scuole hanno cominciato ad applicare la normativa sui Bisogni Educativi Speciali. È il momento, quindi, di fare un bilancio della sua applicazione. E le testimonianze che ci arrivano dalle scuole confermano le nostre iniziali preoccupazioni.
Non poche famiglie, infatti, chiedono alla scuola, talvolta probabilmente con l’aiuto di un medico compiacente, un Piano Educativo Personalizzato come scorciatoia per rimediare a uno scarso profitto scolastico, non motivato da effettive difficoltà di apprendimento. Alcune reagiscono preannunciando ricorsi nel caso che i docenti non ritengano giustificato il PEP.
D’altra parte, l’intervento dei consigli di classe, quasi sempre privi dell’indispensabile sostegno di competenze specialistiche e di strumenti didattici adeguati, spesso non può che tradursi in un puro e semplice abbassamento degli obbiettivi; e non è certo questo il modo migliore di aiutare gli alunni con problemi di apprendimento.
Vogliamo poi segnalarle una grave distorsione che la normativa introduce in una corretta visione della formazione dei giovani. Essa induce infatti a pensare che le difficoltà scolastiche di qualsiasi tipo e origine si possano e quindi si debbano affrontare sul piano della didattica, mentre molto spesso derivano da problemi extrascolastici. Infatti le frequentissime difficoltà nell’attenzione e nella concentrazione, la stancabilità, l’irrequietezza, la scarsa autonomia, i comportamenti oppositivi hanno spesso le loro radici nella debolezza educativa delle famiglie. Molti bambini arrivano alla scuola materna senza un’educazione di base che consenta loro di convivere con gli altri e di impegnarsi in vista di un obbiettivo. La scuola stessa mette spesso un impegno insufficiente nel far rispettare le regole, a causa di una diffusa sottovalutazione della loro importanza. Di recente la stessa Ocse, nell’analisi dei dati dell’indagine PISA 2012, sostiene invece che la disciplina ha una grande influenza sul livello degli apprendimenti, in quanto favorisce la concentrazione e l’uso ottimale del tempo a disposizione.
Tutto questo considerato, la invitiamo ad avviare con urgenza un’indagine conoscitiva che coinvolga tutte le scuole e faccia un quadro preciso delle difficoltà, dei problemi emersi e dei provvedimenti che i docenti ritengono necessari.
Per parte nostra, riteniamo comunque indispensabile:
- assicurare a tutte le scuole, come succede ad esempio in Finlandia, la collaborazione continuativa di psicologi scolastici, logopedisti, assistenti sociali realmente preparati, in grado di supportare concretamente gli insegnanti nell’affrontare i problemi degli allievi secondo l’ottica più opportuna caso per caso, anziché dover contare, come spesso accade, solo su comitati pletorici e poco qualificati, su competenze improvvisate e su organismi di supporto ancora insufficienti ;
- delimitare in modo più chiaro e rigoroso il concetto di Bisogno Educativo Speciale – che nel testo della Direttiva 27 dicembre 2012 comprende di fatto qualsiasi tipo di difficoltà scolastica – in modo da riservare effettivamente l’adozione di un Piano Educativo Personalizzato solo a casi di gravi difficoltà di apprendimento, escludendo gli allievi il cui insoddisfacente andamento scolastico sia imputabile soprattutto a scarso impegno e alle ordinarie difficoltà che chiunque può incontrare;
- mettere al centro della politica scolastica la necessità di una scuola più esigente nel richiedere serietà e impegno e più ferma nel far rispettare le regole, in modo da assicurare al lavoro scolastico la necessaria cornice di serenità;
- favorire la diffusione di centri di consulenza educativa per i genitori, anche valorizzando quelli già esistenti in diverse zone del paese, anche allo scopo di prevenire i problemi scolastici dei figli.
Cordialmente,
Gruppo di Firenze 
per la scuola del merito 
e della responsabilità

SULLO STESSO ARGOMENTO: Perché la normativa sui BES aggraverà la crisi della scuola; Per gli studenti servono disciplina e specialisti, non decreti e commissioni.

60 commenti:

Ludovica ha detto...

Fa bene il Gruppo di Firenze a proseguire nella strada della denuncia di ciò che non va e nello stimolo al Governo perchè faccia quello che è positivo e giusto.

Direttamente o indirettamente collegata alla questione dei Bes vi è la situazione del personale docente o di sostegno o di ruolo.
Anche il governo Renzi ha proseguito il progetto intrapreso da Monti e poi da Letta, ossia si vuole fare in modo che con la normativa Bes calino sia le ripetenze, ma soprattutto il ricorso alle Ausl per il riconoscimento della situazione di handicap degli alunni e quindi per la nomina degli insegnanti di sostegno.

Bisogna, in questo svelamento dei piani dei governi e anche di quello attuale, conoscere il lavoro del tecnico Cottarelli e le soluzioni che egli propone anche in osservanza ai dicktat dell'Europa.

Da vedere quanto contenuto in questo link del quotidiano IL TEMPO a proposito del piano di esubero di 85.000 statali e niente assunzioni, fra cui dobbiamo aspettarci che in larga maggioranza vi siano gli insegnanti.

Questo è quanto anche ci aspetterà in futuro, dovuto al fatto che il voto degli italiani alle Europee a Renzi e al Pd ha legittimato l'attuale governo nel proseguire queste e altre politiche contro i servizi sociali agli italiani mantenendo, però, intatti i privilegi della cosiddetta casta e delle lobby.
A quest'ultimo prposito ricordiamo sempre i 7 miliardi regalati alla Banca d'Italia durante il governo Renzi e i 95 miliardi di evasione fiscale abbonati ai patron delle slot machine da parte di Letta.

http://www.iltempo.it/politica/2014/03/18/in-esubero-85mila-statali-e-niente-assunzioni-1.1230705?fb_action_ids=10202665412149778&fb_action_types=og

Anonimo ha detto...

Sono un docente di sostegno con molti anni di servizio e trovo profondamente vero ciò che ha scritto Giorgio Ragazzini. La categoria degli alunni con BES finisce per affidare la definizione dei bisogni alle negoziazioni particolari, quindi ai giochi di potere, agli interessi più o meno palesi, alla valutazione di persone non sempre competenti. Nobile nell'intento astratto, nella sua concreta applicazione l'introduzione dei BES finisce per alimentare l'aspettativa "dell'aiutino", evitando però l'odiata etichetta della disabilità. E' proprio vero che "la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni".

Anonimo ha detto...

Un ragazzino che conosco si accorge che alcuni suoi compagni, pur non studiando, prendono i suoi stessi voti e protesta. I professori gli dicono che è uno strafottente. La madre va ai colloqui e scopre una classe piena di BES i quali non possono ricevere insufficienze.
tiamo vivendo in un mondo all rovescia?

Enrico D. ha detto...

Se la ministra facesse davvero l'indagine richiesta, verrebbe fuori una realtà davvero inquietante (vedi commento precedente).

Anna Lini ha detto...

Sottoscrivo in pieno!!!
Complimenti! Spero che la lettera abbia un seguito

Anna Lini ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Attilia ha detto...

Secondo me sarebbe l'ora di rifare il punto su programmi e organizzazione scolastica, parlo per la scuola primaria primaria e secondaria di primo grado che conosco meglio, perchè ormai convive un po' di tutto.Io lavoro in una scuola primaria a tempo lungo, ex tempo pieno, dove le ex-compresenze si usano per coprire gli orari.Personalmente anch'io credo che la famiglia ricorre al pep come paracadute,ma di questo la responsabilità più grossa ce l'ha una politica che ha svuotato la funzione formativa della scuola, che ha puntato al ribasso,ha lasciato soli gli insegnanti e le famiglie stesse nel difficile compito educativo.

Patrizia ha detto...

Condivido in toto non solo la lettera del Gruppo di Firenze, ma TUTTO il lavoro ch'esso svolge: mi auguro sinceramente che tale lettera abbia un seguito e non sia abbandonata a se stessa com'è la Scuola ora: rivalutiamo quest'ultima, assegnandole Valori e Contenuti, ormai assenti, appoggiando il lavoro di quegli insegnanti che si sono prodigati a infondere , negli alunni, istruzione ed educazione, appoggiando quel lavoro SERIO ed IMPORTANTE per la formazione del futuro cittadino, ritornando, appunto, a quei VALORI cui nessuno vuole più credere, perché faticosi.
Diciamo BASTA al NON studio, alle promozioni facili, alle contestazioni distruttive, insomma al TROPPO, INUTILE, PERMESSIVISMO a favore dell'ignoranza e del non "sacrificio" che, comunque, richiede l'ISTRUZIONE.
Torniamo alle PROGRAMMAZIONI ricche di contenuti ed a poter chiedere, senza alcun protesta e tracotanza da parte di genitori e studenti, alla responsabilità, all'impegno, alla coscienziosità, imprescindibili per la formazione della personalità dell'individuo (sin dalla SCUOLA PRIMARIA, che anche questa sia più rigorosa e non ci si trinceri dietro l’eccessiva tolleranza ed indulgenza, dietro progetti atti solo a nascondere veri problemi e che non aiutano a valorizzare un bel nulla! Rivalutiamo gli esami di quinta !!!).

Nonostante l'ottimo lavoro del Gruppo non mi sembra ci siano risvolti positivi a quanto si richiede, forse sarebbe necessario essere più incisi e "combattere" maggiormente.

Patrizia

Anonimo ha detto...

Condivido in pieno.
Perché questa volontà di appiattimento? Perché la corsa al ribasso? Chi ci guadagna?

Papik.f ha detto...

Ci guadagna chi, bloccando il cosiddetto ascensore sociale, è sicuro di poter trasmettere le proprie posizioni di potere ai propri figli, nipoti e raccomandati vari.
E' questa la logica con la quale, con un costante e inesorabile processo di demolizione, si è distrutto il nostro sistema di istruzione dal sessantotto a oggi.
Per di più con l'ipocrita motivazione che la scuola "selettiva" avrebbe favorito i figli delle famiglie più colte e abbienti; mentre, com'è del tutto ovvio, è vero il contrario: infatti, se la formazione della classe dirigente non avviene nella scuola e nell'università, può avvenire soltanto al di fuori di esse, dunque nelle famiglie e nel loro sistema di relazioni.

Anonimo ha detto...

Preferisco tenermi i Bes che vedere stuoli di insegnanti di sotegno in giro per la scuola poichè i ragazzi sono assenti per buona parte dell'anno.Anche questa è una storia che deve finire.

Papik.f ha detto...

L'insegnante di sostegno non ha alcun motivo di andare in giro se l'alunno con disabilità è assente. Infatti il suo ruolo è di supporto alla classe e non al singolo. Ci sono innumerevoli modi in cui può contribuire alla didattica. Se poi non ci si organizza e se il Dirigente non controlla, questo è un problema dello specifico Istituto che non giustifica uno sconvolgimento sul piano nazionale. Non si modifica il Codice della Strada perché ci sono vigili che invece di fare le multe se ne stanno seduti in macchina.

Anonimo ha detto...

Alcuni paesi selezionano le classi dirigenti svalutando la scuola di base e permettendo solo ad alcuni di accedere a scuole selettive (Francia, Stati Uniti). Noi stiamo riuscendo nell'intento di svalutare la scuola tutta senza alcuna alternativa, né pubblica né privata (la scuola Normale avrà 50 studenti; le scuole private sono in parte esamifici e quelle serie tendono a chiudere).

bhrihskwobhloukstroy ha detto...

E' stato micidiale l'abbraccio tra la demagogia del '68 (il diritto a entrare confuso con il diritto a uscire) e le logiche aziendaliste affermatesi dagli anni '90 in poi (tagli selvaggi, accorpamenti, numero di alunni-prodotto uguale in entrata e in uscita). L'ultima ondata, tecnologia confusa con lo studio, temo che darà la mazzata finale.

Ludovica ha detto...

Signor anonimo, mi scusi ma la sua affermazione sul fatto che preferisce tenersi i bes piuttosto che vedere: "stuoli di insegnanti di sostegno in giro per la scuola poichè i ragazzi sono assenti per buona parte dell'anno" mi hanno lasciato alquanto perplessa così come (ho visto) ha lasciato perplesso il sig.papik.f.
Lei ha affermato (in un suo intervento) di lavorare come insegnante di sostegno e pertanto dovrebbe sapere che la normativa sul sostegno prevede che l'insegnante di sostegno è affidato ALLA CLASSE e non direttamente al disabile, per cui in mancanza di quest'ultimo (giustamente dice il sign. papik) egli deve comunque lavorare in classe con il resto degli studenti.

Forse Lei non sa e non si è accorto che i vari governi che si sono succeduti ultimamente si sono occupati della normativa bes proprio avendo come obiettivo finale l'annullamento della figura dell'insegnante di sostegno come lo conosciamo ora. Dovrebbe ridursi alla figura di "consulente" di una scuola. Per cui in un istituto comprensivo basterebbero due o tre insegnanti di sostegno per soddisfare alle cosiddette esigenze dei diversamente abili.
A questo perverso e quanto mai dannoso disegno si sono di già opposti le organizzazioni e i familiari dei disabili intravedendo una netta diminuzione dei diritti di chi è già duramente colpito dalla vita.
Di contrasto vorrei vedere i docenti curriculari impegnati più che alla didattica della classe alle esigenze dei disabili che hanno in classe.
Che spudorati questi governanti e anche tecnici del Miur!

Gentile anonimo, cominci a pensare non alla difesa ad oltranza di quello che fanno i vari governi ma piuttosto agli effetti di certe politiche scolastiche e, in generale, sociali.

Anonimo ha detto...

Cara Ludovica,io non sono un docente di sostegno e non dico baggianate . Affermo che in molti anni di lavoro ho trovato ben pochi docenti di sostegno coscienziosi e quando mi sono trovata ad avere lo studente disabile assente per lunghi periodi, ma anche brevi , il docente di sostegno non si è neanche affacciato in classe.A sì, ora col registro elettronico vedo che dice di essere in compresenza con me ma io non me ne accorgo.Tutto qui.

Giorgioi Ragazzini ha detto...

Mi spiace, ma la faccenda dell'insegnante di sostegno "alla classe" è solo un'altra splendida perla della retorica ministeriale. Non so se sia stata inventata da qualche dirigente politicamente corretto, preoccupato che il ragazzo certificato non si sentisse "discriminato" con l'assegnazione di un docente apposta per lui, o se davvero si pensasse a una diversa funzione dell'insegnante di sostegno, senza poi curarsi minimamente della sua attuazione (propendo per la prima ipotesi). Fatto sta che solo in qualche caso è possibile (o ha senso) dedicarsi anche al resto della classe. Io a volte - quando ero di sostegno - lavoravo con l'intera classe, ma solo per coinvolgerla in qualche attività insieme all'allieva certificata,né avrei saputo come impiegare il mio tempo in caso di una sua assenza, inventandomi all'ultimo momento un supporto alla classe senza averlo potuto prima programmare con la collega.
Da questa funzione rimasta inevitabilmente sulla carta deriva l'assurdo pari diritto dei docenti di sostegno di prendere parte a eventuali votazioni sull'ammissione o meno alla classe successiva o all'esame di allievi che conoscono solo di vista, mentre i colleghi delle materie sono (giustamente) obbligati a valutare in base a prove e interrogazioni accuratamente registrate durante un intero anno; e guai se non lo fanno. Solo una volta un preside di buon senso invitò la collega di sostegno a votare dopo i colleghi, per poi uniformarsi alla scelta maggioritaria.
Beninteso questo non significa che un docente di sostegno non sia a disposizione della scuola se l'allievo certificato è assente.


Papik.f ha detto...

Credo anch'io che la ratio sia stata quella di non far sentire l'alunno "discriminato", ma per una volta il politicamente corretto non mi sembra poi così privo di logica, dato che ci sono realmente ragazzi che non accettano un insegnante che segua costantemente solo loro, ma si giovano molto della presenza di la presenza di uno che collabori anche con altri compagni (un caso concreto ce l'ho in una classe proprio quest'anno).
Diverso l'aspetto della valutazione di alunni che non si conoscono, che, però, non mi è mai capitato concretamente di riscontrare, in scrutini o esami ai quali ho preso parte.
Ed è normale che in assenza di programmazione, estemporaneamente, il docente di sostegno non possa rendersi utile (tranne, forse, nelle ore di una disciplina che conosca particolarmente bene).
Ma in una situazione come quella descritta da Anonimo, di un alunno con disabilità che faccia assenze non occasionali, bensì frequenti e ripetute (caso che personalmente nella mia attività didattica, non mi è mai capitato), penso che una programmazione sia pur possibile. Questo a parte il caso ovvio, segnalato da GR, che possa comunque essere impiegato nelle disposizioni.
Comunque, resto dell'opinione che in una situazione come quella descritta (della cui realtà non dubito minimamente) ci sia qualcosa che non va da parte dell'Istituto. Se una persona è in servizio e si trova a essere libera, non occasionalmente ma in modo ricorrente, si deve trovare il modo di utilizzarla.

Ludovica ha detto...

Ho sempre avuto un buon rapporto con i miei colleghi docenti di sostegno. Solo un anno mi è capitato di combattere con una collega che aveva la presunzione di utilizzare le sue ore assegnate al sostegno per dedicarsi all'espletamento di attività inerenti alla Funzione strumentale in cui era impegnata quell'anno.
Per il Preside era tutto normale. Per i miei colleghi pure. Per me no. Dopo un periodo di mie proteste infruttuoso un giorno ho deciso di scrivere sul registro la sua assenza e poi ho inviato una lettera con protocollo al Preside, al Consiglio di classe e alla stessa collega chiedendo il perchè fosse sempre assente in classe nelle ore di lavoro pur essendo in istituto.
E' successo il putiferio. Non hanno potuto contestarmi nulla. La collega ha dovuto, suo malgrado, da quel giorno stare sempre in classe ad aiutare il ragazzo assegnato e nei giorni in cui era assente ad aiutare gli altri alunni.
L'anno successivo è ritornata alla sua cattedra curriculare.
Io sono stata sempre convinta che denunciare in prima persona quando qualcosa non va, sia un dovere.
Le disfunzioni in un ambito lavorativo non sono solo responsabilità di un Dirigente scolastico, ma anche del personale che vi lavora.

paniscus ha detto...

Sull'assegnazione dell'insegnante di sostegno alla classe intera invece che al singolo alunno disabile....

qualunque sia stata la sua "ratio" originaria (che si sia trattato di una pelosa preoccupazione politicamente corretta o meno), di fatto, finora, ha avuto un'unica applicazione reale:

quella di costringere l'insegnante di sostegno, nominato tecnicamente per seguire un solo studente certificato, a fare il "sostegno di fatto" anche a tutti quelli che avrebbero bisogno di essere certificati pure loro, ma non lo sono.

E perché non lo sono?

Magari solo perché le famiglie non vogliono (ma accettano volentieri l'intervento "informale" dell'insegnante che in teoria sta lì solo per assistere "il povero compagno sfortunato che è handicappato davvero", mica il figlio loro...)

Anonimo ha detto...

I BES, come l'inserimento senza risorse degli alunni stranieri o disabili nelle scuole, sono il paradigma della scuola italiana: facciamo finta che tutti siano uguali, anche cambiando le regole del gioco. Tanto, chi ha le risorse per farlo impara in famiglia, a scuola di lingue, di musica, di ballo...
La scuola italiana non può essere una cosa seria, perché non serve ai figli dei "ricchi e potenti".
Elena

Massimiliano Barontini ha detto...

Concordo in toto con questa lettera e con molto dei principi portati avanti dal Gruppo, ma il punto è VOGLIAMO FARE QUALCOSA PER ESSERE ASCOLTATI. O ci riduciamo solo a lamentarci qui? Una manifestazione a Viale Trastevere? Sapete cosa e quanto interessano insegnanti che scrivono appelli?

Gruppo di Firenze ha detto...

La lettera aperta vuole essere un "far qualcosa" e un invito a farlo a tutti i colleghi. Si può:
1. scrivere al ministro qualcosa sul tema;
2. Diffondere la proposta in modo che quanti più colleghi (o gruppi di colleghi) scrivano a loro volta all'indirizzo

segreteria.particolare.ministro@istruzione.it.

Diamoci da fare.

aldo ha detto...

10-100-1000 appelli valgono più di tanti cartelli.

Ludovica ha detto...

Penso che sia legittimato ad inviare appelli al Governo e al Ministro gli elettori e utenti del Gruppo di Firenze che anche alle ultime europee hanno votato ai partiti che attualmente stanno al potere.

Io resterò ad aspettare. Se gli appelli resteranno inascoltati (come purtroppo penso) allora se avrò il permesso del Gruppo di Firenze rivolgerò il mio appello a quelli che ho votato, ossia al M5s. Di loro sono sicura sia della presa in carico immediata del problema, sia del fatto che cominceranno a rompere le scatole a Governo e partiti fino a quanto non ascolteranno.

Ludovica ha detto...

La mia proposta di interessare anche il M5s (E NON GRILLO! MA DI BATTISTA E ALTRI), in ultima istanza se il Governo (e relativi partiti che lo sostengono) dovesse ignorare completamente la lettera aperta del Gruppo di Firenze, è seria.
Ma vorrei capire da voi tutti se l'argomento m5s è tabù (perchè sono sporchi brutti e cattivi, mentre gli altri sono onestissimi, serissimi, persone a modo, disinteressate, educate e da imitare e onorare), mentre è REGOLAMENTARE se si parla di altri partiti.

Quando gli insegnanti si ribellarono alla proposta di Monti di innalzamento a 24 ore,hanno inviato email e lettere cartacee a TUTTI (e non solo al Governo) e non solo a una parte politica disprezzando le altre.
Il risultato fu deflagrande ed ormai è storia.
Se vogliamo essere ascoltati bisogna sicuramente iniziare con gentilezza e cortesia e indirizzare in modo chirugico le missive (in questo caso solo al Governo), ma poi di fronte alle non risposte bisogna, se una cosa ci interessa realmente, modificare l'atteggiamento e il comportamento e procedere oltre.

rosi ha detto...

Trascorso un anno e accortasi che il giorno degli scrutini si avvicinava , il giorno 9 giugno la mamma di un mio alunno di 1° superiore mi fa pervenire una busta contenente la diagnosi di una psicologa , che accertava di aver riscontrato nel ragazzo un probabile DSA.
Ribadisco ... il 9 giugno .

Alessandro Olmi ha detto...

Ditemi che è uno scherzo....vi prego....

Alfonso Masciocchi ha detto...

positivo e giusto? a me sembra il lamento del lazzarone che non ha voglia di mettersi a l passo coi tempi e non intende aggiornarsi... trova nell'impegno e nella missione solo una pena e un intoppo al posto di un arricchimento sempre nuovo. non sottolineo la bassezza di prendersela con i piu' problematici e in definitiva a vario titolo sfortunati e fragili tra i fragili... ed esorto i docenti che appoggiano questo documento a cambiare lavoro. voi si non avete proprio capito cosa sia avere a che fare con i ragazzi...

antonella lentini ha detto...

Sono allibita dal bassissimo profilo di questa "lettera aperta", che mostra chiaramente inettitudine, mostra arroganza inaudita, mostra di gente che non si è mai data la pena non dico di formarsi ma neppure di informarsi su quanto il Ministero, già dal 2004 sottolineava con un'ardinanza, e a causa della continua arrogante indifferenza nel 2010 ha costretto al varo di una legge (alla signora che dalla cattedra dsi lamenta di una diagnosi arrivata il 9 giugno consiglio di informarsi anche sui tempi d'attesa per avere una diagnosi) a tutti, signora compresa, consiglio la visione dell intervento che vado a condividere, non solo per farvi un'idea delle conseguenze che causate, ma, come cortesia, per farvi un'idea a che cosa potreste trovarvi a dover rispondere, personalmente, uno a uno
https://www.youtube.com/watch?v=3Omv1G6a4Tw

nico marino ha detto...

AL GRUPPO DI FIRENZE Noi, genitori sparsi su tutto lo Stivale,rimaniamo senza parole difronte l'arroganza e la falsa deontologia con la quale sciorinate le vostre rimostranze contro una reale e certificata difficoltà da parte di alunni più fragili che(e questo dobbiamo darvene atto)nessuna sigla potrà racchiudere, incluso il dolore, allo stato puro, che la stessa racchiude! Profetizzare di medici compiacenti e di ragazzi poco educati dalle famiglie che si spaccano le ossa proprio avverso a docenti come voi tutto l'anno,ci mortifica e ci addolora oltre modo:Tempo,attenzione,sconforto,umiliazione ed una uscita di denaro incredibile (per foraggiare altri che devono sostituirvi a casa...)sono la base quotidiana che accompagna l'anno scolastico nostro e dei nostri figli! Cosa sapete voi di pene ,di attese per diagnosi, di minacce di abbandono scolastico pur di uscire dall'incubo che attanaglia queste giovani vite che VOI (che siete pagati per questo)dovreste con amore,con pazienza,con devozione portare ed accompagnare alla curiosità del sapere? Ma è troppo faticoso,probabilmente,contemplare una metodologia diversa dalla lezione frontale,dove io spiego e tu ripeti....e se ripeti come io spiego...allora vali 10...si perchè quel 10 lo state mettendo a voi!!! Vergognatevi e ricordatevi di quel Don MiIani che, paragonando la scuola ad un ospedale, contestava l'uscita dei malati gravi per trattenere e curare i più sani! Indignati da tanto livore e soprattutto disgustati da cotanta arroganza rimandiamo al mittente le perplessità domandando al Ministro della Pubblica Istruzione Dott.ssa Giannini se siano ancora validi i criteri di assunzione nella Scuola Pubblica e se evidentemente non debba essere riveduto e (aggiungiamo)abbondantemente corretto il criterio PSICO-SOCIO-UMANISTICO che accompagna il Corpo Docente nella propria carriera nelle Scuole di ogni Ordine e Grado. Gruppo genitori ragazzi e dsa

Antonio Schiavi ha detto...

Sono basito.

E io che pensavo che dopo 20 anni si fosse finalmente capito che occorre aggiornarsi per insegnare bene.

Quì leggo solo scuse su scuse per imputare il fatto che non si ha voglia di aggiornare un sistema di insegnamento che risale a 70 anni fa, con la sempre formula del spiegare e ripetere. E se ci sono chi non sta dietro a quelli bravi si arrangerà.

Bravi, bravi. Complimenti.
C'è un ospedale in Calabria dove sono morti una fracca di bambini per errori che neanche una piastrella avrebbe fatto.
Indovinate, si sono arrangiati e hanno comprato la laurea.

Signori, che vi piaccia o no, questo lavoro lo avete scelto voi (o vi hanno piantato una pistola alla tempia?).
E sono stufo di sentire che gli insegnanti si preparano, sennò mi spiegate come mai una referente DSA non sapeva cosa fosse il PDP?
Ve lo dico io perchè: perchè si da per scontato che chi paga l'iscrizione ad un corso lo frequenti, e quindi eccoti l'attestato anche se magari non ci è andata mai una volta.

Bisogna cambiare radicalmente il modo di pensare all'insegnamento.

Uno di voi ha citato la Finlandia, guarda caso solo per quello che gli interessava.
Sappiate signori che in Finlandia se non partecipi ad un corso di aggiornamento non puoi insegnare.
E che sei OBBLIGATO ad aggiornarti.

Mappe concettuali, e-book, modi diversi di fare materie.

Mai sentito parlare di matematica vedica ad esempio?
Sì?
E allora perchè non la si insegna in classe che aiuta a capire meglio la materia e la rende più divertente e più veloce da apprendere?

Siamo nel 2014 e ancora si insegna come nel 1960 e con lo stesso concetto e programma.

Il resto del mondo invece è andato avanti.

E non venitemi a dire che sto esagerando perchè 20 anni fa il mio professore di Italiano era fantastico e si lamentava proprio del fatto che gli altri professori non si davano da fare per migliorare IL METODO DI INSEGNAMENTO, aggiungendo che secondo lui lamentarsi dopo che non riuscivano a finire il programma era da deficienti.

Io sono uscito da un sistema scolastico che già era vecchio ed ero cosciente, insieme ai miai compagni di allora, che chi arrivava dopo sarebbe stato preparato meglio da gente che si sarebbe adeguatamente aggiornata. Ed eravamo contenti di ciò, perchè significava che chi veniva dopo avrebbe avuto meno difficoltà a capire e imparato di più e meglio.

Così non è stato.

Mi avete tradito e questa non ve la perdono.

Ludovica ha detto...

Mi spiace, ma secondo me gli utenti di oggi 18 giugno non hanno capito nulla di quanto il gruppo di Firenze propone e non si sono letti tutti gli interventi.
Quello che conte stiamo non è il bes in quanto bes, bensì il tentativo del governo di annullare il ricorso alla certificazione del disagio da parte dell'ausl e di diminuire fortemente il numero dei docenti di sostegno addossando totalmente tutto sui curriculari che di già fanno didattica semplificata e in diversi modi e per cercare di annullare i ricorsi delle famiglie a cui il MIUR ha tolto il sostegno.
Inoltre si denuncia la piaga di dichiarare bes e lavarsi le mani come Ponzio pilato, ragazzi che non si impegnano e\o altri per cui vi è necessità di avvisare il tribunale dei minori.
Gli insegnanti non sono tuttologi e come giustamente avviene in Finlandia sono affiancati da specialisti.
La nostra protesta è a favore dei ragazzi con problemi, delle loro famiglie e non contro.

Rileggere bene invece di prendere fischi per fiaschi!

Sono io delusa di questi interventi che denotano superficialità!

paniscus ha detto...

perchè si da per scontato che chi paga l'iscrizione ad un corso lo frequenti, e quindi eccoti l'attestato anche se magari non ci è andata mai una volta.

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Cioè, esattamente quello che certe famiglie dei nostri alunni (bes o non bes) pretendono per i propri figli: che il solo fatto di essere iscritti a scuola conferisca loro il diritto automatico alla promozione e ai voti più alti possibile, e che prendano un titolo di studio senza il minimo sforzo e la minima responsabilizzazione, anche se non hanno oggettivamente imparato niente.

L.

Gruppo di Firenze ha detto...


A commenti come quelli che hanno postato Alfonso Masciocchi, Antonella Lentini, Nico Marino e Antonio Schiavi si potrebbe anche rispondere pregandoli di rileggere con più attenzione la lettera al Ministro sui Bes. Ci pare infatti che vi abbiano trovato cose che nessuno ha scritto e ne abbiano tratto conclusioni sul nostro gruppo che non hanno fondamento in tutto quello che si può leggere nel nostro blog.
Per limitarci, e con molta sintesi, a quanto abbiamo detto e ridetto a proposito degli insegnanti:
- Siamo per una seria selezione in ingresso, che accerti la preparazione disciplinare e metodologica, ma anche le capacità relazionali e comunicative.
- Insistiamo, da soli o quasi, sul dovere di escludere tempestivamente dall’insegnamento i docenti incapaci o poco seri (assenteismo, ritardi, scorrettezze ripetute nei confronti degli allievi, eccetera).
- Abbiamo sempre lavorato, anche prima di costituire questo gruppo, sulla necessità che gli insegnanti si diano un codice di principi etici della professione, che indichi i loro principali doveri nei confronti degli studenti, delle famiglie, dei colleghi e della professione stessa;
- Tra questi doveri professionali c’è senza alcun dubbio quello di continuare ad aggiornarsi durante tutta la carriera scolastica. La base di questo aggiornamento per noi deve essere il continuo lavoro di confronto seminariale tra colleghi, integrato quando occorre da apporti esterni, mentre sono da evitare i corsi in stile “campagna di rieducazione” che troppe volte ci hanno afflitto in questi decenni.
Venendo alla lettera sui Bes, essa riflette la nostra convinzione che sia sbagliata non (ovviamente) l’esigenza di saper rispondere meglio alle difficoltà dei ragazzi, ma un approccio normativo che:
- si illude di migliorare la qualità dell’insegnamento imponendo ai consigli di classe procedure, protocolli, linee guida di gruppi di lavoro spesso dequalificati, schemi generici di Pdp, con il rischio di favorire – non necessariamente per cattiva volontà, ma per l’oggettiva difficoltà dei problemi da affrontare – adempimenti pro-forma, consistenti per lo più nell’abbassare gli obbiettivi (cosa che nel primo ciclo e in una certa misura può anche essere legittimo). Per noi l’alternativa a questo approccio consiste in una scuola più attrezzata, sia materialmente (aule speciali, sussidi didattici), sia professionalmente, nel senso di una maggiore disponibilità di consulenze specialistiche che – nel rigoroso rispetto dei diversi ruoli – aiuti i docenti nel loro compito, come avviene in Finlandia, e costituisca nello stesso tempo una modalità di formazione sul campo molto migliore di certi corsi spesso puramente teorici;
- definisce il bisogno educativo speciale in modo così ampio da farci rientrare praticamente ogni tipo di difficoltà temporanea o permanente, anche se la seconda circolare ha in parte, ma senza sufficiente chiarezza, cercato di restringere tale definizione;
- in particolare, abolisce di fatto la necessaria distinzione (certo non sempre facile) tra effettive difficoltà di apprendimento, che permangono nonostante gli sforzi del discente, e le forme di insufficiente impegno e di mancanza di responsabilità, e si propone di risolvere tutto sul piano didattico, abrogando di fatto qualsiasi ipotesi di intervento educativo (tra cui, se necessario, opportune sanzioni educative), anche in collaborazione con le famiglie. A questo proposito abbiamo ricordato il richiamo dell’Ocse all’influenza fondamentale della disciplina sui risultati scolastici, influenza ignorata da questa normativa (e purtroppo non solo da questa).
Tutto questo rappresenta un punto di vista, contro cui si può certo contro-argomentare; un po’ più difficile ci sembra definirlo “il lamento del lazzarone che non ha voglia di mettersi al passo coi tempi e non intende aggiornarsi”. Ma abbiamo fiducia che i nostri interlocutori a questo punto ce ne diano atto.

Anonimo ha detto...

Mi scusi signora Ludovica io non capisco proprio questa sua frase:

"Inoltre si denuncia la piaga di dichiarare bes e lavarsi le mani come Ponzio pilato, ragazzi che non si impegnano e\o altri per cui vi è necessità di avvisare il tribunale dei minori."

se il ragazzo è stato dichiarato bes lo è stato fatto da un medico qualificato, lei stessa dice che non è un tuttologo e quindi non può vedere in lui quello che vi ha visto il medico, quindi come può dire a ragion di causa che il solo problema è che non si impegna? o che il problema è la famiglia?

Alfonso Masciocchi ha detto...

C'est le ton qui fait la chanson
e il tono di questa lettera aperta suona come il rintocco di bronzi a chi giudica senza amore...

Alfonso Masciocchi ha detto...

C'est le ton qui fait la chanson
e il tono di questa lettera aperta suona come il rintocco di bronzi a chi giudica senza amore...

paniscus ha detto...

per l'anonimo che ha scritto la seguente perla: se il ragazzo è stato dichiarato bes lo è stato fatto da un medico qualificato,

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Ah sì?

E da quando in qua il BES è una malattia, è una disabilità, è un disturbo della salute, che fa parte del prontuario clinico e che può essere diagnosticato da un medico???????

Ma roba da pazzi.

Il BES è una procedura interna alla scuola, che viene attivata dalla scuola, per ragioni didattiche e in ambito esclusivamente didattico.

Se è vero che c'è qualche medico che ha colto la palla al balzo per mettersi a stilare direttamente "diagnosi di BES", in cui si certifica che "Pincopallino è affetto da un BES", come se si diagnosticasse che è affetto da allergia, da cardiopatia o da depressione...

...vuol dire che è un ciarlatano profittatore in malafede che dovrebbe essere cacciato a pedate fuori dall'albo della sua professione.

L.

Gattamorgana ha detto...

Avete mai giocato al titolo capovolto?

Vi faccio un esempio.
Questo è un titolo di qualche giorno fa:

CHOCH A TREVISO
Rom armati cercano di sbattere anziani fuori case popolari, per occuparle

Provate a capovolgerlo:

CHOCH A TREVISO
Italiani armati cercano di sbattere anziani Rom fuori case popolari, per occuparle

CHE NE DITE?
Cosa sarebbe successo?
Ve lo dico io: denunce per razzismo, commissione europea, si sarebbe smosso persino il PAPA!!!

COMINCIATE A CAPIRE?....

Adesso proviamo con uno stralcio della lettera.

Gentile Ministro Giannini,
nell’anno scolastico che si avvia al termine le scuole hanno cominciato ad applicare la normativa SULL'INTEGRAZIONE DEI BAMBINI ROM. È il momento, quindi, di fare un bilancio della sua applicazione. E le testimonianze che ci arrivano dalle scuole confermano le nostre iniziali preoccupazioni.
Non poche famiglie, infatti, chiedono alla scuola, talvolta probabilmente con l’aiuto di un MEDIATORE CULTURALE COMPIACENTE, un Piano Educativo Personalizzato come scorciatoia per rimediare a uno scarso profitto scolastico, non motivato da effettive difficoltà di apprendimento. Alcune reagiscono preannunciando ricorsi nel caso che i docenti non ritengano giustificato il PEP.
D’altra parte, l’intervento dei consigli di classe, quasi sempre privi dell’indispensabile sostegno di competenze specialistiche e di strumenti didattici adeguati, spesso non può che tradursi in un puro e semplice abbassamento degli obbiettivi; e non è certo questo il modo migliore di aiutare gli alunni con problemi di apprendimento.

VISTO???? Provateci a mandare in giro una cosa del genere, VI MANGIANO VIVI.

Questo è razzismo bello e buono. Se sono a conoscenza di casi di truffa e di false diagnosi denunciassero il tutto e se ne prendessero la responsabilità.

Altrimenti a nome dei miei figlii e di tutti i bambini che giorno dopo giorno lottano con questa difficoltà,

a nome di tutte le mamme e i papà che giorno dopo giorno lottano al fianco dei loro bambini contro l'ottusità di certi insegnanti,

a nome dei bambini di ieri, adulti di oggi, che porteranno per sempre nel cuore un grumo incandescente di dolore, insicurezza, umiliazione e rabbia per aver avuto una diagnosi tardiva ed una carriera scolastica simile ad un percorso ad ostacoli dell'orrore,

a nome dei medici seri, dei logopedisti, dei neuropsichiatri che giorno dopo giorno ci aiutano a trovare la strada giusta,

a nome di tutti gli insegnanti che, con umiltà e amore fanno la differenza nella scuola e nella vita dei nostri figli...

A nome di tutti noi PRETENDO PUBBLICHE SCUSE!!!!

Ludovica ha detto...

Per Anonimo e gli altri.

Desidero far conoscere il mio punto di vista che in fin dei conti condivido con il Gruppo di Firenze.

Sono contraria ai Bes in quanto:

- non è affatto (come dice anche paniscus) sempre un handicap e quindi una patologia CERTIFICATA da un neuropsichiatra dell'Ausl dietro richiesta dei genitori. (caso a parte sono i disturbi specifici di apprendimento).
E CHI NON LO SA è SOLO UN IGNORANTE E BASTA!

- non ci sto al fatto che un Consiglio di classe o di interclasse si IMPROVVISI NEUROPSICHIATRA e dia la diagnosi di Bes ad un ragazzo come pretende il Governo con le sue ambigue e ignoranti leggi circolari fatte con i piedi e da gente del Ministero incompetente.

- non condivido le "nozze con i fichi secchi" di stile governativo che vuole addossare tutto sui docenti curriculari in modo tale da diminuire se non LICENZIARE IN MASSA GLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO (attuale piano Cottarelli sulla diminuzione drastica del pubblico impiego ai fini della spendew revieau).

- non condivido l'insegnante tuttologo. L'insegnante nonostante tutti i corsi di aggiornamento (certe volte barzelletta in quanto fatti con i piedi) NON HA TITOLO a fare il NEUROPSICOLOGO, l'assistente sociale e...a breve...anche la badante che cambia il pannolone (a presto lo faremo se continua così a far gli stupidi)

- non ci sto a elevare ( o abbassare) al rango di Bes un ragazzo fancazzista e viziato oppure un ragazzo che ha problemi di violenza o disagio in famiglia.
Questi problemi la scuola deve risolverli responsabilizzando il ragazzo e la famiglia anche con una bocciatura a fine anno se non ha raggiunto gli obiettivi minimi (nonostante tutti gli sforzi dei docenti) e suggerendo alla famiglia di rivolgersi a professionisti specifici (come avviene in Finlandia e in altri paesi civili) oppure se vede la latitanza della famiglia SEGNALANDO ai Tribunali dei minori o agli Assistenti sociali il caso.

Ci sto, invece:
- ad un serio aiuto organizzato a ragazzi e famiglie che hanno di bisogno dietro serio impegno di queste ultime.

- a un impegno del Governo ad organizzare seriamente il sostegno e non al modo delle "nozze con i fichi secchi"
Se non hanno soldi come dicono che tolgano il carrozzone INVALSI!

SONO STATA CHIARA O ANCORA VOLETE MENARE IL CAN PER L'AIA PERCHE' INVECE DI LEGGERE E RIFLETTERE DOVETE SPARARE CAVOLATE in questo blog DIMOSTRANDO DI NON AVER LETTO NULLA???

ATTIVIAMO I NEURONI. Non facciamoli dormire e neanche stare fulminati.

E alla fine leggetevi questo link dei GENITORI TOSTI:

http://www.orizzontescuola.it/news/genitori-tosti-contrari-alla-direttiva-ministeriale-sui-bes

Ludovica ha detto...

E lei gattamorgana. Da chi pretende le scuse? Non si capisce affatto e neanche il perchè.
Lei risulta molto confusionaria.
Si spieghi meglio.

Anonimo ha detto...

Difesa Civica egr. #gruppo di firenze, in merito a quanto scritto da Voi e cioè che non poche famiglie, infatti, chiedono alla scuola, talvolta probabilmente con l’aiuto di un medico compiacente, un Piano Educativo Personalizzato come scorciatoia per rimediare a uno scarso profitto scolastico e non motivato da effettive difficoltà di apprendimento, sarebbe doveroso recarsi nelle rispettive procure e rispettivi ordini denunciando il tutto e pubblicando copia delle relative denunce. In mancanza di ciò, vi invitiamo a riflettere sulle vostre affermazioni. In attesa di riscontro, cordialmente vi saluto

Ludovica ha detto...

Vorrei sapere di più di chi sin autonomina in questo blog come "Difesa civica".

Chi è lei?

Quello che ha scritto non presuppone il fatto che non abbiamo ragione sulle negatività della legge sul Bes e sul fatto che avvengano certe cose.
Da ora in poi, stia tranquillo/a che appena saprò di notizie di reato farò immediata denuncia alle autorità competenti.
E' una promessa.
Per il resto le dico che sto aspettando di leggere cose intelligenti e serie invece di sciocchezze frutto di dinformazione e di poco senso critico sia sulle tematiche del Bes che sulle proposte del gruppo di Firenze.

Giorgio Ragazzini ha detto...

Perché nella lettera abbiamo scritto "talvolta probabilmente con l’aiuto di un medico compiacente" (e dovremmo forse aggiungere "uno psicologo")? Perché abbiamo avuto comunicazioni da colleghi che hanno forti sospetti in materia. Ovviamente non abbiamo nomi e cognomi, ma ci sembra doveroso, nello scrivere al Ministro, a cui chiediamo prima di ogni altro cosa un'indagine su tutta la materia, segnalare in forma ipotetica questo rischio. Con questo non mi sembra che si screditi la categoria dei medici o quella degli psicologi. Peraltro, anche il fatto stesso di certificare qualcosa per cui non è prevista la certificazione mi pare già una forzatura e una forma di pressione indebita sul consiglio di classe.

Anonimo ha detto...

Vorrei sapere di più di chi sin autonomina in questo blog come "Difesa civica".

Chi è lei?

Quello che ha scritto non presuppone il fatto che non abbiamo ragione sulle negatività della legge sul Bes e sul fatto che avvengano certe cose.
Da ora in poi, stia tranquillo/a che appena saprò di notizie di reato farò immediata denuncia alle autorità competenti.

Difesa Civica,
non ci basta quanto da Lei dichiarato, se Sapete qualcosa e un vostro dovere da cittadini inteligenti e responsabili di recarvi nelle rispetive Procure a denunciare i Corrotti e corrutori.
ma da quanto si capisce Lei non ha fatto ancora niente.
fiduciosi di riscontro, cordialmente saluto.

Maria Grazia Suetta ha detto...

Nella lettera che come Gruppo di Firenze per la scuola del merito rivolgete al Ministro della Pubblica Istruzione, noto che fate riferimento alla scuola della Finlandia, ebbene vorrei precisarvi che la Finlandia non si distingue solamente per la presenza di psicologi e assistenti vari degli insegnanti, ma anche e soprattutto perchè la Finlandia applica una pedagogia inclusiva, che mira a non abbandonare nessuno per strada, una pedagogia che unisce all'uso di strumenti informatici l'insegnamento di discipline artistiche e manuali, come ad esempio la falegnameria, perchè ognuno possa trovare il suo modo di apprendere. Una scuola ove al termine di 45 minuti di lezione vi è sempre l'intercallo, spesso svolto all'aperto. Una scuola che non causa fallimento scolastico, perchè non valuta i propri studenti, ma cerca di far sbocciare le migliori qualità di ognuno. Una scuola pubblica per la cui realizzazione lo Stato finlandese ha adottato i principi dell'educazione steineriana. Principi che sono l'esatto contrario di una "scuola del merito", quale quella che voi propugnate.

Ludovica ha detto...

Esimio anonimo che si autodefinisce in questo blog "Difesa civica", io sono l'utente Ludovica e non un rappresentante del Gruppo di Firenze come il prof. giorgio Ragazzini. Per piacere attivi i neuroni.

Per cui io non mi sono venuta a trovare nelle situazioni descritte dal prof. Ragazzini e non ho nulla da avere rimproverato da lei.

Veda di comprendere meglio le persone e quello che dicono.

Inoltre se si è definito "Difesa civica" ossia una presunta associazione, ci dia nome e cognome e sede, altrimenti sarà trattato da troll e ignorato.

Anonimo ha detto...

Lodovico chi, non si in alberi, in vece di parlare faccia il suo dovere da cittadino modello, vada in procura.

Anonimo ha detto...

salve ..ho un figlio certificato dsa...la madre di un suo compagno ha sempre considerato fortunato il mio bimbo .....a lui basta quel "poco"...diceva....il tuo bimbo può fare meno compiti....e cosi via dicendo....Oggi il compagno di mio figlio è un bes...e orgogliosi lui e la madre sventolano a diagnosi quasi come una vittoria alla lotteria....e mentre la sera impugnavano il certificato...la mattina seguente il suo banco era già apparecchiato con mappe ecc ecc..informando lui stesso i prof della nuova "condizione" prima che la madre depositasse il certificato in segreteria ...Ora io dico ....non sono un medico x decidere chi si e chi no....xrò i furbetti ci sono!!

Anonimo ha detto...

salve ..ho un figlio certificato dsa...la madre di un suo compagno ha sempre considerato fortunato il mio bimbo .....a lui basta quel "poco"...diceva....il tuo bimbo può fare meno compiti....e cosi via dicendo....Oggi il compagno di mio figlio è un bes...e orgogliosi lui e la madre sventolano a diagnosi quasi come una vittoria alla lotteria....e mentre la sera impugnavano il certificato...la mattina seguente il suo banco era già apparecchiato con mappe ecc ecc..informando lui stesso i prof della nuova "condizione" prima che la madre depositasse il certificato in segreteria ...Ora io dico ....non sono un medico x decidere chi si e chi no....xrò i furbetti ci sono!!

Anonimo ha detto...

salve ..ho un figlio certificato dsa...la madre di un suo compagno ha sempre considerato fortunato il mio bimbo .....a lui basta quel "poco"...diceva....il tuo bimbo può fare meno compiti....e cosi via dicendo....Oggi il compagno di mio figlio è un bes...e orgogliosi lui e la madre sventolano a diagnosi quasi come una vittoria alla lotteria....e mentre la sera impugnavano il certificato...la mattina seguente il suo banco era già apparecchiato con mappe ecc ecc..informando lui stesso i prof della nuova "condizione" prima che la madre depositasse il certificato in segreteria ...Ora io dico ....non sono un medico x decidere chi si e chi no....xrò i furbetti ci sono!!

paniscus ha detto...

Una scuola pubblica per la cui realizzazione lo Stato finlandese ha adottato i principi dell'educazione steineriana.


Ah sì? E dove sta scritto questo?

Dove sarebbero le fonti di una tale affermazione?

Quasi sicuramente non è vera.

Ma casomai fosse vero che il sistema di istruzione pubblica di un intero stato avesse deciso di ispirarsi integralmente a dei principi di 100 anni fa, messi insieme con le conoscenze scientifiche e culturali di 100 anni fa e MAI aggiornati...

...nonché inventati di sana pianta da un bizzarro autodidatta che da un giorno all'altro decise di improvvisarsi tuttologo esperto di pedagogia, di medicina, di agricoltura, di musica, di architettura e di teatro messi tutti insieme, e che dichiarava apertamente che, per per elaborare tali teorie, andava a leggersele nel Grande Archivio Cosmico mentre si faceva i trip astrali fuori dal corpo...

...beh, vuol dire che in Finlandia stanno decisamente alla frutta.

E rigorosamente biodinamica.

L.

V.P. ha detto...

Giorgio Israel su DSA, BES: “Occorre un deciso passo indietro”. La legge 170/2010 andrebbe rivista prevedendo commissioni miste e sanzioni per diagnosi ingiustificate

di Eleonora Fortunato – 5 marzo 2014

L’intervista a Giorgio Israel continua con un’energica requisitoria contro la medicalizzazione dell’istruzione, che attira lauti interessi economici, e contro la legislazione attuale sui Disturbi specifici dell’apprendimento, che demagogicamente lascia aperto il varco a tanti abusi.

In un suo recente intervento si è soffermato sui cosiddetti Bes, ponendo il problema dei rischi per la didattica ordinaria se l’insegnante deve concentrarsi su troppi percorsi personalizzati, e ha detto che spesso questi bisogni sono riconducibili semplicemente alle differenze individuali. Ci vuole spiegare meglio? Consiglierebbe al neoministro di fare un passo indietro (cosa in parte già fatta anche dall’ex ministro Carrozza, che né ha voluto spingersi a una normativa né ha lasciato un quadro limpido sulla materia)?

L’argomento è complesso e meriterebbe un trattamento a fondo. Mi permetto di rinviare a un discussione dettagliata che ne ho fatto in un video. In linea generale, sono fermamente contrario alla tendenza di trasformare la scuola da luogo di insegnamento e apprendimento a centro di assistenza sociale e alla tendenza alla medicalizzazione della scuola. Sono convinto che occorra fare un deciso passo indietro sui Bes, e non soltanto.

Rilevava poi una contraddizione tra l’ossessione per le misurazioni standardizzate e la tendenza a una didattica sempre più individualizzata. Come se la spiega?

È forse la contraddizione tra due ideologie che si contendono il campo della scuola. È una contraddizione bizzarra: da un lato, si critica tutto ciò che non è “oggettivo” (con una concezione puerile e rozza dell’oggettività che nessuna persona che abbia una seria cultura scientifica potrebbe condividere), proscrivendo i giudizi dell’insegnante in quanto soggettivi e indicando come stella polare l’ideale della standardizzazione; e, dall’altro, si pensa a una scuola in cui tutto sia plasmato su percorsi strettamente individuali. Sono due punti di vista inconciliabili. Di fatto, l’unico approccio che può conciliarli è proprio quello del buon senso del buon insegnante, che persegue obbiettivi il più possibile comuni e tendenti verso l’ottimo e tenta di elevare tutti gli allievi verso questi “standard” più elevati, con un’attenzione speciale ai singoli casi e cercando di recuperare gli allievi in maggiore difficoltà.

SEGUE

V.P. ha detto...

SEGUITO

Ha criticato l’ambiguità della definizione di dislessia (non è un disturbo, non è una disabilità, ma poi la si tutela come se lo fosse) sottolineando che molte diagnosi vengono certificate con eccessiva leggerezza. Rimetterebbe perciò mano alla legge del 170/2010? In che modo?

Non contesto affatto la definizione di dislessia. Contesto la definizione assurda che si dà dei DSA (Disturbi specifici di apprendimento) nella legge. Chi abbia un minimo di cultura storica sa che l’uso del prefisso “dis” risale alla medicina ippocratica che concepiva la malattia come una perdita dell’armonia naturale: rottura dell’“eucrasia” (come equilibrio armonico del corpo) verso la “discrasia” (prevalenza o insufficienza di una delle componenti che determinano quell’equilibrio). Come tale è rimasta nella medicina (anche in inglese, malattia come “disease”): il dis-turbo è una rottura della “normalità”, una malattia. Secondo la legge i DSA si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche o di deficit sensoriali.
Quindi non sono un “disturbo”, non sono una malattia. Ma non sono neppure riconducibili a una mera difficoltà di apprendimento. Non si sa cosa siano. La verità è che chi ha trovato una simile formula insensata l’ha fatto per aderire a un punto di vista demagogico: i vostri figli, pur se DSA, sono normalissimi – anzi, come si dice spesso, sono più intelligenti degli altri – ma hanno delle “difficoltà”. Per reggere in piedi questa assurda baracca concettuale c’è chi poi parla (in contraddizione con la legge) di “diversità” neurologiche, chi di “diversità” genetiche, non portando alcuna prova seria di tali affermazioni. Peraltro, mentre la dislessia è un disturbo noto e accertato, gli altri DSA sono di recente definizione, e di definizione discutibilissima, in certi casi evanescenti e inafferrabili, come nel caso della discalculia. Non c’è dubbio che molte diagnosi sono effettuate con leggerezza e che questa legge induca le famiglie che non vogliono avere problemi a far diagnosticare i loro figli di discalculia, così non dovranno vedersela con un 4 in matematica, e anche alcuni insegnanti pigri a liberarsi dei casi difficili. Come al solito, è molto difficile pensare che si possa rimettere mano a una legge demagogica, dopo che si sono aperte le porte della stalla: è una legge che prevede addirittura facilitazioni sul lavoro per le famiglie con DSA…
Se prevalesse un atteggiamento serio però qualcosa potrebbe essere fatto. Per esempio, definendo in modo diverso le commissioni preposte alla diagnosi, oppure sottoponendo a revisione attenta da parte di commissioni con una composizione mista le diagnosi effettuate da psicologi o neuropsichiatri che spesso non hanno alcuna competenza matematica o lessicale. Occorrerebbe prevedere una normativa con sanzioni nel caso di diagnosi ingiustificate, proprio come accade quando si conferiscono pensioni di invalidità sulla base di false certificazioni. Questo è tanto più necessario in quanto ci si muove su un terreno molto più scivoloso e ambiguo delle malattie puramente fisiche: non è difficile verificare se uno è cieco o no, ma la diagnosi di discalculia o disgrafia è altamente opinabile. D’altra parte, se si è voluto scendere su questo terreno il rigore è doppiamente d’obbligo. Altrimenti, si dovrebbe tornare a una definizione seria e approfondita di questi “disturbi”, senza linciare chi vuole discuterne razionalmente.

SEGUE ANCORA

V.P. ha detto...

SEGUITO

Si pensi all’altro “disturbo” accreditato, l’ADHD, o sindrome del bambino agitato. Questo fu introdotto a partire dagli studi dello scienziato statunitense Leon Eisenberg, deceduto nel 2009. Di recente il giornalista tedesco Jörg von Blech ha pubblicato un’intervista di Eisenberg da lui raccolta pochi mesi prima della morte, in cui Eisenberg si mostrava preoccupato di aver aperto un vaso di Pandora di quella che chiamò “fabrizierte Erkrankung”, ovvero una “malattia inventata”!… Quindi, in un ambito così ambiguo nulla è scontato. Tanto dovrebbe bastare per assumere un atteggiamento critico circa una tendenza alla medicalizzazione dell’istruzione che è stimolata da pesanti interessi economici.

http://www.orizzontescuola.it/news/giorgio-israel-dsa-bes-occorre-deciso-passo-indietro-legge-1702010-andrebbe-rivista-prevedendo-

Anonimo ha detto...

"A proposito della lettera sui Bes del Gruppo di Firenze" di Giuseppe Torchia in Orizzontescuola 16/06/2014

http://www.orizzontescuola.it/news/proposito-della-lettera-sui-bes-del-gruppo-firenze

Ludovica ha detto...

Le contestazioni sono finite? Non ci credo.

Anonimo ha detto...

Mah ... sono i misteri ialiani. Come ci sono i ciechi che guidano, ci sono i discalculici che fanno il liceo scientifico (io ne conosco uno!).

Anonimo ha detto...

P.S.: leggo dell solito mito della Finlandia. Lo sapete che lì l'università è rigorosamente a numero chiuso e molti diplomi non vi danno accesso?