lunedì 25 luglio 2011
LA MORTE DI GIORGIO DE RIENZO
L’altra passione di De Rienzo era la scuola, a cui dedicava spesso i suoi articoli sul Corriere. Nel 2008, alla vigilia delle elezioni politiche, firmò, insieme ad altri quindici intellettuali e editorialisti, l’appello dai noi promosso e rivolto ai partiti e ai candidati per “Un partito trasversale del merito e della responsabilità nella scuola”. Recentemente ci aveva comunicato la sua convinta adesione all’iniziativa per un corretto svolgimento degli Esami di Stato e negli stessi giorni aveva scritto sul Corriere un bell’articolo intitolato “Appuntamento con la Maturità meglio la Paura delle Scorciatoie” in cui invitava gli studenti ad affrontare una prova importante magari con po’ di comprensibile timore, ma senza mortificarla con i trucchi e le scorciatoie che da più parti gli venivano suggerite o offerte.
martedì 19 luglio 2011
IL NUOVO LICEO ARTISTICO
(GdF)
giovedì 14 luglio 2011
I COPIONI E LA MERITOCRAZIA
venerdì 8 luglio 2011
AIUTINI E NON. CRONACHE DAGLI ESAMI DI STATO
Un episodio di cui non sono testimone diretto, che non si è svolto nella mia scuola, ma della cui realtà sono assolutamente certo data la persona che me lo ha riferito.
La terza prova comprende tre quesiti di matematica. Una candidata ne svolge, come meglio può, due e lascia l'aula in anticipo non essendo in grado di affrontare il terzo.
Commento del presidente ai membri interni che sorvegliavano attentamente perché nessuno copiasse (espresso ad alta voce e davanti agli altri alunni): "Non dovrei dirlo, ma mancavano ancora venti minuti, le conveniva restare e vedere se riusciva a copiare qualcosa".
Be', direi che effettivamente non doveva dirlo. CB
Complimenti per i vostri risultati e il vostro impegno. Ho appena finito di fare il Presidente presso un Alberghiero collegato con un serale professionale di gestione aziendale: i ragazzi (e gli adulti!) mi hanno colpito positivamente. Anche nell'onestà. Purtroppo spesso nei licei si mira al risultato (bersaglio grosso o scappatoia facile) e questo provoca quei comportamenti disonesti contro cui vi battete. In commissione mi ha colpito la professionalità e la dedizione dei precari (ce ne erano 4 su due sotto-commissioni): gente che aveva lavorato anche nel privato, barbaramente licenziata ogni due o tre mesi, ma che faceva il lavoro di insegnante come e meglio degli altri (tenete presente che chi parla è entrato con l'Ordinario 26 anni fa e precario non è mai stato). Questo per parlare con persone serie (Voi) e alludere ad altre meno serie. PB
Stiamo vivendo proprio ora la situazione specifica: copiatura durante la seconda prova (matematica) seguita da espulsione di uno studente, ispezione e tutto ancora in corso. LN, presidente di commissione.
Purtroppo sono co-protagonista dell'ultimo fatto rimbalzato sulla cronaca italiana. Presiedo la commissione degli Esami di Stato al Liceo classico in cui, durante lo scritto di latino, la professoressa-commissaria di latino e greco fu sorpresa a inviare, via sms, al figlio, che era candidato in un altro liceo (dove il preside è suo papà), la traduzione della versione assegnata dal ministero ai candidati. Professoressa che fu subito rimossa, su mia richiesta, anche se con qualche iniziale resistenza tra gli stessi " ispettori" preposti alla " vigilanza ". (Leggi la notizia su "Repubblica"). LM
Sto finendo (domani è l'ultimo giorno) gli esami come commissario esterno di matematica in un liceo scientifico della provincia di Roma. Il mio unico pensiero è "MAI PIÙ ". Non voglio mai più fare gli esami in cui non basta più avere cento occhi sui ragazzi, ora è d'obbligo tenere d'occhio i membri interni che, non so spiegarmi perché, come compito sulla Terra hanno quello di insegnare ai giovani la scorrettezza, la disonestà, l'imbroglio e chi più ne ha più ne metta.
All' apertura del plico contenente il testo della seconda prova la prof in esame si è offerta di fare le fotocopie e ne ha fatta sicuramente qualcuna in più per darla al complice di turno che ha risolto, anche con l'aiuto di internet, il compito, tant'è che le soluzioni erano tutte vergognosamente uguali, addirittura contenevano le stesse parole. Al mio disappunto e relativa correzione con voto non di eccellenza (notare che il voto che ho messo per simili situazioni non è mai stato insufficiente) la signora in questione mi diceva "Ma puoi provare che questo compito è copiato?", "Attenzione che poi partono i ricorsi", "La ragazza ritiene di aver svolto il compito correttamente e si aspetta 15 al massimo 14, non puoi darle di meno!" Ad ogni orale la squallida figura usciva, dopo la determinazione del voto, a raccontarlo ai suoi protetti e così ha fatto con le prove scritte. Dove è andato a finire il nostro ruolo di educatori? M.
lunedì 4 luglio 2011
BOTTA E RISPOSTA CON "TUTTOSCUOLA" SULLE COPIATURE AL TEMPO DI INTERNET
Secondo un’indagine svolta dal sito Studenti.it, in collaborazione con Swg, tra 600 partecipanti, i controlli sulle copiature effettuati in occasione della maturità 2011 - prima e soprattutto seconda prova - sarebbero inefficaci, al limite dell’inutilità: il 32% dei maturandi ha dichiarato di aver copiato tutto (l’1% in più dell’anno scorso), il 10% ha copiato abbastanza (l’8% in meno dell’anno scorso), il 13% ha copiato un po’ (come l’anno scorso) mentre un 16% ci ha provato senza riuscirci (4% più dell'anno scorso).
Solo il 27% ha dichiarato di non aver avuto bisogno di copiare perché era preparato mentre nel 2010 questo dato era stato del 23%.
Altre indagini, e le cronache dei vari media, blog e social networks, confermano il dato, e c’è da chiedersi a questo punto quale valore abbia una prova che si svolge in queste condizioni: o si trova il modo - al di là della buona volontà dei docenti cui ha fatto vanamente appello il ‘Gruppo di Firenze’ - di impedire le copiature, sia quelle tradizionali che quelle da smartphone, oppure si deve entrare in un’ottica diversa, consentendo l’uso di tutte le tecnologie a tutti gli studenti in occasione dell’esame (e anche prima) ma modificando le prove in modo che i docenti possano valutare la capacità degli studenti di trarre dalla rete le risposte ai temi e problemi assegnati.
A quel punto occorrerebbe evitare che gli studenti meno abili nell’uso delle tecnologie si facessero aiutare dai più bravi copiandone il lavoro, ma i più recenti software anti-cheating dovrebbero abbastanza agevolmente consentire di fronteggiare il problema. La vera difficoltà è costituita dalla resistenza di buona parte dei docenti (almeno di quelli attualmente in servizio) ad adottare metodologie di insegnamento/apprendimento basati sulle tecnologie. E dalla ancora insufficiente diffusione di computer, connessioni internet e wi-fi nelle scuole.
A commento di queste affermazioni, abbiamo inviato una lettera al direttore della rivista, che l’ha pubblicata e ha risposto a sua volta nella rubrica “Botta&risposta”. Leggi
martedì 21 giugno 2011
COPIARE È UN PO' COME RUBARE
È il titolo di un bell'intervento di Corrado Sancilio, dirigente dell'Istituto "Agostino Bassi" di Lodi e firmatario della Dichiarazione per la correttezza degli esami, pubblicato il 3 giugno scorso da "Il Cittadino.it", quotidiano del Lodigiano e del Sudmilano. Bisogna "abolire la cultura del copiare per sostituirla con la cultura del meritare". Ottima sintesi. Leggi l'articolo.
In attesa di fare un bilancio complessivo dell'eco mediatica che, grazie soprattutto ai 539 firmatari (a quest'ora), la dichiarazione ha riscosso, aggiungiamo alla precedente segnalazione una cronaca di Lorenzo Salvia sul Corriere.it, un articolo-sondaggio sul copiare di Paola di Caro (sulla stessa testata) e quello di Laura Montanari sulla cronaca fiorentina di "Repubblica.it". Molto apprezzabile la decisa campagna del Codacons per la regolarità degli esami (riportata da diversi quotidiani), con minaccia di chiederne eventualmente l'annullamento e la ripetizione.
domenica 19 giugno 2011
DA "LA STAMPA" DI OGGI
di Flavia Amabile
A fine maggio un gruppo di professori ha sentito il bisogno di convocare una conferenza stampa per presentare un appello che sembrerebbe scontato e, invece, non lo è per nulla. Il primo firmatario dell'appello è Rosario Salamone, dirigente scolastico del Liceo Classico Visconti di Roma. Chiedono agli studenti che affronteranno gli esami di non copiare. «Una scuola, infatti, in cui venga in qualche modo compromessa la regolarità degli esami, abitua gli studenti alla scorrettezza, commette un’ingiustizia verso chi conta solo sulle sue forze e infine svaluta il senso dell’esame come momento importante di verifica delle capacità degli allievi». Non copiate, insomma, per il vostro bene, affermano i professori e i presidi firmatari. E chiedono a tutti i professori di lavorare per la correttezza delle prove e al Governo una risposta concreta. Vorrebbero una presa di posizione, un provvedimento per impedire che - denunciano - «come in passato, alcuni siti pubblichino in tempo reale soluzioni e traduzioni, arrivando a inviarle su richiesta tramite sms».
L'appello è stato lanciato sul blog del «Gruppo di Firenze», nato nel 2005 sull'idea che la crisi della scuola «derivi in buona parte dalla svalutazione del merito, della responsabilità, del rispetto delle regole».Risposte? Da parte del governo nulla di concreto come nelle loro richieste. Da parte delle scuole si sono superate le 500 adesioni, una goccia nel mare di 140 mila persone che faranno parte delle commissioni d’esame alla sola maturità. (p. 13)
Anche se non si tratta propriamente di un "appello ai ragazzi", ma di una dichiarazione con cui oltre 500 insegnanti e dirigenti prendono l' impegno di far sì che gli esami siano seri e giusti, è senza dubbio importante che "La Stampa" abbia riferito dell'iniziativa, riportando con precisione la "ragione sociale" del Gruppo di Firenze, citando alcuni passaggi del documento e la richiesta al governo (contenuta in un recente comunicato stampa) di impedire a certi siti internet di “passare” il compito ai candidati.
Quanto al numero delle firme:500 sono poche? No, se si considera che un piccolo gruppo può contattare un numero limitato di docenti e di dirigenti; e si può quindi presumere che queste adesioni rappresentino una realtà molto più vasta (un po’ come i sondaggi), fatta di persone che anche la semplice notizia di un'iniziativa del genere può sostenere e incoraggiare nell'assolvimento del loro compito. (GR)
venerdì 17 giugno 2011
COMUNICATO STAMPA
la Dichiarazione per la correttezza degli Esami di Stato
Mentre si svolgono gli esami di terza media e a pochi giorni da quelli che concludono gli studi superiori, sono a oggi 517 i docenti e i prèsidi che pubblicamente dichiarano:
"Ci impegneremo per far sì che gli esami si svolgano in un clima sereno, ma nel rispetto della legalità, dell'equità e dell'imparzialità" (vedi dichiarazione allegata).
E' la rappresentanza di un'Italia che si assume le sue responsabilità contro la tacita regola del "chi te lo fa fare" e che difende e incoraggia la lealtà, il rispetto delle regole, l'equità, il riconoscimento del merito. Grazie a loro, sta crescendo la consapevolezza del ruolo decisivo della scuola nella formazione culturale morale, dei cittadini di domani.
Tocca ora al Governo corrispondere a questa dimostrazione di serietà e di senso delle Istituzioni, in primo luogo impedendo che, come in passato, alcuni siti pubblichino in tempo reale soluzioni e traduzioni, arrivando a inviarle su richiesta tramite sms.
Naturalmente dovrebbero essere diramate anche rigorose disposizioni sulla vigilanza durante tutte le prove scritte, in analogia con quelle relative alla prova Invalsi di terza media; vedi le pp. 6 e 7 dell'allegato tecnico. (16 giugno 2011)
GRUPPO DI FIRENZE
per la scuola del merito
e della responsabilità
Post scriptum per i frequentatori del blog:
Ecco come il sito ScuolaZoo si prepara ad aiutare gli esaminandi:
http://maturita.scuolazoo.it/
Niente da dire da parte delle autorità?
Nei giorni scorsi abbiamo inviato ai ministri Gelmini e Maroni una sollecitazione a intervenire: staremo a vedere.
lunedì 13 giugno 2011
LA GILDA DEGLI INSEGNANTI CONDIVIDE LA DICHIARAZIONE. INTANTO LE ADESIONI SUPERANO QUOTA CINQUECENTO
La dichiarazione degli insegnanti per la correttezza degli esami di Stato, ideata dal Gruppo di Firenze, ci trova consenzienti. Da tempo, la Gilda ha sottolineato con decisione che la professione dell´insegnante ha valenza pubblica, per mandato costituzionale e che perciò è necessario tutelare l´alta funzione, la credibilità e il prestigio della categoria e della professione stessa. I Principi etici della professione docente, di cui la Gilda si è dotata e che sono stati approvati dall´ Assemblea nazionale del 25-26 ottobre 2008 sono coerenti con ogni appello o dichiarazione che sottolineino la responsabilità verso la collettività, che affida alla scuola - e dunque in primo luogo agli insegnanti - il compito di educare le nuove generazioni e di trasmettere il proprio patrimonio culturale.
Un'importante associazione dei docenti italiani, dunque, si schiera a favore della pubblica assunzione di responsabilità da parte dei docenti e dei dirigenti in favore della correttezza degli esami di Stato; e con motivazioni particolarmente significative, in quanto ci ricordano che la scuola, istituzione fondamentale della Repubblica, ha un mandato dalla collettività, che implica tra l'altro l'esigenza di agire con correttezza e imparzialità.
giovedì 9 giugno 2011
COMMENTI DEI FIRMATARI DELLA DICHIARAZIONE PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI
ADERISCO!!! ERA ORA!!! - Renzo Stefanel
Nella riunione preliminare della commissione porterò all’attenzione dei colleghi il vostro documento per opportuna conoscenza. - Mario Bianchi
Aderisco con estrema convinzione alla vostra iniziativa e leggerò la dichiarazione durante la riunione preliminare d'esame. - Valter Laudadio
Mi congratulo con voi tutti. Finalmente onore al merito!!! - Anna Maria Paolino
Non ho la "firma facile", ma in questo caso condivido parola per parola il vostro appello e lo sottoscrivo volentieri. Sergio Palazzi
Se un' importante istituzione come la scuola nei passaggi cruciali, rappresentati dagli esami di Stato, non dà importanza al rigore e alla serietà del proprio agire, perde la sua strada. - Fiorenza Giovannini
Che bello vedere che c'è un gruppo di uomini che hanno ancora un'idea educativa forte! - Marco Radelli
I Professori appartengono a una Magistratura educativa e come membri silenziosi dovrebbero ispirare i loro comportamenti a un profilo e a una dirittura morale coerenti con l'appartenenza a questo Corpus. - Saro Salamone
Finalmente! Sono felice di constatare che almeno alcuni Capi di Istituito cominciano a pensare che la Scuola, quella con la S maiuscola, non è solo un luogo ove si parla, tanto, di legalità ma anche un luogo dove si applica la legalità, la si insegna, seriamente, soprattutto con l'esempio e l'impegno quotidiano e si agisce, nel rispetto delle regole, unico modo per valorizzare il merito e l'impegno. - Lorenzo Fergonzi
Anch'io ritengo sia giusto svolgere le prove con la massima correttezza ed equità. Sono convinto che l'appello susciterà critiche dai falsi moralisti che si sentiranno ingiustamente colpiti da questa dichiarazione. Comunque già il seguire scrupolosamente le modalità per la stesura della terza prova dovrebbe, almeno in teoria, consentire la regolarità della stessa. Ma sono anche le fughe di notizie su voti e giudizi che rendono il clima d'esame più "arroventato". Troppi docenti amano informare i propri studenti di tutto quello che accade in commissione. - Andrea Marchetti
Sono già tanti i "furbetti" nella nostra società, e alimentare questa cultura mi sembra proprio una rovina sociale. - Giuseppe Pallanti
Condivido completamente questa iniziativa volta a valorizzare la serietà e l'etica professionale di tanti insegnanti, in un contesto attuale nel quale la scuola pubblica è considerata come " inculcatrice " di valori comunisti. Con la speranza che si possa, in un prossimo futuro, da parte dei politici, riscontrare la stessa importanza sulla funzione educativo-sociale della scuola Pubblica. - Luciano Paccini
Anch'io voglio unirmi a voi perché condivido a pieno i vostri intenti.Sono favorevolissima a lottare per la riqualificazione della scuola Italianache tanto ha perso in credibilità in questi ultimi anni. Grazie per l'iniziativa - Paola Lupi
Con grande gioia sono d'accordo per il documento per gli esami veramente seri. Cerchiamo di pubblicizzare l'iniziativa sia nei collegi dei docenti sia in pubblico. - Luca Guerranti
Approvo pienamente quanto da voi scritto! - Caterina Lorenzoni
Aderisco con gioia alla vostra iniziativa, essendomi prodigata per anni (prima come Commissario, e negli ultimi dodici anni come Presidente) a garantire agli studenti un trattamento equo, corretto e sereno, nel pieno rispetto della personalità e delle diverse capacità di ciascuno, cercando di far emergere il meglio da ciascuno, senza favoritismi o pressioni. Grazie per l'occasione che mi date, porterò il vostro documento nella mia scuola. - Carmela Lello
Condivido pienamente il vostro appello. Ogni anno agli esami devo discutere con colleghi che confondono il rispetto delle regole con rigidità ed eccesso di pignoleria. - Mara Bettini
Aderisco alla vostra iniziativa per una scuola del merito, contro esami distato falsi e contraffatti. Grazie per ciò che fate per la nostra scuola!!!! - Patrizia Alessandri
Desidero prima di tutto esprimere al Gruppo di Firenze piena condivisione sullo spirito e sui contenuti della dichiarazione relativa allo svolgimento degli esami di Stato e alla correttezza dei comportamenti professionali dei presidenti e dei membri di commissione. Non ho pertanto difficoltà alcuna ad accogliere la tua richiesta di diffonderla tra gli iscritti, facendo pervenire loro dal sito dell’Anp e dalla community dei docenti un invito a sottoscriverla. - Giorgio Rembado, presidente Anp
Aderisco con piena convinzione alla dichiarazione scritta dal Gruppo diFirenze; non solo, dichiaro anche che da 26 anni dirigo scuole e mi sonosempre comportata così (come pure prima da docente). Mi congratulo per l'iniziativa! - Giovanna Maria Iorio
Aderisco convintamente al documento in cui trovo richiamati i valori fondanti la funzione prima della scuola, che per essere tale deve ispirarsi a modelli etici esemplari. Le generazioni che stiamo formando sono bombardati da esempi deboli e contraddittori, quando non anche poco edificanti...che aspettiamo? Risolleviamola, questa scuola! - Laura Fasiolo
Ho condiviso con entusiasmo e convinzione la “Dichiarazione sugli Esami di Stato” proposta dal Gruppo di Firenze. - Antonino Formica
Condivido e mi associo volentieri alla vostra iniziativa. 'Rari nantes in hoc mediocritatis gurgite...” - Pasquale Del Pinto
Condivido pienamente il testo ed il senso profondo della dichiarazione: una scuola che non sia anche scuola di etica non ha ragione d'essere. - Cecilia Pirolo
Sottoscrivo con piacere la dichiarazione sulla necessità di una piena correttezza nello svolgimento degli esami di stato, in quanto esprime con pienezza e chiarezza le mie convinzioni personali. - Felice Signoretti
Aderisco con entusiasmo alla Dichiarazione. - Donatella Purger
Cari colleghi, aderisco senz'altro al vostro appello. Per quanto mi riguarda, del resto, agli studenti delle mie classi propongo di sottoscrivere all'inizio dell'anno un 'patto d'onore' che li impegna a non copiare. - Paolo Aziani
Da sempre condivido i valori della responsabilità e del merito nella Scuola, perchè solo così si possono veramente formare i nostri studenti e ridare dignità alla Scuola e alle persone che vi operano. Certamente qualche volta ho avuto l'impressione di essere un "Don Chisciotte" che lotta contro i mulini a vento...ma fa piacere sapere che ci sono anche tanti colleghi che la pensano come me. La mia esperienza mi ha insegnato che alla lunga i ragazzi apprezzano il comportamento coerente di un docente. - Maurizio Gavazza
martedì 7 giugno 2011
A "ZAPPING" LA DICHIARAZIONE PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI
Chi volesse può ascoltare l’intervista che ci ha fatto Aldo Forbice durante “Zapping”, il programma di Radio 1 che va generalmente in onda verso le 19.45. L’inizio corrisponde al 38° minuto. Ascolta.
Il bilancio mediatico, ancora provvisorio, è senz’altro positivo: a "Zapping" va aggiunto l’articolo di Belardelli in prima pagina sul “Corriere della Sera”; la lettura del medesimo nel programma di Radio 3 "Prima pagina"; un'intervista a "Fahrenheit" al professor Dei, correttamente introdotta spiegando l'iniziativa; un post sul blog di una giornalista del Sole 24 Ore, Francesca Barbiero, oltre alla presenza del testo su numerosi siti, compresi quelli della Uil, dell'Anp e dell'Andis.
lunedì 30 maggio 2011
"INSEGNANTI, NON FATE PIÙ COPIARE AGLI ESAMI"
La giornalista del Sole24Ore Francesca Barbiero rilancia la notizia sul suo blog, integrandola con una testimonianza dal mondo studentesco ("I miei prof non dicono niente se teniamo i cell accesi. Scansiono a casa il libro e lo passo sul mio cell" e così via).
Ricordiamo che per sottoscrivere la dichiarazione, è sufficiente scrivere all'indirizzo gruppodifirenze@libero.it, indicando nome e cognome, ruolo (docente o preside), scuola e località.
Il documento verrà presentato in una conferenza stampa venerdì prossimo 3 giugno 2011, alle 12, presso il Liceo Visconti di Roma. Oltre ai promotori, interverranno il professor Rosario Salamone, preside del Liceo Visconti e primo firmatario fra i dirigenti; e il professor Marcello Dei, docente universitario di Sociologia dell’educazione e autore del recentissimo Ragazzi si copia, A lezione di imbroglio nelle scuole italiane (Il Mulino).
Sono stati invitati i dirigenti delle tre organizzazioni che hanno espresso apprezzamento e sostegno all’iniziativa: Giorgio Rembado e Gregorio Iannaccone, presidenti rispettivamente dell’Associazione Nazionale Presidi (Anp) e dell’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici (Andis); e Massimo di Menna, Segretario generale della Uil scuola.
sabato 28 maggio 2011
FIRMA LA DICHIARAZIONE DI INSEGNANTI E DIRIGENTI PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI DI STATO
La dichiarazione, a oggi firmata da 329 prèsidi e insegnanti, verrà presentata venerdì 3 giugno a Roma in una conferenza stampa che si terrà a mezzogiorno presso il Liceo Visconti.
Dichiarazione di insegnanti e dirigenti per la correttezza degli esami di Stato
Fra poco si svolgeranno gli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di studi. Negli ultimi anni i mezzi di informazione hanno riferito di numerosi casi in cui non è stato assicurato il loro corretto svolgimento. Questo danneggia fortemente la credibilità della scuola italiana e l’immagine degli insegnanti e dei dirigenti.
Non c’è dubbio che la maggioranza dei colleghi agisca in modo inappuntabile e faccia il possibile per garantire la regolarità degli esami. Siamo però consapevoli che un malinteso atteggiamento di “comprensione” nei confronti degli studenti e la diffusa tendenza a considerare inutilmente fiscale la fermezza nel far rispettare le regole (e in alcune situazioni anche pressioni esterne) possono spingere a “chiudere un occhio” se qualcuno copia, a giustificare o a tollerare indebiti aiuti e persino comportamenti gravemente scorretti, come fornire ai propri allievi traduzioni e soluzioni.
Va invece ribadito che certi atteggiamenti non sono affatto un modo di “fare il bene dei ragazzi” e che anzi feriscono la giustizia e il merito. Una scuola, infatti, in cui venga in qualche modo compromessa la regolarità degli esami, abitua gli studenti alla scorrettezza, commette un’ingiustizia verso chi conta solo sulle sue forze e infine svaluta il senso dell’esame come momento importante di verifica delle capacità degli allievi. Viceversa, l’esempio di comportamenti coerenti con i valori che si insegnano costituisce per i giovani la più efficace educazione alla legalità.
Noi pensiamo che il ruolo e l’immagine dell’istruzione pubblica si difendano certamente reclamando nuove leggi e finanziamenti più adeguati, ma anche facendo nel modo migliore la propria parte e assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità.
Ed è con questo spirito che noi sottoscritti commissari e presidenti di commissione dichiariamo pubblicamente che ci impegneremo per far sì che gli esami si svolgano in un clima sereno, ma nel rispetto della legalità, dell’equità e dell’imparzialità, a tutela del prestigio della scuola italiana, di coloro che vi operano con ammirevole impegno e dei tanti studenti che si preparano con serietà a questa importante prova.
[Per il testo con l'elenco dei firmatari:
http://gruppodifirenze2.blogspot.com/2011/05/dichiarazione-di-insegnanti-e-dirigenti_25.html]
martedì 24 maggio 2011
DOPO L'ANP E L'ANDIS, ANCHE LA UIL SCUOLA SI SCHIERA A FAVORE DELLA DICHIARAZIONE PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI
Gentile prof. Vagnoli,
condividendo i contenuti del documento che ci ha inviato, ben volentieri aderiamo all’invito di farlo veicolare tra i nostri iscritti, pubblicizzandolo anche sul nostro sito internet.
L’iniziativa, infatti, è perfettamente coerente con l’impegno per la tutela e la valorizzazione dell’impegno professionale dei docenti che da sempre contraddistingue l’azione della UIL Scuola.
Cordialmente
Massimo Di Menna
Segretario generale UIL Scuola
Caro collega Vagnoli,
desidero prima di tutto esprimere a te e, per tuo tramite, al Gruppo di Firenze piena condivisione sullo spirito e sui contenuti della dichiarazione relativa allo svolgimento degli esami di Stato e alla correttezza dei comportamenti professionali dei presidenti e dei membri di commissione. Non ho pertanto difficoltà alcuna ad accogliere la tua richiesta di diffonderla tra gli iscritti, facendo pervenire loro dal sito dell’Anp e dalla community dei docenti un invito a sottoscriverla.
Un caro saluto.
Giorgio Rembado
presidente Anp
Caro collega,
inoltrerò la proposta ai dirigenti dell'Associazione perché possano divulgarla.
Cordiali saluti
Gregorio Iannaccone
presidente nazionale ANDIS
domenica 22 maggio 2011
DUECENTONOVANTASETTE DIRIGENTI E DOCENTI HANNO FIN QUI FIRMATO LA DICHIARAZIONE PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI
Dichiarazione di insegnanti e dirigenti per la correttezza degli esami di Stato
Fra poco si svolgeranno gli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di studi. Negli ultimi anni i mezzi di informazione hanno riferito di numerosi casi in cui non è stato assicurato il loro corretto svolgimento. Questo danneggia fortemente la credibilità della scuola italiana e l’immagine degli insegnanti e dei dirigenti.
Va invece ribadito che certi atteggiamenti non sono affatto un modo di “fare il bene dei ragazzi” e che anzi feriscono la giustizia e il merito. Una scuola, infatti, in cui venga in qualche modo compromessa la regolarità degli esami, abitua gli studenti alla scorrettezza, commette un’ingiustizia verso chi conta solo sulle sue forze e infine svaluta il senso dell’esame come momento importante di verifica delle capacità degli allievi. Viceversa, l’esempio di comportamenti coerenti con i valori che si insegnano costituisce per i giovani la più efficace educazione alla legalità.
Noi pensiamo che il ruolo e l’immagine dell’istruzione pubblica si difendano certamente reclamando nuove leggi e finanziamenti più adeguati, ma anche facendo nel modo migliore la propria parte e assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità.
Ed è con questo spirito che noi sottoscritti commissari e presidenti di commissione dichiariamo pubblicamente che ci impegneremo per far sì che gli esami si svolgano in un clima sereno, ma nel rispetto della legalità, dell’equità e dell’imparzialità, a tutela del prestigio della scuola italiana, di coloro che vi operano con ammirevole impegno e dei tanti studenti che si preparano con serietà a questa importante prova.
lunedì 16 maggio 2011
MASTROCOLA VERSUS DE MAURO
L’argomento meriterebbe un po’ più di spazio; qui basta dire che “un tema” è pur sempre “un argomento”; e ce ne sono infiniti, che si possono trattare in infiniti modi, con i più diversi stili e con i più svariati obbiettivi. Insomma, abusus non tollit usum. E almeno la capacità della scrittura di meglio strutturare il pensiero la dobbiamo pur mettere sull’altro piatto della bilancia; al punto che il filosofo Luigi Lombardi Vallauri ha potuto dire, durante una sua lezione, che “nessuno sa veramente quello che pensa fino a quando non l’ha scritto su un pezzo di carta”.
L’intervento di De Mauro mi è tornato in mente leggendo oggi una risposta di Paola Mastrocola proprio al ministro linguista, che parlando al Salone del Libro l’aveva accusata di criticare la scuola pubblica esattamente come fanno Berlusconi e alcuni ministri di questo governo. E l’articolo dell’insegnante e scrittrice si intitola per l’appunto Chi ha ucciso il tema in classe è il vero nemico della scuola, dove per tema si intende soprattutto la trattazione di argomenti letterari. Per Paola Mastrocola, insomma, la battaglia contro il tema e a favore di scritture “funzionali” (l’autrice cita il “verbale”) ha contribuito non poco ad abbassare rovinosamente il livello culturale dei giovani. Leggi
Giorgio Ragazzini
domenica 15 maggio 2011
DALL'INVALSI UNA REPLICA ALLE CRITICHE
martedì 10 maggio 2011
TRE CONTRIBUTI CRITICI NEL GIORNO DELL’INVALSI
Sul “Corriere della Sera”, infine, Giovanni Belardelli sottolinea la “vera e propria fobia” verso ogni valutazione che è all’origine del boicottaggio propugnato dai Cobas.
Infine una precisazione, che abbiamo dovuto fare più volte: come i test di oggi, anche il tentativo di valutazione dei docenti messo in atto da Berlinguer, a cui Ricolfi fa riferimento, non fu respinto soltanto per le paure e il conservatorismo dei docenti, ma perché gli obbiettivi (creare la fascia dei docenti “più bravi) combinati con le procedure e i criteri adottati erano molto discutibili, tanto che Riccardo Chiaberge sul Corriere definì il tutto “un’avvilente lotteria” (vedi il post del 2 novembre 2008).
venerdì 6 maggio 2011
INVITO A FIRMARE UNA DICHIARAZIONE PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI DI STATO
Proprio in coincidenza (fortuita) con l'avvio della nostra iniziativa, è uscito un libro di grande interesse e del tutto in sintonia con le motivazioni che ci hanno spinto a prenderla. Si tratta di Ragazzi, si copia, di Marcello Dei, edito dal Mulino (Leggi la presentazione nel post precedente).
DICHIARAZIONE DI INSEGNANTI E DIRIGENTI PER LA CORRETTEZZA DEGLI ESAMI DI STATO
Fra poco si svolgeranno gli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di studi. Negli ultimi anni i mezzi di informazione hanno riferito di numerosi casi in cui non è stato assicurato il loro corretto svolgimento. (Continua a leggere>)
domenica 1 maggio 2011
UN LIBRO METTE A NUDO IL TABÙ DEL COPIARE

RAGAZZI SI COPIA. A lezione di imbroglio nelle scuole italiane, di Marcello Dei, il Mulino, marzo 2011.
Un altro tabù finalmente preso di mira: il copiare come peccato veniale, il far copiare come gesto di solidarietà. Il libro, frutto di una ricerca sul campo che ha coinvolto allievi delle elementari, delle medie e delle superiori, analizza un ampio ventaglio di dati e mette in discussione luoghi comuni, pseudo-giustificazioni, contorsioni mentali, evidenziando la generalizzata sottovalutazione del fenomeno, la diffusa tolleranza e non di rado la complicità da parte di molti fra i docenti e i presidi.
Dalla quarta di copertina:
Così copian tutti: i maschi come le femmine, i figli della borghesia come quelli degli operai, alle elementari come alle medie e alle superiori, nei licei come negli istituti tecnici e professionali, al Nord come al Sud. In molti casi a farlo sono 9 su 10. Dopo averlo fatto provano indifferenza o sollievo, ma anche soddisfazione e fierezza. Dobbiamo stupircene, in una scuola ormai arresa alla cultura del consumo, all'individualismo rampante, allo sprezzo delle regole? Gli studenti non si sentono impegnati a mettersi alla prova e migliorarsi, ma clienti/consumatori che "godono" di un servizio. Li incoraggia un clima di tolleranza che smentisce il principio di autorità, svuota di senso la cittadinanza, mina il rispetto della legalità. La pedagogia della comprensione è diventata benevolenza a buon mercato o addirittura complicità. Con la benedizione di tutti: genitori, insegnanti, ma anche raffinati intellettuali. In altre parole: copiare per diventare cattivi cittadini.