lunedì 22 ottobre 2012

LOTTA DURA SÌ, MA IL COLLEGIO NON È UN’ASSEMBLEA SINDACALE


Alcuni giorni fa al liceo scientifico Leonardo da Vinci di Firenze ed al liceo scientifico Agnoletti di Sesto Fiorentino è stato deciso dal collegio dei docenti il blocco delle attività pomeridiane per protestare contro la proposta governativa di aumentare l’orario settimanale degli insegnanti da 18 a 24 ore; nei prossimi giorni in altre scuole verranno prese iniziative analoghe.
La proposta governativa è grave: per l’ennesima volta si svilisce il ruolo dei docenti, non si coglie la specificità professionale e culturale del loro lavoro, si fanno valutazioni di tipo burocratico ed impiegatizio della loro funzione. Va da sé che anche le proteste e le forme di lotta devono tenere conto di questa specificità dell’essere insegnante ed è per questo che, pur condividendone le ragioni, non mi convincono iniziative come quelle dei due licei di Firenze e di Sesto, che anzi possono produrre reazioni negative tra le famiglie, tra gli studenti e nell’opinione pubblica.
Per prima cosa il Collegio docenti delibera sulla didattica e se decide il blocco delle attività pomeridiane lo dovrebbe fare solo per ragioni didattiche e non come forma di protesta. In secondo luogo viene in questo modo coartata (almeno in teoria) la libertà dei docenti, fosse anche uno solo, di non aderire a questo tipo di protesta e di svolgere invece un’attività che a lui sembra essenziale per la sua didattica. Mi pare molto più corretto che siano le Rappresentanze sindacali della scuola ad indire un’assemblea sindacale, anche in coda alla riunione del collegio, la quale decida l’eventuale sciopero delle attività aggiuntive o quant’altro. In questo modo non è la scuola stessa come istituzione a decidere di sospendere alcuni aspetti del servizio, ma i singoli insegnanti in base ai loro diritti sindacali. Mi sembra anche singolare che siano i dirigenti a partecipare a queste iniziative: è sicuramente degna di merito la loro solidarietà con i loro docenti, ma il loro status è diverso e come comandanti della nave dovrebbero governarla durante le tempeste e non unirsi all’ammutinamento dell’equipaggio… (S.C.)

mercoledì 17 ottobre 2012

I PRESIDI TOSCANI AGLI STUDENTI: PROTESTATE CON RESPONSABILITÀ E INTELLIGENZA

Il gruppo dei presidi toscani che l'anno scorso si rivolse agli studenti con la lettera aperta Cari studenti, non è con le occupazioni che si difende la scuola pubblica tiene aperto il dialogo con un nuovo appello, presentato stamani a Firenze ai numerosi giornalisti presenti.  
Leggi.
Video.

lunedì 15 ottobre 2012

INSEGNARE 24 ORE È SOLO PUNITIVO

Il "Corriere della Sera" ha pubblicato ieri questo commento di Paolo Ferratini, docente di materie letterarie nei licei e più volte membro di commissioni ministeriali. Leggi

domenica 14 ottobre 2012

VEDIAMO SE È VERO CHE L'AUMENTO DI ORARIO "CE LO CHIEDE L'EUROPA"...

Confronto tra l'orario di insegnamento in Italia e negli altri paesi europei (da "Orizzonte Scuola"). Leggi

venerdì 12 ottobre 2012

È MAI ESISTITA UNA CATEGORIA A CUI SI AUMENTA L’ORARIO DI LAVORO DEL 33%?

“Il dato per certi versi più sorprendente riguarda l’altissima incidenza di diagnosi psichiatriche (64%) che tocca livelli impensabili, se si considerano gli stereotipi che gravano sulla professione docente considerata una sorta di “mezzo servizio”. D’altra parte quella dell’insegnante è una helping profession, cioè un lavoro di relazione con il prossimo tra i più delicati in assoluto: riguarda infatti un’utenza particolare (bambini e adolescenti) e prevede con la stessa un rapporto unico nel suo genere perché “continuato” per più ore al giorno, tutti i giorni, per nove mesi consecutivi e per cicli di 3 o 5 anni. Ne consegue un’usura psicofisica importante che, proprio in ambito psichiatrico vede le sue maggiori conseguenze.” (Vittorio Lodolo D’Orìa, Inidoneità dei docenti: le patologie che la determinano, ottobre 2012).
Il ministro Profumo e l’intero governo dei tecnici, che della realtà scuola non hanno  la più pallida idea, fanno senza dubbio parte di coloro che considerano una sorta di “mezzo servizio” la professione di insegnante. Altrimenti non gli sarebbe potuto venire in mente un’enormità come quella di far passare l’orario di cattedra da 18 a 24 ore nella scuola secondaria, invece di diminuire quello dei maestri. Così come avrebbero tenuto presente il recente, smisurato aumento dell’età pensionabile, abbattutosi ciecamente su una categoria sfibrata e demotivata, per la quale caparbiamente tutti i governi hanno ignorato la necessità di finanziare lo studio e la prevenzione dello stress professionale. Lo sanno anche i bambini che se l’orario è di 18 ore settimanali, ciò è dovuto al fatto che si tratta di una professione complessa, che ha bisogno di preparazione, progettazione, correzione di prove, valutazione: il che ne richiede almeno altre 18. Hanno invece voluto aggiungere lo sberleffo al danno: in cambio niente aumento (sarebbero almeno 500 euro), ma ben 15 giorni in più di ferie. Da godere ovviamente durante … le ferie. (GR)

Leggi il testo del provvedimento (articolo 3, p. 9 di quello pubblicato sul sito del "Sole 24Ore")

venerdì 28 settembre 2012

CON LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO LA SCUOLA PERDE CREDIBILITÀ

C'è da chiedersi come mai la notizia della sentenza con cui il Consiglio di Stato ha riabilitato una studentessa sorpresa a copiare all'esame non abbia finora suscitato alcuna eco. Lo si considera un peccato veniale? C'entrerà la diffusa indulgenza verso i giovani? Si ignora il nesso tra scuola di oggi e societa di domani? Tanto più meritoriamente, comunque, Giovanni Belardelli la riprende con un articolo sulla prima pagina del "Corriere della Sera", sintetizzando molto bene il problema e le sue implicazioni. Tra le quali la possibilità che cresca il numero dei docenti che, vedendo uno studente copiare, preferiscono "girarsi prudentemente dall'altra parte". Leggi.

martedì 25 settembre 2012

LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI: SE SI È BRAVI O UN PO' ANSIOSI SI PUÒ COPIARE

Andateglielo a dire ai vostri allievi che le regole si rispettano e basta, a maggior ragione se si tratta di esami di Stato. Continuate a parlare di merito, di lealtà, di responsabilità. Perseverate pure nella convinzione che la scuola, insieme alla famiglia, abbia il compito di educare futuri cittadini degni di questo nome. Sappiate però che il Consiglio di Stato si è schierato dalla parte dei copioni, con una sentenza che dichiara illegittima l'esclusione dagli esami di una candidata sorpresa a copiare da un palmare. La giustificazione di questa “curiosa decisione”, come la definisce “ItaliaOggi” “è che l’esclusione sia stata disposta senza tener conto dell’intero curriculum scolastico della candidata e del fatto che l’episodio fosse da attribuire ad «uno stato d’ansia probabilmente riconducibile anche a problemi di salute»”. In un paese già devastato dalla carenza di etica pubblica, dalla corruzione e dall’indulgenza programmatica di molte vulgate pedagogiche ammantate di moderno approccio relazionale, ci mancava anche la corrività del Consiglio di Stato verso chi imbroglia agli esami.
L’articolo di “ItaliaOggi”.
La sentenza del Consiglio di Stato. 

martedì 18 settembre 2012

LAUREE FALSE, VALORE LEGALE E MADRI TIGRE

Partendo da un’inchiesta calabrese sulle laurea falsificate, Gian Antonio Stella sottolinea con forza la necessità di educare i ragazzi – come figli e come studenti - all’impegno e al sacrificio, prendendo esempio dai paesi orientali che primeggiano nelle classifiche Ocse-PISA. E ripropone l’abolizione del valore legale della laurea. Leggi.

giovedì 13 settembre 2012

LA FATICA DI INSEGNARE. Relazione di Valerio Vagnoli al Convegno "Star bene a scuola"

Per iniziativa della Gilda degli Insegnanti, si è tenuto oggi a Firenze il convegno STAR BENE A SCUOLA: dalla valutazione dello stress lavoro correlato al miglioramento della qualità di vita. Al centro dell’attenzione il fenomeno dello stress professionale e del “burn out”, che ne rappresenta l’esito in non pochi casi, esaminato da molteplici punti di vista: normativo, psicologico, medico, sindacale. Valerio Vagnoli, preside dell’Istituto Alberghiero “Aurelio Saffi”, reggente all'Educandato del Poggio Imperiale e membro del Gruppo di Firenze, ha svolto la relazione La fatica di insegnare, che pubblichiamo qui di seguito. Leggi.

martedì 11 settembre 2012

FECE SCRIVERE CENTO VOLTE AL BULLO “SONO UN DEFICIENTE”. LA CASSAZIONE CONFERMA LA CONDANNA

“Si doveva fare qualcosa. Non si poteva stare a guardare o fare finta di niente. Tra il giusto e ciò che è necessario per i ragazzi, tra ciò che è legale o “leguleio”, e ciò che è importante per gli alunni, ho scelto la seconda via… Mi sono presa una responsabilità, ho fatto una scelta”. Continua a leggere.

domenica 9 settembre 2012

SENZA IMPEGNO NON C'È VERA AUTOSTIMA

Un articolo su "La Lettura" del "Corriere della Sera" conferma che si è parlato spesso a sproposito di questo obbiettivo, al centro di molti libri sull'educazione. Leggi.

venerdì 7 settembre 2012

COPIARE DOPO REAGAN E LA THATCHER

Il professor Marcello Dei replica alle valutazioni critiche che un lettore aveva postato in calce alla sua intervista alla "Tecnica della scuola", da noi ripubblicata il 27 agosto scorso. Dato che è passato qualche giorno e i due nuovi interessanti commenti potrebbero passare ormai inosservati, abbiamo ritenuto utile pubblicarli come post. Leggi. 

martedì 4 settembre 2012

IN FRANCIA SI INSEGNERÀ LA "MORALE LAICA"

Il ministro francese della pubblica istruzione vorrebbe introdurre nelle scuole una nuova materia, “la morale laica”. Il filosofo Giuseppe Bedeschi ha buon gioco a rispondere, citando vari autori, che di morali laiche non ce n’è una sola e che il compito della scuola in una società democratica è “quello di illustrare tutte le fedi e tutte le concezioni, con adeguata informazione storica e dottrinale”.
Si può certamente restare sul terreno dei programmi scolastici e fare anche proposte sensate, tenendo però ben presente che la formazione morale e civile non si acquisisce principalmente con lo studio (che serve per approfondirla e darle più solide fondamenta), ma grazie a un’educazione che fin dai primissimi anni di vita accompagni i futuri cittadini alla scoperta della realtà con le sue inevitabili limitazioni e abitui alla considerazione delle esigenze e delle opinioni altrui, allo spirito di collaborazione e alla consapevolezza che i doveri sono il fondamento dei propri diritti. La scuola italiana, in particolare, non ha bisogno di “parlare” di valori morali, ma di testimoniare con comportamenti coerenti di credere davvero nel merito, nella lealtà, nella giustizia, nella responsabilità.
La notizia da "La Stampa".
Il commento di Bedeschi sul "Corriere della Sera".

sabato 1 settembre 2012

HARVARD SCOPRE CENTOVENTICINQUE COPIONI: "UN TRADIMENTO INTOLLERABILE"

Si tratta - udite udite - di lavori da fare a casa, non in classe. Il rigoroso codice etico che gli studenti si impegnano a rispettare sarebbe quindi stato travolto, secondo l'articolo del "Corriere della Sera", forse anche a causa di una certa assuefazione al copia e incolla internettiano, ovviamente legittimato dal solito intellettuale "moderno". Leggi.

lunedì 27 agosto 2012

A LEZIONE DI IMBROGLIO. INTERVISTA A MARCELLO DEI (da “La Tecnica della scuola” n. 4 del 25 luglio 2012)

La "Tecnica della scuola" ha pubblicato, nel numero del luglio scorso, un'intervista col sociologo Marcello Dei, autore del noto saggio Ragazzi si copia (Il Mulino). La pubblichiamo ora integralmente per gentile concessione dell'autore e dell'editore. Leggi

sabato 25 agosto 2012

GIUDIZI, VOTI E VOTACCI. DUE PARERI A CONFRONTO

Nella scuola trentina non ci sono voti fino alla terza media; dopo non si può scendere sotto il quattro. La preside Veladiano sostiene questa impostazione con vari argomenti, tra i quali alla fin fine il più forte sembra essere il rischio del suicidio. Lodovico Guerrini del liceo classico senese si schiera a favore della gamma completa dei voti, “il mezzo più diretto, economico, semplice e trasparente per graduare i risultati dell’apprendimento”.
Intervento della Veladiano - Risposta di Guerrini.

giovedì 23 agosto 2012

L'ALUNNA CHE NON PUÒ BOCCIARE

Lo psicologo Osvaldo Poli, uno degli autori di riferimento per questo blog, analizza su “Famiglia Cristiana” il caso di un’alunna delle medie che da anni i genitori chiedono di bocciare per evitarle di arrancare penosamente. Niente da fare, il consiglio di classe la promuove regolarmente. Un caso in cui è evidente, conclude Poli, “che la promozione a tutti costi è funzionale alla scuola e non alla ragazza”. Leggi.

COME DOVEVA ESSERE E COME È DIVENTATA LA NUOVA FORMAZIONE DEI DOCENTI

Giorgio Israel, che a suo tempo aveva coordinato i lavori della commissione per il nuovo iter formativo degli insegnanti, indica su “Tempi” i responsabili dell’assalto alla diligenza che ne ha smantellato gli aspetti innovativi. Ci vorrebbe un ministro autorevole, che… Leggi.

domenica 19 agosto 2012

L’USO INTELLIGENTE DELLE NUOVE TECNOLOGIE

Sulla Domenica del Sole 24 Ore il filosofo Roberto Casati , in un articolo intitolato “Far lezione in tre tempi”, porta un interessante esempio del suo “modico” uso delle nuove tecnologie nella didattica universitaria. In vista della lezione gli studenti inviano a un blog le domande o le riflessioni suscitate dalla lettura, ad esempio, di un articolo e il professore struttura la lezione frontale anche in funzione di quello che gli studenti hanno scritto. Casati illustra i diversi vantaggi e i soddisfacenti risultati di questa articolazione in più tempi della lezione, sia sul piano dell’efficacia didattica che della valutazione, ma colpisce positivamente l’atteggiamento pragmatico e la totale assenza dell’acritico entusiasmo per le tecnologie informatiche di cui molti vati delle nuove frontiere didattiche irrorano i loro interventi.
Nella seconda parte dell’articolo il professore allarga la riflessione alla scuola, commentando ( e prendendo con le pinze) uno studio del Censis sulla percezione che studenti, docenti e genitori hanno delle nuove tecnologie nella didattica. In merito scrive Casati nelle conclusioni: “ Si può essere digitali di nascita ma restare tutta la vita incantati da una tecnologia di cui non si comprendono i meccanismi e che viene quindi vissuta in modo quasi magico.” Leggi

mercoledì 18 luglio 2012

DRAMMATICAMENTE URGENTE UNA SVOLTA A FAVORE DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

Ogni anno in questo periodo i giornali tornano ad occuparsi della formazione professionale in virtù dei dati che annualmente la CGIA di Mestre (associazione degli artigiani e delle piccole imprese) rende pubblici e che confermano una volta di più che decine e decine di migliaia di posti di lavoro non potranno essere coperti perché mancano giovani preparati a farlo. Continua a leggere.

giovedì 12 luglio 2012

DIETRO LE CIFRE SU PROMOSSI E BOCCIATI

Come ogni anno, i giornali riferiscono le modeste variazioni percentuali sui promossi e i bocciati come se si trattasse di svolte importanti. In ogni caso le cifre vanno interpretate, altrimenti non servono a nulla, come nota Giorgio Israel sul "Messaggero", tanto più in presenza di una diffusissima "licenza di copiare". Su "Libero", Marcello D'Orta torna con valutazioni equilibrate sul tema "bocciare/non bocciare".

mercoledì 11 luglio 2012

BREVE NOTA SULLA MATURITÀ 2012, di Marcello Dei

Marcello Dei insegna sociologia dell'educazione all'Università di Urbino. Tra le sue opere, La scuola in Italia (2012) e Ragazzi, si copia (2011).

1.      ANTEPRIMA
  Il 62% dei candidati cercherà di tenere il cellulare durante le prove (Sondaggio SWG su 1.418 studenti, marzo 2012).
2.     BILANCI
Secondo un sondaggio realizzato da Studenti.it, quasi il 60% dei maturandi è riuscito a copiare in occasione del temuto "quizzone".
Il test multidisciplinare affrontato oggi dagli studenti è la prova più temuta di tutta la maturità per il 64% dei 1034 ragazzi che hanno partecipato a un sondaggio di Studenti.it: non si conoscono le materie, né gli argomenti. Ma all'uscita reazione contrastanti tra i maturandi: facile per alcuni, difficile per altri. E il 58% dichiara di essere riuscito a copiare (LINDA VARLESE “La Repubblica” 25.6.12 ).
Nonostante le precauzioni prese dalle scuole i maturandi riescono a comunicare con l'esterno - spiega Marta Ferrucci, responsabile di Studenti.it -, indipendentemente dal tipo di prova e dalla modalità con cui queste vengono trasmesse. Come mai? la risposta è nella dichiarazione che ha fatto un prof qualche giorno fa: 'Le nostre cattedre sono ricoperte di modelli vecchissimi di cellulari mentre in tasca probabilmente i maturandi tengono l'i-Phone di ultima generazione".
3.     RETROSPETTIVA
        Nel biennio 2010-1012 la tendenza delle copiature è sostanzialmente stabile. Complessivamente i copiatori perdono 5 punti percentuali, però i copiatori totali (Ho copiato tutto) crescono di 2, i copiatori medi (Ho copiato abbastanza) ne perdono 8 e i moderati  (Ho copiato un po’) restano invariati. Il lieve calo dei copiatori mancati (Ho provato senza successo -4%) è non è certo da attribuire a un rafforzamento della vigilanza.


Ho copiato tutto
Ho copiato abbastanza
Ho copiato un po’
Ho provato senza successo
Non ho avuto bisogno di copiare
2010
30% 
18%
13%
12%
23%
2011
32%
10%
13%
16%
27%

Fonte: Studenti.it
        L’ultima colonna della tabella è interessante. Mette in luce la mentalità degli autori dell’indagine in materia di copiature. La risposta prevista per chi non ha copiato riceve la motivazione d’ufficio “Non ho avuto bisogno di copiare”. Come se non esistessero studenti che non copiano perché rispettano il divieto. 

mercoledì 4 luglio 2012

DA BARBIANA UN'ALTRA LETTERA: QUESTA VOLTA ALLE MAESTRE DI PONTREMOLI

“Se un operaio sbaglia il 25 per cento dei pezzi, la colpa non è dei pezzi non riusciti, ma dell’operaio che quanto meno viene sanzionato”. Questa è la conclusione di Michele Gesualdi, che presiede la Fondazione intitolata al priore di Barbiana, a proposito delle maestre di Pontremoli, responsabili della bocciatura di cinque bambini. Continua a leggere.

giovedì 28 giugno 2012

LETTERA DI UN PRESIDE AGLI STUDENTI CHE HANNO COPIATO

Cari studenti,
prima dell’inizio di questi esami di Stato avevamo sperato che il Ministro intervenisse per richiamare tutti – insegnanti e candidati - al rispetto delle regole. Dovrebbe essere, questo, il primo compito della scuola: contribuire a farvi diventare cittadini consapevoli e dotati di sensibilità e responsabilità sociale. Continua a leggere. 

lunedì 25 giugno 2012

IL COMUNICATO STAMPA NON PUBBLICATO DEL DIRIGENTE SCOLASTICO DI PONTREMOLI

Riceviamo dal Dirigente dell’Istituto comprensivo “Tifoni” di Pontremoli il testo del comunicato stampa da lui inviato ai giornali il 12 giugno e non pubblicato da nessun organo di informazione. Continua a leggere.

UNO STUDENTE SU CINQUE CONOSCE IN ANTICIPO LA TERZA PROVA

Lo sostiene Skuola.net. L'ennesima notizia di reato in ambito scolastico su cui temiamo che né la magistratura né il Ministero, sempre pronto a farlo per le bocciature, indagheranno. La "Gazzetta del Mezzogiorno" dà la notizia col titolo più adeguato. Leggi.

domenica 24 giugno 2012

E SE ANCHE CHI BOCCIA FOSSE DALLA PARTE DEGLI ULTIMI?

"La scuola coinvolge quasi 10 milioni di bambini e ragazzi, le relative famiglie e un milione di lavoratori. Ed è ancora la porta attraverso cui tutti crescono, diversi ed eguali, nell’incontro con l’altro da sé. Continua a leggere.

sabato 23 giugno 2012

RIFLESSIONI SUI BAMBINI BOCCIATI A PONTREMOLI

Si è per il momento conclusa la vicenda dei bambini di prima elementare di Pontremoli, ai quali la scuola aveva ritenuto opportuno far ripetere l’anno, in modo da recuperare con calma le basi indispensabili per l’apprendimento. La decisione è stata confermata, con più dettagliate motivazioni, dal consiglio di interclasse, dopo le ispezioni e le osservazioni del Ministero. Continua a leggere. 

GLI STUDENTI ONESTI ABBANDONATI DAL MINISTRO

Secondo alcuni sondaggi almeno tre o quattro ragazzi su dieci hanno ammesso di aver copiato tutto, uno o due abbastanza e due solo un pochino; qualcuno ha aggiunto che i professori hanno “dato una mano”. Quanto alla minoranza che non copia, di cui il Ministro si è infischiato, Massimo Gramellini nel suo Buongiorno così si esprime:   “Il rimanente 32 % è vivamente pregato di lasciare il paese per manifesta incompatibilità ambientale”. Anche la “Tecnica della scuola” sostiene che chi doveva controllare non lo ha fatto.
Il ministro Profumo aveva il preciso dovere di garantire alla collettività che i risultati degli esami non sarebbero stati falsati e che quindi i soldi dei contribuenti non sarebbero stati sperperati in un’esercitazione nazionale di diseducazione alla legalità. Ha invece snobbato con aria di sufficienza l’idea di usare la tecnologia per impedirne un uso truffaldino. Alla fine un bocciato ci sarà di certo: lui.

mercoledì 20 giugno 2012

SILENZIO DEL MINISTRO PROFUMO SULLA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI DI STATO

COMUNICATO STAMPA
Sono cominciati gli esami di Stato, ma il governo non ha sentito il dovere di difenderne la credibilità, che da anni viene gravemente minata dalle notizie di stampa e dalle testimonianze di molti esaminatori sulla diffusa tolleranza – e in qualche caso la complicità – verso chi copia.
Che il problema sia grave lo dimostra il fatto che centinaia di insegnanti e di prèsidi, in questi giorni come un anno fa, hanno chiesto al Ministro di prendere tutti gli opportuni provvedimenti per garantire il regolare svolgimento delle prove. Tra questi anche il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Giorgio Rembado, e il segretario nazionale della Uil Scuola, Massimo Di Menna.
Da parte del Ministro nessun accenno, nel suo saluto agli studenti, ai valori della lealtà e della responsabilità. Nessun richiamo ai loro doveri professionali per le commissioni esaminatrici. Nessuna disposizione per ostacolare l’uso di internet.
Per il Ministro Profumo va dunque tutto bene. Invece ancora una volta saranno danneggiati i candidati che studiano e vengono lasciati soli i tanti docenti e dirigenti che cercano di educare i futuri cittadini alla responsabilità e al rispetto della legge; e non con le belle parole, ma con l’esempio. Spiace che anche il Ministro di un governo che si è più volte richiamato alla serietà, al merito e alla legalità abbia perso un'occasione così importante.
POSTILLA

Solo dopo l'invio del comunicato stampa, siamo venuti a conoscenza di questa dichiarazione del ministro profumo. Questa è la sua cultura della legalità, queste le garanzie che fornisce all’opinione pubblica sulla correttezza degli esami.
16 giugno 2012. Dall’intervista al Ministro Profumo rilasciata al sito “Studenti.it”.
Domanda: “Qualche giorno fa Giorgio Rembado, il presidente dell’Associazione Presidi, ha fatto un appello a Lei, chiedendo al Ministero di acquistare dei “radar” anticellulare, da inserire nelle classi durante gli scritti della maturità. Non pensa che, in questa situazione di scarsità di risorse per la scuola, piuttosto che investire per proibire internet, bisognerebbe investire per promuoverlo, per insegnarlo?
Risposta del Ministro: “Beh, io non ho la cultura dei servizi segreti, ho la cultura in un’altra direzione, per cui non mi sembra una grande idea quella dei radar. Credo che le persone debbano essere convinte che l’esame è un momento importante della propria vita in cui è necessario che ciascuno si confronti con le proprie forze, venga valutata la capacità delle persone e il loro impegno nel loro lavoro”. 

sabato 16 giugno 2012

GLI ESODATI DEI PROFESSIONALI

Ho appena terminato di presiedere gli scrutini dell’ultima classe, una delle 14 prime dell’alberghiero che dirigo da quest’anno. Scrutini lineari e sereni, che tuttavia non scivolano addosso a nessun insegnante, soprattutto se hanno dato e fatto di tutto per non arrivare a certi risultati sconfortanti. Continua a leggere.

venerdì 15 giugno 2012

LA SERIETÀ IN MINORANZA. MEMORIE DI UN COMMISSARIO D’ESAME

A proposito di esami e delle relative forme di malcostume, pubblichiamo due lettere che un insegnante ha scritto a Marcello Dei dopo aver letto il suo saggio Ragazzi si copia. Abbiamo omesso il suo nome e alcuni riferimenti a luoghi e persone. Chi pensa che questi problemi siano quisquilie avrà di che meditare. Leggi

martedì 12 giugno 2012

5 BAMBINI RIPETERANNO LA PRIMA. E C'È SUBITO CHI CONDANNA SENZA PRIMA INFORMARSI

Alle elementari si boccia raramente, ma non è proibito dalla normativa (a particolari condizioni). Se un intero collegio dei docenti ha preso questa decisione, sarebbe bene che tutti tenessero i toni bassi e si informassero bene: giornali, opinionisti e politici. C’è invece chi azzarda subito condanne inappellabili, come GiordanoBruno Guerri sul "Giornale" o Francesca Puglisi, che in quanto responsabile scuola del Pd potrebbe un giorno diventare ministro dell’istruzione. Una lezione di giornalismo serio la dà il “Corriere Fiorentino”, con due misurati e informati articoli di Lisa Baracchi.

lunedì 11 giugno 2012

PIRANI: È PROPRIO IMPOSSIBILE INTERVENIRE PER GARANTIRE LA SERIETÀ DEGLI ESAMI?

Dal suo celebre articolo Professori, tornate al 7 in condotta sono passati più di undici anni. Mario Pirani, però, non ha mai smesso di occuparsi di scuola, senza farsi condizionare da problemi di schieramento; una scuola che deve essere seria e rigorosa, anche per contribuire alla creazione di una società più giusta. Oggi unisce la sua voce a quella di quanti chiedono che venga assicurata la massima correttezza degli esami di Stato. Leggi.

sabato 9 giugno 2012

INTERVISTA SULLA SCUOLA A RTV 38

La sera del 14 maggio è andata in onda su Rtv 38 un'intervista sulla scuola a Giorgio Ragazzini in rappresentanza del Gruppo di Firenze. Per motivi tecnici abbiamo dovuto dividere in due parti il filmato, che dura circa 15 minuti.

Prima parte
 

Seconda parte


venerdì 8 giugno 2012

I PRESIDI FIORENTINI SUL MERITO DEL MINISTRO

Sul "Corriere Fiorentino" alcuni dirigenti scolastici si esprimono in vario modo sul "pacchetto" di Profumo.

martedì 5 giugno 2012

SUL MERITO EQUIVOCI E PASTICCI

Il cosiddetto “Pacchetto del merito” di Profumo è stato salutato da una nutrita serie di no (alcuni di impronta benaltrista: il problema è la dispersione, è la scuola dell’infanzia, è l’aggiornamento, sono le competenze). Quasi tutti provengono da esponenti del Pd, tra cui l’ex ministro Fioroni, lo stesso che a suo tempo aveva deciso che gli studenti 100 e lode ricevessero un premio di mille euro.
Profumo aveva forse provato a prevenirle, queste critiche, aggiungendo al criterio del puro merito quello del reddito e – a quanto pare – quello dell’ “impegno sociale” (sic). Un pasticcio che non piace per nulla a Paola Mastrocola. Speriamo che dalla versione definitiva sparisca almeno il premio alle scuole che bocciano meno.
Purtroppo sul merito da noi si è riflettuto troppo poco, per via del discredito in cui era caduto. Nell'idea di "merito" se ne intrecciano due: il possesso di un talento e lo sforzo per valorizzarlo. Lo ricordava Giacomo Vaciago: “Quello che conta per essere giudicati positivamente … è l’impegno profuso a far crescere la dote iniziale, qualunque essa sia”*.
Non bisogna quindi identificare, secondo un equivoco piuttosto diffuso, il merito e l’eccellenza, che sicuramente va valorizzata. È per questo che abbiamo insistito fino alla noia sul “demerito”, tanto per i docenti che per gli studenti. Il primo, indispensabile passo per riconoscere il merito, infatti, è quello di non trattare chi si è impegnato seriamente come chi non ha fatto nulla per migliorare o si è comportato male.
È altrettanto vero che la scuola italiana deve offrire validi percorsi per venire incontro alla varietà dei talenti; ed è per questo che abbiamo insistito molto anche sull’importanza della formazione professionale per valorizzare le intelligenze che si esprimono meglio (e con maggiore soddisfazione) sul piano del saper fare. (GR)
* Per leggere l'intero articolo, clicca qui.

martedì 29 maggio 2012

PROFUMO VUOLE PREMIARE IL MERITO. NEL MODO GIUSTO?

In un commento sul “Corriere della Sera” di domenica, Andrea Ichino esprime una valutazione critica sul recentissimo annuncio del ministro Profumo di voler premiare gli studenti migliori. La vera urgenza, sostiene, è quella di premiare i migliori, sì, ma fra i docenti: "...La sperimentazione ministeriale “Valorizza”, nel passato anno scolastico, aveva disegnato un modo per identificare e premiare gli insegnanti migliori basato sulla loro reputazione all’interno di una scuola, misurata in termini di giudizi positivi dei colleghi, delle famiglie e degli studenti. [Continua a leggere].  (SC)

giovedì 24 maggio 2012

IL DISAGIO DELL'INCIVILTÀ

Che il congresso della Società Psicoanalitica Italiana sia dedicato al rapporto tra “Realtà psichica e regole sociali” è una buona notizia. Si può sperare che l'autorevolezza del consesso contribuisca a rimuovere un altro po' delle ingombranti macerie ideologiche che il persistere delle teorie “antiautoritarie”, senza il necessario recupero del principio di realtà, hanno lasciato su tutti i terreni: familiare, scolastico, sociale. “Un secolo fa – dice Sandro Bolognini, presidente della società – le regole erano molto rigide e il lavoro degli analisti tendeva a liberare gli individui da imperativi interni troppo opprimenti. Oggi c'è una patologia diffusa della perdita di ogni limite, tanto che qualcuno dovrebbe scrivere Il disagio dell'inciviltà”. Leggi

mercoledì 23 maggio 2012

RILANCIAMO L'INIZIATIVA SULLA REGOLARITÀ DEGLI ESAMI

Rembado (Anp): "La scuola è luogo di valori civili condivisi, oppure viene meno alla sua funzione".
Un anno fa 558 docenti e dirigenti delle scuole italiane sottoscrissero una dichiarazione che così si concludeva:
"Noi sottoscritti commissari e presidenti di commissione dichiariamo pubblicamente che ci impegneremo per far sì che gli esami si svolgano in un clima sereno, ma nel rispetto della legalità, dell’equità e dell’imparzialità, a tutela del prestigio della scuola italiana, di coloro che vi operano con ammirevole impegno e dei tanti studenti che si preparano con serietà a questa importante prova".
Questa pubblica assunzione di responsabilità riuscì a porre all'ordine del giorno il problema della regolarità degli esami, cioè ancora una volta del rispetto delle leggi, dell'etica pubblica e dell'educazione dei giovani a questi valori. Un contributo importante lo dette anche la contemporanea pubblicazione di Ragazzi si copia di Marcello Dei, che dimostrava una diffusa sottovalutazione morale del copiare e del far copiare.
Certamente la sensibilità in proposito è molto aumentata, ma modificare  in profondità un costume radicato richiede tempo e perseveranza. Soprattutto non ci pare adeguata la consapevolezza in proposito del Ministero dell'Istruzione.
Per questo abbiamo pensato di tornare sull'argomento e di riprendere l'iniziativa in due modi:
- scrivendo una lettera al Ministro anche a nome dei 558 firmatari (leggi);
- invitando questi ultimi e tutti quelli che volessero farlo (anche chi non lavora nella scuola) a inviare brevi messaggi al ministro Profumo (segreteria.particolare.ministro@istruzione.it) e per conoscenza ai sottosegretari Elena Ugolini (segreteria.ugolini@istruzione.it) e Marco Rossi Doria (segreteria.rossidoria@istruzione.it).
Ecco un esempio puramente indicativo di mail al ministro, che potrà essere integrato, rielaborato o sostituito a piacere:
Gentile Ministro, Le chiedo di garantire la regolarità dei prossimi esami di Stato, dando disposizioni per una vigilanza veramente rigorosa e mettendo in atto tutte le iniziative normative e tecniche utili a far sì che vengano premiati il merito e l'impegno invece della furbizia e della slealtà.
Una volta inviata la mail, vi preghiamo di inoltrarla anche a noi (gruppodifirenze@libero.it), per consentirci di avere un'idea del numero di messaggi spedito al Ministro. Vi invitimo inoltre a diffondere l'iniziativa.
Tra le lettere che fin qui ci sono state segnalate c'è anche quella del presidente della Associazione Nazionale Presidi (Anp), Giorgio Rembado. E' un contributo importante e molto sentito, che vale la pena di leggere.

lunedì 21 maggio 2012

DIDATTICA E NUOVE TECNOLOGIE. INTERVISTA A GIORGIO ISRAEL

Giorgio Israel torna sul tema delle tecnologie informatiche mettendo in guardia sulla loro acritica esaltazione. Guarda il video.
[Segnalato da Rossana Cetta]

domenica 6 maggio 2012

LA SCUOLA HA BISOGNO DI LEADER, MA...

Nella pagina delle opinioni sul “Corriere della Sera” del 5 maggio è stato pubblicato un interessante intervento di Attilio Oliva dell'associazione TreeLLLe: Ma anche la scuola ha bisogno di leader, in cui tra le ragioni della crisi della scuola italiana viene indicata la mancanza di leadership sia tra i dirigenti che tra i docenti. Per quanto concerne i dirigenti l'analisi è senz’altro corretta: carenza di formazione e di selezione rispetto alle capacità di governo della complessità della scuola, più sul piano della didattica che su quello della gestione amministrativa.
Riguardo alla figura del docente si insiste invece – previa definizione di un preciso profilo professionale – su una politica di premi ai migliori, attraverso le valutazioni della “comunità scolastica” (dirigente, colleghi, famiglie e studenti). Al solito si tace sul “demerito” (o in quale altro modo si voglia chiamare un livello troppo basso rispetto alla competenza o alla serietà professionale), come se il merito di tutti quelli che non demeritano non fosse altrettanto e più importante - per la qualità media della scuola - di quello dei docenti più bravi . Con la conseguenza di avere non la leadership distribuita, come viene definita da Oliva, ma una comunità di docenti divisa tra eccellenti da una parte e tutti i rimanenti dall’altra. Così il buon insegnante che fa il suo dovere si troverebbe a essere trattato come l’eventuale collega assenteista o incapace.
Inoltre, ai valutatori indicati da Oliva andrebbe quanto meno aggiunto qualche membro esterno (almeno un ispettore e un ex insegnante di notoria integrità), per prevenire la sempre possibile “cucina interna” delle valutazioni.
Infine, la leadership professionale veramente indispensabile all’autonomia scolastica dovrebbe essere costituita sì da bravi insegnanti, ma scelti per mettere a disposizione della scuola ulteriori talenti e competenze oltre alla capacità didattica, una sorta di "ministri" del governo scolastico: per l’aggiornamento, l’affiancamento dei nuovi colleghi, la progettazione di corsi, i sussidi didattici, e via dicendo. Naturalmente con procedure selettive più serie e incentivi più consistenti di quanto accada oggi per le cosiddette “funzioni strumentali”. (SC)