sabato 2 maggio 2020

PRECARI: UN’ALTRA SANATORIA CONTRO IL MERITO E LA COSTITUZIONE?


La qualità della scuola è legata in grandissima parte a quella degli insegnanti. Questo lo sanno e lo dicono tutti.  In Italia la storia della loro formazione e del loro reclutamento non riflette purtroppo questo assioma. Per decenni le università non hanno previsto corsi di didattica, laboratori, tirocini. Con il sessantotto è stata semidistrutta per anni la preparazione di chi le frequentava, soprattutto in àmbito umanistico. Di fronte poi all’aumento degli studenti degli anni ’70 si è scelta la strada di sostituire largamente i concorsi prescritti dalla Costituzione con le assunzioni ope legis, caldeggiate dai sindacati e con particolare veemenza dai settori della sinistra “di base” contrari “alla selezione”, che invece in pochi settori come l’istruzione è necessarissima. Nonostante  questo per fortuna nella scuola italiana ci sono stati e ci sono tanti buoni e ottimi insegnanti, quasi tutti largamente autodidatti sul piano metodologico. Accanto a loro però, proprio per via delle ripetute sanatorie oltre che per una formazione iniziale carente, ci sono stati e ci sono anche colleghi inadeguati, con il relativo grave danno ai diritti degli allievi; un problema verso il quale la pavida inazione del ceto politico ha come ovvia conseguenza il manzoniano “a chi la tocca la tocca”. E proprio in questi giorni, come spiega un esauriente articolo del “Corriere della Sera, un largo schieramento parlamentare sta assediando la ministra Azzolina perché rinunci, a causa dell’emergenza sanitaria, a far svolgere il concorso previsto per la prossima estate e immetta direttamente in ruolo tutti i candidati. Ci sarà quindi un’altra sconfitta del merito e della legalità costituzionale? Certo la convergenza di opposti schieramenti politici sulla richiesta di sanatoria fa temere il peggio.
In realtà, volendo dare per buono l’ostacolo dell’emergenza per non fare il concorso, (che oltre a tutto, notano le autrici dell’articolo, benché meglio dell’ope legis è più simile a una sanatoria che a una prova per meriti”), un’alternativa valida sarebbe questa: confermare per il prossimo anno scolastico i docenti precari attualmente in servizio e se necessario chiamarne altri, in modo da garantire i corsi di recupero o comunque un organico aggiuntivo non di ruolo per tutto il tempo che durerà l'emergenza scolastica. E, appena si potrà, si faranno i concorsi. Seri, però.
Giorgio Ragazzini

2 commenti:

bruno telleschi ha detto...

Gli ipocriti della "Repubblica" ignorano l'articolo 33 della costitizione repubblicana, ma si consolano pensando che il fascista sia Orban.

Blogger ha detto...

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